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Marianna e Stefano a Barcellona – Parte 1

10
settembre

Quando ho deciso di organizzare questa breve vacanza a Barcellona, ero un po’ in ansia, nonostante ci fossimo già stati (ma solo per poche ore) in occasione di una recente crociera nel Mediterraneo. Ho cominciato a “studiare” la città più di 2 mesi prima della partenza, ho letto guide, internet, racconti di viaggio, ho chiesto consigli a chi è abituato a viaggiare (grazie Francesco!) e alla fine sono riuscita a far quadrare tutto. Il risultato? Tutto molto più semplice di quello che mi aspettavo!

L’ intento del mio racconto non è quello di descrivere le bellezze dalla città, ma di parlare del tipo di difficoltà incontrate e di dare più particolari possibili riguardo all’accessibilità, perché viaggiare è bellissimo, e ancora di più è farlo senza ansie e preoccupazioni. Spero di non risultare noiosa!

Dopo essermi abbondantemente informata, prenoto un volo low cost su internet, premurandomi di chiamare la compagnia aerea per comunicare che c’è un passeggero WHEELCHAIR che ha bisogno di accompagnamento fino al posto a sedere. Premetto che io sono una “normodotata” e che mio marito Stefano è paraplegico e ipovedente: lui si affida a me ed io faccio in modo che tutto sia perfetto (o almeno ci provo!).

Poi cerco un hotel. Un po’ più complicato, perché nonostante che i siti internet ti assicurino l’ accessibilità poi non è sempre così. Seleziono alcuni hotel, chiedo informazioni più dettagliate tramite e-mail (per fortuna perché alcuni avevano la vasca da bagno, altri parti comuni della struttura non accessibili) e alla fine la nostra scelta cade sull’ Hotel Catalonia Avinyò (Carrer d’Avinyò 16) nel Barri Gotic, subito dietro Plaça Reial (avrei preferito nei pressi di Plaça de Catalunya, ma non ho trovato niente che soddisfacesse le mie necessità, un po’ per i prezzi troppo alti, un po’ per il periodo, pochi posti rimasti).

VENERDì 07 GIUGNO 2013

Tutto pronto. Arriva il giorno della partenza, mi organizzo con una sola valigia (più borsa per me e zainetto per Stefano), così da avere una mano libera per aiutare Stefano, e si parte.Arriviamo all’ aeroporto di Pisa con netto anticipo, come richiesto dalla compagnia aerea, ma dobbiamo aspettare. Facciamo il check-in, viene “etichettata” anche la carrozzina di Ste (che andrà in stiva) ed un assistente viene a prenderci subito, ci fa fare un percorso diverso passando da un metal detector “a mano”, e ci troviamo davanti al gate. Manca ancora un po’ di tempo all’imbarco, quindi l’ assistente ci lascia. Appena viene annunciato l’ imbarco, un altro assistente viene a prenderci, ci fa passare subito e ci porta su un pulmino “speciale”, che ci solleva fino all’altezza del portellone dell’aereo. A questo punto aiutano Stefano ad andare sullo “scoiattolo”, una specie di mini carrozzina con sole 2 routine dietro, che serve a passare nel corridoio stretto dell’aereo. Lo portano fino alla suo posto, lo fanno sedere e ci augurano buon viaggio.

Arriviamo a Barcellona, stesso procedimento, gli assistenti vengono a prendere Ste con lo “scoiattolo”, passaggio sulla propria carrozzina e ci accompagnano fino all’uscita.

Usciamo e appena fuori c’è l’ aerobus, il pullman che per 5,90 € a testa ci porta direttamente in centro. Io faccio presente al ragazzo che fa il biglietto che con me c’è una persona in carrozzina (come per chiedere se ci son problemi a salire sul bus, abituati agli standard italiani!!!), e lui mi guarda come per dire: “Ho visto che siete in 2!”, come se la disabilità di Ste non esistesse proprio. Già amo Barcellona!!! In meno di mezz’ora siamo in Plaça Catalunya, e ci dirigiamo a piedi verso l’ hotel.

Arrivati constatiamo che è tutto perfettamente accessibile, ascensore per andare ai piani, alla sala colazione, e sulla terrazza dove si trova la piscina (di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo). La camera che ci è stata assegnata (come richiesto alla prenotazione e confermato telefonicamente) è al piano terra ed è abbastanza spaziosa per muoversi, il letto è ad altezza carrozzina, il bagno ha i maniglioni al wc e alla doccia, il lavandino è rialzato, e la doccia a pavimento ha il sedile e il saliscendi dell’acqua è abbassato. Ottima scelta, unico neo, la finestra con vista sulla saletta relax dell’hotel! In compenso il personale è gentilissimo e disponibile, ci danno consigli su dove mangiare bene a buon prezzo e dritte sui pullman da prendere. Approfittiamo subito di quei consigli e visto che sono già le 22,00, usciamo a mangiare Tapas allo Xaloc (Carrer de la Palla). Dopo cena passeggiata nel Barri Gotic e La Rambla. Già da subito Stefano riesce a gestirsi da solo nonostante l’ipovedenza, non ci sono gradini né buche, è tutto liscio e provvisto di rampe e di scivoli. E’ tardissimo, andiamo a dormire.

