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Hotel a Instanbul accessibile a disabili.

17
giugno

Grazie a Fabio Cortesi vi segnaliamo questo hotel accessibile a disabili a Istanbul. Fabio ci scrive: in occasione di un viaggio di lavoro in Turchia, Istanbul, vi volevo dare qualche info circa l’Hotel dove ho soggiornato 3 giorni. Point Hotel Barbaros www.pointhotel.com.

L’hotel si trova nella parte Europea di Istanbul, precisamente nel quartiere di Besiktas. L’hotel è di recente costruzione. Avevo prenotato su booking menzionando nelle note di poter avere una camera con doccia (senza scalino) oppure una camera x disabili. Probabilmente la nota non era stata trasmessa e/o compresa. Comunque dopo qualche minuto di spiegazione, il responsabile mi ha risolto la richiesta accompagnandomi a vedere la stanza. Perfetta, vicino all’ascensore, bagno con doccia open space, no scalini e vari maniglioni di sostegno. Anche il lavabo sospeso per eventuale uso della carrozzina (Room 101) Ristorante accessibile al 18 piano con vista meravigliosa sulla città ed in particolare sul Bosforo Ristorante/pizzeria (buonissima la pizza) a piano terra con rampa di accesso (è un piano ribassato) Prezzi: non so se tariffa speciale, però ho prenotato doppia uso singolo (2 letti da 1 piazza e mezzo) a 65€, prezzo davvero basso per i prezzi medi di Istanbul, di quella zona e con questa qualità.

La bellissima Istanbul non è sempre facile per i diversamente abili, salite/discese, scale e scalini sono praticamente ovunque, però mi fa piacere segnalare una struttura positiva.


Giulia e Umberta a Malaga

31
maggio

Ciao a tutti e tutte, siamo Giulia e Umberta, e con alcuni amici siamo state tre giorni a Malaga. Vi riportiamo di seguito il nostro itinerario con varie precisazioni sui locali dove abbiamo mangiato. Per chiunque avesse bisogno di ulteriori informazioni lasciamo anche i nostri indirizzi: giuliaberton@alice.it e umbibuby@gmail.com

Alloggio: dopo aver contattato varie strutture, scegliamo l’Alcazaba Premium Hostel www.alcazabapremiumhostel.com/it/ situato in posizione centralissima, tanto che ci siamo mossi sempre e solo a piedi durante tutta la permanenza. Volendo rimanere tutti e quattro assieme, rinunciamo alla camera doppia che ci dicono sia attrezzata e optiamo per una quadrupla (la numero 35 al terzo piano) che si rivelerà poi essere per sei. I letti sono tanto alti da terra, il bagno non permette manovre una volta all’interno e sotto al lavandino non c’è lo spazio necessario per le gambe. Nonostante questo, grazie a qualche acrobazia riusciamo a cavarcela comunque. In compenso confermiamo che l’ascensore di cui dispongono è davvero molto spazioso e che per superare i tre scalini d’accesso il cortese personale della reception aziona sempre un montascale da noi usato più volte.

Collegamento da/per aeroporto: taxi entrambe le volte, la fermata è a due passi dall’ostello.

Lunedì: usciamo dall’ostello con la colazione come prima meta. La pavimentazione è prevalentemente liscia ed il 99% dei locali visitati dispone di rampa d’accesso come non avevamo ancora visto nelle precedenti città visitate. Passiamo di fronte al Teatro Romano dove però non entriamo e percorriamo tutto il centro fino a raggiungere Plaza de la Constitution e poco lontano La Recova www.larecova.es dove suggeriamo di andare se mai vi trovaste a Malaga. (FOTO 01) Nel pomeriggio, diretti alla spiaggia, ci lasciamo guidare da alcune indicazioni ed anziché puntare alla famosa La Malagueta finiamo alla Playa San Andres attrezzata per persone con disabilità, ma scomoda da raggiungere a piedi causa numerosi saliscendi dai marciapiedi. Proprio di fronte ad essa segnaliamo il Parque de Huelin, da fuori molto carino ed accessibile ma non visitato perché già sulla via del ritorno che ci porta a passare anche per la nota Calle Larios. Serata con deliziose tapas a La Lechuga www.restaurantelechuga.com, locale apprezzato molto vicino all’ostello dove facciamo poi ritorno per salire sulla terrazza con bar annesso, situati proprio all’ultimo piano. Da lì possiamo ammirare con vista notturna sia l’Alcazaba che il Castillo de Gibralfaro, attrazioni evitate perché non fattibili con la carrozzina. (FOTO 02 E FOTO 03)

