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Un disabile in Viaggio nel Sultanato di Oman

25
gennaio

Un nostro nuovo lettore, Michele, ci racconta brevemente la sua esperienza da disabile in carrozzina in viaggio nel Sultanato dell’Oman. Un viaggio non certo facile ma grazie alla famiglia e le persone incontrate è riuscito a renderlo accessibile e sicuramente da non dimenticare. L’avventura fa parte dell’essere umano e allora perché non viverla anche da seduti in carrozzina?

Leggiamo le sue annotazioni utili a tutti:

Come ti ho già accennato, ti racconto brevemente il mio meraviglioso viaggio nel Sultanato di Oman, fatto con mia moglie e mio figlio Giacomo. Grazie alla loro costante assistenza è stato possibile avventurarci in un viaggio molto impegnativo per persone diversamente abili.

viaggio disabili in oman

Dunque partenza da Venezia con Turkish via Istambul con cambio aereo, ( Servizio Assistenza disabili molto ben organizzato) dopo circa 8 ore arrivo a Muscat capitale dell’Oman, il visto dal costo di € 50,00 viene rilasciato all’arrivo, in 20 min. in taxi abbiamo raggiunto Park Inn Muscat molto ben attrezzato con rampe all’ingresso, ascensori, camera spaziosa e con un bagno incredibilmente attrezzato con accessori moderni, colazione a buffet molto ricca.

Per visitare il vecchio Suk e la città ci siamo spostati in Taxi, mentre per le escursioni giornaliere fuori città per visitare le montagne, oasi e la costa ci siamo rivolti al noleggio con autista.

Il mare è stupendo ma non attrezzato per noi.

Sono a vostra disposizione per ulteriori informazioni.

Un abbraccio

Michele.

Sito Hotel: www.parkinn.com


Viaggio Genova – Napoli: il racconto di Lucia

6
gennaio

Per i racconti di Viaggi fatti da persone disabili, oggi vi pubblichiamo quello della nostra nuova amica Lucia.

Premessa: quando sono partita non sapevo ancora del vostro sito, per cui non ho fatto foto ne mi sono documentata con precisione, però è un viaggio che risale a una settimana fa e quindi mi ricordo ancora bene, spero possa essere utile a qualcuno!

Vacanza Genova-Napoli

Sono partita in pullman con un gruppo molto nutrito di miei amici e il mio ragazzo. La cosa che mi preoccupava un po’ era che, rispetto ai viaggi precedenti, c’erano pochi ragazzi grandi e in grado di darmi una mano (3-4, che, essendo anche organizzatori della vacanza, erano  molto impegnati e non sempre potevano pensare a me). Per questo ho sperato di trovare poche barriere architettoniche per facilitare la situazione.

Intanto il viaggio in pullman.. non proprio comodissimo per chi ha difficoltà motorie, ma io nel tempo ho escogitato un paio di trucchetti che mi rendono più comodo il viaggio: sedersi sempre in un posto “esterno” (non quello vicino al finestrino) per avere modo eventualmente di stendere un po’ le gambe e, per quanto riguarda la salita/discesa, per evitare i gradini alti e faticosi, o un amico mi prende sotto le ascelle e un altro dalle gambe, oppure faccio da sola, mi attacco alle maniglie delle scale e mi tiro su con le braccia, “scivolando” giù dai gradini senza affaticare le gambe.

Per quanto riguarda gli autogrill hanno tutti un bagno accessibile (non mi ricordo di averne trovati senza), ma stavolta c’è anche il jolly che sono tutti mediamente comodi e puliti.

Prima tappa:

Arezzo: ci fermiamo in questa cittadina, a mio parere deliziosa,  e ci avviamo verso la Cappella Bacci, meravigliosamente affrescata da Piero della Francesca. La strada non è molto agevole: salite/discese ripide, acciottolati vari e gradinetti. Per superare i gradini che portano alla chiesa c’è uno scivolo, ma per uno che non lo sa è molto difficile notarlo: è una discesina stretta “intorno” a un monumento (dubito fortemente che sia fattibile in carrozzina senza aiuto)

(da questa angolazione sembra visibile ma arrivandoci di fronte non lo è)

Se non ricordo male per l’entrata vera e propria c’è un gradino.

