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La lotta continua tra disabili e autobus

5
20
luglio

autobus disabili

Mi chiamo Maddalena, ho 29 anni, e a causa di una malattia neuromuscolare degenerativa sono su di una sedia a rotelle da diverso tempo. Di solito uso la mia sedia a motore, e così riesco ad andare al lavoro da sola, e a girare giorno e notte quanto mi pare e piace.

Proprio al ritorno da uno di questi miei giri per la città ho conosciuto una ragazza straordinaria, Felicité, come me disabile, che pure si muove con una sedia a motore. E’ stato una specie di “colpo di fulmine”! Entrambe eravamo sulla via di casa; ci siam viste da lontano; ci siamo squadrate (un po’ come nei film western prima di un duello…); ci siamo stupite della presenza di un altro essere umano in sedia a motore, in giro per le strade di Brescia; infine, credo di poter dire che entrambe morissimo dalla voglia di parlarci! Alla fine io ero quasi alla porta d’ingresso, quando decisi di tornare sui miei passi (per così dire 🙂 ) e di avvicinarmi a Felicité, che, accompagnata da un’amica, s’era saggiamente appostata a 10 metri da me, aspettando solo che le rivolgessi la parola.

Insomma, non la faccio lunga: ci siam presentate,  e paradossalmente scoprimmo di conoscerci già, almeno “ per sentito dire”. Entrambe infatti siamo state aiutate dalla stessa equipe di professionisti, il CTVAI (Centro Territoriale per la Vita Autonoma e Indipendente- ente GRANDIOSO che colgo qui l’occasione di ringraziare per averci permesso di costruire la nostra vita in autonomia!!).

Et bien, il tempo di un sorriso, di una stretta di mano, ed eravamo già amiche per la pelle!Nonostante all’apparenza sembriamo molto diverse- lei scura scura, viene dal Chad, io bianca abbagliante, bresciana- da subito ci siam rese conto che qualcosa di profondo e di vero ci unisce.

Ora Felicité è qui accanto a me. Abbiamo scoperto infatti di essere vicine di casa, e così ogni tanto lei passa a trovarmi.

Tra una chiacchiera e l’altra, un sorso d’acqua ghiacciata per rinfrescarsi dall’arsura di questi giorni, e una cucchiaiata di budino al cioccolato, ho ascoltato le sue disavventure. In molte mi sono riconosciuta, inutile dirlo, ma alcune storie mi hanno davvero sconvolta e sconcertata. Perciò ho deciso di prestarle la mia “penna”, e di darle voce in questa denuncia.

Felicité si muove quando può con l’accabus. Si tratta di un servizio di autobus solo per disabili residenti nel comune di Brescia (cosa che secondo me è ghettizzante), che però funziona solo in certi orari, e spesso costringe ad aspettare molto tempo perché si devono incastrare le richieste di molte persone. Quando l’accabus non c’è si prendono gli autobus di linea. E qui nascono i problemi.

La mia amica del Chad mi ha raccontato che una volta, sulla linea 3, il conducente s’è rifiutato di farla salire sul bus, insultandola, dicendole che LEI E LA SUA SEDIA A MOTORE PESAVANO TROPPO,  e di NON ROMPERE I COGLIONI. Altre volte, in situazioni simili, l’autista non ha voluto aiutare Felicité ad aprire la rampa per accedere al mezzo, nonostante si tratti di un dito!! Tanto basta, un dito, per aprire la parte superiore della rampa, fatta a portafoglio, che si va ad appoggiare sul marciapiede.

Come se non bastasse, cosa che mi ha amareggiata ancor di più, nessuno degli altri passeggeri sull’autobus in nessuna delle situazioni di cui sopra si è mai offerto di dare una mano.

CHE SCHIFO!

Se Felicité non è accompagnata dalla sua amica Sabine 9 VOLTE SU 10 NON PRENDE L’AUTOBUS!! O deve aspettare in grazia di trovare un autista più gentile , di solito donna, che le fa “il favore” di farla salire sul bus. Come se non fosse suo diritto…

Ancora, se sulla vettura c’è già una sedia a rotelle, Felicité non può salire. Le è stato detto, in malo modo, che c’è posto per un solo disabile. E che non rompesse le scatole, ancora una volta.

E’ questa l’Italia che vogliamo?