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Martedì: colazione al bar “100 Montaditos” sotto l’ostello, attrezzato di bagno che stavolta utilizziamo. Molti bagni dei locali frequentati riportavano il simbolo dell’accessibilità, ma questa è da verificare sul posto a seconda delle esigenze personali, per cui evitiamo segnalazioni che potrebbero risultare non condivisibili da tutti. Prima meta culturale della giornata: Catedral de la Encarnacion, interamente accessibile. Seconda meta di cui ribadiamo la totale accessibilità è il Museo di Picasso, seppur la Calle San Agustin che porta ad esso risulti leggermente dissestata. Pranzo a due passi dal Museo presso La Teteria www.la-teteria.com che suggeriamo per la qualità di quanto consumato. Infine, su ottimo consiglio di un amico, cena con fenomenali montaditos e pinchos presso Casa Lola http://tabernacasalola.com a cui arriviamo evitando gli scalini di Calle Santiago e prendendo la rampa appena dietro il Bar El Pimpi. (FOTO 04)

Mercoledì: colazione sempre a due passi dall’ostello, nelle vicinanze di Plaza de la Merced, presso il Café Con Libros http://cafeconlibrosmalaga.com scovato su Tripadvisor e veramente apprezzato. Passeggiata poi fino al porto, zona Centre Pompidou, attraverso il Paseo del Parque, coperto da piante che creano una graditissima ombra e dalla pavimentazione scorrevole. Pranzo nuovamente in Calle San Agustin ma stavolta alla Teteria Palacio Nazari http://teteriapalacionazari.com e gelato alla “Heladeria Freskitto” in Calle Granada per poi tornare all’ostello da cui abbiamo preso il taxi.

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Gli Emirati Arabi su carrozzina

30
giugno

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Solitamente quando viaggio cerco di informarmi bene se il luogo che andrò a visitare sia realmente accessibile o meno, stavolta in occasione della mia vacanza negli Emirati Arabi considerato il pochissimo tempo a disposizione (ho acquistato i biglietti aerei solo 10 giorni prima del volo) e le rarissime fonti sull’accessibilità di Abu Dhabi e Dubai ho dovuto sperare realmente che andasse tutto bene, o quasi!

Parto da Trapani direzione Roma, volo Ryanair, arrivato nella capitale mi incontro con il mio compagno di viaggio (e di follie) Tony e da lì prendiamo il volo Alitalia direzione Abu Dhabi. Sei ore di volo, una volta salito a bordo un hostess si mette a mia disposizione informandomi anche del bagno utilizzabile con una loro carrozzina presente a bordo, un’operazione che vista così mi sembrava un pò complicata ma a cui per fortuna non ho dovuto ricorrere. Il volo è una figata, a parte le solite foto, con il mio compagno di viaggio iniziamo a spararci film e musica a manetta, il cibo non manca e quindi le ore a bordo passano in fretta.

Arriviamo in serata nella capitale degli Emirati, l’assistenza funziona esattamente come in Europa, a parte le solite preghiere che ho dovuto fare per sperare che la carrozzina non avesse subito danni, così è stato per fortuna! La prima bella sorpresa l’abbiamo avuta proprio all’uscita dall’aeroporto di Abu Dhabi, una fila interminabile di meravigliosi taxi Mercedes Viano tutti con rampa elettrica sul cofano posteriore, tutto allestito al meglio per rendere il trasporto comodo ai viaggiatori in carrozzina e ai relativi accompagnatori. Arriviamo al Phoenix Plaza Hotel Apartments, paghiamo il tassista e subito l’usciere ci da una mano con i bagagli, capiamo immediatamente che negli Emirati la gentilezza e l’educazione sono di casa e sarà così per tutta la nostra permanenza. L’appartamento è spaziosissimo con cucina e bagno perfettamente attrezzato per disabili, doccia a pavimento con sgabello e lavandino ad una altezza ottima per potersi lavare. Considerata la stanchezza del viaggio e le tre ore di fuso, ci scaraventiamo nel lettone sprofondando ben presto in un sonno alquanto profondo.

