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Reportage su Parigi Accessibile a Disabili

8
gennaio

reportage parigi accessibile

Lo scorso Maggio del 2014 abbiamo realizzato un dettagliato reportage dell’accessibilità di Parigi grazie alla collaborazione con Parigi.it e la gentilissima Olga con il suo staff e le guide. 5 giorni fantastici in una città meravigliosa e soprattutto molto attenta alle esigenze delle persone con disabilità. Da quei 5 giorni ne è nato un reportage dettagliato dell’accessibilità di molti dei luoghi, delle bellezze e della mondanità di Parigi. Questo reportage è visibile alla pagina sottostante:

Reportage Parigi Accessibile con Max Ulivieri


Elena a Parigi

9
novembre

Ho da poco trascorso una piacevolissima vacanza a Parigi di 5 giorni e voglio quindi condividere alcune informazioni che possono ritornare utili a chi volesse visitare questa magnifica città.

Il volo: ho viaggiato con Air France da Bologna all’aeroporto  Charles de Gaulle. Per chi ha già viaggiato in aereo, nulla di nuovo.

Per raggiungere il centro città, ho optato per un taxi attrezzato,  l’Horizon dei taxiG7.

Io ho una carrozzina elettrica impossibile (o quasi) da sollevare, pesa circa 150kg, larga 62cm e lunga 100cm. Quindi posso dire che i taxi di questa ditta sono davvero accessibili e capienti (viaggiavamo in 4 + due valigie + 3 bagagli a mano).

Consigli per la prenotazione del taxi:

  1. telefonare al numero indicato nella pagina di Horizon sul sito (anche mandando una mail, ti invitano a prendere contatti telefonicamente).
  2. sapere il francese. Ho provato a comunicare con loro in inglese, avendo più padronanza, ma mi hanno lasciato in attesa per 4 minuti, due volte, due persone diverse, dicendomi sostanzialmente “vado a cercare un mio collega che sappia l’inglese”. La prima volta ho atteso, dopodichè ho riattaccato, la seconda volta ho riattaccato subito e ho fatto prenotare a un’altra persona che conoscesse la lingua ufficiale meglio di me.
  3. fissare l’appuntamento per l’andata 1h dopo l’arrivo dell’aereo.
  4. fissare l’appuntamento per il ritorno 3h\3.30h prima della partenza dell’aereo (nel calcolo sono incluse le 2h di anticipo per l’appuntamento con l’assistenza).

Hotel: un piccolo elogio all’hotel in cui ho dormito.

Situato a meno di 500 metri da Gare de L’est e vicino anche a Gare du Nord, è un punto strategico per il numero di autobus che passano, permettendoti di raggiungere praticamente qualunque zona di Parigi (almeno per quanto riguarda la Zona 1) senza quasi mai dover fare un cambio.

L’hotel in questione è l’ Ibis Gare du Nord Chateau Landon.

Personale disponibile e gentile. Zona poco (o per nulla) rumorosa la notte.

Due ascensori sufficientemente grandi per la mia carrozzina.

Camera doppia, per disabili, decisamente spaziosa (le camere normali sono anguste), letti morbidi e comodi, un bagno grande quasi quanto la camera stessa, con la doccia a pavimento, uno specchio basso, un lavandino comodo e senza nulla sotto in modo che potessi arrivare bene a lavarmi, e ultimo, ma non per importanza, il water con una tavoletta normale e senza quegli scomodissimi buchi sul davanti.

Io prenoterei qui anche solo per questo 😉

Avevo inclusa nel prezzo la colazione. Per raggiungere la sala ci sono una decina di gradini da fare e per superare i gradini un montascale.

Bene, devo rassegnarmi a non fare colazione“, ho pensato, non avendo mai avuto buone esperienze coi montascale. Invece questo funzionava alla perfezione e una gentile signorina mi accoglieva ogni giorno per accompagnarmi.

Se vi interessa, la colazione era buona, molto varia per quanto riguarda il dolce, meno per il salato, ma comunque tutto positivo.

Muoversi a Parigi: ho utilizzato per spostarmi solo gli autobus. Tutti accessibili.

Quando arrivava il numero che dovevo prendere, mi rendevo visibile al conducente sbracciandomi un po’, in modo che lui azionasse la pedana.

Per scendere, mio padre andava a dire di azionare la pedana.

I pulsanti di chiamata per salire e scendere non erano mai funzionanti (li ho sempre pigiati tutti come se non ci fosse un domani, ma nulla, erano morti), tuttavia non ci formalizziamo e con un pizzico di adattamento tutto è filato liscio.

Consiglio per non impazzire nella rete dei mezzi pubblici parigini: scaricate l’app ufficiale dei servizi di trasporto ratp (per usarla serve internet, io avevo attivato una promozione).

Nella schermata principale aprite la tendina in alto a sinistra e selezionale “Itinéraire”.

appparigi

Vi si aprirà questa schermata in cui andrete a riempire il punto di partenza e di arrivo e altre variabili del viaggio.

Selezionato il punto di partenza e di arrivo, filtriamo i risultati per il tipo di trasporto che preferiamo toccando “tous modes”, nel nostro caso: bus, tram.

Possiamo anche decidere se cercare la soluzione più rapida, con meno corrispondenze o con meno strada a piedi da percorrere.