Io stessa posso raccontare di simili disavventure che farebbero vergognare Trenitalia, ATM  (l’azienda trasporti milanesi), Trenord. Sono stata 5 giorni a Milano per un seminario di teatro. Seminario stupendo; muoversi a Milano un incubo. Mentre le persone “normali” possono prendere treni e metropolitane all’ultimo minuto, io per Trenitalia devo prenotare 24 ore prima, per Trenord addirittura 48 ore in anticipo. Per cosa poi? La mia prenotazione con Trenitalia del ritorno sparì misteriosamente, e dovettero rifarmela (SENZA DISGUIDI DI SORTA) last minute in Stazione Centrale a Milano, domenica sera, per il rientro a Brescia. Quanto a Trenord, l’unica volta che prenotai, l’addetto all’assistenza disabili non fu in grado di aprire la rampa d’accesso al vagone, né le porte d’uscita, all’arrivo in stazione. Per quest’aiuto devo chiamare 48 ore prima? Mi son sempre arrangiata molto meglio da sola. Come per chiunque, mi è difficile pianificare con esattezza le mie giornate, e la mia vita- voglio darmi la possibilità di prendere un aperitivo all’ultimo minuto con amici, o di andare al cinema, o di cambiare programmi senza avere l’angoscia di un treno che ti aspetta… Basterebbe tanto poco: segnalare sui tabelloni, anche di giorno in giorno, quali mezzi sono accessibili.

Ancora, una sera chiamai il centralino ATM per avere informazioni sull’accessibilità di un tratto della linea gialla della metropolitana, Affori Nord- Stazione Centrale. Per tutta risposta mi dissero di CHIAMARE LA MATTINA DOPO, appena prima di prendere la metro, perché poteva essere che se anche il montascale in questione la sera funzionava, di notte ci sarebbe potuto essere un guasto. Si sa mai… grrrrrrrrrrrrrr…

Infine, presa la tanto agognata metro, il montascale non lo trovo, perché le indicazioni fanno schifo. Chiamo un addetto, che chiama un suo superiore “così coglie l’occasione per fargli vedere come funziona il montascale”. Il tale, di grado superiore, mi chiede quanto pesiamo, io e carrozzina: “Perché sa, questi montascale li hanno costruiti quando ancora non c’erano queste COSE TECNOLOGICHE” (riferendosi alla mia sedia a motore)… Poi mentre io salgo lentamente la rampa di scale, sul montacarichi, il “superiore” anziché dare una mano alla mia assistente e al collega pieni zeppi di bagagli, mi sta accanto e osserva, accertandosi che il montascale non dia segni di fatica…

E ancora potrei scrivere tutta notte di altre storie, più o meno simili, più o meno spiacevoli, più o meno umilianti. Ma mi fermo qui. Spero soltanto di aver suscitato un po’ della vostra indignazione.

Seduti su una sedia a rotelle, a motore o manuale, rimaniamo sempre e soprattutto PERSONE,  e come tali chiediamo di essere trattate.

Conlcudo, anzi concludiamo, con una proposta: un corso di formazione per tutti i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico, per sensibilizzare alla disabilità. Una settimana di viaggio IN  CARROZZINA, nessuno escluso. Io mi offro per prestarvi la mia.

Grazie dell’attenzione

Felicité Toubemne e Maddalena Botta


Amore senza barriere: viaggio in Inghilterra

3
9
giugno

Rolando è un ragazzo tetraplegico, che per amore se n’è venuto fin qui da solo, superando oltre alle barriere architettoniche, quelle dell’inglese e quindi della comunicazione.

amore e disabili

E’ partito dall’aeroporto di Venezia Treviso, dove era stato accompagnato. Come la maggior parte degli aeroporti (se non tutti) era accessibile ed aveva un servizio assistenza disabili, che prevedeva, come ben sapete, l’accompagnamento e la sistemazione sull’aereo. L’arrivo a Leeds prevedeva lo stesso servizio d’assistenza (se non fosse stato che per un errore di comunicazione tra hostess di volo e assistenti di terra lo avevano dimenticato 20 min sull’aereo. povero.. eh eh), con accompagnamento fino alla macchina (nel caso se ne avesse una), bus o taxi.