Fine prima parte.

Foto Hotel


Breve racconto su Barcellona

7
novembre

Carlo Maria ci racconta il suo breve ma positivo viaggio a Barcellona:

barcellona accessibile

Ho prenotato un volo di linea da Milano a Barcellona dal sito di Alitalia, il viaggio era superscontato e quindi poco più costoso di un low cost.

Ho fatto la telefonata di rito per richiedere l’assistenza, ho la carrozzina ma uso un po’ anche le stampelle, e mi sono fatto compilare dal medico il modulo reperibile sul sito Alitalia dal medico.

Quando sono arrivato al check in mi hanno detto che il modulo non serviva nel mio caso e che quindi avevo solo perso tempo nel farlo fare. Ho chiesto per la tessera di Disabile Frequent Flyer, ma sembra che a Milano Linate non l’abbiano mai vista. Criteri misteriosi.

Mi hanno caricato in aereo con il pulmino elevatore ma dalla porta dell’aereo al posto ho usato le stampelle.

La carrozzina l’hanno caricata al momento nella stiva.

Viaggio comodo, aereo semivuoto, arrivo a Barcellona senza problemi.

Sono atterrato all’aeroporto El PRAT, centrale e nuovissimo.

E’ venuto a prendermi sulla porta dell’aereo uno spagnolo che mi ha fatto prendere la carrozzina e mi ha accompagnato a prendere la valigia.

Avrei potuto chiamare AMICO TAXI (taxi per carrozzine) ma c’era da aspettare mezzora.

Ho notato che c’erano dei taxi molto grandi e quindi ne ho preso uno dove la carrozzina c’e stata senza smontarla e abbiamo speso la metà.

Avevo prenotato l’Hotel NH Numancia tramite booking.com , chiedendo una camera per disabili. L’hotel è zero barriere e le camere sono molto grandi. Ci sono altri hotel della catena NH ma non sono così agibili.

Comunque depositate le valigie siamo andati a prendere la metrò, molte stazioni hanno l’ascensore, ma non tutte, meglio procurarsi su Barcellona accessibile la mappa stazioni agibili, comunque le carrozze del metro da usare sono la prima e l’ultima del treno, cinque minuti dopo uscivo sulle Ramblas !

La colazione in albergo è cara meglio prenderla al bar dell’angolo dove è anche più buona.

Il mattino dopo COSMOSCOOTER mi a consegnato in albergo una carrozzina elettrica J3 con la quale ho visitato i monumenti e le opere di Gaudì, è stata utile perche il concetto di RAMPETA, ovvero rampa, è un po’ più ripido del nostro e in più di un caso non ce l’avrei fatta a salire. In genere verso le quattro del pomeriggio si esauriva la batteria e dovevo tornare in albergo a prendere la manuale.

Dato che la città scende verso il mare è meglio usare i mezzi pubblici per salire e la carrozzina a per scendere verso il mare, i marciapiedi sono grandi e le velocità che si possono raggiungere necessitano di attenzione.

Conclusione: una città molto vivibile e con pochi problemi nella parte moderna.


Manuela a Barcellona

1
luglio

Avevo letto tanto sull’accessibilità di Barcellona e sono rimasta piacevolmente stupita dalla semplicità con cui si può girare la città. La cosa che mi ha colpito maggiormente sono stati i marciapiedi, udite udite…tutti hanno le rampe per salire e scendere.

Andiamo con ordine…week-end del 2 giugno, io e la mia amica ci concediamo qualche giorno di vacanza anche perché bisogna festeggiare degnamente il mio compleanno che cade proprio in quei giorni!!!

Era la prima volta che viaggiavo in aereo con la carrozzina, l’assistenza è stata perfetta…dal banco del check-in alla poltrona dell’aereo non ho mosso un dito!!!

Arriviamo in hotel, Hostal Barcelona, presto e la camera non è ancora disponibile così, facciamo colazione poi, a piedi in breve tempo raggiungiamo in Barrì Gotic dove, tra un scroscio di pioggia e l’altro, (sì, anche a Barcellona piove!!!) gironzoliamo tra un monumento, un negozio e un altro monumento fino al pomeriggio. Il Barrì è la parte vecchia di Barcellona quindi la pavimentazione non è ottimale ma si può girare senza grossi problemi; non sono entrata nella cattedrale o in altri monumenti quindi non ho informazioni sull’accessibilità.