Passiamo poi a visitare il Duomo, c’è una scalinata per accedervi, ma si può ovviare facendo una salita attraverso cui si arriva a livello dall’entrata. Anche qui ho il dubbio del gradinetto all’entrata.

Facciamo poi un rapido salto alla Chiesa di San Domenico dove c’è un Crocefisso dipinto da Cimabue (che non mi piace un granchè). Qui sono certa che c’è un gradino all’entrata.

Risaliamo in pullman per arrivare all’hotel dove dormiremo:

Hotel Palacavicchi (Ciampino): evitatelo come la peste, camere sporche, due asciugamani per due persone, riscaldamento insufficiente e rumorosissimo, luce che passava attraverso le tende e, cosa peggiore, acqua del rubinetto talmente disgustosa che ho evitato accuratamente di berla. Per quanto riguarda l’accessibilità: si accede all’hotel senza gradini, ma la brutta sorpresa è che questo posto è fatto di una decina di piccole “casette” in fila.. ognuna di queste casette ha quattro gradini all’entrata, si esce dall’alltra parte e si fanno i quattro gradini della casetta successiva.  Morale della favola, ho fatto dovuto fare questi gradini per circa sei/sette volte, salvo poi venire informata che c’era una (lunghissima) strada alternativa senza scale che nessuno di noi aveva notato, essendo sera. Per farla bisogna comunque superare un gradinetto. Anche per la sala ristorante c’è un gradino.

Al mattino si riparte alla volta di:

Napoli: visita in pullman nella zona panoramica della città (da mozzare il fiato!), dopodichè si scende per dirigerci verso piazza del Plebiscito. I marciapiedi hanno gli scivoli, ma son stretti, scomodi e ripidi (io personalmente non ce l’avrei fatta a girare da sola). Pranzo al sacco e poi un salto da “Gambrinus”, dove dicono si faccia il caffè migliore di Napoli. Qui doppia brutta sorpresa: gradino alto per entrare e bagno non accessibile in fondo a un lungo piano di scale.

Risaliamo in pullman dirigendoci verso la reggia di Caserta.

Caserta: Reggia totalmente accessibile, per salire c’è un ascensore, ma per il ritorno ai pullman c’è un grosso inconveniente. Dobbiamo scendere giù nel  parcheggio, l’inizio promette bene, c’è una rampetta al posto dei gradini, ma ecco la beffa: fanno la rampetta, ma non puoi scendere più giù, perché ci sono le scale mobili solo per la salita (che già non sarebbero il massimo, ma almeno qualcosa). Risultato, mi devono portare in braccio. Arrivata giù è pieno di cartelli col simbolo handicap, e in effetti è tutto accessibile (ma uno come fa ad arrivare giù dove è accessibile se ci son le scale?). Mi è anche sorto il dubbio che ci fosse un altro passaggio non so dove, ma la guida ci ha detto di passare di lì. Tra l’altro curiosando su internet ho visto che la reggia viene additata come modello di accessibilità.

Ultima tappa:

Hotel Crowne Plaza (Caserta): posto fantasmagorico dai costi proibitivi, noi ci siamo andati solo perché queste grandi catene fanno sconti comitive e si paga quanto un albergo normale. Bellissimo hotel, più accessibile di così non si può, addirittura nella camera disabili c’è lo spioncino ad altezza carrozzina per vedere fuori dalla porta. Uniche pecche: se siete in gruppo come noi vi rifileranno una singola come doppia e una doppia come quadrupla, perché i letti sono a una piazza e mezzo, ma son davvero piccolini per starci in due.  Seconda cosa, l’albergo è enorme, ai piani delle camere c’è la moquette,  che non va d’accordissimo con la carrozzina, per cui per andare a trovare amici vari mi sono rifatta i bicipiti!

Sembra strano, ma la mia vacanza si conclude qui, in albergo,  perché sono stata due giorni a curare un’amica con la febbre alta, che poi me l’ha passata, costringendomi a tornare a Genova prima del previsto.

