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Costa Crociera: Racconto di Silvia in Carrozzina Elettrica

26
luglio

La nostra amica Silvia ci fa leggere la sua Crociera sulla Nave con una Carrozzina Elettrica. Vediamo com’è andata. Grazie Silvia.

COSTA CROCIERA

NAVE: SERENA

ITINERARIO: PANORAMI D’ORIENTE: VENEZIA, BARI, OLIMPIA, SMIRNE, ISTANBUL, DUBROVNIK

Mezzo utilizzato: carrozzina elettrica

arrivo in nave

L’entrata all’interno della nave non presenta alcun problema in quanto all’imbarco a Venezia si trova una lunga passerella con angoli a gomito per ammorbidire la pendenza che sarebbe davvero eccessiva. Al termine della passerella si trova un piccolo gradino facilmente superabile con un piccolo scivoletto di legno preparato dal personale.

La nave è completamente accessibile ed è provvista di una quindicina di ascensori al cui interno c’è spazio per due carrozzine.

La cabina per disabili è piuttosto spaziosa con i due letti ad angolo retto che permettono la creazione di un piccolo vano dove si può girare la carrozzina anche di 360 gradi. Il bagno è spazioso, all’incirca sui 2 metri per tre. Il water è piuttosto basso e privo di maniglioni e doccetta mentre il lavandino ha una piccola colonna centrale che impedisce di avvicinarsi se non si tolgono le pedane della carrozzina. Inoltre il lavandino è scomodo in quanto il lavello in porcellana rende difficile la manovra di avvicinamento al rubinetto. Il sedile per la doccia fissato al muro è largo ma privo di braccioli per cui io ho optato per una sedia di metallo che hanno prontamente fatto arrivare in camera.

La discesa a Bari, Smirne e Istanbul è stata effettuata tramite una passerella di metallo (utilizzata da tutti i passeggeri) piuttosto ripida: per sicurezza qualcuno si deve mettere davanti a voi ed accompagnare lentamente la carrozzina nella discesa. Ad ogni modo per scendere c’erano sempre due o tre componenti dell’equipaggio pronti ad aiutarvi anche se ovviamente dovete spiegare di non toccare assolutamente il comando e dove mettere le mani sulla carrozzina.

A Olimpia invece abbiamo avuto una brutta sorpresa: alla fine della passerella di metallo c’erano ben tre gradini, per cui consiglio vivamente di mandare qualcuno a vedere l’accessibilità della passerella in quanto per il personale dell’equipaggio è tutto fattibile mentre noi sappiamo bene quel che si può fare con la carrozzina, specialmente se elettrica.

A Dubrovnik le cose sono state leggermente più complicate in quanto la nave attracca al largo e poi si raggiunge la costa con le scialuppe di salvataggio o le lance. Il dislivello per salire sulla piccola imbarcazione ha superato abbondantemente il mezzo metro, ma io e i miei amici con un pizzico di incoscienza abbiamo tentato lo stesso: i ragazzi dell’equipaggio ci hanno letteralmente sollevato da terra. Un po’ più drammatico è stato il ritorno: infatti il mare era mosso, per cui la lancia si alzava ed abbassava al ritmo delle onde. Ovviamente abbiamo beccato il momento in cui l’onda saliva per far alzare la carrozzina e rientrare all’interno della nave da crociera, ma ammetto che è stato piuttosto rischioso (con applauso dei passeggeri che guardavano basiti le nostre manovre). Io sono stata contentissima di aver deciso di scendere perchè Dubrovnik pur essendo piccolina è splendida, ma bisogna ’sentirsela’. :-)

Quando si rientra a Venezia lo sbarco è molto meno elegante dell’andata in quanto si scende di nuovo tramite la solita passerella metallica, mentre ovviamente la lunga passerella con angoli a gomito è riservata per chi si imbarca in attesa della partenza.

foto dalla nave

Silvia


Firenze accessibile a disabili: racconto di Chiara

23
marzo

Per il Turismo Accessibile non si può non parlare i Firenze. Vediamo grazie alla nostra amica Chiara quanto Firenze sia accessibile a disabili.