Il secondo e terzo giorno per gli spostamenti, utilizziamo il bus turistico, accessibile, e ci dedichiamo alla visita delle case di Gaudì, della Sagrada Familia, del Park Guell, del Poble Espanyol e della Fondazione Mirò.

Per quanto riguarda le case progettate da Gaudì siamo entrate alla Pedrera, accessibile da un’entrata secondaria il che permette di evitare la coda chilometrica che c’è alla biglietteria; è possibile visitare senza problemi il sottotetto e un appartamento mentre il tetto, bellissimo e molto particolare, è pieno di gradini quindi una volta usciti dall’ascensore gli spazi di movimento sono davvero ridotti ma merita ugualmente una visita.

Seconda fermata: Sagrada Familia vista solo esternamente;

ultima tappa della giornata: Park Guell, dalla fermata del bus all’entrata c’è una salita molto ripida ma da lassù la vista della città è meravigliosa.

Altro giorno, altra visita…prima tappa Poble Espanyol, un villaggio che raggruppa sotto la forma di un paese vero e proprio i luoghi tipici della Spagna, pieno di negozietti per lo shopping ma complicato da visitare, in salita e pieno di scale.

Proseguiamo la salita, con il bus, alla collina del Montjuic, passiamo davanti agli impianti sportivi costruiti per le Olimpiadi del 1992 e ci fermiamo per una visita alla Fondazione Mirò. Questa volta la coda alla biglietteria ce la facciamo tutta, all’interno ci si sposta liberamente sui tre piani dell’esposizione con l’ascensore. Al pomeriggio un bellissimo sole ci accompagna per un giro sul lungomare e shopping in centro.

Ultimo giorno…proviamo l’ebbrezza della metro, le fermate da noi utilizzate erano tutte accessibili con gli ascensori.

Visita al Museo Picasso…oggi, prima domenica del mese, il museo è gratis e in tanti hanno avuto la stessa idea, risultato…coda chilometrica che anche stavolta evitiamo; attraverso un comodo ascensore ci accompagnano all’inizio della mostra che si visita senza nessun tipo di problema. All’uscita ci dirigiamo verso il mare attraversando le strette viuzze del Born dove sostiamo per i pranzo. Nel pomeriggio passeggiata sul lungomare fino al Maremagnum, giro nel centro commerciale, visita ad un mercatino sulla Rambla, cena, rientro in hotel e valigia, domani sveglia all’alba e rientro.


La Barcellona di Lucia

8
13
febbraio

Ecco il racconto di Lucia, ragazza disabile in carrozzina, che ci descrive il viaggio a Barcellona e l’accessibilità di questa splendida città. Ecco il racconto:

Dato che non sarò né la prima, né l’ultima,  a riportare feed-back positivi dalla splendida capitale catalana ti racconterò soprattutto le parti del mio viaggio che si differenziano dai racconti degli altri viaggiatori.

Innanzi tutto l’alloggio: ho prenotato una camera doppia con bagno attrezzato presso l’Hostal Barcelona.

www.barcelonahostal.com

La camera era molto spaziosa, c’erano addirittura 4 letti.

Il bagno, spazioso, presentava un piccolo lavandino, il gabinetto senza doccetta, un ampia doccia a pavimento. Nel sito si può vedere la foto del bagno.

La camera era al primo piano, per salire l’ascensore è abbastanza spazioso.

La sala della prima colazione è nel seminterrato non accessibile ma era possibile consumare la colazione nella sala comune dove c’erano divani, tavolini, televisione e connessione wi-fi. La sala comune è accessibile con una comoda rampa.

L’entrata dell’hostal non presenta gradini.

Dato che a Barcellona ci sono arrivata in aereo a brodo della mia carrozzina manuale ho pensato bene di noleggiarne una elettrica. Non poteva venirmi idea migliore, anche perché dopo pochi giorni di vacanza la mia compagna di viaggio si è ammalata (tonsillite catalana) e senza la carrozzina elettrica non avrei goduto di nessuna autonomia. Invece per 4 giorni me ne sono andata in giro a scorazzare sola soletta per la città, visitando musei e addirittura prendendo l’autobus da sola!

Ma andiamo per ordine: la carrozzina elettrica l’ho noleggiata via mail su questo sito.

www.cosmoscooter.com

La consegna è avvenuta a domicilio, presso l’hostal. In perfetto orario come concordato è entrata nella sala comune dove stavo facendo colazione una sorridente ragazza a bordo della “silla de ruedas elèctrica” per me. Ho strisciato la carta di credito e mi sono accordata per la riconsegna: l’ultimo giorno sono venuti a ritirare la carrozzina nella hall dell’hostal mentre io me ne stavo tranquillamente in camera a dormire, senza nessun problema.

carrozzina elettrica noleggio barcellona

Insieme alla carrozzina mi hanno consegnato un utile promemoria con i numeri di telefono di emergenza, tra cui il numero della compagnia di taxi attrezzati per il trasporto disabili. Basta prenotare la corsa e sei tranquillo di poter andare ad esempio all’aeroporto senza staccare il sedere dalla tua carrozzina. Servizio leggermente costoso ma molto efficiente.

www.taxi-amic-adaptat.com

Mi accomodo a bordo della poltroncina elettrica, che si regola anche in altezza.