Lucia


Francesca ci racconta la Londra Accessibile

2
6
settembre

Salve, mi chiamo Francesca e vorrei raccontarvi l’esperienza del mio viaggio a Londra con mio fratello Claudio e mia figlia Alessia, 13 anni, in carrozzina. Siamo partiti da Napoli Capodichino con destinazione Londra Stansted. Come in tutte le precedenti occasioni l’assistenza di Capodichino è stata impeccabile e puntuale e, ancora una volta, gli assistenti si sono distinti per la loro cortesia e affabilità.

londra

Tutto è andato liscio anche a Londra sia all’andata che al ritorno, anche se i metodi che usano per la discesa e la salita sull’aeromobile sono molto meno moderni. All’arrivo hanno fatto scendere Alessia assicurandola con un’imbracatura su una sedia molto piccola e stretta che discendeva dall’aeromobile lungo i gradini mediante un motore elettrico. Al ritorno ci hanno fatto percorrere a piedi, Alessia sulla sua carrozzina, tra gli aerei parcheggiati il tratto dal gate al nostro aereo, dove ci attendeva un sollevatore che ha fatto entrare Alessia attraverso la porta di fronte a quella dalla quale entrano gli altri passeggeri. Quest’ultimo sistema è utilizzato anche a Capodichino, con la differenza sostanziale che il sollevatore viene utilizzato anche come navetta da e per il gate.

Arrivati a Londra Stansted abbiamo preso lo Stansted express, il biglietto intero andata e ritorno costa 28 sterline, mentre il disabile e l’accompagnatore pagano un prezzo notevolmente ridotto che complessivamente ammonta a circa 18 sterline. Ci è stata offerta assistenza per raggiungere il treno e salirci, ma abbiamo declinato l’offerta, visto che ciò non comportava alcuna difficoltà per un disabile accompagnato. Il treno ci ha lasciati alla stazione di Liverpool Street, dalla quale sono cominciate le prime complicazioni. Abbiamo fatto un abbonamento settimanale per la London Underground, il servizio di metropolitane che collega l’intera città. Il disabile non paga nulla, mentre l’accompagnatore paga il prezzo intero.

Abbiamo preso il treno che ci avrebbe portato alla linea rossa la “central” dato che eravamo diretti a Notting Hill dove avevamo prenotato la sistemazione in un miniappartamento situato all’interno di un residence con servizio di portineria, il "Grand Plaza"; anche se eravamo rimasti indecisi fino all'ultimo se prenotare in uno dei tanti hotel di Londra. Arrivati alla giunzione con la linea rossa ci siamo resi conto che per accedere al nostro treno era necessario cambiare binario e per farlo era necessario salire una rampa di scale abbastanza lunga, per poi percorrere un corridoio e ridiscenderne un altro, non era presente in stazione alcun ascensore. Ci siamo armati di coraggio (e forse anche di un po’ di incoscienza) e mentre mio fratello portava mia figlia in braccio io portavo la carrozzina vuota, da notare l’enorme disponibilità di un passante che si è spontaneamente offerto di portare per noi le due grandi valigie che avevamo appresso. Arrivati finalmente a Queensway, è stato necessario prendere un ascensore che porta tutti i passeggeri , disabili e non ad un piano rialzato, dal quale abbiamo scoperto che per uscire dalla stazione era presente una rampa di scale abbastanza ripida…abbiamo adottato la stessa soluzione della precedente stazione e sempre siamo stati accompagnati dalla sollecitudine dei passanti che ci hanno aiutati con i bagagli.

Arrivati al Grand Plaza abbiamo per prima cosa collegato il portatile (nel residence è presente il collegamento internet via cavo gratuitamente) e consultando la mappa delle metropolitane (scaricabile al link) abbiamo scoperto che quelle della zona 1, ovvero tutta la parte centrale di Londra e gran parte di quelle della zona 2 non sono accessibili per i disabili, mentre quelle delle zone periferiche, probabilmente perchè di più recente costruzione, lo sono per la quasi totalità. Ma l’avvilimento è durato poco….abbiamo appreso che l’abbonamento che avevamo per la London Underground era valido anche per tutti i pullman e che gli stessi sono tutti accessibili ai disabili e le loro tratte coprono perfettamente, al pari delle metropolitane, l’intero territorio della città.

L’accesso all’autobus avviene tramite una rampa che il conducente estrae su richiesta del disabile tramite la pressione di un apposito pulsante situato accanto alla porta d’uscita per la salita (il disabile sale e scende dall’autobus sempre attraverso la porta di uscita) e accanto al posto riservato per la discesa.

