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Genitori in sella

16
dicembre

disabili a cavallo

Nel pomeriggio di sabato 29 novembre ha avuto luogo presso il Centro Ippico “Ronco Ranch 2000” la prima esperienza “Genitori in sella”, una proposta nata all’interno dell’Associazione “Incontro a Cavallo” avente come scopo la possibilità di far provare ai genitori dei nostri cavalieri speciali, le sensazioni e le emozioni che ogni giorno provano nelle riprese di rieducazione equestre.

Non solo, l’esperienza nasce anche per riuscire a fornire, a chi di fronte al mondo dell’ippoterapia è solo spettatore di questa realtà, maggiori strumenti di interpretazione in merito alle aspettative, obiettivi e modalità di lavoro intorno alle quali viene svolto il Progetto sul singolo, al fine di arrivare alla chiave di lettura per comprendere meglio l’impegno e lo sforzo impiegati ed i risultati, anche se apparentemente magari non così palesemente evidenti, raggiunti dai nostri atleti.

I lavori si sono aperti con un piccolo questionario introduttivo attraverso il quale i genitori sono  stati messi nelle condizioni di riflettere su alcuni punti cardine intorno ai quali si sviluppa l’equitazione integrata in generale, successivamente si è passati alle prove pratiche inerenti all’avvicinamento al cavallo da terra e alla messa in sella…

“Genitori in sella” infatti, rispecchiando a 360° le attività svolte dalla nostra associazione, non ha previsto solo la pura esperienza, seppur molto forte, del montare a cavallo, ma ha proposto tutte quelle situazioni e quelle attività che rendono completi i Progetti di Ippoterapia secondo il nostro pensiero.

I genitori pertanto si sono trovati di fronte alla scoperta più o meno profonda e più o meno ravvicinata di alcuni dei nostri cavalli, sperimentando personalmente l’avvicinamento al grande  e nobile animale che visto da lontano all’interno di un campo di lavoro, che genera distanza, è percepito in un modo, ma che al contrario “vissuto” da vicino, toccato e accarezzato, favorisce l’emergere di svariate sensazioni provocando altrettante diverse e magari inaspettate reazioni…

Abbiamo ricreato situazioni “tipo” che quotidianamente i nostri cavalieri sono chiamati ad affrontare, come per esempio il confronto con il cavallo in condizioni di scarsa percezione visiva, simulato con la richiesta di tenere gli occhi chiusi, affrontando magari anche zone del cavallo che possono generare maggior agitazione come per esempio la testa vissuta spesso potenzialmente pericolosa per la presenza della bocca, oppure riproponendo la percezione della grandezza dell’animale, da non sottovalutare, attraverso la scelta di un cavallo con una mole proporzionata al genitore..

Successivamente con la messa in sella siamo passati alla sperimentazione da parte dei genitori delle diverse percezioni provate, mettendoli ancora una volta  nelle condizioni di vivere sulla propria pelle le emozioni generate da un diverso punto di vista vivibile solo stando sul dorso del cavallo, generando conseguentemente riflessioni sull’impegno richiesto sotto ogni profilo ai nostri cavalieri, anche se a volte non così palesemente evidente e percepibile.

Il pomeriggio, per l’utilità dimostrata e per il coinvolgimento che ha suscitato nei partecipanti alle attività, si è concluso con un intenso scambio di riflessioni che ha lasciato spazio alla possibilità di pensare ad un secondo incontro in un ottica di sempre maggior coinvolgimento nei confronti dei nostri soci.

Per informazioni generali e sui corsi in programma:

– Roberto Lambruschi 339/3783994 info@equitabile.it

Per supporto amministrativo, inerente la Segreteria, iscrizione ai corsi ed affiliazioni o rinnovi:

– Loredana Pioltelli 338/29.05.810 segreteria@equitabile.it 

Lunedì (16.30 – 18.30) e Venerdì ( 10.00 – 12.00 , 14.00 -18.00).