Per andare sul Monjuic, la strada è piuttosto in salita ma il mio bolide a noleggio l’affronta senza problemi.  Sconsiglio di farla a piedi con una carrozzina manuale.

Il museo della Fondazione Mirò è totalmente accessibile, ci sono rampe dappertutto. Buono anche il ristorante del museo.

Merita una breve visita il centro commerciale  Mare Magnum, completamente accessibile.

maremagnum accessibile

Altri musei che ho visitato senza problemi con la carrozzina elettrica:

  • Museo Picasso: piano terra senza gradini, primo piano con ascensore
  • Museo Nazionale Arte Catalana: da là il panorama è stupendo ma come per il Museo di Mirò per arrivarci a piedi bisogna fare una bella camminata in salita. Per entrare ci sono dei montascale molto comodi azionati da gentili operatori. Basta rivolgersi al personale di sorveglianza.
  • Centro de Arte Santa Monica: anche qui non mancano rampe e ascensori.
  • Museo Arte Contemporanea Barcelona MACBA: super accessibile, merita anche solo per la struttura architettonica perché non ci sono le scale per salire ai piani superiori ma delle infinite rampe; in alternativa, per risparmiare fatica o energia elettrica della carrozzina , c’è un comodo ascensore.
  • Museo di Catalogna: innanzi tutto è gratis sia per le persone disabili che per gli accompagnatori, totalmente accessibile fin su alla terrazza panoramica. Davvero interessante.

Inoltre sono riuscita a visitare:

Il Parlamento Catalano, all’interno della Ciutadella

Parco Guel, anche se presenta qualche problema di accessibilità

Centro Commerciale  Corte Inglès: 7 piani di shopping, in Plaça Catalunya

Infine mi sono goduta una bellissima passeggiata sul lungomare di Barceloneta, dove le carrozzine si muovono liberamente, fino a raggiungere quasi la riva del mare grazie alle passerelle in legno.

Spiagge Accessibili

Gli autobus accessibili di Barcellona:

Foto autobus accessibili Barcellonan.d.r

Ringraziamo Lucia per le preziose informazioni e stimoliamo tutti i nostri lettori a mandarci i loro racconti.


La Barcellona vissuta da Roxi

3
27
dicembre

Per me come per qualsiasi altra persona con problemi di movimento, Barcellona è “un’esperienza” con le virgolette. Trovarsi in una città che ha fatto di tutto e di più per renderti libero di visitarla, ti fa sentire come se stessi per sfondare una porta e la trovassi improvvisamente aperta, per noi contratti disabili italiani, che giustamente quando ci muoviamo ci aspettiamo il peggio, Barcellona è un grande respiro di sollievo. Tra le città al Top per il turismo accessibile. E’ la consapevolezza che è possibile rendere una città accessibile a tutti. basta volerlo e fare scelte lungimiranti ma, come sapete, su questa riva del mediterraneo è tutto molto più difficile e per molti versi impossibile.

Inizio di novembre e io e Giorgio siamo a Barcellona, una città “muy especial por los discapacitados” come ci dice subito il simpatico tassista che ci porta dall’aereoporto al nostro albergo che sta nel Barrio Gotico, a due passi dalla cattedrale da una parte e a due passi dall’altra da Plaça Catalunya dove ci sono taxi e autobus. Si chiama Catalonia Albinoni, avinguda portal de l’angel, 17 una strada pedonale piena di bei negozi da Benetton a Cartier a le Corte Ingles i grandi magazzini di Barcellona. una strada piena di gente, musica e movimento fino a tarda ora, una strada che sfocia nei tanti vicoli dell’isola pedonale dove trovare ristorantini caratteristici non per turisti.

E’ un albergo accessibile, c’è l’ascensore e la stanza per disabili è spaziosa con un grande bagno senza bidè con la vasca; ci sono solo dei maniglioni intorno al water e un maniglione alla parete della vasca, per me che cammino con le stampelle va benissimo, non so se è abbastanza per chi non può scendere dalla carrozzina. Lo segnalo comunque per l’ottima posizione (è a pochi passi anche dalle ramblas), al porto si può andare a piedi in un quarto d’ora e così anche al passeig de gracia (Casa Batllo e casa Milà) e pur essendo in mezzo al casino è silenziosissimo visto che avevamo la finestra della camera sul cortile interno. Abbiamo fatto delle ottime dormite perchè il letto è comodissimo e il cuscino pure tanto che me lo volevo portare, è la metà dei nostri come larghezza e così non l’ho mai visto da noi. L’unica cosa che vi consiglio è di non fare colazione lì perchè costa lo sproposito di 16 euro a testa, mentre appena fuori ci sono bar di tutti i tipi e gusti dove potrete fare colazione a prezzi normali.