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Schiacciando, infine, sul numero nel bus possiamo controllare che la nostra fermata sia accessibile (quelle NON accessibili hanno il triangolo giallo)

appparige3

So che quest’applicazione è molto semplice ed intuitiva, ma ho comunque preferito per completezza spiegarla un minimo.

Ratp fornisce anche una cartina interattiva dei trasporti pubblici, a cui si può applicare il filtro dell’accessibilità sia per disabilità fisiche che visive e uditive.

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Per i non vedenti: quasi ogni attraversamento pedonale ha una striscia con dei solchi per facilitare l’orientamento della persona tramite il suo bastone.

Per i biglietti: i disabili non residenti non hanno agevolazioni, quindi tutti pagano il biglietto dell’autobus.

Vi consiglio di comprare carnet da 10 biglietti per risparmiare. Se passa meno di 1h tra una obliterazione e l’altra, non dovete usare un biglietto nuovo (come spiegato meglio nel sito ratp).

Dove mangiare: non ho segnato il nome dei bistrot in cui ho mangiato, ma girando per la città posso dire di averne visti parecchi accessibili, sia come barriere architettoniche che come prezzi.

Ricordatevi sempre di richiedere una “carafe d’eau” e non le bottigliette se volete risparmiare 😉

Infine i monumenti: queste informazioni si trovano facilmente, mi limito ad avvertire che la Tomba di Napoleone e il Museo Cluny non sono accessibili.

Tour Eiffel, Musée d’Orsay, Centre Pompidou, Louvre, Musée de l’Orangerie, Notre-Dame de Paris, Montmartre (tramite la funicolare) anche se non ho trovato l’accesso alla basilica del Sacro Cuore, sono accessibili.

Bon voyage à tous!

Elena


Elogio a Parigi

2
21
febbraio

Ho recentemente passato una settimana di vacanza a Parigi ed è stata una esperienza estremamente positiva.

Non voglio dilungarmi sulla infinita varietà di attrazioni turistiche, storiche e artistiche che la città offre in quanto esistono centinaia di guide che le illustrano molto meglio di quanto potrei farlo io. Voglio però riportare le informazioni relative alla mobilità di una persona in carrozzina perchè sono un esempio di come il problema sia stato affrontato e risolto in maniera egregia.

In primo luogo i dettagli sul viaggio per e da Parigi.

Per la prima volta ho deciso di utilizzare il treno, anche per sperimentare personalmente il famoso TGV francese.

Io abito a Sanremo e ho deciso, per limitare il numero di cambi, di partire direttamente da Nizza.

Esistono due siti dai quali è possibile prenotare i biglietti.

Il sito internazionale accessibile anche in italiano (www.tgv-europe.it ) dal quale è possibile prenotare anche le tratte internazionali ma non di specificare le necessità di un disabile, e quello francese (www.sncf.com ) dal quale è possibile invece prenotare il posto per disabili.

Esiste poi un contatto mail (accesplus@sncf.fr) che, anche in inglese, fornisce tutta l’assistenza necessaria per la prenotazione dei biglietti e dei servizi di supporto nelle varie stazioni.

Contattando in primo luogo questo indirizzo ed esprimendo i propri desideri è possibile organizzare in modo efficiente il proprio viaggio, fornendo tutte le informazioni necessarie per mezzo di un questionario che viene inviato via mail.

Io ho fatto così e ho trovato, sia alla stazione di Nizza che a quella di arrivo a Parigi (Gare de Lyon) funzionari capaci e puntuali ad aiutarmi.

Al ritorno ho voluto sperimentare anche il servizio italiano e ho prenotato sia i biglietti che il servizio di supporto fino a Ventimiglia, con un cambio a Nizza previsto con solo 30 minuti di tempo.

Ebbene: a Nizza sono stato prelevato dal treno in arrivo e accompagnato direttamente a quello in partenza e a Ventimiglia il supporto italiano (prenotato attraverso il servizio delle sale blu di Trenitalia) è stato puntualissimo. Quindi nessun problema.

Sui TGV i disabili viaggiano in prima classe pur pagando il biglietto di seconda e l’accompagnatore viaggia gratuitamente, ma gli spazi sono piuttosto limitati, come ho potuto verificare nel viaggio di ritorno nel quale era presenta un altro disabile: l’incrocio di due carrozzine è possibile solo con l’aiuto del personale che è comunque molto gentile.

La toilette accessibile, in verità un po’ stretta e con la tazza che rimane sulla destra della carrozzina il che è un problema per chi usa sedie elettriche, è a pochi metri dai posti riservati. Le varie porte sono ad apertura automatica ma i pulsanti di comando si sono rivelati troppo duri per le mie capacità.

A Parigi ho scelto un albergo con struttura moderna per poter contare sulla piena accessibilità. L’hotel IBIS Bastille di rue de Breguet si è rivelato molto comodo: stanza con spazi sufficienti, toilette larga, doccia a raso pavimento, posizione strategica sia perchè molto vicina ad una zona che di sera si anima in maniera incredibile, sia perchè molto ben servita dai servizi pubblici.