E’ altresì sempre attivo il nostro fax: 02/95.33.80.43

e indirizzo postale (NO RACCOMANDATE):

EQUITABILE® C/o: A.S.D. Incontro a Cavallo, via Po, s.n.c. – 20063 Cernusco sul Naviglio (MI)


Centro congressi a Riva del Garda

12
marzo

Foto centro congressi Riva del Garda

Oggi vi proponiamo un’ottima soluzione per quanto riguarda la possibilità di fare convegni e congressi. Una soluzione che unisce l’utile al dilettevole. L’utilità è nel poter usufruire di un centro congressi perfettamente attrezzato. Il dilettevole è la posizione della struttura in un luogo splendido come Riva del Garda. Il centro ha una superficie di 6.100 mq. Immerso in un parco secolare. Ha un’area convegnistica, dove sono collocate, le sale congressi e la Hall. E’ collegato il tutto tramite un tunnel polivalente Palameeting di 2.700 metri quadri. Grandi spazi per grandi eventi.

Spesso capita alle associazioni numerose di dover trovare luoghi adatti per convegni, dedicati, perché no, anche al turismo accessibile. Le sale non mancano in questo centro. Ci sono fino a 900 posti, divisibili in vari moduli.

Il palazzo dei congressi di Riva del Garda è immerso in un ambiente che oltre ad avere molto fascino è fruibile facilmente, pure a piedi e dunque anche a chi è in sedia a rotelle. Il quartiere fieristico è di 44.000 mq. E sede di eventi nazionali e internazionali.

Nessun problema neanche per quanto riguarda gli alloggi nelle vicinanze. Si possono trovare hotel con stanze attrezzate per persone in sedia a rotelle. C’è pure un’agenzia che vi aiuta segnalandovi quali hotel sono accessibili. Non solo. Nei vostri momenti liberi durante i convegni, le agenzie del luogo vi aiutano per ottimizzare al meglio la permanenza e usufruire di tutti i servizi resi disponibili anche a chi è disabile motorio.

L’esperienza pluriennale dello staff di Riva del Garda Fierecongressi, può aiutarci nell’organizzazione in tutti i suoi aspetti di segreteria, allestimento, gestione dello spazio e delle risorse umane e non distogliendo l’attenzione degli organizzatori dai contenuti tecnici, scientifici e di comunicazione che hanno portato alla realizzazione dell’evento.

Insomma. Appoggio in tutto per far si che l’evento possa avere un feedback positivo in ogni aspetto.


Un nuovo simbolo per i disabili

1
26
maggio

Un gruppo di studenti del Massachussetts e il loro visionario professore cambiano l’omino in carrozzina: non più fermo, si muove e partecipa. L’idea arriva sul tavolo del sindaco di New York che lo adotta come contrassegno ufficiale.

Carrozzina statica addio. Una rivoluzione sta per abbattersi su uno dei simboli sociali più noti, quello che contraddistingue i parcheggi, i bagni e le altre strutture pensate per i disabili: su sfondo azzurro, una figura stilizzata bianca sta seduta in carrozzina, con la schiena appoggiata e un atteggiamento statico. Una rappresentazione “passiva e inerme” secondo gli studenti di un College privato di ispirazione cristiana con sede nel Massachusetts, il Gordon College, che mesi fa si sono messi al lavoro per creare un altro simbolo: stesso fondo azzurro, stessa figura bianca ma atteggiamento completamente diverso: qui il disabile è proiettato in avanti, le braccia vanno all’indiestro a spingere la carrozzina, le gambe sono inclinate in avanti e le ruote del mezzo sono in movimento.

Insomma, un persona che partecipa, si muove, è attiva e non dipende semplicemente dagli altri. Non attende il proprio posto, al parcheggio o in coda alla cassa del supermercato: se lo va a cercare. All’inizio gli studenti hanno semplicemente sostituito il vecchio simbolo con il nuovo negli spazi limitati del college: ma ora la notizia-bomba è che la città di New York ha deciso di adottare il logo “in movimento” del Gordon College per tutte le aree e i servizi per disabili, mandando in pensione quello vecchio entro l’estate.