Il capolavoro di Barcellona è la “sagrada familia” la chiesa più particolare d’europa dove il genio di Gaudì si è espresso al massimo. Lui ci ha abitato per 14 anni e lì nella cripta è anche la sua tomba. Essendo ancora in costruzione è difficile rendersi conto di quanto sia originale e minuto il suo lavoro, si ammira la totalità ma Gaudì ha studiato anche il minimo particolare e tutto ha un significato religioso filosofico e molto ispirato alla natura. Ovviamente è accessibile ma essendo molto frequentata dai turisti e l’interno occupato da gru e quant’altro la nostra visita è stata abbastanza veloce e su percorsi obbligati. Comunque il fascino di questa chiesa è indimenticabile!!! un altra opera importante di Gaudì da vedere a barcellona (oltre alla famosa casa batllò della quale vi ha già parlato Max) è casa Milà o la Pedrera un’edificio che non ha una sola parete diritta. E infatti la casa dà la sensazione di essere formata da una serie di onde di pietra. La famiglia Milà abitava in un appartamento al primo piano che è visitabile ed è molto carino, un appartamento cristallizzato all’inizio del ‘900 dallo studio alla camera da letto al bagno con tutti mobili e suppellettili dell’epoca. All’ultimo piano c’è un museo dove si possono vedere modelli e spiegazioni dell’opera di Gaudì. Ma il punto forte della Milà, a differenza di casa batllò, è che si può arrivare con l’ascensore fino al tetto. A dire il vero una volta usciti dall’ascensore si rimane lì in un piccolo spazio, mentre intorno a voi si elevano scale e i terrificanti camini chiamati ” espantabruixas” spaventastreghe. anche se non ci si può spostare più di tanto, è divertente la vista.

Un’altra opera di Gaudì da non perdere è Parc Gùell, dal nome di un grande amico e mecenate di Gaudì. Bisogna entrare dall’ alto in maniera che si scende invece di salire, visto che ci sono parecchie scale. E’ un’opera progettata come città-giardino, rimasta incompiuta ma è uno degli spazi verdi più originali con colonne doriche, una piazza con una grande panchina multicolore a serpentina, un drago coloratissimo alla sommità di una grande scalinata e due casette di marzapane (così le ho chiamate io!) che sembrano uscite dalle fiabe e sono in realtà le case del custode.

A Barcellona ci sta una collina che si chiama montjuìc che è un punto panoramico della città, dove ci sono diversi musei e cose da vedere. Noi abbiamo visitato la fondazione Joan Mirò. questo artista di barcellona inventò e sviluppò uno stile surrealista particolarmente legato al mondo onirico e nella sua fondazione, un edificio bianco totalmente accessibile, ci sono le sue bellissime opere: quadri sculture e arazzi molto colorati e particolari, affascinanti. Appena fuori dalla fondazione, a breve distanza c’è un bel ristorante che si chiama el xalet e lo segnalo perchè oltre a mangiare benissimo ha una spettacolare vetrata panoramica dalla quale si vede tutta la città. Unico neo, non è molto economico!!

A montjuìc c’è anche una teleferica che scende fino a Barceloneta e ci sarebbe piaciuto prenderla, è accessibile alle carrozzine, ma dopo aver girato molto per cercarla abbiamo scoperto che non funzionava! Peccato sarà per la prossima volta!

Tornando in città siamo tornati sulle ramblas, era sera ormai, e siamo andati a vedere il mercato de la boqueria che resta aperto fino a tardi con i suoi banchi di pesce e molluschi, di frutta e generi alimentari. Abbiamo comprato qualcosa, tra i quali i fichi per scoprire che sono un po’ diversi dai nostri, buoni ma meno dolci. Andare in vacanza significa anche scoprire nuovi sapori, provare qualcosa di nuovo. Per esempio, alla taverna basca, un ristorantino all’interno dell’isola pedonale del barrì gotic io ho mangiato funghi con creste di gallo!! non avrei mai pensato di poterle mangiare, e invece erano buone. Tornando alla boqueria, attraversando la rambla proprio di fronte al mercato si trova il museo dell’erotica e rimaniamo in tema, perchè amore e cibo vanno bene insieme! Il museo ha una scala ripida sulla parte che dà sulla rambla ma non preoccupatevi che è accessibile perchè vi fanno fare il giro nella viuzza dietro, e si sale con un montacarichi. E’ un museo molto serio, che ripercorre l’erotismo nelle varie culture attraverso statuette quadri e disegni.