E qui viene la nota più interessante: la mobilità dei disabili a Parigi, essendo le stazioni della metropolitana spesso non accessibili, è assicurata dalla rete degli autobus che sono tutti accessibili per mezzo di un piccolo scivolo azionato elettricamente dall’autista. I passaggi degli autobus sono molto ravvicinati e la rete è estremamente capillare. Difficilmente capita di dover aspettare più di 10 minuti ad una fermata e con non più di due autobus si attraversa la città in meno di mezz’ora in quanto la rete è organizzata su un numero limitato di punti nei quali si incrociano molte linee (place de la Bastille è uno di questi).

Il servizio è molto migliore di quanto gli stessi operatori turistici non sappiano: l’ufficio turistico della Gare de Lyon mi aveva scoraggiato all’arrivo consegnandomi una cartina con una selezione molto ridotta di autobus accessibili, ma l’informazione si è rivelata del tutto sbagliata.

Spesso invece i locali pubblici quali bar e ristoranti non sono accessibili a causa di uno scalino all’ingresso. Per questo problema è utile portare con sè una piccola rampa (40 cm di lunghezza sono sufficienti nella maggior parte dei casi).

Allo stesso modo sono rari i locali dotati di servizi accessibili ma il problema è superato dai moltissimi servizi pubblici che si trovano lungo i grandi viali. L’accesso è regolato da un sistema automatico che tra un utente e l’altro igienizza l’ambiente per cui sono tutti abbastanza puliti.

Quasi tutti i miei obiettivi di visita si sono rivelati accessibili:

-la Sainte Chapelle (con l’esclusione dei giorni festivi perchè l’ascensore è posto nell’annesso palazzo di giustizia)

-il museo di storia e cultura ebraiche

-il Musee d’Orsay

-il centro di cultura islamico

-il cimitero di Pere Lachaise (con qualche problema per il fondo acciottolato)

Ho trovato problemi solo all’espace Dalì di Montmartre (non accessibile) e alla Promenade Plantee (vecchio tratto ferroviario sopraelevato) che, come ho scoperto solo successivamente, è servita da ascensore unicamente all’estremità dei Jardin de Reuilly.

I movimenti pedonali sono inoltre molto agevolati in quanto tutti i marciapiedi sono raccordati al piano stradale in corrispondenza degli attraversamenti e degli incroci e passeggiare per Parigi, girando tra piazze, antichi mercati alimentari, mercati etnici dei quartieri periferici, parchi lussureggianti e curatissimi è veramente un piacere imperdibile.

In conclusione: se cercate una vacanza affascinante e spensierata nonostante la carrozzina, Parigi fa per voi!

Mirko Ferranti.


Pietro a Parigi

30
novembre

Pietro

Ciao Sono Pietro, sono normale e faccio cose normali…come viaggiare.

E in questi giorni ho avuto l’opportunità di passare quattro giorni a Parigi e volevo condividere con voi alcune informazioni.

Parigi è una città molto grande, ma non poi cosi grande come si può pensare. Ho costatato che, sebbene incredibile, è più piccola di Roma; e in soli 40/50 minuti si può davvero passare da una parte all’altra della città. E’ fatta di piccoli quartieri, uno accanto all’altro, dove è concentrato molto da vedere. Una rete di bus, treni di vario genere, in parte accessibili in autonomia, e la metrò, mappa l’intera città. E in poco tempo si riesce veramente a visitare l’intera città. Comunque sul sito www.ratp.fr potete programmare tutti i vostri spostamenti, e con le giuste scelte è possibile indicare anche le proprie difficoltà; e lui ricalcolerà il percorso in relazione.

Questo contributo non vuole che darvi un’idea di massima di quello che la città può offrire, e di come potersi muovere in libertà in una realtà straniera che, a sentir di molti, mi avrebbe creato non pochi problemi. Ma andiamo per gradi.

Giunti all’aeroporto C.d.G con l’Easyjet, sappiate che i taxi fanno a gara per rubarvi 60 euro per portarvi alle porte del centro di Parigi. 28km, ma spesso trafficate e un’ora di viaggio in taxi costa cosi. E’ possibile muoversi con i mezzi, ma noi abbiam preferito far cosi. E vi chiederanno anche la mancia per aver fatto la fatica a scaricare la sedia a rotelle. Sta di fatto che in un’ora e senza perder tempo a capire come e quale mezzo prendere siam giunti in hotel.

Ho scelto come punto di partenza l’IBIS hotel di Bercy Village, che con una cinquantina di euro a notte, senza colazione, offriva un’ottima soluzione per quelli che sarebbero stati i miei successivi spostamenti. La nostra scelta è caduta su questo hotel perché si trova a 50 m dall’ingresso Cour S. Emilian della Linea 14 della metrò. L’ultima linea sviluppata. La linea 14 è composta di non più di 9 fermate, se non ricordo male, e tutte attrezzate con ascensore. Ma non posso nascondervi che alcune di esse, benché appena realizzate, avevano l’ascensore in manutenzione. Son convinto che è una cosa temporanea, e ad ogni modo vi erano le scale mobili. Se siete accompagnati, potete comunque sfruttare questa linea totalmente. A me, con una buona dose di forza per girare a piedi Parigi, mi ha portato dappertutto. Allego qui sotto poi la pianta della metropolitana, ma che credo possiate benissimo poi trovare su internet. E in più alta definizione.