“E’ un passo avanti”, ha commentato Victor Calise, commissario del sindaco Bloomberg a capo del New York mayor’s Office for People With Disabilities e lui stesso costretto in carrozzina in seguito a un incidente occorsogli nel 1994, all’età di 22 anni. Secondo Calise il vecchio simbolo, creato da uno studente di design svedese nel lontano 1968, “è statico, fermo” e “fa pensare che noi disabili non facciamo niente in prima persona”.
Il team di studenti del Gordon College che ha messo a punto l’idea è ovviamente galvanizzato, e con loro il professore di filosofia che ha costituito il gruppo, Brian Glenney, che ha spiegato come finora il contrassegno era stato utilizzato dentro il college e da alcuni piccoli Comuni limitrofi, ma niente di più. “Siamo felici che la nostra idea sia piaciuta”, ha detto il professore, che ha confessato di aver praticato, in gioventù, la street art con un gruppo di amici graffitari nella metropolitana della sua città e oggi è un apprezzato blogger dell’Huffington Post (qui un post in cui spiega il proprio lavoro sulla disabilità).

(fonte: vita.it)

Abbiamo scritto al Professore Brian Glenney che gentilmente ci ha risposto in tempi brevissimi. Lieto della nostra mail, ci ha dato disponibilità a collaborare e inviato il logo.

nuovo simbolo disabili


Evoluzione Turismo Accessibile

1
15
maggio
Il settore del turismo è diventato nell’ultimo secolo un bisogno sociale che si potrebbe definire primario. Il turismo non è soltanto una questione che riguarda esclusivamente il fattore economico, ma anche un importante strumento di conoscenza e di emancipazione personale. In questo caso vale il detto, “viaggiatori e non turisti”, perché fra i due termini esiste una differenza sostanziale. Ognuno di noi è viaggiatore, anche quando compie un viaggio dentro se stesso, come in una sorta di ricerca interiore.
Partendo da questo assunto, oggi è più che mai indispensabile garantire l’accesso all’esperienza turistica a tutti i cittadini, indipendentemente dalle condizioni sociali, personali ed economiche, o di qualsivoglia altra natura che possano porre dei limiti alla fruizione di questo bene.

Obiettivi che si pone

Il turismo accessibile nasce dall’esigenza di mettere ogni persona con i suoi bisogni  al centro del sistema turistico. Il turismo accessibile è in un certo senso l’espressione più alta di questo obiettivo che è prima di tutto un obiettivo di civiltà, che rappresenta anche un’indubbia attrattiva moderna e attuale, che può riportare in alto l’immagine del turismo italiano nel mondo.
L’accessibilità, ovvero sia l’assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, è la condizione fondamentale per consentire la piena fruizione del patrimonio turistico italiano. Questa fruibilità dovrebbe essere estesa al sistema complessivo dei trasporti, intermodalità, medio e lungo raggio, su ruota, rotaia e anche ai sistemi del trasporto locale. Quando si parla di una destinazione turistica, si fa riferimento al sistema turistico locale, insomma al sistema dei servizi e dell’offerta come per esempio alla ristorazione, alla balneazione, alla cultura all’enogastronomia, ma anche all’accessibilità urbana e alla disponibilità di informazioni in diversi formati.

Definizione di turismo accessibile

Parlare di turismo accessibile significa prima di tutto parlare di un turismo attento alle esigenze di tutti. Essere attenti ai bisogni di tutti significa saper dare delle risposte concrete ai bisogni dei bambini, degli anziani, delle mamme che spingono le carrozzine, delle persone con disabilità che si muovono lentamente, che non vedono e non sentono, che hanno allergie o difficoltà di tipo alimentare, come le persone affette da celiachia.
Questa cosa presuppone una qualità dell’offerta turistica molto elevata, che si rivolge a milioni di persone. Affrontare un discorso sul turismo accessibile, significa saper coniugare le ragioni dell’impresa turistica con la capacità di rispondere a una domanda di ospitalità che deve avere come requisiti fondanti, una diffusa qualità per quel che riguarda l’accoglienza, il dialogo e le conoscenze tecniche. Il concetto di turismo accessibile non si può ridurre alla sola disabilità delle persone, dando una immagine di esso, puramente medico-ospedaliera, perché in questo modo si restringe in ambiti ristretti un problema che è molto più complesso e articolato. In sintesi, turismo accessibile significa stesso prezzo, stessa località e più turisti. Stiamo parlando del concetto di accoglienza in tutta la sua accezione, che deve essere la struttura portante del concetto stesso di accoglienza legata all’offerta turistica e non solo per quel che concerne le barriere architettoniche e percettive, che fanno parte di un discorso più ampio e complesso.