Rimanendo in tema di musei un po’ particolari a Barcellona c’è anche il museo delle carrozze funebri, ma non ricordo più dov’è perchè non è segnalato da nessuna guida. Giorgio l’ha scoperto sulla cartina dell’albergo e siamo andati a vederlo. E’ un museo che sta nel sotterraneo di una grande azienda nel tema. Infatti per portarci giù nel museo ci hanno fatto entrare negli uffici dove gli impiegati stavano lavorando e tutti ci hanno salutato cordialmente.

Il museo diciamo ripercorre le usanze di trasporto all’ultima dimora nel tempo, e così ci sono carrozze, automobili etc.

Un altro museo particolare sta nella stessa via del museo picasso, ed è il museo del souvenir…sono esposti in modo molto creativo oggetti e creazioni che vengono venduti nei vari paesi del mondo.

Una delle cose che volevamo fare a Barcellona era andare a vedere il museo Dalì a figueras. Figueras è a circa due ore di treno da Barcellona e prima di partire mi sono informata sul sito delle ferrovie spagnole che si chiamano renfe e ho visto che tutti i giorni partono dalla stazione saints di barcellona diversi treni accessibili che si chiamano catalunya espress. Nel sito era anche specificato che se si aveva bisogno di assistenza bisognava informare prima e chiamare un numero telefonico. io ho preso nota ma poi non abbiamo chiamato…e come ho già detto, ho fatto il viaggio in treno più rilassato della mia vita. Non solo la stazione non ha un gradino ma un’ascensore trasparente usata da tutti vi porta al binario di partenza e il treno che arriva ha un vagone disabili che ha una rampetta che dà accesso a un grande scompartimento con due sedili e il posto dove ancorare la carrozzina. Una meraviglia!!!

La stazione di figueras è molto piccola e per raggiungerla una volta scesi dal treno, bisogna attraversare i binari attraverso una rampa fatta apposta e anche qui non ci sono difficoltà. Al ritorno invece, della serie non può essere tutto così facile, il catalunya express che ci aspetta sui binari non ha il vagone disabili e bisogna fare i soliti gradini. Chiediamo informazioni al capotreno e dal nulla si materializzano due o tre persone, personale della ferrovia, per aiutarci…una volta sul treno ci hanno messo nell’angolo dell’entrata, proprio di fronte al bagno che aveva il simbolo disabili sulla porta, che era il più grande bagno che ho mai visto su un treno ma comunque una carrozzina non entra, e il vagone aveva lunghi tavoli fra i sedili dove la gente attaccava i portatili e quindi nemmeno lì poteva entrare una carrozzina. Il capotreno poi ci ha chiesto di scendere a saints e lui ha avvisato del nostro arrivo e quando siamo arrivati a Barcellona, ci sono venuti a prendere con un aggeggio manuale che formava una rampa e dopo qualche difficoltà e di fronte a un pubblico non pagante, sono trionfalmente sbarcata a barcellona.

Il museo Dalì a Figueras non è molto lontano dalla stazione e si può andare a piedi; è un museo fantasmagorico come il suo autore e purtroppo non è tutto accessibile, ma quello che potete vedere è assolutamente sufficiente…e inoltre vi fanno pagare un solo biglietto!!! dalì era nato a figueras e nel 1974 trasformò il teatro della città che era in rovina nel suo museo e lì ora è anche la sua tomba. All’entrata nel cortile principale c’è una cadillac che è chiamata taxi plujòs (taxi piovoso) perchè se mettete una moneta scende pioggia dentro la cadillac.

Tutto il museo è particolare ed eccentrico come il suo autore ed è un’esperienza che davvero consiglio. si possono vedere molte sue opere superando qualche gradino e anche la sua tomba circondata da sei serpenti d’oro da lui disegnati. sembra di nuovo un teatro ma un teatro surrealista…il luogo giusto per capire questa terra e i suoi artisti.Per finire parliamo un po’ del port vell e dell’acquario. Tutto è accessibile al punto che lì al porto non c’è la pista ciclabile come da noi, ma c’è la pista carrozzine…una pista con disegnato sopra il simbolo disabili!! ovviamente l’acquario è accessibile e ricorda un pò quello di Genova, l’unica grossa differenza è lo spettacolare tunnel dove gli squali e gli altri pesciotti vi nuotano sulla testa.