Di certo gli autobus impiegano più tempo per gli spostamenti, ma a mio parere per spostarsi da una zona all’altra, è stato comunque più suggestivo farlo avendo la possibilità di guardare le strade della città, mentre invece le metropolitane sono sotterranee.

Per quello che riguarda l’alloggio, il sito tramite il quale lo abbiamo prenotato lo dichiarava adatto ad anziani e disabili, ma per accedere al nostro appartamento era necessario percorrere un corridoio molto stretto separato da porte tagliafuoco con apertura a spinta e chiusura automatica e per di più erano presenti anche alcuni piccoli gradini. La risposta della direzione è stata che la struttura era accessibile, ma avremmo dovuto segnalare la nostra necessità e ci avrebbero fornito un appartamento a piano terra in prossimità della reception in modo tale da evitare porte e gradini, ma che al momento i suddetti appartamenti erano tutti occupati.

Controllando nuovamente il sito mi sono accorta che, durante la prenotazione online, compare un campo libero chiamato “Your comments”, che comunque non lascia intendere che in quella sezione vadano inserite le esigenze particolari del cliente. Sarebbe stato preferibile rinominare il campo o dichiarare l’appartamento adatto a disabili SE RICHIESTO.

L’appartamento era abbastanza angusto per una persona in carrozzina. La porta di ingresso dava su uno stretto corridoio e faceva angolo con la porta della cucina/soggiorno e per ruotare la carrozzina per permetterle di entrare in cucina la manovra non era per niente agevole, immagino che per un disabile adulto, con una carrozzina più grande, sarebbe stata impossibile! Stesso discorso per la camera da letto e per il bagno, il letto era irraggiungibile con la carrozzina, dovevamo lasciarla nel corridoio e portare mia figlia a letto e in bagno in braccio. Fortunatamente ci siamo potuti adattare comodamente alla sistemazione e superare questi inconvenienti, ma sinceramente sconsiglierei ad un disabile di soggiornare nella stessa struttura.

Per il resto tutto è andato alla perfezione, Londra è una città bellissima da vedere e tutti i musei e i luoghi di maggiore attrattiva turistica sono assolutamente accessibili, le persone sono molto sensibili e disponibili e le strade sono ampie e percorribilissime! Nota di merito al popolo londinese, davvero sensibile alle necessità di un disabile e sempre pronto a dare il proprio aiuto, anche quando non strettamente necessario.

Accorgimento importante da adottare è di procurarsi l’apposita mantellina per sedia a rotelle in caso di pioggia, a Londra è molto frequente ed io l’ho trovata comodissima.

Per il trasferimento del ritorno in aeroporto, per 30 sterline abbiamo preso un taxi per quattro persone (durante il viaggio ci ha raggiunti mia sorella) e tre bagagli che ci ha portato alla stazione di Liverpool station, dalla quale avevamo già fatto il biglietto per il ritorno.

l taxi avrebbe richiesto 60 sterline per portarci direttamente all’aeroporto e sarebbe stata la soluzione più comoda ed economica, lo consiglio a tutti, disabili e non.

a londra


Firenze accessibile a disabili: racconto di Chiara

7
23
marzo

Per il Turismo Accessibile non si può non parlare i Firenze. Vediamo grazie alla nostra amica Chiara quanto Firenze sia accessibile a disabili.

FIRENZE: PER FORTUNA CHE CI SONO GLI AMICI!

amici firenze

Meta di questo nuovo viaggio è Firenze, gita scolastica di 1° liceo (ovvero terza superiore per noi “classici”). Partiamo con l’idea di arrangiarci: treno e ostello, così da non aver legami e orari per cena e simili. Per motivi assicurativi scolastici dobbiamo però rivolgerci ad un’agenzia viaggi. Alla fine, si viaggerà in treno, ma si pernotterà e cenerà in un hotel. Sorvolando sui particolari emotivi e didattici, segue un riassunto dei tre giorni.