Io sono andata a prenderlo lì e per raggiungere Hull abbiamo preso il pullman 757 che collega l’aeroporto alla stazione, con posto riservato a disabili e rampa (si dovrebbe avere un certificato che rilasciano in uk, ma se spieghi che sei italiano e hai la 104 o semplicemente riconoscono la tua condizione, non ti fanno pagare.. a volte non ho pagato neanche io come accompagnatrice, ma questo dipende dalla simpatia dell’autista).

Da Leeds stazione abbiamo preso il treno per Hull. Anche questo con rampa posti riservati. I tizi consigliano di prenotare prima in modo da essere preparati all’assistenza e verificare che ci sia la disponibilità, ma noi non avevamo mai prenotato (incoscienti) e abbiamo trovato comunque persone molto gentili e disponibili che ci hanno aiutato (anche se si era fatto complicato quando una volta c’era un altro disabile e una bicicletta -che va nello stesso scompartimento- )

Arrivati ad Hull io avevo prenotato un albergo abbastanza economico, L’IBIS (38 pounds a notte una camera matrimoniale), che si trova a meno di cinque minuti a piedi dalla stazione (di alberghi accessibili ce ne sono diversi, uno anche attaccato alla stazione, ma era più caro). Cosa molto interessante, all’uscita della stazione ci sono i classici taxi inglesi, alcuni hanno il simbolo da disabile e infatti mantengono le stesse caratteristiche dei taxi tradizionali, ma hanno una rampa per facilitare l’accesso in carrozzina (quindi non siete esclusi dalla tradizionale corsa nel taxi inglese)

L’albergo ha 2 camere per ogni piano destinate ai disabili. L’ascensore ha un touch screen molto sensibile, ma, cosa proprio non intelligente (per chi non ha l’uso delle mani) l’accesso in camera avviene strusciando la carta magnetica.

La nostra stanza era abbastanza spaziosa (non tutte erano uguali), ma forse per le carrozzine più larghe non era il massimo. Divertente il fatto che ci fosse uno spioncino ad altezza disabile, ma nn abbiamo capito se era stato fatto apposta per disabili o per i guardoni (dato che se anche un disabile guarda non può riconoscere qualcuno in base al pacco che ha).

Il bagno aveva i maniglioni, a detta di Rolando un pò bassi, ma quelli affianco alla doccia si alzavano se non ci facevi pressione e non era il massimo. Il seggiolino per la doccia era abbastanza largo (in altre stanze aveva anche un buco sotto), ma il gabinetto era troppo a ridosso del muro e non aveva la classica forma, quindi era un po’ difficoltoso da usare..

Hull non è una grande città, ma la maggior parte delle attrazioni sono gratuite e a parte qualche casa di scrittore e un museo di dinosauri tutto era agibile e gratuito. Hull ha una caratteristica caccia al tesoro per turisti, in cui si cercano delle orme di pesce sul pavimento, e seguendole visiti tutta la città.. Purtroppo la città vecchia è piena di san pietrini, quindi poco accessibile, ma l’ufficio informazioni, che sta proprio al centro, offre dei percorsi alternativi (al massimo si perderà qualche pesce per strada).

L’albergo offre un servizio ristorante aperto 24/7 ma anche molti posti sono agibili tipo Stanley’s brasserie (andateci di giorno perchè di sera i prezzi raddoppiano), che è sulla strada dall’albergo alla stazione o Zest che è in Newland avenue (zona universitaria, un po’ fuori dal centro) dove fanno una pizza a volte migliore di quella italiana. I pub più vecchi di solito hanno gli scalini, ma è facile trovarne di accessibili. P.s. mangiate presto perchè il centro alle 20.00 muore.

Ad hull c’è il DEEP che è un acquario… questo ha l’accesso per disabili (che pagano, l’accompagnatore no), ma ha molte stradine in discesa quindi va bene se si ha qualcuno con braccia forti (io non sembra ma sono una piccola braccio di ferro) o la carrozzina elettrica. All’interno ci sono parti con scalini, ma basta chiamare un tipo che vi accompagna su un piccolo montacarichi (che loro chiamano ascensore) e nessuna parte vi sarà preclusa.

Antonia e Rolando.

hotel accessibile


Raffaello ci racconta il viaggio a Vienna

4
maggio

Premessa:

Abbiamo cercato di organizzare il ns. viaggio a Vienna tenendo conto delle ns. difficoltà di movimento, per questa ragione abbiamo cercato un Hotel accessibile e nel centro della città, il trasferimento da e per l’hotel con un mezzo privato e non il Taxi per i bagagli. Dopo aver visto la posizione dell’hotel e le foto abbiamo prenotato la camera e un’auto privata per il trasferimento.