Un’altra cosa che potete fare al porto è prendere una golondrinas (rondini), così sono chiamati i battelli a due piani che vi portano a fare un giro di un’ora dal porto alla costa di Barcellona. Noi l’abbiamo preso perchè volevamo fare un giro sul mare dopo tanti musei, ma vi avviso che la vista non è proprio indimenticabile. non c’è molto da vedere, ma il mare è il nostro vecchio mediterraneo ,il vento il sole e i gabbiani ci sono tutti…


Stefano con gli amici a Barcellona: diversamente fumetti

10
17
settembre

Il nostro amico Stefano tempo fa ci ha raccontato del suo viaggio a Barcellona e ora vi mostriamo come nostra usanza fare il “Diversamente Fumetto” della sua bella avventura.

stefano a barcellona prima partestefano a barcellona parte 2


Barcellona: la seconda parte del racconto di Stefano

10
20
agosto

Decidiamo di iniziare visitando Parc Guell e familiarizziamo con i bus TUTTI accessibilissimi, come funziona lo hai spiegato benissimo tu Max ma a breve potrete vedere un filmatino che metteremo su youtube, unica nota dolente?? l’aria condizionata all’interno, veramente esagerata anche alle ore tarde della notte. Il parco è molto bello in stile Gaudì, abbastanza insidioso per le ripide salite ma accessibile sia ad una car manuale(povero chi spinge) ma meglio per chi ne ha una elettrica.

Casa Battlò, che io non ho visitato purtroppo perchè con la mia car non entravo nell’ascensore e avrei dovuto trasferirmi su una manuale che comunque avevano in dotazione, non l’ho fatto perchè quel giorno eravamo divisi e mancavano braccia forti per il trasferimento, ma gli altri a ruota l’hanno visitata e me l’hanno raccontata con foto e video, sarà motivo per tornare a Barcellona che vi devo dire….ho visitato però casa Milà o la Pedrera come la chiamano loro, sempre costruita da quel pazzo di Gaudì, accessibilissima fino a parte del tetto tramite ascensore e personale gentilissimo.

La Sagrada familia poi, accessibile all’interno ma solamente al piano terra, ma praticamente si può ammirare poco perchè è un cantiere aperto, però nessun problema per entrare all’interno della recinzione e nessuna fila (sfruttiamo le nostre fortune nella sfortuna).

Decidiamo di vedere la Fontana Magica in Plaza de Espana, meravigliosa.

Ci concediamo anche di far visita allo splendido acquario, completamente accessibile e per cazzeggiare al cinema tridimensionale Imax.

Dietro consiglio del gentilissimo personale dell’hotel, dei ragazzi sempre molto disponibili e attraenti agli occhi delle donzelle, abbiamo avuto il grande onore di visitare il Palau della Musica con tanto di guida in catalano, un altro capolavoro del 900, anch’esso come Casa Batlò, patrimonio dell’Unescu, roba da rimanere a bocca aperta, sarebbe orgasmico assistere ad un concerto di musica classica credo in questo splendido tempio. Inutile dirvi che è tutto accessibile, bagni compresi, pulitissimi.

Inoltre abbiamo visto il Picasso anche se non sono tutto sto gallerista e due delle ragazze anche la fondazione Mirò, che a loro dire è molto bella oltre che situata in zona panoramica, inutile ripetermi sull’assenza di barriere architettoniche, ad un certo punto mi mancavano quasi guarda 😉

Per mia immensa curiosità, perchè ho letto il meraviglioso libro che consiglio, La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones, abbiamo visitato anche la cattedrale di Santa Maria del Mar, che tu caro Max hai ripreso completamente, evidenziando anche il passaggio esterno tramite una rampa in legno, mi soffermo però su una cosa che voglio raccontarvi per elogiare ulteriormente Barcellona e la sua mentalità, giravo all’interno della chiesa da solo, più che per un fatto religioso(non credo di credere), per rivivere il libro, tuffarmici dentro, mi avvicino alla cappella interna dove è esposto il santissimo, per entrarci c’è uno scalino, faccio per rinunciarci, quando un tizio mi chiede se voglio entrare, rispondo di si, et voilà ecco che da dietro l’angolo spunta una rampetta per superare l’ostacolo, ringrazio e vado avanti 😉

Visto che non era distante decidiamo di fare un giro nel Barrio Gotic, pavimentato perfettamente senza una minima buca o impercettibile scalino, d’altronde, ripeto, come tutti i luoghi di Barcellona visitati, anche fuori dal centro.