Il turismo accessibile in Romagna: le esperienze di Cervia e Riccione

La Riviera Romagnola, per quel che riguarda i servizi dedicati alle persone con disabilità motorie e sensoriali è sicuramente all’avanguardia sia per quel che riguarda le strutture pubbliche che gli alberghi, che si stanno attrezzando per accogliere al meglio le persone affette da disabilità  motorie, alimentari e sensoriali. Anche a Cervia, come del resto in tutta la Riviera Romagnola, ci sono degli hotels di tutte le categorie in grado di offrire comfort e servizi ai diversamente abili. L’abbattimento delle barriere architettoniche, oltre che di un dovere condiviso ormai da tempo, è anche un fatto si sensibilità sociale, che fa parte del senso di ospitalità che in Romagna si connota come una vera e propria arte, rendendo in questo modo il più possibile accessibili e fruibili gli ambienti per i diversamente abili. Su questo versante notizie positive vengono da Riccione. Infatti nella “Perla Verde”, sono presenti numerosi hotels in grado di rendere confortevoli le vacanze per le persone disabili, attrezzandosi alla bisogna. Molte strutture ricettive di Riccione hanno i requisiti adatti al soggiorno delle persone portatrici di handicap, perché hanno modificato la struttura dell’albergo, abbattendo le barriere architettoniche, per consentire in codesta maniera al disabili di fare una vacanza serena, nel magnifico contesto della località romagnola.

Nasce Henable. Tecnologia e disabilità: la rivoluzione digitale è per tutti

1
30
agosto

HENABLE: UNA NUOVA STARTUP ENTRA NEL SEED VILLAGE DI H-FARM

Tecnologia e disabilità: la rivoluzione digitale è per tutti

Treviso, 30 Agosto 2012 – Forza, determinazione, passione e un grande sogno: riuscire ad abbattere, grazie al digitale, le tante barriere architettoniche e burocratiche che i diversamente abilii devono affrontare quotidianamente. Ferdinando Acerbi, 47 anni e un passato da olimpionico interrotto in seguito ad un incidente che gli ha procurato una lesione spinale, entra con Henable nel Seed Village di H-FARM, il Venture Incubator trevigiano che opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media.

Dopo aver frequentato la prima edizione del MasterLab in Digital Economics & Entrepreneurship di Digital Accademia, l’idea in ambito digitale di Ferdinando si è concretizzata in un progetto che ha ottenuto, dopo pochi mesi, il primo round di finanziamento da parte di H-FARM.

Henable (http://info.henable.me/) è una piattaforma attraverso la quale sono raccolti consigli e informazioni per la produzione di soluzioni digitali a problemi reali. La prima App messa a punto, permette di ottenere direttamente dal mobile le autorizzazioni necessarie ai disabili per accedere alle zone a traffico limitato in quasi tutti i comuni italiani. Basta registrarsi a Henable, caricare i documenti e il tesserino di invalidità e ad ogni spostamento, con una semplice mail, il comune che si intende raggiungere verrà avvisato e riceverà contestualmente la documentazione.

L’obiettivo è semplificare la mobilità verso aree diverse dal proprio comune di residenza, senza il bisogno di dover incorrere in una lenta e lunga burocrazia; operatività e modalità di ricezione delle comunicazioni da parte delle amministrazioni coinvolte rimangono invariate, questo rende ancora più semplice ed immediato l’utilizzo della piattaforma Henable.

“Da tempo cercavo una via per poter snellire la logistica burocratica relativa alla mobilità di persone disabili e solo con l’avvento delle nuove tecnologie sono riuscito a trovare una soluzione che permettesse di operare senza dover “disturbare” troppo le PA ed a abbozzare un progetto con il quale sono approdato in H-FARM”- Dichiara Ferdinando Acerbi, Founder di Henable – “Qui, ciò che era solo una bozza si è concretizzato in un progetto concreto, volto a creare una serie di applicazioni atte a migliorare la qualità della vita delle persone. Sogno di creare un movimento che tolga dall’ombra una parte di società, fornendole la possibilità di gestire i propri bisogni attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e a basso prezzo.”