Delle altre linee non possi dirvi molto perché non le ho prese, in quattro giorni e con tutto quello che c’era da vedere, dovevo concentrarmi su poco e bene. Ma posso assicurarvi che la linea 2, quella che porta a Montmartre e Pigalle, i famosi quartieri a luci rosse della città lungo la Senna, non è attrezzata, e tantomeno accessibile. Su molte fermate non ci sono neanche le scale mobili, quindi se decidete di usufruirne, siate ben coscienti che, se nessuno vi da una mano, quelli come me su una sedia a rotelle corrono il reale rischio di tornare indietro o rimanere giù. Ad ogni modo al link http://www.ratp.fr/fr/ratp/c_23590/plans-metro/ trovate la pianta dettagliata di ciascuna linea e nel dettaglio si può subito sapere se la fermata è accessibile o meno. Inoltre, in ogni biglietteria della metrò è possibile ritirare un’ulteriore mappa, chiamata INFOMOBI, indicante la pianta di tutte le linee, di ogni tipo di mezzo pubblico, accessibili con sedia a rotelle. E indicante anche il grado di accessibilità. Come ad esempio se vi è uno spazio, in parte grande, tra il marciapiede e l’ingresso al mezzo di trasporto.

Oltre alla metropolitana ho scelto di muovermi anche con la RER: un treno veloce urbano che viaggia sopra al livello stradale. E’ un po’ complicato capire il funzionamento delle linee per azzeccare le coincidenze senza attendere ma anche qui si può fare. Esiste sono un piccolo ostacolo non impossibile. Tra il marciapiede e il treno c’è uno spazio di circa 30 cm massimo. I più agili e temerari come me lo possono fare e con un balzo, essendo a livello, montare in treno. Altrimenti meglio farsi aiutare. Ripeto, può sembrare, dalla mia descrizione, una cosa insuperabile, ma vi garantisco che l’attesa nelle fredde stazioni tra un treno e l’altro, è molto peggiore.

Quando si scende nella metropolitana, dovreste comprare un abbonamento per usufruire del pubblico trasporto, ma io non l’ho comprato. E nessuno mi ha detto nulla. Vige la regola “pensavo per noi fosse gratis”. Per arrivare ai treni c’è una barriera di controllo ticket automatica, ma in tutte le stazioni, su un lato della barriera, c’è sempre un cancello, dove passare. Solitamente è chiuso, ma a lato c’è sempre un campanello. Suonate e alla fine qualcuno vi risponderà. Idem succede al contrario: se siete in giro per Parigi e un ascensore non funziona, suonate il campanello che in tante fermate c’è e qualcuno attiverà l’ascensore o vi verrà a prendere. A volte è capitato che fosse occupato e non rispondesse, allora ho dovuto fa scendere un amico per avvisarlo di attivare l’ascensore e il problema s’è risolto.

La metrò oltre che essere veloce, pulita, affollata, è anche sicura. Non correte il rischio di finire sui binari, come succede a Milano. Tutta la metrò è protetta da una galleria di vetro. All’arrivo del treno, si apre automaticamente una porta in corrispondenza della porta del treno. Eccezionale. Se proprio dobbiamo trovare una critica, verso sera è spesso affollata. Ma con quel buono spirito di adattabilità cui accennerò più avanti, si fa tutto.

Sempre nella metrò non ho notato se ci fossero servizi igienici, ma suppongo e spero sia stata una mia svista. Non sempre era possibile chiedere. E’ una città sempre in movimento e non sempre c’è qualcuno, che ci lavora dentro, cui chiedere.

Fuori dall’hotel che abbiamo scelto c’è appunto un Village con ristoranti e locali che possono accompagnarvi dalla colazione al dopocena, carini quanto cari. Ma attrezzati e accessibili. Propongo qui di seguito alcuni di essi:

–       LE SAINT M’: Bercy Village, 34 cour Saint Emilion

–       CHEZ BRUNO: Bercy Village, 26-28 cour Saint Emilion

–       CAVE A VIN: Bercy Village, 33 cour Saint Emilion

–       ADAGIO: 1-7 cour du Minervois

Presto scoprirete che mangiare a Parigi può essere veramente dispendioso; ma con alcuni accorgimenti, che chiaramente abbiamo imparato l’ultimo giorno, si possono contenere le spese. Alcuni esempi:

  • Ho pagato un litro d’acqua naturale 11 €, quando tanti bevono l’acqua del rubinetto che è buona e potabilissima. Basta chiedere “un caraffe d’eau” e non dell’acqua naturale.
  • Per mangiare consigliamo la catena “Chez Clement”, e “Flunch” dove potete benissimo ordinare solo una portata e poi i contorni sono gratuiti, nel senso che potete servirvi in autonomia da un buffet.
  • La colazione presa assieme all’hotel sarebbe costata circa 10 euro a testa, ma fuori, in alcune boulangerie, supermercati o Starbucks, seminati davvero in ogni angolo di Parigi, si può fare una buona colazione con massimo 7 €. Ovvio… dipende da quanto ognuno di noi mangia la mattina. Gli Starbucks sono quasi tutti attrezzati e accessibili. Quindi se vi scappa un piede, li avete un’oasi.

