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La Barcellona vissuta da Roxi

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27
dicembre

Per me come per qualsiasi altra persona con problemi di movimento, Barcellona è “un’esperienza” con le virgolette. Trovarsi in una città che ha fatto di tutto e di più per renderti libero di visitarla, ti fa sentire come se stessi per sfondare una porta e la trovassi improvvisamente aperta, per noi contratti disabili italiani, che giustamente quando ci muoviamo ci aspettiamo il peggio, Barcellona è un grande respiro di sollievo. Tra le città al Top per il turismo accessibile. E’ la consapevolezza che è possibile rendere una città accessibile a tutti. basta volerlo e fare scelte lungimiranti ma, come sapete, su questa riva del mediterraneo è tutto molto più difficile e per molti versi impossibile.

Inizio di novembre e io e Giorgio siamo a Barcellona, una città “muy especial por los discapacitados” come ci dice subito il simpatico tassista che ci porta dall’aereoporto al nostro albergo che sta nel Barrio Gotico, a due passi dalla cattedrale da una parte e a due passi dall’altra da Plaça Catalunya dove ci sono taxi e autobus. Si chiama Catalonia Albinoni, avinguda portal de l’angel, 17 una strada pedonale piena di bei negozi da Benetton a Cartier a le Corte Ingles i grandi magazzini di Barcellona. una strada piena di gente, musica e movimento fino a tarda ora, una strada che sfocia nei tanti vicoli dell’isola pedonale dove trovare ristorantini caratteristici non per turisti.

E’ un albergo accessibile, c’è l’ascensore e la stanza per disabili è spaziosa con un grande bagno senza bidè con la vasca; ci sono solo dei maniglioni intorno al water e un maniglione alla parete della vasca, per me che cammino con le stampelle va benissimo, non so se è abbastanza per chi non può scendere dalla carrozzina. Lo segnalo comunque per l’ottima posizione (è a pochi passi anche dalle ramblas), al porto si può andare a piedi in un quarto d’ora e così anche al passeig de gracia (Casa Batllo e casa Milà) e pur essendo in mezzo al casino è silenziosissimo visto che avevamo la finestra della camera sul cortile interno. Abbiamo fatto delle ottime dormite perchè il letto è comodissimo e il cuscino pure tanto che me lo volevo portare, è la metà dei nostri come larghezza e così non l’ho mai visto da noi. L’unica cosa che vi consiglio è di non fare colazione lì perchè costa lo sproposito di 16 euro a testa, mentre appena fuori ci sono bar di tutti i tipi e gusti dove potrete fare colazione a prezzi normali.

Il capolavoro di Barcellona è la “sagrada familia” la chiesa più particolare d’europa dove il genio di Gaudì si è espresso al massimo. Lui ci ha abitato per 14 anni e lì nella cripta è anche la sua tomba. Essendo ancora in costruzione è difficile rendersi conto di quanto sia originale e minuto il suo lavoro, si ammira la totalità ma Gaudì ha studiato anche il minimo particolare e tutto ha un significato religioso filosofico e molto ispirato alla natura. Ovviamente è accessibile ma essendo molto frequentata dai turisti e l’interno occupato da gru e quant’altro la nostra visita è stata abbastanza veloce e su percorsi obbligati. Comunque il fascino di questa chiesa è indimenticabile!!! un altra opera importante di Gaudì da vedere a barcellona (oltre alla famosa casa batllò della quale vi ha già parlato Max) è casa Milà o la Pedrera un’edificio che non ha una sola parete diritta. E infatti la casa dà la sensazione di essere formata da una serie di onde di pietra. La famiglia Milà abitava in un appartamento al primo piano che è visitabile ed è molto carino, un appartamento cristallizzato all’inizio del ‘900 dallo studio alla camera da letto al bagno con tutti mobili e suppellettili dell’epoca. All’ultimo piano c’è un museo dove si possono vedere modelli e spiegazioni dell’opera di Gaudì. Ma il punto forte della Milà, a differenza di casa batllò, è che si può arrivare con l’ascensore fino al tetto. A dire il vero una volta usciti dall’ascensore si rimane lì in un piccolo spazio, mentre intorno a voi si elevano scale e i terrificanti camini chiamati ” espantabruixas” spaventastreghe. anche se non ci si può spostare più di tanto, è divertente la vista.