La prima tappa ad Abu Dhabi non poteva non essere la Grand Mosque, una meraviglia architettonica che lascia a bocca aperta sia per l’aria mistica che si respira all’interno sia per gli immensi spazi esterni, tutto rigorosamente accessibile e sempre raggiungibile con i taxi adattati. La sera invece ci dirigiamo all’Emirates Palace, uno dei sei hotel a sette stelle al mondo, definirlo pazzesco è poco, è visitabile il piano terra, dove tutto ciò che luccica è oro (compreso il cappuccino con i carati commestibili) e anche la musica che si può ascoltare nel salone centrale risulta celestiale, sfarzo e ricchezza la fanno da padrone, all’interno banche, gioiellerie e boutique, aperte per i clienti e visitatori, caratteristica questa di tutti i “mega” alberghi e resort dei paesi arabi. Per tornare al nostro hotel abbiamo dovuto pregare i santi nel vero senso della parola, perchè all’esterno dell’Emirates non abbiamo trovato un solo taxi adattato o anche di grandi dimensioni per poter caricare la carrozzina, erano tutte berline con bagagliaio molto piccolo, perciò considerando che non potevamo spostarci a piedi, perchè le distanze sono chilometriche (altra caratteristica delle città), abbiamo pregato gli steward che presidiavano l’accesso dell’Emirates per farci chiamare un taxi monovolume che ci riportasse indietro, da premettere che siamo partiti sprovvisti di scheda telefonica e l’unico nostro contatto con l’Italia, era il wifi che avevamo in albergo o che beccavamo nei vari posti in cui andavamo.

Dopo due giorni era giunto il momento di lasciare la capitale per recarci a Dubai, la città che sognavo di visitare ormai da qualche anno. Perciò dal nostro albergo ci avviamo a piedi verso la stazione dei pullman, una volta arrivati scopriamo però che tutti i bus sono sprovvisti di pedana, panico! Dopo varie riflessioni troviamo un altro angelo custode che ci chiama un taxi monovolume ma senza pedana, con cui partiamo direzione Dubai. Fortunatamente la mia carrozzina elettronica pesa solo 66 kg ed è abbastanza piccola quindi adatta per farmi entrare nei luoghi più angusti, perciò Tony con il tassista la prendevano di peso e la caricavano ogni volta nel bagagliaio. A proposito munitevi di accompagnatore forzuto per fare queste peripezie perchè altrimenti diventa tutto più complicato!

Dopo più di 150 km si arriva a Dubai, paghiamo il taxi in dirham, la moneta locale, circa 60 euro per due ore di viaggio, non male rispetto alle tariffe italiane. Qui l’albergo è l’Espace Holiday Homes Dubai Marina, anche qui appartamento con cucina ma devo dire molto al di sotto delle nostre aspettative. Il bagno per prima cosa non era per niente accessibile, minuscolo e con vasca da bagno, la carrozzina ci entrava a pelo, c’era la piscina all’ultimo piano ma anch’essa inaccessibile per via degli scalini, insomma l’unica cosa positiva era la posizione, ottima perchè a piedi raggiungevamo il Jumeirah Beach Residence e da lì percorrevamo tutta l’area pedonale della spiaggia fino a Dubai Marina, la zona più “in” della città.

La prima sera dall’albergo ci facciamo chiamare un taxi con pedana ma dopo oltre un’ora di attesa capiamo che a Dubai non sono così diffusi come ad Abu Dhabi, perciò da li in avanti ci affidiamo a delle grandi auto in grado da poter caricare la mia carrozzina, con buona pace di Tony e del malcapitato tassista! 5 giorni di puro spasso dove la bocca resta sempre spalancata dinanzi alle opere stupefanti che questi arabi sono stati in grado di realizzare. Si parte dal Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo, per salire sul Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, si perchè gli arabi fanno le cose per stupire e per battere i record altrui, insomma sono parecchio megalomani…