Armatevi di forza e pazienza, di spirito di adattamento e Parigi sarà per voi un libro aperto. Tante strade son spesso fatte di sanpietrini, e quindi altrettanto spesso ho dovuto viaggiare in equilibrio sulle ruote posteriori. Difficile ma non impossibile.

Ho visitato tanti posti della città, ma in alcuni, seppur fondamentali, ho dovuto arrendermi alle code; altrimenti queste poche righe non sarebbero potute esistere. A grandi linee vi posso dire che I musei son tutti “quasi del tutto accessibili”. Mi spiego meglio, il Louvre su tutti è molto molto grande e noi non abbiamo preso una guida. Una persona fisica che ci accompagnasse, ma poiché in quattro abbiamo pagato un biglietto (i bambini, il disabile e l’accompagnatore non pagano), con senno di poi avremmo potuto investire i soldi nella guida. E girovagando per quelle stanze, talvolta, magari sbagliando percorso ci siamo trovati a sover superare dislivelli di 3 o 4 gradini. Per il resto, accessibilità totale.

A Notre Dame la cosa era interminabile. Idem per la Tour Eiffel, ma li ho notato ascensori per raggiungere i vari piani. E altri ascensori per raggiungere i servizi. Servizi dove ovviamente abbiamo priorità e posso garantirvi che sono ben tenuti nonostante l’afflusso di gente.

A differenza di altri bagni in giro per la città. A volte ho dovuto trattenermi.

Comunque le soprese non finiscono qui. La città è piena di servizi pubblici in parte ben tenuti. Son costruzioni verdi ovali che ospitano servizi accessibili. E dopo ciascun ingresso rimane chiuso un minuto per un lavaggio automatico e disinfettazione del luogo. Poi si può riutilizzare.

In altre parti invece, non ci crederete, i servizi son a pagamento. Da meno di un euro a 2 euri su Avenue de Champ Elisée (spero si scriva cosi). Passatemi l’ironia, in questi tenuti a regola d’arte dal personale lì onnipresente, vi fanno scegliere pure il colore e il profumo della carta igienica da utilizzare. C’est incroyable!!

L’Arc de Triomphe è immensamente bello quanto grande e in cima ospita una terrazza. Non ho visto ascensori ma sfido qualunque normodotato a fare tutte quelle scale. Son quasi del tutto convinto che esista un elevatore per salire, dovreste provare a chiedere o cercare informazioni su internet.

Centre Pompidour e Sacre Coeur non ho fatto a tempo a visitarle ma, per quanto riguarda Montmartre, mi hanno detto che dalla fermata di Anvers si può prendere la funicolare che vi porterà su senza problemi alla cappella del Sacro Cuore. Se invece volete visitare Pigalle, il noto quartiere a luci rosse, è facilmente raggiungibile seguendo la metrò 14 fino a St. Lazare, capolinea. E con una bella mezz’oretta di camminata, tra piacevoli vie in salita non impossibile, giungerete dove la trasgressione regna sovrana. Un quartiere pieno di vita ma altrettanto povero, se volete anche lasciato al degrado. Sconsigliabile girarlo da solo la sera. Peccato non farlo per la vita notturna che si sviluppa. Un passaggio, seppur diurno e sotto la pioggia, dovevo farlo.

Parigi è piena anche di parchi, giardino, dove sostare e in quasi tutti è presente una toilette. L’unica inaccessibile che ho trovato è quella nei giardini dietro Notre Dame. Per il resto, ovunque avete la possibilità di sostare. Certo poi si trova sempre il ristoratore stronzo che se non consumate non vi fa usare la toilette. Ma questo credo non faccia testo in una città cosi grande.

In merito vi suggerisco un paio di posti, dove pranzare:

–       LE GEORGE V CAFE’: 1, avenue George V (non ha bagni accessibili, ma con un 20 € potete mangiare bene e in quantità. Si trova nei pressi del Pont de l’Almà)

–       FERIA CAFE’: 4, rue du bourg Tibourg (si mangia bene, abbondante e si spende il giusto, e ha servizi accessibili)

Lungo la Senna non mancherete di trovare strani personaggi, maschi e femmine indifferentemente che vicino a voi si chineranno per segnalarvi che avete perso un anello di finto oro. E ve lo daranno gratuitamente. Gratuitamente almeno fino a quando non vi chiedono un contributo per avervelo raccolto. La solita truffa. Ve lo segnalo perché noi in 1 km ne abbiamo visti circa una decina. Bizzarri quanto originali.

Non è molto, lo so, ma spero possa aiutarvi per un primo e felice soggiorno a Parigi.


Parigi Accessibile: quali passi si stanno facendo?

2
11
aprile

parigi

Parigi, città teatro di innumerevoli avvenimenti storici epocali e culla dell’arte europea, è da sempre una meta ambita dai turisti di tutto il mondo. Il suo essere un magnete turistico potentissimo, però, non coincide necessariamente con il riuscire a soddisfare tutte le nostre esigenze in termini di sicurezza e accessibilità. Per molto tempo, infatti, è stata una sorta di destinazione avventurosa se ad indossare i panni del turista erano persone diversamente abili: la mancanza di rampe, ascensori, accessibilità dei mezzi pubblici e musei hanno caratterizzato (e penalizzato) per anni la capitale francese.