VIAGGIO

La partenza è da Schio (VI) alle ore 7.03 con un treno regionale che poi cambierà a Vicenza e a Padova. A Padova si prenderà la Freccia Argento diretta a Roma, ma con tappa a Firenze (S.M.N.). Per i treni, l’assistenza è a dir poco impressionante: ogni volta che il treno si ferma un assistente già mi aspetta per il cambio di carrozza e quindi di binario. Per i primi due treni la rampa non è necessaria perché a filo con la banchina, per la Freccia Argento quando arrivo è già pronta. Sempre per la tratta Padova-Firenze sono “costretta” a viaggiare in prima classe, mentre il resto della comitiva è in un’altra carrozza, ma il controllore non ci fa storie quando alcuni amici vengono a trovarmi. Nel viaggio di ritorno stessa storia, solo il treno Padova-Vicenza non è quello previsto e devo viaggiare nel vano biciclette, non passando la carrozzina dalle porte (foto). Nessun ritardo (riusciamo addirittura, con le dovute corse, a prendere una coincidenza appena 6 minuti dopo il nostro arrivo) e viaggio veramente ottimo.

TRASPORTI E SELCIATO

Dalla stazione (che fortunatamente è in centro città) prendiamo subito l’autobus (linea 1) attrezzato con pedana che ci porta nei pressi dell’hotel. Nei due giorni seguenti riprendiamo altre due volte gli autobus (linea 1 e 7), non sempre la pedana funzionava, ma i miei compagni mi hanno sempre caricata senza alcun problema.

Nota: i tram elettrici (nel nostro caso C3), che ci avevano assicurato essere accessibili, si sono rivelati un po’ problematici. Se ne vedevano con rampa, ma quello che abbiamo dovuto prendere noi ne era sprovvisto e un palo divideva l’entrata: senza un poggia-piede e parecchio ad incastro ci sono comunque stata.

Non si può essere così contenti invece della pavimentazione della città: sarà che sono abituata alla mia carrozzina elettrica (mentre qui sono andata con quella manuale) che attutisce certamente di più le buche, ma al ritorno ero piuttosto dolorante un po’ ovunque. Il selciato è vecchio: sampietrini e pietre assai malmesse, gli amici che mi spingevano erano spesso costretti a tenermi sulle due ruote posteriori.

Stessa storia per i gradini: frequenti e non sempre con una possibilità d’accesso ulteriore. Tutto comunque superabile con un po’ di buona volontà.

SISTEMAZIONE E PASTI

hotel accessibili firenze

stanza disabili hotel meridiana

foto bagno accessibile

L’hotel in cui alloggiavamo (Hotel Meridiana, via Don Minzoni) era abbastanza scomodo dal centro città. Essendo una gita di classe avevo richiesto una camera almeno da 3 persone, ma quelle accessibili erano solamente da due. Comoda, spaziosa, il bagno forse non accessibile a tutti (vedere foto): io ho risolto sedendomi sul water di lato. Essendo affacciata su una strada la camera era un po’ rumorosa, ma devo ammettere di esserci stata ben poco. La sala per la colazione era raggiungibile con l’ascensore, al piano sotto la hall.

Le cene, comprese nel prezzo, erano ubicate in un ristorante a parte, dall’altra parte della città. Non accessibile: un gradino all’ingresso e quattro dentro. Subito segnalato all’agenzia, con protesta. I pranzi, in autonomia, sono stati rapidi e in giro per la città.

MUSEI E VISITE VARIE

Tutti i musei e i luoghi che abbiamo visitato erano stati prenotati o c’era comunque stato un contatto telefonico per definire l’accessibilità e la possibilità per l’intera classe.

Santa Maria Novella è totalmente accessibile.

Palazzo Medici-Riccardi, dimora della famiglia fiorentina, è dotato di un ingresso laterale attrezzato, un ascensore e un montascale (come sempre molto traballante) per raggiungere le varie sale.

La Galleria dell’Accademia (dove c’è il David di Michelangelo, per intenderci) ha un gradino all’ingresso, ma dentro c’è ascensore e bagno accessibile.

Il Battistero di San Giovanni (di fronte a Santa Maria del Fiore) ha un gradino, ma poi è su un piano.

Il Duomo (Santa Maria del Fiore) è totalmente accessibile.

San Lorenzo (con la Sagrestia Vecchia di Brunelleschi) ha due gradini all’entrata, ma la sagrestia e la cripta sono attrezzate (pedana e montascale).

La chiesa di Orsanmichele ha tre gradini, pure scomodi da fare.