FIRENZE: PER FORTUNA CHE CI SONO GLI AMICI!

amici firenze

Meta di questo nuovo viaggio è Firenze, gita scolastica di 1° liceo (ovvero terza superiore per noi “classici”). Partiamo con l’idea di arrangiarci: treno e ostello, così da non aver legami e orari per cena e simili. Per motivi assicurativi scolastici dobbiamo però rivolgerci ad un’agenzia viaggi. Alla fine, si viaggerà in treno, ma si pernotterà e cenerà in un hotel. Sorvolando sui particolari emotivi e didattici, segue un riassunto dei tre giorni.

VIAGGIO

La partenza è da Schio (VI) alle ore 7.03 con un treno regionale che poi cambierà a Vicenza e a Padova. A Padova si prenderà la Freccia Argento diretta a Roma, ma con tappa a Firenze (S.M.N.). Per i treni, l’assistenza è a dir poco impressionante: ogni volta che il treno si ferma un assistente già mi aspetta per il cambio di carrozza e quindi di binario. Per i primi due treni la rampa non è necessaria perché a filo con la banchina, per la Freccia Argento quando arrivo è già pronta. Sempre per la tratta Padova-Firenze sono “costretta” a viaggiare in prima classe, mentre il resto della comitiva è in un’altra carrozza, ma il controllore non ci fa storie quando alcuni amici vengono a trovarmi. Nel viaggio di ritorno stessa storia, solo il treno Padova-Vicenza non è quello previsto e devo viaggiare nel vano biciclette, non passando la carrozzina dalle porte (foto). Nessun ritardo (riusciamo addirittura, con le dovute corse, a prendere una coincidenza appena 6 minuti dopo il nostro arrivo) e viaggio veramente ottimo.

TRASPORTI E SELCIATO

Dalla stazione (che fortunatamente è in centro città) prendiamo subito l’autobus (linea 1) attrezzato con pedana che ci porta nei pressi dell’hotel. Nei due giorni seguenti riprendiamo altre due volte gli autobus (linea 1 e 7), non sempre la pedana funzionava, ma i miei compagni mi hanno sempre caricata senza alcun problema.

Nota: i tram elettrici (nel nostro caso C3), che ci avevano assicurato essere accessibili, si sono rivelati un po’ problematici. Se ne vedevano con rampa, ma quello che abbiamo dovuto prendere noi ne era sprovvisto e un palo divideva l’entrata: senza un poggia-piede e parecchio ad incastro ci sono comunque stata.

Non si può essere così contenti invece della pavimentazione della città: sarà che sono abituata alla mia carrozzina elettrica (mentre qui sono andata con quella manuale) che attutisce certamente di più le buche, ma al ritorno ero piuttosto dolorante un po’ ovunque. Il selciato è vecchio: sampietrini e pietre assai malmesse, gli amici che mi spingevano erano spesso costretti a tenermi sulle due ruote posteriori.

Stessa storia per i gradini: frequenti e non sempre con una possibilità d’accesso ulteriore. Tutto comunque superabile con un po’ di buona volontà.

SISTEMAZIONE E PASTI

hotel accessibili firenze

stanza disabili hotel meridiana

foto bagno accessibile

L’hotel in cui alloggiavamo (Hotel Meridiana, via Don Minzoni) era abbastanza scomodo dal centro città. Essendo una gita di classe avevo richiesto una camera almeno da 3 persone, ma quelle accessibili erano solamente da due. Comoda, spaziosa, il bagno forse non accessibile a tutti (vedere foto): io ho risolto sedendomi sul water di lato. Essendo affacciata su una strada la camera era un po’ rumorosa, ma devo ammettere di esserci stata ben poco. La sala per la colazione era raggiungibile con l’ascensore, al piano sotto la hall.

Le cene, comprese nel prezzo, erano ubicate in un ristorante a parte, dall’altra parte della città. Non accessibile: un gradino all’ingresso e quattro dentro. Subito segnalato all’agenzia, con protesta. I pranzi, in autonomia, sono stati rapidi e in giro per la città.

MUSEI E VISITE VARIE

Tutti i musei e i luoghi che abbiamo visitato erano stati prenotati o c’era comunque stato un contatto telefonico per definire l’accessibilità e la possibilità per l’intera classe.

Santa Maria Novella è totalmente accessibile.

Palazzo Medici-Riccardi, dimora della famiglia fiorentina, è dotato di un ingresso laterale attrezzato, un ascensore e un montascale (come sempre molto traballante) per raggiungere le varie sale.

