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La lotta continua tra disabili e autobus

5
20
luglio

autobus disabili

Mi chiamo Maddalena, ho 29 anni, e a causa di una malattia neuromuscolare degenerativa sono su di una sedia a rotelle da diverso tempo. Di solito uso la mia sedia a motore, e così riesco ad andare al lavoro da sola, e a girare giorno e notte quanto mi pare e piace.

Proprio al ritorno da uno di questi miei giri per la città ho conosciuto una ragazza straordinaria, Felicité, come me disabile, che pure si muove con una sedia a motore. E’ stato una specie di “colpo di fulmine”! Entrambe eravamo sulla via di casa; ci siam viste da lontano; ci siamo squadrate (un po’ come nei film western prima di un duello…); ci siamo stupite della presenza di un altro essere umano in sedia a motore, in giro per le strade di Brescia; infine, credo di poter dire che entrambe morissimo dalla voglia di parlarci! Alla fine io ero quasi alla porta d’ingresso, quando decisi di tornare sui miei passi (per così dire 🙂 ) e di avvicinarmi a Felicité, che, accompagnata da un’amica, s’era saggiamente appostata a 10 metri da me, aspettando solo che le rivolgessi la parola.

Insomma, non la faccio lunga: ci siam presentate,  e paradossalmente scoprimmo di conoscerci già, almeno “ per sentito dire”. Entrambe infatti siamo state aiutate dalla stessa equipe di professionisti, il CTVAI (Centro Territoriale per la Vita Autonoma e Indipendente- ente GRANDIOSO che colgo qui l’occasione di ringraziare per averci permesso di costruire la nostra vita in autonomia!!).

Et bien, il tempo di un sorriso, di una stretta di mano, ed eravamo già amiche per la pelle!Nonostante all’apparenza sembriamo molto diverse- lei scura scura, viene dal Chad, io bianca abbagliante, bresciana- da subito ci siam rese conto che qualcosa di profondo e di vero ci unisce.

Ora Felicité è qui accanto a me. Abbiamo scoperto infatti di essere vicine di casa, e così ogni tanto lei passa a trovarmi.

Tra una chiacchiera e l’altra, un sorso d’acqua ghiacciata per rinfrescarsi dall’arsura di questi giorni, e una cucchiaiata di budino al cioccolato, ho ascoltato le sue disavventure. In molte mi sono riconosciuta, inutile dirlo, ma alcune storie mi hanno davvero sconvolta e sconcertata. Perciò ho deciso di prestarle la mia “penna”, e di darle voce in questa denuncia.

Felicité si muove quando può con l’accabus. Si tratta di un servizio di autobus solo per disabili residenti nel comune di Brescia (cosa che secondo me è ghettizzante), che però funziona solo in certi orari, e spesso costringe ad aspettare molto tempo perché si devono incastrare le richieste di molte persone. Quando l’accabus non c’è si prendono gli autobus di linea. E qui nascono i problemi.

La mia amica del Chad mi ha raccontato che una volta, sulla linea 3, il conducente s’è rifiutato di farla salire sul bus, insultandola, dicendole che LEI E LA SUA SEDIA A MOTORE PESAVANO TROPPO,  e di NON ROMPERE I COGLIONI. Altre volte, in situazioni simili, l’autista non ha voluto aiutare Felicité ad aprire la rampa per accedere al mezzo, nonostante si tratti di un dito!! Tanto basta, un dito, per aprire la parte superiore della rampa, fatta a portafoglio, che si va ad appoggiare sul marciapiede.

Come se non bastasse, cosa che mi ha amareggiata ancor di più, nessuno degli altri passeggeri sull’autobus in nessuna delle situazioni di cui sopra si è mai offerto di dare una mano.

CHE SCHIFO!

Se Felicité non è accompagnata dalla sua amica Sabine 9 VOLTE SU 10 NON PRENDE L’AUTOBUS!! O deve aspettare in grazia di trovare un autista più gentile , di solito donna, che le fa “il favore” di farla salire sul bus. Come se non fosse suo diritto…

Ancora, se sulla vettura c’è già una sedia a rotelle, Felicité non può salire. Le è stato detto, in malo modo, che c’è posto per un solo disabile. E che non rompesse le scatole, ancora una volta.

E’ questa l’Italia che vogliamo?