A pochi mesi dalla definizione del progetto, sono state strette importanti Partnership operative: l’Associazione Unità Spinale Ospedale Niguarda, l’Associazione Nazionale Ciechi e l’Associazione Nazionale per la Lotta alla Distrofia Muscolare sono le prime Onlus ad aver creduto nell’iniziativa e nelle potenzialità di Henable.

H-FARM

H-Farm è un progetto privato di Venture Incubation nato con l’obiettivo di aiutare giovani imprenditori nel lancio delle loro iniziative basate su modelli di business innovativi nel settore internet e media digitali. Il modello di incubazione dura in media 12 mesi, durante i quali H-Farm assiste e accelera il percorso di crescita della startup. Al terzo anno, H-Farm cede le sue quote a uno o più nuovi investitori, siano essi Venture Capital o partner industriali, in grado di valorizzare e far crescere ulteriormente la startup. H-Farm ha sede nella tenuta agricola di Ca’ Tron (di fronte alla laguna di Venezia), Seattle (USA), Mumbai (India) e Londra (UK). Nei primi 6anni, H-Farm ha investito circa € 11 milioni in 32 startup, creando oltre 200 posti di lavoro e ottenendo alcune exit importanti. Tra il 2012-2015 sono previsti ulteriori investimenti per 9 milioni di euro.

Ufficio Stampa

Giulia Franchin – gfranchin@h-farmventures.com – 349 2654049

Chiara Andretta – candretta@h-farmventures.com – 347 0682566


Love Ability: Amore senza Barriere

6
20
febbraio

Il progetto, il primo in Italia, vuol creare un luogo di conoscenza e divulgazione delle tematiche sulle relazioni tra persone disabili e non disabili. Al termine della lavorazione sarà attivo il sito ufficiale.

Ci saranno varie sezione che ci aiuteranno a conoscere queste storie, gli amori, i desideri, le solitudini.

Troppi tabù ci sono in quest’argomento, troppe retoriche.

Vogliamo persone che non temono il mostrare le proprie debolezze, ma anche le proprie straordinarie capacità, troppo spesso dimenticate.

Le sezioni del sito saranno così suddivise:

– Spazio Racconti (Story Ability). Persone che raccontano le proprie storie. Coppie “disabile-nondisabile” o entrambi disabili. Il loro incontro, come lo vivono, ecc. Ci sarà poi un “Book Ability” con foto di coppie.

– Spazio Dating (Daiting Ability). Disabili single che si presentano e raccontano nella speranza di colpire al cuore qualche lettore/lettrice di passaggio.

– Spazio News (News Ability). Notizie che raccontano di persone disabili che nella propria vita sono riuscite a fare qualcosa d’importante in qualche campo. (sport, lavoro, etc)

– Spazio “Sweet Ability“. Chi ricerca una “coccola”, un po’ di compagnia.

E’ iniziata una campagna per aiutarci nel progetto. Chi vuol prenotare una quota (ogni quota è di 10 euro) può andare a questo sito:
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_910.html
e premere sul tasto “SOSTIENI”. Basterà riempire i campi e decidere quante quote prenotare. Le quote saranno pagate solo a raggiungimento di 200 quote entro fino Marzo.
Le quote andranno a sostenere le spese di creazione grafica del portale, il suo mantenimento e le iniziative di divulgazione.

www.loveability.it/


A Milano la prima fiera-evento per il mondo dei disabili

22
novembre

Presentata Reatech Italia, in programma dal 24 al 27 maggio 2012.

Un evento unico:

non solo mostra commerciale ma anche ambito di promozione dell’inclusione e di diffusione della cultura della disabilità. Nonchè la prima manifestazione che Fiera Milano importa dall’estero (dalla controllata brasiliana Cipa)

Nasce in Italia per iniziativa di Fiera Milano una fiera per il mondo della disabilità diversa da ogni altra finora sperimentata: Reatech Italia, in calendario nel quartiere espositivo di Rho dal 24 al 27 maggio 2012.

