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Elogio a Parigi

2
21
febbraio

Ho recentemente passato una settimana di vacanza a Parigi ed è stata una esperienza estremamente positiva.

Non voglio dilungarmi sulla infinita varietà di attrazioni turistiche, storiche e artistiche che la città offre in quanto esistono centinaia di guide che le illustrano molto meglio di quanto potrei farlo io. Voglio però riportare le informazioni relative alla mobilità di una persona in carrozzina perchè sono un esempio di come il problema sia stato affrontato e risolto in maniera egregia.

In primo luogo i dettagli sul viaggio per e da Parigi.

Per la prima volta ho deciso di utilizzare il treno, anche per sperimentare personalmente il famoso TGV francese.

Io abito a Sanremo e ho deciso, per limitare il numero di cambi, di partire direttamente da Nizza.

Esistono due siti dai quali è possibile prenotare i biglietti.

Il sito internazionale accessibile anche in italiano (www.tgv-europe.it ) dal quale è possibile prenotare anche le tratte internazionali ma non di specificare le necessità di un disabile, e quello francese (www.sncf.com ) dal quale è possibile invece prenotare il posto per disabili.

Esiste poi un contatto mail (accesplus@sncf.fr) che, anche in inglese, fornisce tutta l’assistenza necessaria per la prenotazione dei biglietti e dei servizi di supporto nelle varie stazioni.

Contattando in primo luogo questo indirizzo ed esprimendo i propri desideri è possibile organizzare in modo efficiente il proprio viaggio, fornendo tutte le informazioni necessarie per mezzo di un questionario che viene inviato via mail.

Io ho fatto così e ho trovato, sia alla stazione di Nizza che a quella di arrivo a Parigi (Gare de Lyon) funzionari capaci e puntuali ad aiutarmi.

Al ritorno ho voluto sperimentare anche il servizio italiano e ho prenotato sia i biglietti che il servizio di supporto fino a Ventimiglia, con un cambio a Nizza previsto con solo 30 minuti di tempo.

Ebbene: a Nizza sono stato prelevato dal treno in arrivo e accompagnato direttamente a quello in partenza e a Ventimiglia il supporto italiano (prenotato attraverso il servizio delle sale blu di Trenitalia) è stato puntualissimo. Quindi nessun problema.

Sui TGV i disabili viaggiano in prima classe pur pagando il biglietto di seconda e l’accompagnatore viaggia gratuitamente, ma gli spazi sono piuttosto limitati, come ho potuto verificare nel viaggio di ritorno nel quale era presenta un altro disabile: l’incrocio di due carrozzine è possibile solo con l’aiuto del personale che è comunque molto gentile.

La toilette accessibile, in verità un po’ stretta e con la tazza che rimane sulla destra della carrozzina il che è un problema per chi usa sedie elettriche, è a pochi metri dai posti riservati. Le varie porte sono ad apertura automatica ma i pulsanti di comando si sono rivelati troppo duri per le mie capacità.

A Parigi ho scelto un albergo con struttura moderna per poter contare sulla piena accessibilità. L’hotel IBIS Bastille di rue de Breguet si è rivelato molto comodo: stanza con spazi sufficienti, toilette larga, doccia a raso pavimento, posizione strategica sia perchè molto vicina ad una zona che di sera si anima in maniera incredibile, sia perchè molto ben servita dai servizi pubblici.

E qui viene la nota più interessante: la mobilità dei disabili a Parigi, essendo le stazioni della metropolitana spesso non accessibili, è assicurata dalla rete degli autobus che sono tutti accessibili per mezzo di un piccolo scivolo azionato elettricamente dall’autista. I passaggi degli autobus sono molto ravvicinati e la rete è estremamente capillare. Difficilmente capita di dover aspettare più di 10 minuti ad una fermata e con non più di due autobus si attraversa la città in meno di mezz’ora in quanto la rete è organizzata su un numero limitato di punti nei quali si incrociano molte linee (place de la Bastille è uno di questi).

Il servizio è molto migliore di quanto gli stessi operatori turistici non sappiano: l’ufficio turistico della Gare de Lyon mi aveva scoraggiato all’arrivo consegnandomi una cartina con una selezione molto ridotta di autobus accessibili, ma l’informazione si è rivelata del tutto sbagliata.

Spesso invece i locali pubblici quali bar e ristoranti non sono accessibili a causa di uno scalino all’ingresso. Per questo problema è utile portare con sè una piccola rampa (40 cm di lunghezza sono sufficienti nella maggior parte dei casi).

Allo stesso modo sono rari i locali dotati di servizi accessibili ma il problema è superato dai moltissimi servizi pubblici che si trovano lungo i grandi viali. L’accesso è regolato da un sistema automatico che tra un utente e l’altro igienizza l’ambiente per cui sono tutti abbastanza puliti.

Quasi tutti i miei obiettivi di visita si sono rivelati accessibili:

-la Sainte Chapelle (con l’esclusione dei giorni festivi perchè l’ascensore è posto nell’annesso palazzo di giustizia)

-il museo di storia e cultura ebraiche

-il Musee d’Orsay

-il centro di cultura islamico

-il cimitero di Pere Lachaise (con qualche problema per il fondo acciottolato)

Ho trovato problemi solo all’espace Dalì di Montmartre (non accessibile) e alla Promenade Plantee (vecchio tratto ferroviario sopraelevato) che, come ho scoperto solo successivamente, è servita da ascensore unicamente all’estremità dei Jardin de Reuilly.