Un’altra opera di Gaudì da non perdere è Parc Gùell, dal nome di un grande amico e mecenate di Gaudì. Bisogna entrare dall’ alto in maniera che si scende invece di salire, visto che ci sono parecchie scale. E’ un’opera progettata come città-giardino, rimasta incompiuta ma è uno degli spazi verdi più originali con colonne doriche, una piazza con una grande panchina multicolore a serpentina, un drago coloratissimo alla sommità di una grande scalinata e due casette di marzapane (così le ho chiamate io!) che sembrano uscite dalle fiabe e sono in realtà le case del custode.

A Barcellona ci sta una collina che si chiama montjuìc che è un punto panoramico della città, dove ci sono diversi musei e cose da vedere. Noi abbiamo visitato la fondazione Joan Mirò. questo artista di barcellona inventò e sviluppò uno stile surrealista particolarmente legato al mondo onirico e nella sua fondazione, un edificio bianco totalmente accessibile, ci sono le sue bellissime opere: quadri sculture e arazzi molto colorati e particolari, affascinanti. Appena fuori dalla fondazione, a breve distanza c’è un bel ristorante che si chiama el xalet e lo segnalo perchè oltre a mangiare benissimo ha una spettacolare vetrata panoramica dalla quale si vede tutta la città. Unico neo, non è molto economico!!

A montjuìc c’è anche una teleferica che scende fino a Barceloneta e ci sarebbe piaciuto prenderla, è accessibile alle carrozzine, ma dopo aver girato molto per cercarla abbiamo scoperto che non funzionava! Peccato sarà per la prossima volta!

Tornando in città siamo tornati sulle ramblas, era sera ormai, e siamo andati a vedere il mercato de la boqueria che resta aperto fino a tardi con i suoi banchi di pesce e molluschi, di frutta e generi alimentari. Abbiamo comprato qualcosa, tra i quali i fichi per scoprire che sono un po’ diversi dai nostri, buoni ma meno dolci. Andare in vacanza significa anche scoprire nuovi sapori, provare qualcosa di nuovo. Per esempio, alla taverna basca, un ristorantino all’interno dell’isola pedonale del barrì gotic io ho mangiato funghi con creste di gallo!! non avrei mai pensato di poterle mangiare, e invece erano buone. Tornando alla boqueria, attraversando la rambla proprio di fronte al mercato si trova il museo dell’erotica e rimaniamo in tema, perchè amore e cibo vanno bene insieme! Il museo ha una scala ripida sulla parte che dà sulla rambla ma non preoccupatevi che è accessibile perchè vi fanno fare il giro nella viuzza dietro, e si sale con un montacarichi. E’ un museo molto serio, che ripercorre l’erotismo nelle varie culture attraverso statuette quadri e disegni.

Rimanendo in tema di musei un po’ particolari a Barcellona c’è anche il museo delle carrozze funebri, ma non ricordo più dov’è perchè non è segnalato da nessuna guida. Giorgio l’ha scoperto sulla cartina dell’albergo e siamo andati a vederlo. E’ un museo che sta nel sotterraneo di una grande azienda nel tema. Infatti per portarci giù nel museo ci hanno fatto entrare negli uffici dove gli impiegati stavano lavorando e tutti ci hanno salutato cordialmente.

Il museo diciamo ripercorre le usanze di trasporto all’ultima dimora nel tempo, e così ci sono carrozze, automobili etc.

Un altro museo particolare sta nella stessa via del museo picasso, ed è il museo del souvenir…sono esposti in modo molto creativo oggetti e creazioni che vengono venduti nei vari paesi del mondo.

Una delle cose che volevamo fare a Barcellona era andare a vedere il museo Dalì a figueras. Figueras è a circa due ore di treno da Barcellona e prima di partire mi sono informata sul sito delle ferrovie spagnole che si chiamano renfe e ho visto che tutti i giorni partono dalla stazione saints di barcellona diversi treni accessibili che si chiamano catalunya espress. Nel sito era anche specificato che se si aveva bisogno di assistenza bisognava informare prima e chiamare un numero telefonico. io ho preso nota ma poi non abbiamo chiamato…e come ho già detto, ho fatto il viaggio in treno più rilassato della mia vita. Non solo la stazione non ha un gradino ma un’ascensore trasparente usata da tutti vi porta al binario di partenza e il treno che arriva ha un vagone disabili che ha una rampetta che dà accesso a un grande scompartimento con due sedili e il posto dove ancorare la carrozzina. Una meraviglia!!!