Aereporto:

Abbiamo prenotato il volo con la compagnia di bandiera Austrian Line con partenza da Firenze. Arrivati a Vienna, il servizio assistenza disabili aveva il mezzo con pedana occupato e ci hanno portato giù dalla scaletta con una sedia particolare  a braccia.

A ritorno era libero il mezzo e ci hanno fatto salire utilizzando l’elevatore.

Siamo riusciti sia all’andata che al ritorno ad avere subito le ns. carrozzine.

Partenza da Firenze per Vienna il 22 aprile 2011

Ritorno da Vienna per Firenze il 27 aprile 2011

Hotel

l’hotel si chiama KONIG VON UNGARN e si trova in Schuter Strass n. 10 è uno dei palazzi più  vecchi di Vienna, rappresenta il fascino della storia, il silenzio è rotto dagli zoccoli dei cavalli delle carrozze. Confina con la casa di MOZART, dove ha vissuto per qualche anno ed oggi è un museo visitabile tranquillamente perchè c’è un ascensore. Al piano terra c’è il Bar Figaro, dove si dice che Mozart ha composto le Nozze di Figaro. La posizione dell’Hotel è eccellente in pieno centro a circa 50 dalla Cattedrale di S. Stefano, ma senza rumori notturni, personale molto disponibile, ottima pulizia della camera.

L’hotel ha 2 ingressi uno con le scale e l’altro no, per entrare si sale sul marciapiede a circa 10 m., guardando l’ingresso accessibile a sx. Ha 2 ascensori, uno nella parte vecchia e l’altro nella parte ristrutturata. Le porte hanno una larghezza di circa 80 cm. La camera che abbiamo chiesto si trova al primo piano della parte ristrutturata, è molto spaziosa, praticamente è una suite. Unico difettuccio, se proprio lo vogliamo trovare, ha la moquette.

Nel bagno ci si gira bene con la carrozzina, lo specchio è grande e parte dal piano del lavandino. C’è una grande vasca e la doccia è a pavimento, poi c’è il wc e bidet. Non ci sono corrimano ma noi ci siamo arrangiati, però con un piccolo aiuto si riesce a superare questo inconveniente. Ci hanno fornito uno sgabello in plastica e siamo riusciti a fare la doccia senza alcun problema.

Consiglio di portare una sedia da doccia, ma noi non potevamo portare tanti badagli dietro.

L’hotel ha un ristorante, molto frequentato dai turisti e viennesi, che ha 4 scalini dove si fa colazione e la cena, a noi veniva servita nella sala bar, che si trova a piano terra ed è una bella chiostra interna.

La colazione è ottima e abbondante!

Dopo aver descritto e illustrato l’hotel, iniziamo a raccontare la ns. permanenza a Vienna.

Arrivati a Vienna il 22 aprile 2011 intorno alle 17 e dopo aver preso possesso della camera, siamo andati a conoscere la città. Dopo aver fatto qualche foto alla Cattedrale e alla casa di Mozart andiamo a fare un giro nella zona pedonale che è molto vasta e si gira bene, la cosa che ci colpisce subito è che gli scivoli dei marciapiedi hanno tutti un piccolo gradino. Man mano che entriamo nella lunga zona pedonale, notiamo che solo i grandi magazzini e le grandi firme hanno lo scivolo. I caffè, le pasticcerie e i ristoranti il 90% ha all’ingresso uno scalino e nessuno ha un wc accessibile.

Un’altra cosa che ci colpisce è che non vediamo nessuno che chiede i soldi ai turisti, c’è molta polizia in borghese e in divisa. Poi notiamo che la stazione della metropolitana di fronte alla Cattedrale di S. Stefano ha l’ascensore, al ns. rientro in hotel chiediamo se è un’eccezione o se l’ascensore è in tutte le stazioni della metropolitana, ci rispondono che è in quasi tutte le stazioni del metrò. Così per visitare la città decidiamo di usare la Metropolitana, anche se abbiamo visto che anche gli autobus hanno la pedana.