La Galleria dell’Accademia (dove c’è il David di Michelangelo, per intenderci) ha un gradino all’ingresso, ma dentro c’è ascensore e bagno accessibile.

Il Battistero di San Giovanni (di fronte a Santa Maria del Fiore) ha un gradino, ma poi è su un piano.

Il Duomo (Santa Maria del Fiore) è totalmente accessibile.

San Lorenzo (con la Sagrestia Vecchia di Brunelleschi) ha due gradini all’entrata, ma la sagrestia e la cripta sono attrezzate (pedana e montascale).

La chiesa di Orsanmichele ha tre gradini, pure scomodi da fare.

La chiesa di Santo Spirito è attrezzata con rampa laterale e Santa Maria del Carmine invece ha una bella rampa di scale sia per la chiesa che per la Sagrestia di Michelangelo.

La biblioteca Laurenziana è spettacolare, sul serio, ma preceduta da due rampe non indifferenti di scale (la prima stretta e assai ripida, la seconda con gli scalini stondati).

La cappella Brancacci, assolutamente da vedere, è raggiungibile dalla chiesa di Santa Maria del Carmine, mentre l’ingresso privato ha degli scalini più stretti. Mi spiego meglio: la cappella fa parte del transetto destro della chiesa, ma è gestita da un’associazione privata con entrata autonoma. Telefonicamente ci è stata detta totalmente inaccessibile, ma quando siamo entrati in chiesa un frate ci ha fatti passare dall’altare (tre gradini) e ce l’ha fatta visitare.

Gli Uffizi sono accessibili, rampa e ascensore (con porte strettine).

Il museo del Bargello (David di Donatello e altro) ha un gradino anche per raggiungere l’ascensore (un po’ un controsenso, ma fa niente).

Palazzo Vecchio è accessibile e molto bello, come anche il Convento di San Marco, con gli affreschi del Beato Angelico: da vedere assolutamente. Ponte Vecchio è facilmente percorribile.

Palazzo Pitti è accessibilissimo, i Giardini Boboli un po’ meno (foto in testa all’articoli). Le cappelle Medicee sono tremende: scale, scale e scale, ma molto belle da vedere, soprattutto la parte di Michelangelo.

Santa Croce, con le tombe dei Grandi italiani, è anch’essa comoda da visitare (entrata a destra) e la Cappella Pazzi si raggiunge da sinistra.

CONCLUSIONI

Firenze è una città spettacolare; la gente che la abita ancor di più; personalmente adoro il dialetto toscano. Fossi venuta con la carrozzina elettrica probabilmente avrei visto molto meno di quanto invece ho potuto visitare. Per fortuna tutti i miei compagni di classe si sono resi disponibili a spingermi e farmi salire i gradini quando ce n’era bisogno. Ridendo e scherzando alla fine abbiamo fatto cose veramente incredibili. Quindi, se avete voglia di veder tutta Firenze dotatevi degli amici giusti e di un po’ di spirito di sacrificio per la schiena che dopo giorni di buche, salti e gradini è distrutta!

Buon viaggio, Chiara

Note della redazione:

Le foto sono state ritoccate oscurando il volto perchè minorenni. Grazie di Cuore a Chiara per il racconto.


Auto Guidata con Joystick per disabili dalla Germania in Italia

37
15
marzo

Finalmente in Italia si potrà vedere per la prima volta un Auto guidata con Joystick per i disabili con malattie tali da non poter usare il classico volante. Quello che vi stiamo per raccontare è un vero evento per l’Italia e speriamo possa essere la svolta per l’accettazione totale di questa tecnologia, finalmente omologata la guida con joystick.

Innanzitutto ringraziamo il pioniere di tutto ciò, colui che dopo 9 anni di battaglia è riuscito a far accettare questa tecnologia e poter prendere la patente per l’Italia. Lui, il nostro piccolo grande eroe (perchè in Italia per certe cose bisogna essere eroi) si chiama Giuseppe Sanfilippo e vive a Santa Margherita di Belice in Sicilia.

guidare auto con joystick

Leggiamo intanto un articolo sulla sua battaglia burocratica vinta:

Grazie all’intervento del presidente del Senato Renato Schifani, un diversamente abile di Santa Magherita di Belice riesce a conseguire la patente di guida ed ora è al volante di un’auto realizzata in Germania con una tecnologia completamente digitale. Finalmente potrà andare a trovare la sua ragazza a Brescia, da solo ed in piena autonomia.