Nel 2001, tuttavia, il Segretario di Stato per il Turismo ha attivato, a livello nazionale, un’iniziativa chiamata “Tourisme & Handicape”; essa volge a sensibilizzare le strutture e gli enti turistici sulla necessità e l’importanza di offrire assistenza e strutture speciali per le persone disabili. L’iniziativa si è focalizzata su quattro tipi di disabilità (fisica, visiva, auditiva e mentale), a ognuna delle quali corrisponde un simbolo da assegnare per cinque anni a tutte le strutture conformi a una serie di criteri qualitativi prestabiliti. Cliccando su questo link troverete una lista di monumenti e musei con apposti i simboli indicanti quali disabilità sono gestite.

Per quanto riguarda i mezzi pubblici, se la metropolitana non è ancora perfettamente attrezzata per affrontare un’utenza con disabilità (rampe e ascensori non sempre presenti/funzionanti in tutte le stazioni) la situazione è leggermente migliore con la RER (il servizio ferroviario urbano). E’ consigliabile comunque utilizzare carrozzine manuali (affittabili tra l’altro tramite l’agenzia Material Paramedical – Tel: 0033 143 26 75 00) per via del fastidioso gap presente tra il treno e la piattaforma. Per quanto concerne gli altri mezzi di trasporto, sia bus che tram sono ben attrezzati, accessibili, e ideali per avere una panoramica della città mentre ci si sposta da un punto all’altro.

Per quanto riguarda le strutture alberghiere, non sono molte le risorse online che offrono una visione a 360 gradi dell’accessibilità degli alberghi della capitale francese. La cosa migliore è contattare i singoli hotel (o visitarne i siti web) e alla fine della vacanza inserire sul web le proprie recensioni di hotel di Parigi.


Un Disabile a Parigi: Continua Fabio

5
24
settembre

Dopo la prima parte del racconto di Fabio ecco il continuo del suo viaggio a Parigi, vediamo quanto sia Accessibile per un disabile questa splendida città.

Una mattinata più soleggiata delle altre ci accompagna alla tour Eiffel e al Trocadero. Dalla terrazza del Trocadero la vista è meravigliosa, si può ammirare la tour Eiffel al di là della Senna, i giardini di Marte sembrano essere infinitamente lunghi. Fatte le foto di rito, la missione ora era salire sulla torre.

Vista da vicino sembra davvero mastodontica, il caos che regna sotto di essa ti fa rendere conto di essere in uno dei posti “importanti” del mondo… un po’ di confusione per capire da dove si può accedere con la carrozzina ma, come provato già in altre occasioni, la cosa più importante è chiedere al personale. Quello che ho notato durante l’intero viaggio è stato l’alto grado di disponibilità da parte di tutti quelli che si occupano di ricettività. È una prassi accompagnarti fino nel momento in cui si raggiunge il luogo desiderato. Anche sulla tour Eiffel è stata la stessa cosa.

Dopo aver domandato semplicemente se fosse necessario acquistare il biglietto, ecco arrivare puntuale un addetto che ci spiega tutto in modo molto semplice.

L’accesso alla tour Eiffel con la carrozzina è possibile dalla torre ovest, bisogna avvisare il personale che, fortunatamente, fa saltare un po’ la coda degli altri turisti. È possibile salire fino al secondo piano con un ascensore, una volta giunti al secondo piano è possibile ammirare uno spettacolo che non credo abbia eguali.

Parigi è tutta sotto di noi. Si nota in lontananza la cupola d’oro dell’Hopital des Invalides, il palazzo del Louvre e, piccolo piccolo ma tutto bianco, sulla collina di Montmartre, il Sacre Coeur.

Essere qui con la persona amata è davvero la realizzazione di un sogno.

Visto che la giornata è nel segno dei simboli di Parigi era venuto il turno della visita a Notre Dame. Anche qui un po’ di pavée dissestato sul sagrato ma sicuramente nulla di difficoltoso. Dopo un po’ di coda siamo riusciti ad entrare nella cattedrale, nessuno scalino all’esterno. C’è la possibilità di percorrere le navate, non è possibile però completare l’intero giro della chiesa perché all’altezza dell’altare ci sono tre gradini che impediscono la continuazione del tour. L’altare però è visibile dalla navata centrale.

La bellezza di Montmartre visto dalla tour Eiffel ci carica di nuove energie, decidiamo di andare a visitare il quartiere e arrivare a piedi sino al Sacre Coeur. Dopo esserci avvicinati un po’ al quartiere con l’auto ci arrampichiamo per la strada che porta sulla collina. Questo percorso può essere però molto difficoltoso, la pendenza della strada e il fondo fatto di sampietrini non sempre allineati renderà la salita alquanto lunga. Una volta raggiunta però la vetta della collina si respira davvero l’aria parigina, luoghi frequentati da artisti come Picasso si susseguono lungo la strada, pittori e musicisti fanno vivere l’arte dandole quasi una corporeità.

La chiesa del Sacre Coeur non è accessibile, io ho mandato Laura a visitarla e, come poi risulta scritto in molte guide, al suo interno non esistono grandi opere d’arte… vista da fuori con il turbine d’arte che le circola attorno però è davvero una meta da raggiungere.

Un’intera giornata abbiamo deciso di dedicarla alla visita della reggia di Versailles … quale luogo più adatto per portare la propria regina?