Io stessa posso raccontare di simili disavventure che farebbero vergognare Trenitalia, ATM  (l’azienda trasporti milanesi), Trenord. Sono stata 5 giorni a Milano per un seminario di teatro. Seminario stupendo; muoversi a Milano un incubo. Mentre le persone “normali” possono prendere treni e metropolitane all’ultimo minuto, io per Trenitalia devo prenotare 24 ore prima, per Trenord addirittura 48 ore in anticipo. Per cosa poi? La mia prenotazione con Trenitalia del ritorno sparì misteriosamente, e dovettero rifarmela (SENZA DISGUIDI DI SORTA) last minute in Stazione Centrale a Milano, domenica sera, per il rientro a Brescia. Quanto a Trenord, l’unica volta che prenotai, l’addetto all’assistenza disabili non fu in grado di aprire la rampa d’accesso al vagone, né le porte d’uscita, all’arrivo in stazione. Per quest’aiuto devo chiamare 48 ore prima? Mi son sempre arrangiata molto meglio da sola. Come per chiunque, mi è difficile pianificare con esattezza le mie giornate, e la mia vita- voglio darmi la possibilità di prendere un aperitivo all’ultimo minuto con amici, o di andare al cinema, o di cambiare programmi senza avere l’angoscia di un treno che ti aspetta… Basterebbe tanto poco: segnalare sui tabelloni, anche di giorno in giorno, quali mezzi sono accessibili.

Ancora, una sera chiamai il centralino ATM per avere informazioni sull’accessibilità di un tratto della linea gialla della metropolitana, Affori Nord- Stazione Centrale. Per tutta risposta mi dissero di CHIAMARE LA MATTINA DOPO, appena prima di prendere la metro, perché poteva essere che se anche il montascale in questione la sera funzionava, di notte ci sarebbe potuto essere un guasto. Si sa mai… grrrrrrrrrrrrrr…

Infine, presa la tanto agognata metro, il montascale non lo trovo, perché le indicazioni fanno schifo. Chiamo un addetto, che chiama un suo superiore “così coglie l’occasione per fargli vedere come funziona il montascale”. Il tale, di grado superiore, mi chiede quanto pesiamo, io e carrozzina: “Perché sa, questi montascale li hanno costruiti quando ancora non c’erano queste COSE TECNOLOGICHE” (riferendosi alla mia sedia a motore)… Poi mentre io salgo lentamente la rampa di scale, sul montacarichi, il “superiore” anziché dare una mano alla mia assistente e al collega pieni zeppi di bagagli, mi sta accanto e osserva, accertandosi che il montascale non dia segni di fatica…

E ancora potrei scrivere tutta notte di altre storie, più o meno simili, più o meno spiacevoli, più o meno umilianti. Ma mi fermo qui. Spero soltanto di aver suscitato un po’ della vostra indignazione.

Seduti su una sedia a rotelle, a motore o manuale, rimaniamo sempre e soprattutto PERSONE,  e come tali chiediamo di essere trattate.

Conlcudo, anzi concludiamo, con una proposta: un corso di formazione per tutti i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico, per sensibilizzare alla disabilità. Una settimana di viaggio IN  CARROZZINA, nessuno escluso. Io mi offro per prestarvi la mia.

Grazie dell’attenzione

Felicité Toubemne e Maddalena Botta


Vacanze in Egitto

2
21
dicembre

Il primo impatto con la città è stato positivo. Sharm El Sheikh possiede buone strade per la maggior parte asfaltate, dove è possibile camminare in carrozzina senza troppe difficoltà. L’unico inconveniente è rappresentato dal fatto che è molto raro trovare dei semafori: la segnaletica stradale è piuttosto carente e i soli cartelli abbastanza diffusi sono gli STOP. A ciò si unisce la guida spericolata dei tassisti, fatto questo che rende problematico l’attraversamento delle strade.

Essendo costretto dalla nascita su una sedia a rotelle, prima di partire per l’Egitto ho valutato i pro e i contro di vari resort del posto, per capire quale fosse il più adeguato alla mia condizione. Il villaggio vacanze Eden Village Amphoras è un posto magico e attraente, ma poco adatto ad una persona che ha delle esigenze speciali. La struttura non è dotata delle attrezzature necessarie ad accogliere un portatore di handicap: le camere, i bagni come anche le varie zone all’aperto non sono facilmente accessibili a chi si sposta con l’ausilio di una sedia a rotelle.

Così, dopo un’attenta valutazione, ho deciso che anziché andare all’Eden Village Amphoras sarebbe stato più opportuno, e soprattutto più pratico, trascorrere le vacanze al Tamra Beach, maggiormente adatto alle mie necessità. Il Tamra Beach, a differenza dell’Eden Villagge Amphoras, è dotato di servoscale per raggiungere ristoranti e piscine, camere al piano terra predisposte per l’accesso con la carrozzina e montascale con pedana per entrare nella hall.


L’accessibilità in condominio è garantita: arriva il primo mini ascensore totalmente finanziabile di ThyssenKrupp Encasa

5
dicembre

Le scale, tante o poche che siano, rappresentano un problema per la libera mobilità delle persone.