Giuseppe Sanfilippo, 22 anni, affetto da atrofia muscolare spinale, dopo un calvario durato 9 anni, ha coronato il suo sogno di essere completamente autonomo. A valutare la sua brillante guida è stato il dirigente della motorizzazione civile di Agrigento Filippo Collura, che ha consegnato al giovane la patente.

“Ha guidato meglio di tanti altri” ha evidenziato il funzionario della motorizzazione nel momento della firma del verbale di esame. Si conclude così una lunga storia che ha visto Giuseppe scontrarsi con la burocrazia da diversi anni. Una burocrazia che da un lato ostacolava l’immatricolazione dell’auto tedesca e dall’altro il rilascio della patente. Ma ad accogliere la richiesta di aiuto di Giuseppe Sanfilippo, è stato il presidente del Senato Schifani, che “prendendo a cuore con alta sensibilità il caso”, ha smosso i funzionari del Ministero dei Ttrasporti.

“Ho incontrato Giuseppe, il suo desiderio è diventato il mio – dice il Presidente del Senato – e così ho sollecitato ripetutamente il Ministero per trovare una soluzione alla richiesta del giovane margheritese. Appreso l’esito dell’esame mi sono sincerato con Giuseppe per il risultato conseguito per una battaglia vinta assieme”. Una “sponsorizzazione” che ha avuto successo. Oggi, infatti, l’auto acquistata da Giuseppe, una Kia Carnival appositamente allestita in Germania con una tecnologia completamente digitale, è l’unica circolante in Italia.

Un caso che ha suscitato l’interesse di altri migliaia di disabili che intravedono la possibilità di acquisire la completa autonomia. Giuseppe ha conseguito la patente all’autoscuola Ciaccio. Da oggi non vive più sotto il pietismo sociale. E’ un giovane come tutti, impegnato nello studio universitario, nel lavoro, nello sport (infatti fa parte della nazionale italiana di hockey in carrozzina elettrica), e nel sociale.

“E’ stata dura a livello burocratico – ha detto – ma con la volontà, l’aiuto di mio padre Salvino e del presidente Renato Schifani alla fine l’abbiamo spuntata ad avere l’omologazione dell’auto ed adesso la patente. Da oggi inizia una nuova vita di indipendenza e libertà”.

di Francesco Graffeo
Fonte: agrigentonotizie.it/

Adesso dopo questa bellissima notizia sarete tutti curiosi di vedere con occhi questa favola divenuta realtà, vi accontentiamo subito con un video in anteprima esclusiva fornito da Giuseppe:

Sembra fantascienza vero? sì, forse per l’Italia lo è, o almeno lo era fino ad adesso, visto che la tecnologia esiste già da qualche anno ma non poteva o non si voleva utilizzare nel nostro paese. Adesso le domande sono molteplici e lecite, perchè le nostre aziende non hanno ancora prodotto questo tipo di guida per disabili? come mai in Italia è stato così difficile poterla omologare? sono forse più permissivi in Germania? siamo troppo burocratici noi? In alcuni articoli di qualche mese fa qui su questo sito, parlavamo dell’argomento joystick per guidare l’auto, abbiamo avuto risposte anche del tipo “non è possibile ancora…” oppure che è pericoloso e non può funzionare oltre i 50-60 km. orari…

Ormai però le chiacchere non servono più, grazie a Giuseppe adesso ci sono i fatti, ora ci aspettiamo le risposte dalle case costruttrici italiane, ora i loro marchingegni sono di un palese ritardo rispetto a ciò che abbiamo visto, ora non potranno più dirci che non è possibile… rievocando un brano dei Depeche Mode… ” Nothing is possible…

La sfida è lanciata, chi sarà ad accoglierla?

kia carnival guidata con joystick

auto guidata con joystick kia carnival

Come avete visto anche nel video, la tecnologia non è solo nel joystick ma anche nel sistema di bloccaggio della carrozzina e nel metodo alternativo alla cintura di sicurezza.

Per informazioni, spiegazioni, tutto ciò di cui avete bisogno, chiedete pure nei commenti e sicuramente Giuseppe vi risponderà.