Che dire, salire sul Burj Khalifa e raggiungere i 450 metri di altezza, contro gli 818 totali, è un’esperienza incredibile, che lascia senza fiato già nel momento in cui inizi a salire con l’ascensore, per la cronaca fa 18 metri al secondo! Tutto rigorosamente accessibile e con personale qualificato che ti accompagna fornendoti tutte le informazioni necessarie. Alla base della “torre del califfo” c’erano le fontane dove la sera iniziava lo spettacolo di luci e musica veramente bello da vedere. Grazie alla mia amica Samantha, persona eccezionale che mi ha dato delle dritte importanti su come muovermi a Dubai, ci imbuchiamo al Barasti, uno dei locali più esclusivi della Dubai Marina, lì fumare la shisha è praticamente obbligatorio anche per chi come me odia il fumo, e con una vista mozzafiato ci lasciamo travolgere dalla musica e dalla bella gente proveniente da ogni parte del mondo. Nei giorni successivi visitiamo la “palma”, l’isola artificiale con il suo hotel Atlantis, l’Emirates Mall altro centro commerciale enorme con all’interno la famosa pista da sci, qui ci fanno la cortesia di arrivare fino all’ingresso, munendoci di giubbotti e guanti invernali, perchè poi con la carrozzina è impossibile procedere vista la quantità di neve sempre maggiore (sensazione unica se si pensa che prima di entrare stavamo a manica corta per il caldo torrido), continuiamo il nostro giro turistico al Souk Madinat Jumeirah, uno dei mercati da non perdere di Dubai vicino il Burj Al Arab (l’hotel la Vela per intenderci), sempre tutto ovviamente accessibile con bagni per disabili all’interno, graziosissimi negozi con souvenir della città e come al solito ristoranti di ogni genere, banche e alberghi che non mancano mai!

L’ultimo giorno decidiamo di spostarci in metro per raggiungere il Gold Souk, il mercato dell’oro e della seta, situato a Deira, la Dubai “antica”, paghiamo i biglietti gold class, circa 5€ per entrambi, e ci fanno accomodare nell’ultimo vagone dove c’è un ampio vetro dove si può osservare il panorama mozzafiato considerato che la metro a Dubai è sopraelevata in gran parte della città, quindi si passa in mezzo ai grattacieli. Arrivati a destinazione però scopriamo che per passare dall’altra parte c’è un canale con delle barche che non sono accessibili, quindi siamo costretti a riprendere la metro e fare un giro infernale per superare l’ostacolo, che si ripresenta poco dopo, quando a causa di un cantiere, per attraversare la strada e raggiungere finalmente il Gold Souk dobbiamo prendere un bus cittadino solo per pochissimi metri. A quel punto abbiamo dovuto abbandonare l’idea di visitare il mercato perchè da li a poco partiva un battello che avevamo prenotato che ci riportava in pratica a Dubai Marina. Anche questo accessibile con pedana e percorribile all’interno tranquillamente con la carrozzina elettrica.

L’ultima mezza giornata a Dubai l’abbiamo trascorsa in spiaggia al JBR, dove le pedane arrivano a pochi metri dal mare e quindi si può tranquillamente prendere il sole spaparanzati anche in carrozzina. Almeno dov’ero io non c’erano lidi attrezzati con sedia job e quant’altro ma possibilmente facendo una ricerca più approfondita, considerando che la spiaggia è lunghissima, qualche servizio del genere si trova. La sera quindi rientriamo ad Abu Dhabi sempre in taxi perchè l’indomani ripartiva il nostro volo per lo scalo a Roma e infine il rientro nella mia amata Sicilia.

Considerazioni finali. La capitale Abu Dhabi è il fulcro dell’economia degli Emirati ed è meno turistica rispetto a Dubai, infatti non ci sono chissà quanti luoghi da visitare a mio parere. Discorso diverso è per Dubai. E’ una città enorme, un cantiere aperto e considerate le altissime temperature durante l’anno non si presta a girarla a piedi o in carrozzina, quelle poche volte che c’ho provato, mi ritrovavo il cantiere (come a Deira ma anche alla Marina) oppure proprio non c’erano marciapiedi che ti facevano proseguire il percorso. Ecco perchè noi ci spostavamo sempre in taxi per raggiungere i luoghi di interesse, tra l’altro al contrario di quello che si può pensare non è assolutamente una città cara se si fanno cose “normali”, vedi i trasporti, o i ristoranti, i prezzi sono quanto o al di sotto di quelli italiani. Consiglio di andare da novembre a marzo, perchè le temperature sono sopportabili, io sono partito a fine febbraio e già c’erano 30 gradi tant’è che la gente andava al mare, in primavera-estate le temperature vanno dai 40 ai 55 gradi… Quindi fate voi!

Che dire di più, è un luogo artificiale, diverso e affascinante allo stesso tempo, un posto che ti lascia continuamente a bocca aperta per le sue incredibili infrastrutture, e che merita almeno una volta nella vita di essere vissuto.