La stazione di figueras è molto piccola e per raggiungerla una volta scesi dal treno, bisogna attraversare i binari attraverso una rampa fatta apposta e anche qui non ci sono difficoltà. Al ritorno invece, della serie non può essere tutto così facile, il catalunya express che ci aspetta sui binari non ha il vagone disabili e bisogna fare i soliti gradini. Chiediamo informazioni al capotreno e dal nulla si materializzano due o tre persone, personale della ferrovia, per aiutarci…una volta sul treno ci hanno messo nell’angolo dell’entrata, proprio di fronte al bagno che aveva il simbolo disabili sulla porta, che era il più grande bagno che ho mai visto su un treno ma comunque una carrozzina non entra, e il vagone aveva lunghi tavoli fra i sedili dove la gente attaccava i portatili e quindi nemmeno lì poteva entrare una carrozzina. Il capotreno poi ci ha chiesto di scendere a saints e lui ha avvisato del nostro arrivo e quando siamo arrivati a Barcellona, ci sono venuti a prendere con un aggeggio manuale che formava una rampa e dopo qualche difficoltà e di fronte a un pubblico non pagante, sono trionfalmente sbarcata a barcellona.

Il museo Dalì a Figueras non è molto lontano dalla stazione e si può andare a piedi; è un museo fantasmagorico come il suo autore e purtroppo non è tutto accessibile, ma quello che potete vedere è assolutamente sufficiente…e inoltre vi fanno pagare un solo biglietto!!! dalì era nato a figueras e nel 1974 trasformò il teatro della città che era in rovina nel suo museo e lì ora è anche la sua tomba. All’entrata nel cortile principale c’è una cadillac che è chiamata taxi plujòs (taxi piovoso) perchè se mettete una moneta scende pioggia dentro la cadillac.

Tutto il museo è particolare ed eccentrico come il suo autore ed è un’esperienza che davvero consiglio. si possono vedere molte sue opere superando qualche gradino e anche la sua tomba circondata da sei serpenti d’oro da lui disegnati. sembra di nuovo un teatro ma un teatro surrealista…il luogo giusto per capire questa terra e i suoi artisti.Per finire parliamo un po’ del port vell e dell’acquario. Tutto è accessibile al punto che lì al porto non c’è la pista ciclabile come da noi, ma c’è la pista carrozzine…una pista con disegnato sopra il simbolo disabili!! ovviamente l’acquario è accessibile e ricorda un pò quello di Genova, l’unica grossa differenza è lo spettacolare tunnel dove gli squali e gli altri pesciotti vi nuotano sulla testa.

Un’altra cosa che potete fare al porto è prendere una golondrinas (rondini), così sono chiamati i battelli a due piani che vi portano a fare un giro di un’ora dal porto alla costa di Barcellona. Noi l’abbiamo preso perchè volevamo fare un giro sul mare dopo tanti musei, ma vi avviso che la vista non è proprio indimenticabile. non c’è molto da vedere, ma il mare è il nostro vecchio mediterraneo ,il vento il sole e i gabbiani ci sono tutti…


Barcellona: la seconda parte del racconto di Stefano

9
20
agosto

Decidiamo di iniziare visitando Parc Guell e familiarizziamo con i bus TUTTI accessibilissimi, come funziona lo hai spiegato benissimo tu Max ma a breve potrete vedere un filmatino che metteremo su youtube, unica nota dolente?? l’aria condizionata all’interno, veramente esagerata anche alle ore tarde della notte. Il parco è molto bello in stile Gaudì, abbastanza insidioso per le ripide salite ma accessibile sia ad una car manuale(povero chi spinge) ma meglio per chi ne ha una elettrica.

Casa Battlò, che io non ho visitato purtroppo perchè con la mia car non entravo nell’ascensore e avrei dovuto trasferirmi su una manuale che comunque avevano in dotazione, non l’ho fatto perchè quel giorno eravamo divisi e mancavano braccia forti per il trasferimento, ma gli altri a ruota l’hanno visitata e me l’hanno raccontata con foto e video, sarà motivo per tornare a Barcellona che vi devo dire….ho visitato però casa Milà o la Pedrera come la chiamano loro, sempre costruita da quel pazzo di Gaudì, accessibilissima fino a parte del tetto tramite ascensore e personale gentilissimo.

La Sagrada familia poi, accessibile all’interno ma solamente al piano terra, ma praticamente si può ammirare poco perchè è un cantiere aperto, però nessun problema per entrare all’interno della recinzione e nessuna fila (sfruttiamo le nostre fortune nella sfortuna).

Decidiamo di vedere la Fontana Magica in Plaza de Espana, meravigliosa!

(Continua…)


Barcellona: la prima parte del racconto di Stefano

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19
agosto

Stefano, insieme ad altri amici, è appena tornato da Barcellona e ci racconta la sua esperienza.