AGGIORNAMENTI:

Per chiarimenti su come contattare la ditta costruttrice e le necessità burocratiche, il contatto di Giuseppe è:

email di Giuseppe


Fiorella F300 sollevatore disabili per auto Video prova

12
marzo

Ecco il video del Fiorella F300 sollevatore disabili per auto che abbiamo sperimentato ieri grazie a Pierpaolo con la mia carrozzina elettrica:

Tutto perfetto direi. Questo sollevatore ha una linea moderna, il che non guasta, veloce e maneggevole, sofisticato nei sistemi di sicurezza, come il blocco automatico nel caso di mani o braccia all’interno del braccio sollevatore. In più nel finale viene usato la leva manuale in caso di batterie scariche o altri problemi tecnici.

La macchina è la Doblò della Fiat.

Per informazioni potete consultare il sito:

http://fiorella.ws/corporate_site/it/


Torremolinos vicino a Malaga: Hotel e Spiaggia Accessibili

14
febbraio

Per i viaggi accessibili a disabili, la nostra amica e socia Francesca, ci racconta del suo viaggio in Spagna a Torremolinos a 15 Km. da Malaga.

Ho viaggiato con easyjet, tutto benone. Assistenza buona sia a Milano che a Malaga, i posti sull’aereo sono davanti per cui c’è parecchio spazio per muoversi.

Arrivati là mi hanno chiamato un taxi con tanto di pedana per la carrozzina, ho viaggiato sulla carrozzina ben ancorata dietro.

L’Hotel si chiama Melia Sol Principe, è tutto accessibile. L’unica cosa è che gli ascensori non sono molto grandi, non so quindi se le carrozzine elettriche da esterni ci stanno.

C’era una ragazza in carrozzina elettrica e non ha avuto problemi, ma la sua sedia non è grande grande.

Tutto il resto è accessibile, dalle spiagge ai locali (tutti con le rampe). Ne ho visti pochissimi senza.

Vediamo dunque qualche immagine dell’accessibilità sia dell’hotel che della spiaggia:

Ci è saltato all’occhio quella doccia dedicata a disabili con seggiolino messa in spiaggia e il cartello sopra di segnalazione. Sinceramente non c’è capitato di vederne una così in Italia, a Voi?

Ringraziamo Francesca per la segnalazione ed il reportage fotografico, ottimo lavoro Francy ;-)

Se anche Voi volete raccontare il Vostro viaggio e farci segnalazioni per contribuire al turismo accessibile, non vi resta che scriverci a:

collabora@diversamenteagibile.it


Disabili ad Amsterdam: Rita ci racconta

9
29
gennaio

Per il nostro Turismo Accessibile, ecco ancora Rita che ci racconta del suo viaggio ad Amsterdam.

La città: notizie utili

Non è una città facile, (più comoda di Roma!) l’asfalto riveste solo le strade periferiche o quelle più trafficate, per il resto ci sono dei mattoni stretti, spesso divelti e avvallati. In compenso non ci sono marciapiedi rialzati e comunque sempre con gli scivoli, una città che si sposta quasi solo in bicicletta, non può che averne. Le uniche salite sono per andare sui ponti che attraversano i canali. Con poche auto che girano la città è silenziosa e tranquilla; i mezzi pubblici sono prevalentemente tram doppi, ho visto che sono predisposti per la salita delle carrozzine, ma non li ho provati. Io ho sempre girato “a piedi”, mai preso un mezzo o un taxi, se non da e per l’aeroporto, la città non è molto grande, i disabili olandesi li ho visti tutti dotati di carrozzina elettrica, anche loro faranno uso saltuario dell’automobile. Il clima è piovoso e umido, ma io in aprile ho incontrato sempre il sole. I servizi igienici si trovano sempre nei musei e per fortuna la città ne ha molti. L’allarme nei bagni non è come da noi una cordicella da tirare di solito nei pressi del water, bensì una corda che distanziata pochi centimetri dal suolo e dal muro, corre tutt’intorno al perimetro del bagno, cosicché in qualsiasi punto del locale si cade o si ha bisogno, l’allarme è a portata di mano. Bella trovata, direi! I locali del centro sono abbastanza piccoli, se pensate o vedrete la case caratteristiche capirete il motivo, sfido dunque a trovare servizi igienici comodi, nella mia guida c’era scritto che solo un bar in centro città ne aveva uno accessibile.