Il secondo giorno decidiamo di andare al Prater. Questo luogo è famoso per la sua ruota panoramica dove si può vedere una parte della città dall’alto, è una tappa obbligata! Ma è anche un enorme parco giochi dove grandi e piccoli si possono divertire. Ha un trenino per fare il giro di tutto il parco, al costo di €. 6,00 a persona per una durata di circa 20 minuti. Non ha la pedana ma siamo saliti ugualmente, abbiamo parcheggiato le carrozzine nella biglietteria. Dopo aver lasciato il Prater,  prendiamo la metropolitana per recarci sul Danubio. Andiamo  agli imbarchi per un tour sul Danubio, ma siamo arrivati leggermente in ritardo e così non riusciamo a salire su l’unico battello accessibile, così decidiamo di fermarci nel bar-battello per gustare la torta Sacher (ottima). In questo locale c’è l’ascensore ed un bagno accessibile.

Dopo aver fatto la sosta decidiamo di recarci con la carrozzina a vedere i 2 teatri più famosi, il teatro dell’Opera il Teatro il Teatro Musikverein – quello del concerto trasmesso in tv il primo dell’anno. Dopo aver fatto alcune foto in notturna decidiamo di far rientro in hotel prendendo la Metropolitana, dopo aver girato per circa 10 minuti alla ricerca dell’ascensore che va sui binari e grazie all’aiuto di una donna viennese, saliamo sul metrò e ci rendiamo conto che non tutti i treni sono al piano ma hanno un gradino ed una distanza di circa 5 cm dal marciapiede. Con molta fatica e con l’aiuto di altre persone riusciamo a salire per raggiungere la stazione della Cattedrale di S. Stefano, nostro punto di partenza e di arrivo per prendere la Metropolitana.

Il terzo giorno decidiamo di recarci al Palazzo Imperiale Hofburg e in altri Musei, in questo caso andiamo dal ns. hotel con la carrozzina perchè è abbastanza vicino. Dopo aver discusso un po’ con gli addetti, perchè le ns. carrozzine potevano essere di intralcio ed un pericolo per le altre persone, riusciamo ad entrare e visitare gli apparmtamenti imperiali. Il palazzo ha i bagni accessibili e ascensore, si gira bene. La ns. visita dura tutta la mattinata, dopo aver fatto uno spuntino veloce ci rechiamo sempre in carrozzina verso il quartiere museale.

Il quarto giorno Castello Schombrunn – Residenza Estiva della famiglia imperiale e Concerto al Teatro Musikverein.

Prendiamo la metropolitana per recarci al Castello di  Schombrunn, appena scesi dal metrò facciamo circa 200 m. prima di arrivare all’ingresso, qui ci sono circa 50 m. pavimentazione con ghiaia e ciottolato, le via percoribili si trovano a dx e a sx, l’ingresso dal palazzo è a sx. facciamo alcune foto e poi iniziamo a visitare gli appartamenti imperiali. Dopo aver visitato tutto il palazzo veniamo a conoscenza che c’è un trenino con pedana che permette di arrivare al Belvedere dove si vede tutta la Reggia dall’alto e parte della Città. Il biglietto costa €. 6.00 a persona e consente di salire e scendere in tutte le fermate, sono 9. Su trenino c’è un audioguida in diverse lingue, anche l’italiano che racconta tutto il parco e nelle varie fermate cosa vedere, tutto il parco è più grande del Principato di Monaco. Consigliamo di fare questo giro sul trenino per fare delle foto dalla terrazza belvedere. Dopo aver ammirato tutto il panorama decidiamo di riprendere il trenino e una volta scesi facciamo un giro nelle bancarelle che si trovano verso l’uscita della Reggia.

Al ns. ritorno decidiamo di fermarci al Karl Place, per ammirare Karlskirche Chiesa Barocca. Circondata da un bel parco. Qui c’è un’altra terrazza panoramica ma non ci si può accedere perchè c’è una scalinata enorme prima di raggiungere l’ascensore. Di fronte a questa piazza c’è il famoso  Teatro Musikverein, decidiamo di entrarci per ascoltare un concerto con musica di Mozart e Vivaldi. Ci fanno 2 biglietti al costo di €. 45,00 e ci mettono in un palchetto al secondo piano (ci sono 2 ascensori). La nostra posizione non è l’ideale per le carrozzine ma ci accontentiamo. Durante il concerto su Vienna è venuta una pioggia abbondante. A termine del concerto riprendiamo la Metropolitana per tornare in Hotel.