Per raggiungere l’entrata la pavimentazione, con i soliti ciottoli, rende il percorso un po’ lento… attraversando però il parcheggio per i pullman, fondo di terra battuta, si agevola il percorso. Devo dire però che camminare molto lentamente davanti ad uno spettacolo simile permette di gustare ogni piccolo particolare di questa immensa reggia. Delle indicazioni segnalano il percorso adatto alle persone con disabilità, una volta varcato il cancello completamente d’oro, si accede all’interno della reggia passando per un’entrata laterale. Anche qui ricordo che è molto importante chiedere al personale in quanto, vi saranno aperte delle porte di stanze che spesso gli altri turisti non possono vedere.

Una prima visita all’interno della reggia ci ha permesso di ammirare una serie infinita di quadri rappresentanti la famiglia reale, poi è toccato alle stanze frequentate abitualmente dalla regina e dal re. Il livello artistico della reggia rimane impresso, lo sfarzo è davvero degno di una famiglia reale.

Le finestre che illuminano le sale fanno scorgere già da dentro il palazzo l’immensità dei giardini che circondano la reggia. Passando per dei corridoi riservati arriviamo finalmente in mezzo a tutto quel verde. All’interno dei giardini si possono ammirare moltissime statue e moltissime fontane ognuna con il proprio nome e la propria leggenda. Gli alberi e le siepi sono tagliate come delle vere e proprie sculture d’erba. Viste le dimensioni davvero importanti, è possibile noleggiare anche delle carrozzine per coloro che hanno difficoltà di deambulazione, se si vuole davvero evitare ogni piccola fatica è possibile noleggiare addirittura delle auto da golf. Appena entrati è importante ricordarsi di prendere la cartina per orientarsi all’interno dei giardini (gratuita) nella quale è segnalato anche un percorso per le carrozzine. Personalmente non l’ho seguito e non ho incontrato difficoltà di nessun tipo.

Dato che il cielo minacciava tempesta abbiamo deciso di dirigerci verso la macchina. Piccolo giro per la cittadina incontrando ovviamente gente vestita da nobiluomini e nobildonne di un’altra epoca. Appena saliti in auto ecco la pioggia.

A Versailles abbiamo trovato un parcheggio riservato che aveva nel cartello oltre al classico simbolo con la carrozzina anche la frase “se prendete il suo posto prendete anche il suo handicap”.

Una mattina un po’ più uggiosa mi ha fatto venire in mente che forse era il caso di andare a trovare un amico che non ho mai conosciuto, che però ha sempre avuto un ruolo importante nel mio percorso interiore: James Douglas Morrison, da tutti conosciuto come Jim Morrison, il Re Lucertola.

Sono andato quindi a trovarlo nel cimitero di Pere Lachaise. Il cimitero è immerso, si trovano trombe di personaggi molto importanti da Chopin sino alla Callas… con molta calma, andando davvero piano a causa del selciato non molto praticabile con la carrozzina, sono arrivato fin vicino alla tomba di Jim. Non è possibile andarci in quanto, per raggiungerla, vi sono da superare tre grandi scalini. Essere già lì vicino comunque mi ha permesso di fargli un saluto recitando nella mia testa versi di sue poesie.

Dopo aver visto un po’ di cimitero ci siamo recati ancora verso il centro città per salire sulla tour Montparnasse.

Questa torre, alta cinquantanove piani, è proprio attaccata alle Gallerie Lafayette.

Trovato parcheggio nella zona, dopo un po’ di strada a piedi siamo arrivati nella zona delle Gallerie; qualche problema per capire da che parte entrare, visto che ci sono pochi ascensori e poco segnalati che permettono l’ingresso. Il nostro obiettivo però era quella di salire sulla tour Montparnasse. Dopo aver capito l’ingresso più adatto, siamo riusciti a prendere posto nella fila per salire sull’ascensore che ci avrebbe portato sino al 56º piano. L’ascensore in questione è il più veloce d’Europa, decisamente una bella esperienza! Dall’alto ancora una volta si poteva dominare tutta Parigi.

Di ritorno piccolo giro delle Gallerie Lafayette e poi una serata in una brasserie.

L’ultimo giorno in terra parigina lo abbiamo passato passeggiando tra le boutiques di Place de Vendome, il mercato di Place de la Bastille e l’Opera di Parigi.

Qualche inconveniente lo abbiamo incontrato per entrare all’Opera di Parigi.

Una volta fatti i biglietti abbiamo infatti scoperto che per prendere accedere al teatro era necessario superare tre scalini, parlando con l’addetto all’ingresso abbiamo capito che un’altra entrata senza scalini esisteva… lo stesso addetto ha chiamato un responsabile e, facendosi sostituire, ci ha accompagnati fuori dal teatro, ci ha fatti rientrare passando dagli uffici dell’amministrazione, qualche pedana molto solida per superare i gradini e poi… magia eravamo dentro all’Opera passando dai camerini degli artisti!

Una volta arrivati al piano del teatro è stato possibile usare l’ascensore e muoversi per l’intero edificio.

Ancora una passeggiata per la città, ancora una volta davanti a Notre Dame e lungo la Senna.