Cenni storici, culturali e curiosità

Gli olandesi vanno in bici come noi andiamo in macchina, ho visto un parcheggio per bici a tre piani tipo silos, negli appositi cassonetti sul davanti delle biciclette, ci caricano di tutto spesa e/o bambini e con tutti i climi. Le strade sono di due tipi, quelle col canale al centro hanno dopo il nome la desinenza gracht (canale), quelle senza la desinenza –straat (strada). I canali sono la caratteristica principale, costeggiati da strade ad una corsia, con alberi, e la pista ciclabile. Nel centro città i canali sono tutti disposti a ferro di cavallo, intorno alla foce del fiume Amstel, da qui il nome.

Gli olandesi sono cordiali, gentili e tranquilli, amano stare all’aria aperta a prendere il sole, si mettono a leggere sul marciapiede davanti alla porta di casa; se sei al bar e al tuo tavolo ci sono posti liberi, loro ti chiedono se possono sedersi, così come al ristorante si mangia a volte con gente estranea di fianco; sono tutti molto giovani e anche quelli più anziani, appaiono giovani lo stesso. Le case hanno tutte una forma caratteristica, perché sono state concepite come case/magazzini.

I tre musei principali, il Rijksmuseum, lo Stedelijk e il Van Gogh sono concentrati in un quartiere sorto alla fine dell’ottocento, nei pressi di un grande parco, il Vondelparck, ottimo per una siesta post-visita. Tutti i musei sono accessibili, tranne il museo/casa di Anna Frack ma l’interminabile fila all’entrata è un disincentivo.

Tra una visita culturale l’altra ci si riposa uno dei numerosi bar che sono dappertutto, hanno anche tavoli all’aperto e offrono di tutto a tutte le ore. Per cenare non fate troppo tardi, verso le dieci di sera si chiude e se è un giorno feriale, vanno tutti a letto, ma il fine settimana si scatenano. I locali sono tutti molti carini, arredati in modo originale, spesso con mobili e oggetti riciclati. Ci sono anche tantissime librerie, di libri vecchi e nuovi, eppoi fiori, fiori e colori ovunque, tutti i più piccoli ritagli di terra sono coltivati dai cittadini nei pressi delle loro abitazioni. Non mancate di far visita anche al noto mercato dei fiori, dove i tulipani sono ovviamente i padroni.

Vademecum, ovvero io ho fatto così

L’aereo l’ho prenotato sul sito della compagnia olandese KLM, poiché era quella più competitiva economicamente. Ho successivamente telefonato per indicargli che ero un passeggero “speciale”. Quando dovete tornare in Italia considerate che l’aeroporto di Amsterdam è enorme, e si impiega del tempo per arrivare all’imbarco. Comunque nessun inconveniente né all’arrivo né alla partenza. L’albergo era comodo, bello e in ottima posizione.

L’entrata con un montacarichi di lato a quella principale, camera confortevole, bagno grande, dotato di una sedia apposita per fare la doccia e di maniglioni al water. Caro, però, come tutti gli alberghi di Amsterdam.

L’albergo si chiama NH CITY CENTER HOTEL Spuistraat 288-292, tel. 0204204545 oppure potete contattare l’agenzia olandese KEYTOURS dam 19, tel. 0205200080.


Applicazione per controllare la carrozzina elettrica con iPhone

2
2
dicembre

La tecnologia è sicuramente amica dei disabili, anche se purtroppo in alcuni casi irraggiungibile per gli alti costi.

In questo esempio parliamo dell’ormai famoso iPhone, di cui anch’io sono felice possessore. Devo dire che per chi ha la distrofia è il massimo della semplicità d’uso, visto lo schermo completamente touch, non avevo pensato però a certi tipi d’utilizzo:

guidare carrozzina elettrica con iphone

Dynamic Controls, ha realizzato un software che permette di controllare alcuni modelli di sedie a rotelle elettroniche. Grazie a un dock incorporato, che ricarica il dispositivo, l’utente potrà gestire la direzione di percorrenza e tenere sotto controlla la velocità.

Il software permette anche di avere tanti dati relativi alla sedia per controllarne il corretto funzionamento. Sarà compatibile con iPhone 3G o superiori e con gli iPod Touch 2G o superiori.

Strabiliante vero? Sono proprio curioso di vederla in azione quest’applicazione.

carrozzina elettrica


La spiaggia di San Vincenzo (LI)

3
22
luglio

Spiagge accessibili a disabili sulla costa Toscana. Oggi vi raccontiamo di San Vincenzo, in provincia di Livorno.