Per chi ha difficoltà di movimento dovute all’età, a un problema di salute o ad un handicap o anche semplicemente per una neomamma alle prese con il passeggino, un ascensore rappresenta un radicale cambiamento di vita.

E ThyssenKrupp Encasa, che ha fatto dell’accessibilità la sua mission, lo sa bene, tanto da aver realizzato dei mini ascensori che possono essere installati in qualsiasi contesto architettonico, sia interno che esterno, inseriti perfino in una stretta tromba delle scale.

I mini ascensori Orion e Gulliver infatti necessitano di una larghezza minima di soli 66 cm e ciò li rende posizionabili in ogni condominio. L’installazione richiede alcuni giorni di lavoro ma il beneficio sarà eterno: la semplice pressione di un pulsante permetterà di salire e scendere in modo silenzioso, senza alcuna fatica e nella massima sicurezza. Inoltre l’installazione di un ascensore è un beneficio per ciascun condomino e aggiunge valore a tutti gli appartamenti.

E a proposito di importanti benefici, la novità più rilevante per i condomini e gli amministratori di condominio è rappresentata da una speciale iniziativa.

Da oggi infatti e per la prima volta è possibile acquistare un mini ascensore con un finanziamento da 12 a 48 rate, riducendo di gran lunga l’impatto sull’economia dei condomini che ne fanno richiesta.

Un esempio: un condominio di 12 famiglie acquista un Gulliver con una spesa mensile di 35 euro ciascuna per 24 rate; in questo modo si potranno garantire da subito la mobilità senza preoccuparsi dell’aggravio sulle spese di casa. A questo si aggiunge la consulenza tecnica di ThyssenKrupp Encasa, forte di oltre 40.000 installazioni, l’Iva al 4% e gli sgravi fiscali previsti.

ThyssenKrupp Encasa è vicina alle persone e con questa importante iniziativa ha voluto rispondere ad una necessità di carattere finanziario proprio per agevolare la risoluzione di un problema di mobilità comune a più famiglie.

In questo modo intende perseguire lo scopo di migliorare in modo concreto e tangibile, attraverso i propri prodotti e servizi, la qualità della vita delle persone.

Per maggiori informazioni consultare:

www.encasa.it

ThyssenKrupp Encasa:

Leader nella tecnologia per le piattaforme elevatrici e per gli ascensori residenziali, ThyssenKrupp Encasa è oggi una realtà che combina una forte propensione all’innovazione e un occhio attento in fatto di tendenze di design. Impiega oltre 100 collaboratori presso la sede produttiva e gli uffici italiani e si avvale di una  rete capillare di consulenti. La Divisione R&D è centro di competenza mondiale per gli ascensori residenziali nell’ambito del gruppo multinazionale ThyssenKrupp Access GmBH. ThyssenKrupp Access fa parte di ThyssenKrupp Elevator AG,  una delle compagnie leader nel settore degli ascensori, che conta 44.000 impiegati, vendite per 5,2 miliardi di euro nell’anno fiscale 2009/2010 e clienti in 150 paesi. Il portfolio prodotti include ascensori e montacarichi, scale e marciapiedi mobili, ponti di imbarco passeggeri, montascale e piattaforme elevatrici così come soluzioni di ciascun prodotto realizzate su misura. 900 sedi in tutto il mondo costituiscono un network di vendita e assistenza per garantire uno stretto contatto con i clienti.

Contact:

ThyssenKrupp Encasa

Barbara Zucchi
Via S. Cannizzaro 2
56121 Pisa

Tel.: +39 050 955.111

Mail: b.zucchi@encasa.it

Press contact:

CBO Communication By Objectives

Amina Piciotti
Via V. Foppa 19
20144 Milano

Tel.: +39 02 85458311
Mail: amina.piciotti@cbopr.com


Come scegliere il montascale adatto

7
ottobre

Per montascale si intende un impianto meccanico dotato di poltroncina o pedana che permette di salire e scendere le scale con maggiore semplicità. Può essere utilizzato da persone anziane o persone che abbiano difficoltà a muoversi.

In molti pensano che l’installazione di un montascale oltre a essere una spesa corposa possa andare a influire sull’estetica dell’abitazione o del condominio. Come scegliere allora la soluzione più adatta alle proprie esigenze e alle proprie disponibilità economiche riducendo al minimo l’impatto sull’arredamento?

montascale disabili

Per prendere una decisione è indispensabile innanzitutto raccogliere un numero di informazioni tale che ci permetta di conoscere accuratamente il prodotto e ci permetta di avere un’idea chiara sul tipo di montascale per il quale abbiamo deciso di spendere dei soldi. Sul web possiamo trovare tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.