L’iniziativa è stata presentata oggi alla stampa alla presenza di Enrico Pazzali Amministratore delegato Fiera Milano SpA, Giulio Boscagli Assessore alla famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale della Regione Lombardia; Pietro Barbieri Presidente FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap); Walter Ferrari presidente ANMIL Lombardia (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e membro del direttivo di Fand (Federazione tra Associazioni nazionali Disabili); Stefano Venturini Amministratore di Guidosimplex.

Sulla base degli ultimi dati Istat disponibili, la disabilità in Italia interessa 2 milioni 800 mila persone, pari al 4,8% della popolazione. Oltre due milioni di famiglie hanno al loro interno una o più persone con disabilità e circa 200mila sono gli individui residenti in presidi socio-sanitari. In Europa invece la disabilità interessa direttamente 80 milioni di persone, mentre su scala mondiale la percentuale si attesta al 13% della popolazione.

“Reatech – ha spiegato Enrico Pazzali – è una fiera molto particolare. Ha evidentemente una dimensione commerciale, alla quale però affianca l’ambizione di divenire un’opportunità di integrazione sociale e un contributo alla diffusione della cultura della disabilità, che manca, ma è il presupposto di una reale valorizzazione della ricchezza per la società rappresentata dai disabili. In certo modo questa iniziativa rientra anche in una riflessione generale, che i tempi rendono quanto mai necessaria: la consapevolezza del fallimento del fine ultimo e unico del profitto finanziario e la necessità di ridare spazio ad un’etica dell’economia. Ma non c’è solo questo. Reatech è anche il primo caso di una manifestazione che Fiera Milano importa dall‘estero, per l’esattezza dalla sua controllata brasiliana Cipa, che da diversi anni ormai organizza una mostra per disabili di grande successo. Così opera una vera società internazionale, quale Fiera Milano vuole essere”.

“Bisogna rompere lo schema che queste tematiche riguardino soltanto alcune persone e un evento del genere puo’ aiutare in tal senso”, ha aggiunto l’assessore Giulio Boscagli, sottolineando come in Lombardia “sono 365 mila le persone in condizioni di disabilità”.

In questo senso Reatech si rivolge al disabile e alla sua famiglia, ma anche a tutti coloro che operano nel campo della disabilità e della riabilitazione, nei diversi ruoli: istituzioni e associazioni, produttori e distributori di ausili, operatori del turismo accessibile, mondo dello sport, operatori sanitari, pedagogisti e ricercatori. Obiettivo: contribuire ad una società completamente accessibile, capace di includere tutti e consentire a chiunque un progetto di vita autonoma.

Accanto alle tradizionali “aree espositive” articolate in settori specifici, ci saranno convegni  workshop e iniziative formative e ancora aree dedicate allo sport, al turismo e al tempo libero.

L’iniziativa è stata accolta con grande interesse dal mondo associativo, che ha ribadito il suo sostegno attraverso il presidente di FISH Pietro Barbieri il quale ha affermato: “Per la prima volta affianchiamo il nostro brand a un’iniziativa fieristica e lo facciamo perché non si tratta semplicemente di un evento B2B, ma di un luogo di consapevolezza che vuole far incontrare e dialogare istituzioni, profit e non profit, abbattendo compartimentazioni che ci impediscono di fare sistema e che alimentano la frammentazione di questo nostro mondo”. Analoghe le valutazioni di Walter Ferrari che ha sottolineato la concretezza di un progetto che si propone di dare risposte ai disabili e alle famiglie in un’ottica di  inclusione e autonomia in ogni settore della vita personale e sociale.

Stefano Venturini, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di una manifestazione in grado di valorizzare l’eccellenza dell’offerta italiana di ausili e servizi per i disabili.

Ufficio stampa Fiera Milano

Sergio Pravettoni +39 0249977428  sergio.pravettoni@fieramilano.it

Fabio Pandolfini , +39 0249977676 fabio.pandolfini@fieramilano.it


Resoconto di 3 volontarie al campo estivo con disabili

1
9
novembre

Resoconto di 3 improbabili volontarie partite per il campo estivo a Follonica.