Come promesso a Max eccomi pronto a fare un resoconto della mia splendida vacanza a Barcellona.

Prima di iniziare a raccontare vi presento i protagonisti della vacanza:

il sottoscritto a bordo della sua B500, che non è una motocicletta ma bensì un quad per disabili, chiamiamolo così dai, Marinella con la sua aggressiva e sportivissima quicky 200, Riccarda con la sua dorata car manuale, Giorgiana con la sua andatura lenta e sciolta ;-) il muscoloso e pazientissimo Marione e la nostra cara Fabiola.

Decidiamo di vivere questa vacanza facendo affidamento sulle tantissime recensioni positive forniteci su Barcellona, sia da parte del nostro Max che da parte di altri amici con disabilità, la splendida città catalana non li smentirà, anzi…

Decidiamo di partire in nave, sia per comodità che per vivere un’esperienza nuova, la nave è la Grimaldi, che funge sia da crociera offrendo molti comfort, che da traghetto, infatti imbarca qualsiasi tipo di autoveicolo, tir compresi.

grimaldi

(Continua…)


Barcellona: Plaza Real e Ramblas

2
22
luglio

Continuiamo con l’accesibilità di questa splendida città: Barcellona.

Ci dirigiamo verso le Ramblas, ossia una lunga strada composta cosi: al centro è pavimentato e pedonale, molto largo, con una serie di banchetti, dai fiori, alla vendità di uccellini, gadget, ecc….in più ci sono diversi alloggi con sedie dove mangiare.

Le Ramblas sono sempre affollate, che sia mattina presto, le 2 del pomeriggio, la sera o la notte.

In questa zona c’è più turisti che spagnoli e ovviamente molti italiani. Dopo un pò di strada troviamo Plaça Real, piazza piena zeppa di ristoranti con tavoli all’aperto, frequentata soprattutto da turisti.

Sotto un breve filmatino che abbiamo fatto:

(Continua…)


Barcellona: attrazioni accessibili

1
21
luglio

Nel proseguire il racconto del nostro viaggio di nozze, dopo aver parlato dei mezzi accessibili, oggi visitiamo altri luoghi di Barcellona.

Incominciamo da una Cattedrale che si trova nella zona denominata Barrio Gothic. Questa zona si trova prendendo una traversa delle Ramblas, è un quartiere tra i più antichi della città, molto suggestivo, pieno di vicoli stretti e negozi. In più c’è la cattedrale. Esternamente purtroppo è un po’ rovinata la vista da lavori in corso e un mega pannello rosso che non centra un kaiser, ma appena entrati l’atmosfera cambia e diventa molto suggestiva. Da visitare. Gratis.

Santa Maria del Mar È una chiesa gotica del quattordicesimo secolo che sta lungo il mare, ed è stata costruita dagli abitanti del quartiere La Ribera con i soldi che avevano guadagnato con il commercio all’estero. Era la loro chiesa privata. Le finestre colorate della basilica, che datano sia del quindicesimo secolo che dal diciottesimo, sono molto conosciute.

La Chiesa di Santa Maria del Mar

La Chiesa di Santa Maria del Mar

Per entrare bisogna fare una delle salite che sono ai lati della scalinata centrale, salita direi alquanto ripida e avvisare i responsabili all’interno di aprire il portone laterale, ne vale la pena, è davvero bellissima.

Sotto un breve filmatino esplicativo della nostra visita ;-)

Altro simbolo da vedere è sicuramente Casa Battlò, costruita da quel pazzo di Gaudì. Si trova non molto distante da Plaça de Catalunya ed è una delle sue stranissime case, quasi fumettistiche…insomma, ne vedete un accenno in foto e poi nel video sotto…è veramente strano passeggiare lungo case e palazzi moderni e poi trovare questo spettacolo di costruzione, sembra proprio di entrare all’improvviso in una favola.

Accessibilità. Non lo avrei mai detto, non solo si può entrare con la carrozzina ma c’è pure l’ascensore!! e tra l’altro è originale del periodo, ovviamente con il motore rinnovato ;-) che poi in effetti guardando lo stile con cui è fatto, è proprio dell’epoca….il che non è che lo renda assai accessibile. Ho dovuto cambiare carrozzina perchè la mia non entrava. Ne hanno una loro più adatta e comunque l’ometto addetto era molto simpatico.

Siparietto. Mentre eravamo in ascensore qualche furbo a aperto li sportelli in un piano, mandando in tilt l’ascensore (elevator lo capiscono bene) e come accenno nel video siamo andati in su e giù per un bel po’ con l’omino incazzatino ;-) !!!