Esistono alcuni siti web, ad esempio, che permettono di creare online il montascale per avere un’idea chiara e utile su quello che andremo ad acquistare. Oltre a configurare online il montascale a poltroncina, è possibile scegliere in quale tipo di ambiente e su che tipo di scala verrà installato (dritta, curvilinea o a chiocciola), personalizzare tessuti e colori in base al proprio arredamento domestico, scegliere gli accessori e le opzioni di cui si ha bisogno. Inoltre sempre online è possibile conoscere in tempo reale il costo totale dell’installazione e iniziare a fare le proprie valutazioni sull’acquisto.

Se avete bisogno di un montascale a poltroncina quindi, prima di fare la vostra scelta, raccogliete tutte le informazioni necessarie e create in anteprima il vostro modello. In questo modo saprete cosa state acquistando e troverete la soluzione più adatta alle vostre esigenze. Per ulteriori informazioni sui montascale a poltroncina visitate il sito www.montascaleotolift.it.


Quando scegliere un montascale a poltroncina

1
13
settembre

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Sicuramente abbellenti, ma, a volte, insicure e scomode, le scale rappresentano una delle prime barriere architettoniche delle nostre case, specie se ad abitarle sono persone anziane o disabili, per le quali vige la necessità di adeguare al proprio stato di difficoltà ogni momento della vita, ancor di più nell’ambito familiare, dove si consuma cioè buona parte della loro giornata.

Un’importante mano per soluzioni ottimali in tal senso ci viene dal montascale, strumento fondamentale per superare questa barriera: parliamo, nello specifico, del tipo “a poltroncina”, semplice da installare e da utilizzare, anche perché non richiede opere murarie o edilizie.

In pratica, il montascale a poltroncina – che può essere operativo dopo sole poche ore dall’inizio dei lavori di montaggio da parte di aziende specializzate – funziona come un mini ascensore, tramite comodi sedili su cui far accomodare la persona disabile, o l’anziano che, in questo modo, non avrà più difficoltà a salire o scendere i piani della propria abitazione, spostandosi in totale autonomia e senza fatica.

Vediamo come funziona, analizzando il modello di più ampia diffusione, quello cioè da posizionare lungo il lato interno della scalinata, che copre di solito il percorso più breve:

viene installato proprio a ridosso della parete, con il vantaggio quindi di non occupare tutta la superficie della scala, ma lasciando il resto dei gradini libero per la salita e discesa delle altre persone. Al meccanismo di movimento vengono abbinati vari tipi di sedute, in grado di soddisfare le esigenze dell’utilizzatore in base al suo peso, alla corporatura, alla postura necessaria, ecc.

Sono solitamente presenti 3 telecomandi, per avere sotto controllo tutti i movimenti: il primo è installato all’inizio della scala, il secondo al termine della stessa e l’ultimo sui braccioli della poltroncina, rivestita di materiale resistente, antimacchia e idrorepellente, personalizzabile per adattarsi a qualsiasi tipo di arredamento e che può raggiungere la portata massima di 125 kg.

L’utilizzatore dovrà soltanto mettersi a sedere, allacciare la cintura di sicurezza ed azionare il telecomando per il movimento, con la certezza che, qualora durante il tragitto si dovessero presentare degli ostacoli, il montascale a poltroncina rallenterà gradatamente sino a fermarsi per permettere di rimuovere l’impedimento.

Mai come in questo caso, la tecnologia viene in aiuto delle persone con problematiche così importanti e, proprio per la necessità oggettiva di strumenti di ausilio riconosciuti come tali,  segnaliamo, come buona nota che forse non tutti conoscono, che sono previsti sgravi fiscali sull’acquisto di un montascale, del 19 o addirittura del 50%, secondo disposizioni stabilite dalla L.104/92, che regolarizza la materia del riconoscimento di disabilità, indipendentemente dal fatto che la persona richiedente fruisca o meno dell’assegno di accompagnamento.

È bene sapere che tutti i montascale in commercio possono disporre di pedane poggiapiedi, sedute e braccioli completamente pieghevoli, al fine di consentire il minimo ingombro quando non vengono usati, lasciando la scala sempre accessibile.

Per quanto riguarda i prezzi, non è possibile fornirli in maniera standard, poiché ogni scala è diversa dall’altra e i modelli sono tutti personalizzabili. Inoltre, molto dipende dalla lunghezza e/o dalla eventuale curvatura della scala (è possibile, infatti, persino l’installazione di un montascale su scala a chiocciola), dal modello che si sceglie e dai vari optional che si desiderano per corredarlo.

Ovviamente, nella scelta, suggeriamo di rivolgersi a ditte consolidate ed affidabili, garanzia di tecnologie d’avanguardia e ottimizzazione dei sistemi produttivi.

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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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