Giuseppe Sanfilippo

Un video con le foto:


Vincenzo a Praga

4
settembre

Ho visitato la città dal 28 luglio al 1 agosto. Buona esperienza. Non la migliore all’estero ma in fin dei conti piacevole. Mi sono spostato con carrozzina a spinta per via dei problemi di danneggiamento batteria già riscontrati in passate esperienze in altri aeroporti internazionali quando ho imbarcato la sedia a rotelle elettronica. Fortunatamente mi sono mosso in gruppo (eravamo in cinque), perciò turnando non ci sono stati particolari episodi di “affaticamento” da parte di chi mi scorrazzava. Ora seguirò ad elencare nel dettaglio.

Aeroporti: sia da Fiumicino, che da Praga, nessun disagio per l’imbarco. Personale preparato, pronto e a Praga persino competente.

Mezzi pubblici: Praga si sta dotando nel corso degli anni di quanto necessario per consentire a qualsiasi disabile di accedervi. Non tutta la rete risulta coperta, ma anno per anno si assiste alla progressiva dismissione di mezzi datati e contestuale sostituzione con quelli a norma. Segnalo di non aver trovato problemi nel transfer dall’aeroporto all’hotel, essendo quest’ultimo ubicato vicino ad una fermata nevralgica e quindi molto trafficata (Namesty Republiky). Il bus (linea AE) era munito di pedana e dotato di spazio per sistemazione della sedia a rotelle. Di seguito il link dei trasporti pubblici praghesi, con il “timetable” dove è possibile, selezionando la linea del bus o del tram, individuare l’orario di passaggio dei mezzi attrezzati in corrispondenza delle specifiche fermate. spojeni.dpp.cz

Allego altresì la mappa della metro con le stazioni accessibili (a mio parere ancora poche, ahimè). Scarica PDF MB_day_lines

Albergo: Ho soggiornato all’Atlantic Hotel in Na Porici. Economico (c’è da dire che ho prenotato con circuito Booking già febbraio) e nella Città Vecchia (Stare Mesto), quindi a due passi dai principali punti di interesse. Albergo attrezzatissimo. Ingresso a livello del marciapiede. Stanza spaziosa. Servizi igienici completamente a norma (wc dotato di maniglione, doccia con presenza di sgabello pieghevole e piano di scolo inclinato, lavandino ad altezza comoda, ampio spazio di manovra per sedie a rotelle). Suggerisco comunque di indicare la preferenza di una camera accessibile ad ospiti disabili già in sede di prenotazione, in modo tale da farsela assegnare tranquillamente all’arrivo senza dover incorrere in eventuali disagi.

Passeggiate: in città, specie nella zona turistica, non ho incontrato difficoltà per salire o scendere dai merciapiedi. Gli scivoli sono quasi sempre presenti. In quattro giorni saranno state un paio o poco più le volte in cui ho dovuto “brutalmente” affrontare gradini per strada; diverso è il discorso per l’accesso ai ristoranti ed esercizi commerciali. Presenza assidua di barriere architettoniche dovuta all’età degli edifici e, presumo, al mancato adeguamento alle leggi da parte dei commercianti. Ormai da questo punto di vista è tutto trito e ritrito un po’ dappertutto. Mai avuto necessità ma non ho notato, tra i vespasiani cabinati pubblici, simboli che richiamavano ad handicap, perciò desumo carenze anche per tale esigenza.

Monumenti: ho visitato i seguenti monumenti

Museo Nazionale: accessibile

 – Quartiere ebraico: non tutti i luoghi sono accessibili. All’ingresso del cimitero ebraico, alle casse, dànno delucidazioni sui punti da poter visitare fornendo un depliant, complessivamente tre/quattro dei dieci di cui lo stesso quartiere consta. Biglietto unico ridottissimo, 100 corone mi sembra (3,5 euro), per disabile+accompagnatore (ci mancherebbe!). Visto cimitero e sinagoga (rampe e montascale azionato dal personale di servizio)

Castello, Vicolo D’Oro, Cattedrale di San Vito: Biglietto gratuito per disabile+accompagnatore. Non tutte le zone del castello sono percorribili.

 Non ho avuto modo di visitare la Torre Petrin da dove è possibile ammirare la vista dell’intera città. Dubito lo sia per i disabili essendo vecchiotta la funicolare che porta i turisti fin sulla collina dove la torre è situata.