Ancora un cielo uggioso e qualche goccia di pioggia che ci ha fatto salutare una Parigi che ha soddisfatto tutta la voglia che avevamo di vederla!


Le Vacanze a Parigi: il racconto di Fabio

1
19
settembre

Per il Turismo Accessibile oggi leggiamo il racconto del nostro amico Fabio, disabile, che ci racconta se Parigi è realmente accessibile oppure c’è da faticare ma sicuramente ne vale la pena.

L’estate 2010 si può definire un’estate in movimento. Dopo parecchi giri su Internet e qualche titubanza interiore la decisione è presa, la meta di quest’anno sarà: Parigi!

Era più o meno la prima metà di luglio quando mia moglie Laura ed io abbiamo deciso di concederci una settimana nella bellissima capitale francese. Un ruolo importante nella decisione lo ha avuto sicuramente il fatto di andare a trovare un nostro caro amico che da parecchi anni abita a Parigi.

Ora però era il tempo delle scelte pratiche per fare in modo che il viaggio potesse essere il migliore dei viaggi possibili!

Il mezzo di trasporto… senza neanche tante discussioni… il nostro caro furgone!

Dopo una visita dal meccanico, viene decretato abile ed arruolato. Questo ci permetterà di vivere in piena autonomia la città, rispettando i nostri tempi e permettendoci di visitare molte più cose.

La decisione più difficile: alloggiare in albergo o cercare un piccolo appartamento? Le agenzie su Internet offrono una vasta scelta di appartamenti segnalati come accessibili. Raccolti un po’ di indirizzi “accessibili”, sia dal punto di vista architettonico sia dal punto di vista economico, li ho girati al nostro amico chiedendogli di fare un sopralluogo per valutare la reale accessibilità. Molti davano la presenza dell’ascensore per raggiungere il quale, però, era necessario superare due o tre scalini.

La scelta quindi è stata quella di prenotare una camera accessibile all’Hotel Ibis Berthier Porte de Clichy nel 17º arrondisement dal 7 al 14 agosto.

Dopo un viaggio di circa 16 ore, partiti dalla Val di rabbi in Trentino…una settimana di parchi naturali mi è necessaria per riapacificarmi col mondo, eccoci finalmente giunti in tarda serata in una città che toglie il fiato dalla sua bellezza. Una leggera pioggia accompagna gli ultimi kilometri di strada ma ci permette di vedere i monumenti che contornano il nostro quartiere sotto una luce diversa.

Presa visione della camera e apprezzata la sua accessibilità apriamo la finestra e ci troviamo di fronte ad uno spettacolo meraviglioso: la tour Eiffel era proprio lì, davanti a noi, completamente illuminata!

Ora un po’ di meritato riposo..

Il primo giorno: museo del Louvre. Con l’auto siamo arrivati fino a Place de la Concorde e da qui, attraversando dei bellissimi giardini (jardin des Tuileries), siamo arrivati al museo.

L’accessibilità di questo luogo è davvero estrema… Le sue dimensioni però lo sono di più! È davvero enorme ed al suo interno si trovano moltissime mostre che attirano l’attenzione dei turisti. Ovviamente nel Louvre si possono ammirare opere d’arte di una bellezza inestimabile, come ad esempio la Gioconda e la Venere di Milo oppure moltissimi quadri che spesso si vedono solo sui libri di storia dell’arte. Cammina di qua, cammina di là, guardato l’orologio ci accorgiamo che erano passate più di sei ore. Pian piano, gli addetti invitavano le persone ad uscire in quanto l’orario di chiusura si avvicinava. Dopo un labirinto di ascensori eccoci ancora sotto la piramide di vetro per prendere l’ultimo ascensore ed uscire.

Da place la Concorde sino all’Arco di Trionfo passando per i mitici Campi Elisi. Con le loro molte vetrine e una moltitudine di gente davvero di tutti i tipi, questa strada ci fa sentire cittadini del mondo, una delle più belle sensazioni che si possono vivere in una città multietnica come questa!

Il nostro tour di Parigi è continuato nei giorni a seguire visitando quanto più possibile.

Il quartiere di Saint Germain des Près. Un po’ disastrato il pavée del sagrato della chiesa, per accedere alla quale però non esiste un’entrata accessibile. Il lungo boulevard che arriva fino a place St. Michel è un continuo susseguirsi di bancarelle.

È importante sottolineare come i lunghi boulevard nonostante i mille semafori che li illuminano siano percorribili senza nessun problema, ad ogni attraversamento corrisponde una salita/discesa, magari un po’ ripida o con un piccolo salto alla fine che però non dà nessun problema.

La camminata è proseguita passando davanti all’Hotel de Ville fino al centro Pompidour ed alla strana fontana Strawisky con i suoi meravigliosi giochi d’acqua. Un artista di strada che dipingeva con dei gessi sulla piazza e un altro che si dilettava con del funambolismo e delle acrobazie aiutano a respirare ancora meglio l’aria d’arte che pervade tutta Parigi. Dopo un po’ di pausa ancora in cammino questa volta per scorgere qualche angolo nascosto della città come ad esempio rue St. Martin e le sue botteghe.

Una cena in una brasserie, ma prima una pausa alla chiesa di Sant’Eustachio e un giro a vedere la borsa di Parigi.

Fabio Pirastu

.…fine prima parte.


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In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

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