Non ho certo mai avuto problemi tali da non permettermi di viaggiare, come ben sapete, ma uno dei limiti che ho avuto è stato quello di non poter portarmi la mia “macchinina”, che sarebbe la carrozzina elettrica con cui gironzolo nella mia città. Purtroppo visto le dimensioni e il peso, avrei bisogno di un’auto con particolare spazio e per adesso non abbiamo i soldini per acquistarla.

Allora ci dobbiamo arrangiare in altri modi, tipo sfruttare il servizio pubblico, se esiste. A Piombino in provincia di Livorno, nonostante adesso non sia molto sfruttato, il servizio c’è, sono autobus extraurbani con pedana elettrica. Vale la pena provare a usarlo no?

Mi sono accordato con una delle responsabili A.T.M dopo aver provato il funzionamento della pedana, grazie a un mio ex compagno di scuola (piccolo il mondo è?), che nel momento in cui ho bisogno di tali mezzi avrei avvisato almeno 2 giorni prima, così da permettere lo spostamento del mezzo su quella corsa.

Prima tappa San Vincenzo, che non è molto distante da qui ma essendo il primo esperimento, meglio non allontanarsi troppo da casa ;-)

Dopo aver chiarito che la partenza era Sabato 4 e non Lunedì 6, poiché nel passaparola tra loro si era spostata la data ;-) si parte alle 9 dalla piazza, dove c’è la biglietteria. Arrivo che gli autisti facevano la prova della pedana, tutto ok, anche se non è messa benissimo, si sale e si parte!

Arriviamo a San Vincenzo dopo un percorso lunghino, si passa pure da Venturina. Arrivati a destinazione ecco il primo intoppo dopo essere sceso, la pedana non rientra al suo posto. Passano i minuti e dietro l’autobus si forma una gran fila di macchine che rumoreggia, suonano il clacson, mentre l’autista sotto il sole fa mille tentativi, intanto io mi rivolgo alle auto di darsi una calmata…alla fine si risolve e il bus riparte. Che sudata!. In effetti, quella pedana non è messa benissimo, andrebbe riaggiustata un po’…comunque siamo arrivati ed è bellissimo poter andare da solo con mia moglie senza farmi spingere.

Ci avviamo verso Via del Faro, dove c’è una spiaggia accessibile a disabili, con anche i bagni adeguati. Non è vicino da dove ci ha lasciati l’autobus, saranno 2 km, ma è stato piacevole come percorso.

A=fermata autobus B=Via del Faro

A=fermata autobus B=Via del Faro

San Vincenzo si gira bene, buoni i marciapiedi, scivoli, anche se i negozi invece non sono molto attrezzati, in quasi tutti non ho visto uno scivolo.

Eccoci arrivati, il bagno è fantastico, ce ne fossero così, un gran bel lavoro. Per arrivare alla spiaggia c’è uno scivolo e poi un percorso con tavole di plastica sulla sabbia.

Bagni

Bagni

scivolo

scivolo

Il problema è che non avevamo un ombrellone e quindi mi sarei strinato al sole. Ho lasciato Enza che si abbronzava e faceva il bagnetto mentre io sono partito in un giro investigativo ;-)

Ci siamo infatti poi spostati alla “Perla Marina” dove c’è una terrazza in cui potevo stare all’ombra. Bellissimo il ristorante. Anche lì la spiaggia è accessibile ma privata. C’è pure i bagni se pur più piccoli, comunque accessibili a disabili.

Siamo poi andati a pranzare a “Serenendippy”, uno dei tanti ristoranti sul mare, anch’esso accessibile ma privo di bagni adatti, o almeno io non li ho visti. Si mangia benissimo.

Ci siamo diretti poi al “Delfino” per incontrare mio fratello, nipote e cognata. Il locale è accessibile solo la parte di sotto, dove c’è il Bar. Vicino c’è la spiaggia con le cabine e anche un bagno accessibile.

Alle 18.30 si riparte. Questa volta l’autobus ha una pedana più nuova e ben messa, ci facciamo il viaggio insieme a extracomunitari di ritorno dalle vendite ambulanti sulle spiagge.

…ecco il mio atterraggio:

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione.

Grazie.


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“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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