Entrare qui non è gratis, si paga 13 euro a testa e niente sconti per me, ma credo più perchè era antipatichina la tipa dei tickets. Occhio che si vede solo 2 piani, il primo e il quinto e vale per tutti, normo o disabili…tra l’altro il quinto è in cima e non c’è molto….gli altri sono privati, perchè qualche fortunato ci abita!!!

….in compenso sono potuto andare anche nel bagno, che è grande e quindi accessibile ;-) nel secondo video si vede ;-)

…e per oggi abbiamo finito la nostra passeggiata a Barcellona.

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione.

Grazie.


Barcellona accessibile

20
luglio

Il nostro primo racconto dedicato al turismo accessibile è verso Barcellona. Era il nostro viaggio di nozze, a Ottobre dell’anno scorso.

Prima di partire per Barcellona ovviamente ho fatto ricerche sul web per capire quali potessero essere gli intoppi da superare per chi è disabile. Devo dire che un po’ tutti mi dicevano che non avrei avuto grandi problemi, sia per le barriere, sia per spostarmi. Non ho però trovato guide dettagliate, apparte qualche dritta, quindi ho pensato di darvi più notizie possibili su questo argomento, cosi da essere utile ad altri come me….

Non che abbia girato il mondo, ma di sicuro tra le città che ho visitato, Barcellona è la più accessibile. I motivi principali sono:

…marciapiedi larghi, senza i soliti motorini parcheggiati sopra, e ognuno ha uno scivolo, non ricordo un marciapiede che non ne avesse.

La cordialità della gente. Si, anche questa serve quando hai difficoltà. Non c’è bisogno neanche di chiedere aiuto, se vedono ne hai bisogno, intervengono….oppure basta chiedere…in spagnolo: pdria ayudarme por favor? ;-)

Quello che mi ha stupito ancor di più per efficenza e utilità è il mezzo di trasporto che ho utilizzato di più: l’autobus!! Barcellona non ha alcuni autobus in cui si può salire con la carrozzina, li ha praticamente tutti!!! Una vera grande piacevole sorpresa. L’autobus è il miglior mezzo per girare la città. Ogni autobus ha nella parte centrale una pedana che esce come scivolo, attivata direttamente dal posto guida dell’autista.

Funziona cosi: accanto alla porta centrale c’è un pulsante con il disegnino dei disabili, basta premerlo e l’autista fa uscire lo scivolo. Questa operazione è accompagnata da un segnale acustico che avvisa di lasciare un po’ di spazi davanti. Di tutti quelli provati, solo ad uno non andava la rampa, ma non è un problema, ne passa subito un altro ogni poco tempo ;-)

Gli autobus ti portano praticamente ovunque, ci vuole solo un po’ di pazienza per capire quali prendere, ma anche questo non è un problema, basta chiedere agli autisti oppure alle persone che aspettano alla fermata (parada in spagnolo).

Il capolinea è in Plaça De Catalunya. Qualche esempio di Linea: con il 24 si va a Parc Guell, il 41 a Parc De Ciutadella e il 50 alla Sagrada Familia, ma ripeto, si può andare ovunque.

Placa de Catalunya

Placa de Catalunya

Mezzo invece sconsigliato è la metropolitana. Primo perchè non fa molte fermate, secondo perchè è difficile capire dove c’è l’ascensore, terzo il marciapiede anche se rialzato non arriva bene all’altezza del mezzo e questo rende difficile e pericoloso salirci. Per noi è stata un odissea!! ;-)

….ovvero

Si voleva prendere per andare a Parc Guell e l’abbiamo trovata in Plaça De Catalunya con ascensore, solo che si è sbagliato senso di marcia e si andava dalla parte opposta!! ;-) ma quello è colpa nostra!

…cambiato senso ci hanno detto che non c’era ascensore dove volevamo andare, si prova a scendere in un altro punto, non c’era manco li e per risalire un avventura!!! scalino alto, carrozzina bloccata con le ruote sotto il mezzo dove c’è la porta…..panico!! ;-)

….ma poi siamo riusciti….

però, basta metropolitana!!! ;-)

Per adesso termino qui, il prossimo post vi parlerò dei luoghi accessibili….intanto guardatevi questo video simpatico allo Zoo di Barcellona ….noi ed i Coccodrilli!!

Questo è un esempio di ciò che vogliamo nel nostro progetto, le vostre storie di viaggi.

Continua….

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I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione.

Grazie.


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“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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