Il quinto giorno. Giornata con nuvole e pioggia e decidiamo di fare un giro nelle vicinanze dell’hotel la prima tappa è Cattedrale S. Stefano che ha l’ingresso senza scalini. Prima di arrivarci dobbiamo attraversare un pezzo di strada con ciottolato. Una volta dentro ci facciamo dare un’audio-guida in italiano e giriamo la cattedrale. Ad un certo punto scopriamo che c’è un ascensore che consente di andare a vedere la città dall’alto ma per noi in carrozzina non è possibile vedere nulla dall’alto! La visita della cattedrale deve essere veloce perchè ad ogni ora c’è la messa e quindi le visite vengono sospese.

Usciti dalla Cattedrale ci rechiamo a visitare la casa di Mozart. Arrivati alla biglietteria facciamo 2 biglietti uno per visitare il museo e l’altro per ascoltare un concerto di pianoforte di una giovane Giapponese. Al termine del concerto facciamo una sosta nel bar Figaro, al piano terra della Casa di Mozart, dove ha scritto le Nozze di Figaro. Dopo aver bevuto un ottimo espresso iniziamo il ns. giro nella casa-museo di Mozart, c’è un ascensore e si può girare senza problemi, il bagno si trova a -1 è accessibile per modo di dire.

Il sesto giorno. Giorno di partenza il volo è per le ore 20,20 quindi decidiamo di fare le cose con calma, la mattina colazione e fare i bagagli. Verso le 12,30 dopo aver pagato e consegnato le chiavi della camera andiamo a fare un giro con calma nella zona pedonale, entriamo nei negozi che non hanno scalini ammiriamo le vetrine, compriamo qualcosina. Verso le 17,00 rientriamo in hotel per fare una sosta nel bar e andare in bagno. Alle 18,00 arrivo dell’auto che ci ha riportato in aereporto per tornare in Italia.

E’ stata una bella vacanza, la città è vivibile anche per chi ha problemi di movimento. Piccoli accorgimenti che vanno presi se si viaggia da soli nella metropolitana e cioè le indicazioni con l’ascensore non sempre sono interpretabili ed è sempre nascosto, una volta arrivati sui binari avvicinarsi il più possibile dove ci sono le scale mobili per chiedere un’eventuale aiuto alle persone, perchè non tutte le carrozze, anche se hanno il simbolo della carrozzina, sono pari al marciapiede ma hanno sempre un piccolo scalino ed una distanza di circa 5 cm.

Foto Hotel

Raffaello e Maria.


Un disabile in Viaggio nel Sultanato di Oman

25
gennaio

Un nostro nuovo lettore, Michele, ci racconta brevemente la sua esperienza da disabile in carrozzina in viaggio nel Sultanato dell’Oman. Un viaggio non certo facile ma grazie alla famiglia e le persone incontrate è riuscito a renderlo accessibile e sicuramente da non dimenticare. L’avventura fa parte dell’essere umano e allora perché non viverla anche da seduti in carrozzina?

Leggiamo le sue annotazioni utili a tutti:

Come ti ho già accennato, ti racconto brevemente il mio meraviglioso viaggio nel Sultanato di Oman, fatto con mia moglie e mio figlio Giacomo. Grazie alla loro costante assistenza è stato possibile avventurarci in un viaggio molto impegnativo per persone diversamente abili.

viaggio disabili in oman

Dunque partenza da Venezia con Turkish via Istambul con cambio aereo, ( Servizio Assistenza disabili molto ben organizzato) dopo circa 8 ore arrivo a Muscat capitale dell’Oman, il visto dal costo di € 50,00 viene rilasciato all’arrivo, in 20 min. in taxi abbiamo raggiunto Park Inn Muscat molto ben attrezzato con rampe all’ingresso, ascensori, camera spaziosa e con un bagno incredibilmente attrezzato con accessori moderni, colazione a buffet molto ricca.

Per visitare il vecchio Suk e la città ci siamo spostati in Taxi, mentre per le escursioni giornaliere fuori città per visitare le montagne, oasi e la costa ci siamo rivolti al noleggio con autista.

Il mare è stupendo ma non attrezzato per noi.

Sono a vostra disposizione per ulteriori informazioni.

Un abbraccio

Michele.

Sito Hotel: www.parkinn.com


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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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