Visitiamo anche tutta la zona attorno alla Cattedrale “ufficiale”, con i suoi vicoli storici ecc..La nostra “guida”, un contatto che ho io grazie alla mia amicizia con suo papà, contribuisce a farci apprezzare ancor di più la città catalana, infatti visitiamo vicoli e piazzette che non avremmo mai visto, la splendida Plaza del Re, Plaza Sant Jaume o Plaza de la constitution, piazza degli angeli dove c’è il MACBA museo di arte contemporanea, estremamente accessibile e tutta la zona universitaria. Inoltre grazie a Cinzia abbiamo avuto l’onore di cenare per due volte in un ristorante caratteristico e unico nel suo genere, praticamente all’ingresso c’era un grosso bancone di pesce, come al mercato o in una pescheria, tu sceglievi quello che volevi, e credetemi c’era di tutto e fresco, loro te lo mettevano in un sacchetto, te lo pesavano ti dicevano il prezzo lo passavano in cucina e ti indicavano il tavolo, che dovevi apparecchiarti e poi quando chiamavano il tuo numero andavi a prendere il vassoio, uno spettacolo vero e proprio, non ricordo il nome ma è in un vicolo del quartiere Sanz, ve lo farò sapere dai….ah dimenticavo…con bagno accessibile.

Il mare lo abbiamo vissuto poco, quasi per niente anzi a parte un paio di passeggiate serali sullo spendido lungo mare e Mare Magnum e un tardo pomeriggio in spiaggia a Barceloneta, ma questo non è il mare che mi piace vivere, troppa folla e soprattutto troppi falli volanti ahahaha…però mentre gli altri riposavano sbragati sulla spiaggia io vagabondavo per Barceloneta in mezzo ad una folla continua. Chiudiamo con la mitica e famosissima Ramblas, verso la quale c’è poco da dire ormai se non che è la via più zeppa di artisti di strada di ogni genere che abbia mai visto e di non correre troppo con le proprie car elettriche divertendosi a schivare la gente, che si rischia di investire qualcuno e di ribaltarsi….se ve lo dico un motivo c’è…a buon intenditor poche parole…….Ollè!!

* Dopo questa lunga serie di elogi verso un paese che non è nostro, vorrei chiudere in modo opposto verso il paese che invece è nostro. Come avete potuto notare, all’inizio di questo mio scritto alla voce Polizia ho messo un asterisco, e bene tutto questo per denunciare un fatto. Come detto Marione in tutta fretta, non trovando un posto poco prima di imbarcarsi sulla nave, ha pensato di parcheggiare davanti al palazzo della Polizia, munito di come minimo 30 parcheggi classici e 2 per disabili, ha esposto il tesserino e lasciato il proprio numero di cellulare per qualsiasi problema.

Il giorno dopo gli arriva una telefonata dalla Polizia di Civitavecchia in cui gli viene detto che quel posto è riservato a disabili che si recano negli uffici della polizia per sbrigare le consuete pratiche e che la sosta a lungo termine non è consentita, gli viene risposto che tutto questo non lo si sapeva e che abbiamo parcheggiato lì perchè è il punto più vicino al porto, oltre che più sicuro e che su quella macchina c’erano 3 disabili, piena di bagagli, con 3 carrozzine “scaricati” al porto per andare in vacanza 10 giorni.

La polizia risponde gentilmente che non farà rimuovere l’auto ma che una sanzione devono fargliela per forza e di presentarsi in questura al ritorno dalla vacanza. Ci presentiamo tutti, ci vengono richiesti i documenti, addirittura i biglietti come prova del viaggio e quasi come se avessero bisogno vitale di denaro e di rispettare la legge (quando gli pare), senza un minimo di clemenza, ci tengono lì per un’ora spossati dal viaggio e addirittura febbricitanti e ci infliggono una multa di 100 euro, inoltre ironia della sorte, sfortuna ha voluto che a Mario fosse scaduta la revisione a Giugno per sua dimenticanza e gli tolgono il libretto con tanto di multa di 170 euro, della serie Bentornati in Italia!!

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore del reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.

Grazie.


Barcellona: la prima parte del racconto di Stefano

1
19
agosto

Stefano, insieme ad altri amici, è appena tornato da Barcellona e ci racconta la sua esperienza.

Come promesso a Max eccomi pronto a fare un resoconto della mia splendida vacanza a Barcellona.

Prima di iniziare a raccontare vi presento i protagonisti della vacanza:

il sottoscritto a bordo della sua B500, che non è una motocicletta ma bensì un quad per disabili, chiamiamolo così dai, Marinella con la sua aggressiva e sportivissima quicky 200, Riccarda con la sua dorata car manuale, Giorgiana con la sua andatura lenta e sciolta 😉 il muscoloso e pazientissimo Marione e la nostra cara Fabiola.

Decidiamo di vivere questa vacanza facendo affidamento sulle tantissime recensioni positive forniteci su Barcellona, sia da parte del nostro Max che da parte di altri amici con disabilità, la splendida città catalana non li smentirà, anzi…

Decidiamo di partire in nave, sia per comodità che per vivere un’esperienza nuova, la nave è la Grimaldi, che funge sia da crociera offrendo molti comfort, che da traghetto, infatti imbarca qualsiasi tipo di autoveicolo, tir compresi.

grimaldi

(Continua…)


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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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