Luoghi di piacere: mi permetto di aprire una parentesi a riguardo, a rigorosa convinzione di quanto il sesso debba essere un diritto per tutti. Praga offre molte possibilità da questo punto di vista. Non molto per i disabili in termini di accessibilità alle strutture orientate in tal senso (bordellini, nightclub e altro). Un’isola felice c’è ed è lo “Showpark Market”. Ingresso attrezzato, personale disponibile, ragazze bellissime. Consiglio di incontrare quelle che sorridono perché sicuramente più sensibili e meglio predisposte alle diversità. Non approfondisco poiché non credo sia questa la sede adatta per poterlo fare, però se si è capaci di orientarsi nell’ambiente, c’è da divertirsi sicuro.

 Conclusioni. È una capitale europea in cui per i disabili c’è ancora molto da fare. Certamente non è Amsterdam per l’accesso libero alla totalità dei mezzi di trasporto. Non è New York dove perfino il negozietto, il bugigattolo più sperduto possiede una pedana per entrare. Tuttavia non me la sento di bocciarla. Possibilità di muoversi ce ne sono, nonostante tutto. In più persiste, si percepisce, questa volontà di migliorare e portare a termine opere che garantiscono l’agilità, requisito per me fondamentale perché una città si laurei come luogo “a misura di quattro ruote”.

Praga accessibile a disabili

Praga disabili


Rocco a Budapest

2
settembre

budapest accessibile a disabili

Salve a tutti vi racconto la mia esperienza del viaggio a Budapest .

Mi chiamo Rocco ho 27 anni e’ sono paraplegico, dal 14 al 19 agosto sono stato in questa bellissima citta’ con la mia fidanzata.

Partiti da Roma fiumicino siamo arrivati all’ aereoporto di Budapest Ferihegy, io come mezzo di trasporto ho deciso di provare i mezzi pubblici,(bus E200)circa 9 fermate fino a Kőbánya-Kispest da qui bisogna prendere la metropolitana (M3) per raggiungere il centro città, io alloggiavo presso l’ hotel LA PRIMA FASCHION HOTEL sito sulla Váci utca in pieno centro citta’.

Le metropolitane non sono tante attrezzate di ascensore infatti sono arrivato alla fermata Ferenciek tere

E mi sono ritrovato davanti una scala mobile infinita, non sono una persona che si scoraggia facilmente, dopo di che’ vista la situazione mi sono fatto di coraggio, conoscendo il metodo per poter salire con la carrozzina sulla scala mobile sono riuscito ad arrivare in cima.

Il consiglio che io vi darei per raggiungere il vostro hotel sono dei transfer che li troverete subito all’ uscita dall’ aereoporto che costano 2500 fiorini circa 8 euro a persona, io per il ritorno in aereoporto ho scelto questi transfer che ti vengono ha prendere davanti all’ hotel.

La città e ben organizzata per le carrozzine, pulita, e gli ungheresi sono molto solari.

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Io per muovermi nella città e visitare tutti i monumenti /musei ho acquistato un biglietto dei bus turistici

I quali fanno le fermate nei luoghi da visitare, questo bus costa circa 25 euro a persona ed è valido per 48 ore in più è incluso il giro in battello, ( il battello è accessibile alle carrozzine).

I bus cittadini non tutti sono accessibili perciò se vi arriva un bus senza rampa dovete aspettare il prossimo ed essere fortunati.

Se siete situati in centro ci si può muovere anche a piedi.

Se avete intezione di visitare il parlamento dovete prenotarvi i biglietti perché ne vendono un numero limitatissimo al giorno, la moschea ebraica che è la più grande d’ Europa ed è la seconda al mondo è accessibile alle carrozzine, e anche i vari musei.

Se avete intezione di visitare il castello di Buda che si trova in cima ad una collinetta si può raggiungere sia in bus che con la funicolare attrezzata per le carrozzine.

Per qualsiasi informazione più dettagliata contattare E-mail rockycilurzo@gmail.com

disabili a bucarest


Carletta a Belgrado

6
agosto

Belgrado disabili

Appena tornata da 4gg. a Belgrado, meta insolita ma che vale la pena di prendere in considerazione!

Arrivata con Alitalia, l’aeroporto Tesla dista una mezz’ora dal centro dove abbiamo scelto di arrivare in taxi dato il prezzo veramente minimo della corsa (circa 12 euro che abbiamo diviso in 4. Non c’è euro, la moneta locale è il dinaro: si può cambiare già in aeroporto).