Sono le 23:43 del 19 Agosto, mentre mi lavo i denti in testa ho solo un pensiero “Cavolo, ma perché ci vado??”.

Tutte le mie ragioni, la sera prima della partenza, vacillavano.

Il giorno dopo saremmo partiti, non conoscevamo ancora bene tutti i volontari per non parlare dei ragazzi di cui avevamo visto le foto e di cui ben poco sapevamo. Non avevo un’idea precisa su come comportarmi, se sarei stata simpatica a qualcuno ed ero sicura che sarei stata impacciata, quantomeno nei primi giorni.

Puoi studiare e conoscere a menadito tutti i problemi medici della patologia ma nella realtà ti trovi di fronte persone diverse, ognuna caratterizzata di infinite sfumature.

Nonostante queste piccole apprensioni il giorno dopo siamo partiti.

Arrivati al villaggio abbiamo conosciuto tutti i ragazzi che ci hanno subito accolto con un sorriso e chiesto una spinta per uscire dal ghiaino. Dopo 2 minuti stavamo già ridendo e scherzando, la qual cosa si è dilungata nel montare la tenda (noi 3 e altre 2 impavide ragazze abbiamo sfidato i capricci del tempo!) che nonostante i pezzi numerati e ad incastro, siamo riusciti a rompere!

Il primo ragazzo che ho conosciuto del gruppo della Strada per l’Arcobaleno dopo una prima occhiata mi ha detto, sue testuali parole, “e poi dovremmo essere noi i disabili!”. Ripensandoci non è che avesse poi tutti i torti…

Il motto della settimana è stato “Autonomia!” e ci siamo cimentati sia noi volontari che i ragazzi come cuochi e camerieri, i risultati sono stati ottimi! Diciamo che nessuno è morto di fame, anche se siamo tornati tutti dimagriti!

Abbiamo coperto diverse mansioni, qualcuno cucinava, qualcun’altro riordinava e uno o due ragazzi erano sempre coinvolti. Molti erano contenti ed entusiasti di lavorare (con diversi gradi di sincerità…).

Abbiamo poi avute l’occasione di fare due gite turistiche per con mete Siena e Firenze. Due giornate belle ma un po’ provanti; i ragazzi tuttavia sono stati molto contenti per cui siamo convinte che ne sia valsa la pena, nonostante le carrozzine che si incastravano nei tombini e qualche rischio di forare.

Tuttavia non ci sono stati solo i momenti ilari e quelli belli, ma si è cercato di rendere più autonomi i ragazzi, anche organizzando dei gruppi di discussione tenuti dalla dott.ssa Dott.ssa Psicologa Daniela Murolo e da Roberto Romano che affrontavano i temi rispettivamente dell’affettività e dell’autonomia.

Nel primo sono stati toccati argomenti di cui di solito non si discute, perché considerati disdicevoli. I ragazzi hanno potuto confrontarsi tra loro e con noi volontari, ci siamo scambiati esperienze e consigli su come affrontare situazioni per molti ritenute imbarazzanti.

Roberto invece ha esordito chiarendo come il concetto di “normalità” sia molto relativo e di come dipenda da noi scegliere di essere più o meno autonomi, al massimo delle nostre capacità.

Oltre tutto ciò, la cosa veramente bella che ha lasciato un segno indelebile, è stata la costruzione di queste nuove amicizie tra di noi, sia ragazzi che volontari (che sono stati tutti veramente splendidi!) nate non soltanto dalle circostanze ma da un reciproco affetto sincero. Ognuno di noi è tornato a casa con 28 nuovi amici ed un bellissimo ricordo nel cuore. E’ stato un momento formativo tanto dal punto di vista interpersonale quanto dal punto di vista della conoscenza di sé stessi. Durante questa vacanza siamo tornati tutti un po’ bambini, ci siamo sentiti molto più liberi. Non c’è stata una persona che non sia stata l’oggetto di qualche scherzo! Si sono annullate le differenze di età e di carattere e nonostante alcuni alti e bassi è stata una vacanza veramente indimenticabile.

Anita, Marta, Susanna


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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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