La chiesa di Santo Spirito è attrezzata con rampa laterale e Santa Maria del Carmine invece ha una bella rampa di scale sia per la chiesa che per la Sagrestia di Michelangelo.

La biblioteca Laurenziana è spettacolare, sul serio, ma preceduta da due rampe non indifferenti di scale (la prima stretta e assai ripida, la seconda con gli scalini stondati).

La cappella Brancacci, assolutamente da vedere, è raggiungibile dalla chiesa di Santa Maria del Carmine, mentre l’ingresso privato ha degli scalini più stretti. Mi spiego meglio: la cappella fa parte del transetto destro della chiesa, ma è gestita da un’associazione privata con entrata autonoma. Telefonicamente ci è stata detta totalmente inaccessibile, ma quando siamo entrati in chiesa un frate ci ha fatti passare dall’altare (tre gradini) e ce l’ha fatta visitare.

Gli Uffizi sono accessibili, rampa e ascensore (con porte strettine).

Il museo del Bargello (David di Donatello e altro) ha un gradino anche per raggiungere l’ascensore (un po’ un controsenso, ma fa niente).

Palazzo Vecchio è accessibile e molto bello, come anche il Convento di San Marco, con gli affreschi del Beato Angelico: da vedere assolutamente. Ponte Vecchio è facilmente percorribile.

Palazzo Pitti è accessibilissimo, i Giardini Boboli un po’ meno (foto in testa all’articoli). Le cappelle Medicee sono tremende: scale, scale e scale, ma molto belle da vedere, soprattutto la parte di Michelangelo.

Santa Croce, con le tombe dei Grandi italiani, è anch’essa comoda da visitare (entrata a destra) e la Cappella Pazzi si raggiunge da sinistra.

CONCLUSIONI

Firenze è una città spettacolare; la gente che la abita ancor di più; personalmente adoro il dialetto toscano. Fossi venuta con la carrozzina elettrica probabilmente avrei visto molto meno di quanto invece ho potuto visitare. Per fortuna tutti i miei compagni di classe si sono resi disponibili a spingermi e farmi salire i gradini quando ce n’era bisogno. Ridendo e scherzando alla fine abbiamo fatto cose veramente incredibili. Quindi, se avete voglia di veder tutta Firenze dotatevi degli amici giusti e di un po’ di spirito di sacrificio per la schiena che dopo giorni di buche, salti e gradini è distrutta!

Buon viaggio, Chiara

Note della redazione:

Le foto sono state ritoccate oscurando il volto perchè minorenni. Grazie di Cuore a Chiara per il racconto.


Appunti di Valentina sulla Grecia

3
15
ottobre

La nostra amica Valentina ci scrive alcuni appunti riguardo la sua crociera in Grecia, luogo magnifico anche se non molto accessibile a disabile, però vedremo che si può visitare alcune bellezze del posto.

In crociera è stata con Costa Fortuna che possiede navi accessibili a disabili motori.

valentina in grecia

Katakolon

Prima escursione katakolon.

Katakolon spiaggia e negozi

Un paesino non troppo accessibile ma ce la si fa pure con l’elettrica basta munirsi di pazienza,  c’è una lunga via di negozi e una spiaggia. Olimpia invece scordatela.

Santorini

Per andare a Santorini devi salire su una navetta (a me hanno caricato in braccio e chiuso la car) che ti porta ad una funivia x salire a Santorini.

Per entrarci devi sedere sui sedili e chiudere la carrozzina pieghevole.

Giunta a Santorini troverai strade ripidissime e ciottolate con tanto di gradini, io ho salvato l’escursione pagando un’auto a noleggio e visitando un paese limitrofo molto carino e agibilissimo.

Mykonos

Tutto sommato fattibile anche con elettrica ma per giungervi devi prendere ancora la navetta e vale il discorso di prima.

Rodi

Apparentemente sembra inaccessibile ma c’è un percorso idoneo mi disse mio padre io non son scesa xkè avevo i postumi della marea!

Un appunto anche su Dubrovnik in Croazia decisamente accessibile il centrocittà, la parte abitata è sopra delle gradinate.

E’ in assoluto il paese più bello tra questi.

Io son stata soddifatta perchè molto aiutata maè stato assai faticoso e non lo consiglio a tutti.

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dalla fonte citata nell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore dei reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.


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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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