L’hotel che ho scelto on line si chiama Belgrade Art Hotel e mi ha pienamente soddisfatto: si trova nella strada principale, la knez Mihailova, tutta pedonale, liscia e piena di bellissimi palazzi, locali e negozi vari ma soprattutto vicina alle principali attrattive. L’ingresso è totalmente privo di scalini così come la hall da cui si accede direttamente all’ascensore. La stanza per disabili è una matrimoniale comoda con altrettanto comodo bagno (ovviamente niente bidet e niente doccina, io ne ho sempre una da viaggio con me), water rialzato e doccia. La colazione è abbondante e varia (con qualcosa di diverso ogni giorno) ed è inclusa nel prezzo.

foto bagno disabili

foto stanza 2

foto stanza accessibile disabili

Come dicevo la posizione è strategica: a circa dieci minuti a piedi si raggiunge la Cattedrale ortodossa che è bella e merita la visita, ha uno scivolo sull’ingresso laterale ma non l’ho utilizzato perché poi il portone era chiuso. Sull’ingresso principale ci sono 4/5 scalini e poi nessun altro ostacolo all’interno. Esattamente difronte la kafana (trattoria) più antica della città, si chiama ? e si mangia benissimo spendendo pochissimo (circa 10 euro a persona con tanta carne e birra, la media dei prezzi in giro è sempre questa!), c’è solo il rischio di non trovare posto essendo menzionata sul tutte le varie guide.

Poco più avanti, sulla sinistra, la casa della principessa Ljubica: ci sono alcuni scalini all’ingresso (che il ragazzo che lavorava lì come guida ci ha gentilmente aiutato a superare). Si può visitare il pian terreno (gratuitamente), per il piano superiore invece, troppe scale e niente ascensore.

Proseguendo, sempre a poca distanza, si arriva alla Fortezza: l’ingresso è un po’ scomodo poiché il fondo è fatto di ciottoli ed è in salita, ci vuole un aiuto; è collocata all’interno del parco di Kalemegdan che è molto grande e molto bello: si gira prevalentemente bene, in alcuni tratti è un po’ in salita ma la vista della confluenza dei fiumi Sava e Danubio vale sicuramente la fatica!

All’interno ci sono alcuni edifici che ospitano mostre varie (non ci sono stata, non ho notizie circa l’accessibilità) un ristorante con splendida vista, lo zoo e tantissimo spazio per passeggiare o sedersi a riposare sulle panchine.

Percorrendolo per intero, si può uscire dal lato opposto e ritornare sulla strada senza quindi dover tornare indietro: dall’uscita, a poca distanza si può visitare la piccola moschea Bajrakli, tra gli edifici più antichi della città: è posta qualche gradino al di sotto del piano della strada e poi ne ha altri per entrare però è carina e merita.

Dalla strada dell’hotel invece, scendendo verso sud, si fa una bella passeggiata: si incontra l’hotel Moscow, di fornte il Kasina (i più antichi e belli), i due palazzi reali (nuovo e vecchio), teatro, centro studentesco, e si arriva dopo una mezz’ora (marciapiedi larghi e lisci, niente scivoli, e qualche salitina ma nel complesso agevole e piacevole) al tempio si S.Sava (è grandissimo, ancora in costruzione ma merita). Ha uno scivolo all’ingresso posteriore ma anche qui portone chiuso e quindi un po’ di scalini all’ingresso ma tutto liscio dentro. Fuori, accanto, c’è un’altra piccola chiesetta dove celebrano i riti in attesa del completamento dell’altra: è molto bella, con uno scivolo (molto ripido) e qualche scalino: noi ci siamo trovati nel bel mezzo di un matrimonio!

Lungo il percorso di ritorno abbiamo, per via interna, raggiunto la chiesa di S.Marco che ho visto solo da fuori (bella) causa scalini, niente scivoli e interno in ristrutturazione. Giusto al lato, una piccola chiesetta russa davvero carina (un paio di scalini e tutto liscio). Proprio dietro, lungo la strada, la vecchia sede rai bombardata durante la guerra e così lasciata in memoria delle vittime. Da lì ritorno passando attraverso la piazza della Repubblica dove si possono guardare le facciate del museo e del teatro.

Altra cosa bella da fare è la piccola crociera sul fiume: per salire sulla barca però un muscoloso capitano ha dovuto prendermi in braccio (menomale che sono piccoletta) , farmi scendere una ripida scaletta senza corrimano e passare da una barca ad un’altra….un vero terrore! Però bello, dura 90 minuti e costa anche questo pochissimo.

Al ritorno eravamo in zona Savamala, e abbiamo approfittato per visitarlo: vecchio quartiere a ridosso del fiume Sava, dall’aspetto un po’ decadente ma suggestivo, regno della street art (che io amo) e di localetti alternativi. Da lì, sotto il ponte Brankow, si può prendere un ascensore comodo e tornare nella parte alta della città. La sera, dopo una bella cena da Vuk, nei pressi dell’hotel, passeggiata a Skadarlijia, una vecchissima strada piena di localetti (molto bella ma ci vuole un aiuto essendo la pavimentazione tutta di ciottoli!).

Ultimo giorno a Zenum, quartiere lontano ma particolare: sempre in taxi (con questi prezzi bassi!!), cambia totalmente paesaggio, è situato sulla riva del fiume (sul lato opposto) dove si può passeggiare o mangiare in uno dei tantissimi di localetti ed ha tutte case basse come se si fosse in montagna!

La principale attrazione è la torre posta sulla sommità della collina: è un bel posto con una bellissima vista (la sera d’estate in particolare, intorno è tutto illuminato) ma pensateci bene prima di avventurarvi perché la salita è davvero impegnativa e il fondo decisamente disagiato, ci vuole un valido aiuto.

Fine viaggio, nel complesso una città bella e molto varia: necessità di un po’ di aiuto (come sempre) per l’assenza di scivoli sui marciapiedi e per la presenza di tratti spesso in salita. Le distanze però sono contenute, i taxi super economici così come pure i ristoranti e gli acquisti vari. La scelta dell’hotel è stata perfetta perché mi ha consentito di programmare i vari giri tornando in camera per andare in bagno. Ci sono tantissimi e bellissimi locali pieni di gente a tutte le ore, l’atmosfera è tranquilla e rilassata e nessuno ci ha infastidito o impensierito. Si possono fare visite guidate anche gratuite o si può gironzolare liberamente come noi……ve la consiglio!!

Carletta.


Ibis Styles Geneve Gare

27
luglio

Oggi vi mostriamo la stanza accessibile a disabili di un nuovo hotel a Ginevra.

Situato nel centro della città, di fronte alla stazione centrale di Ginevra e alla cattedrale di Notre Dame, l’ibis Styles Geneva Gare offre la vista su Place Cornavin e sulla piazza Chantepoulet e buffet per la colazione tutte le mattine.

Circondata dai migliori negozi, ristoranti e parchi rigogliosi e ubicata nei pressi dello splendido lago di Ginevra, la struttura fornisce ottimi collegamenti per tutte le zone della città e per l’aeroporto.

Come ospiti dell’ibis Styles Geneva Gare potrete rilassarvi in eleganti ​​sistemazioni e approfittare dell’ospitale servizio multilingue del personale. Le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali distano circa 10 minuti dalla struttura.

Saint-Gervais / des Grottes è un’ottima scelta per i viaggiatori interessati a: giri turistici, centri storici e shopping.

Ecco le foto:

Ibis Geneve Gare


Hotel ibis Geneve Centre Nations Accessibile Disabili

24
luglio

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Oggi vi presentiamo e mostriamo un Hotel accessibile a persone disabili in carrozzina a Ginevra. L’hotel ibis Genève Centre Nations è in posizione centrale, a pochi minuti dalla stazione di Cornavin, dalle organizzazioni internazionali e dal Centre International de Conférences Genève (CICG). A meno di 15 minuti con i mezzi pubblici dall’Aeroporto Internazionale di Ginevra-Cointrin e del Palexpo, l’hotel offre 216 camere con aria condizionata con WIFI gratuito, bar 24-ore e parcheggio a pagamento (soggetto alla disponibilità all’arrivo). Trasporti pubblici e WIFI omaggio.

hotel ginevra accessibile disabili

Di seguito le foto della stanza accessibile:

Hotel ibis Geneve Centre Nations Per informazioni e prenotazioni:

http://www.ibis.com/it/hotel-8069-ibis-geneve-centre-nations/index.shtml

NOTE REDAZIONE

  • Vi chiediamo la cortesia di riempire, se volete, il modulo che si trova alla pagina che vi indichiamo. Questo per offrirvi sempre più ciò che è meglio per le vostre esigenze. Ecco la pagina: www.diversamenteagibile.it/collabora/

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Soluzioni bagni disabili
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“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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