I movimenti pedonali sono inoltre molto agevolati in quanto tutti i marciapiedi sono raccordati al piano stradale in corrispondenza degli attraversamenti e degli incroci e passeggiare per Parigi, girando tra piazze, antichi mercati alimentari, mercati etnici dei quartieri periferici, parchi lussureggianti e curatissimi è veramente un piacere imperdibile.

In conclusione: se cercate una vacanza affascinante e spensierata nonostante la carrozzina, Parigi fa per voi!

Mirko Ferranti.


Lucia e lo Snowboard

3
25
marzo

Il mio incontro con lo sci è capitato quasi per caso, visto che non sono mai sta una persona particolarmente sportiva e che, a parte qualche rara occasione, non mi sono mai avvicinata allo sport per disabili.

Quando i miei amici mi hanno detto che stavano organizzando un week end sulla neve ho pensato: “perché no? Mi godo un bel panorama e prendo un po’ di sole”. La cosa è in realtà andata ben oltre alla mia prospettiva di oziare su una sdraio, perché i miei amici hanno scovato questo sito: http://www.antennehandicap.it/ dove si parla della possibilità per i disabili non solo di sciare, ma anche di fare snowboard.

Detto fatto, mi munisco dell’attrezzatura necessaria e parto per Courmayeur.

La prima nota positiva è che lo skypass per me e per un accompagnatore è a metà prezzo, cosa che sicuramente non dispiace. Non ho avuto problemi a salire sulla funivia con la carrozzina, e anche arrivata sulla neve sono riuscita a spostarmi abbastanza agevolmente con l’aiuto di un paio di amici, pur non avendo nessun tipo di attrezzatura specifica.

Ho provato inizialmente gli sci, che per me purtroppo non vanno bene perché gli scarponi molto rigidi bloccano il piede a 90° ed è decisamente doloroso per me che ho dei problemi di retrazione muscolare.

Ho provato allora a buttarmi sullo snowboard, che inizialmente avevo scartato perché a prima vista sembrava molto più “adattato” degli sci e io volevo provare un’esperienza il più “normale” possibile. Mai prima impressione è stata così sbagliata! E’ vero che ci sono più sostegni, ma, proprio grazie a questi, la libertà di muoversi e gestire lo snowboard è massima e la fatica molto ridotta.

Risolto il problema scarponi (quelli per lo snowboard sono più morbidi e lasciano più libertà al piede) mi sono lanciata sulla neve, scorendo che è veramente fantastico! Rispetto agli sci c’è molta più possibilità di movimento, e per chi è abituato a stare fermo per la maggior parte del tempo è bellissimo poter usare il corpo quasi giocando, spostando il peso avanti e indietro per trovare l’equilibrio perfetto e l’inclinazione giusta per fare le curva, rallentare o aumentare la velocità.

La fatica c’è, è innegabile, ma ne vale decisamente la pena! Qui in un momento di pausa:

Mi è piaciuto molto lo spirito dell’iniziativa, che ho scoperto chiaccherando un po’ con alcuni istruttori: non il fare attività strettamente per disabili (che per me equivale di fatto a ghettizzare la categoria), ma far si che lo sport possa essere davvero per tutti, mettendo insieme disabili e non.

Mi ha colpito il racconto di com’è nato Il BASS (Borney Adapted Snowboard System), lo uno snowboard che consente alle persone con disabilità, anche con gravi limitazioni funzionali (tetraparesi spastica, emiplegia, atassia, ecc.) di praticare lo snowboard in stazione eretta con l’aiuto di un maestro: una ragazza disabile che già andava sugli sci adattati un giorno ha detto al maestro che avrebbe desiderato poter fare anche snowboard e, sebbene inizialmente sembrasse una pazzia, con un po’ di ingegno sono riusciti a costruire questo snowboard adattato.

Per me è la dimostrazione che nulla è impossibile, che se qualcuno è disposto a prenderti sul serio, non pensando solo “è disabile, non lo può fare”, si può arrivare anche più lontano di quel che si sarebbe potuto immaginare.

E’ stata un’esperienza veramente bella, mi ha fatto capire che spesso le barriere le creiamo anche noi stessi, e che vale sempre la pena andare oltre e buttarsi per scoprire che nuove esperienze ci attendano dietro l’angolo.

E ora.. aspetto solo il prossimo inverno per tornare a fare snowboard!

Per chi volesse farsi un’idea più concreta di come funzioni qui c’è il video che mi ritrae all’opera:


Terme Accessibili in Slovenia

3
12
settembre

Vi riportiamo oggi un racconto di una nostra cara amica, Valentina, che ci parla della sua esperienza in Slovenia.

Eccomi di ritorno da una tre giorni alle terme di Čatež, in Slovenia. La consiglio vivamente è il più grande villaggio della salute Sloveno, un’oasi di pace, verde e relax in cui tutti comprese noi persone con disabilità possiamo sguazzare tranquilli, infatti sono previsti anche programmi riabilitativi specifici da studiare con il medico, per chi ha traumi da incidenti stradali, malattie degenerative, osteoporosi ecc. Da unirsi a bagni in piscine con acqua termale calda 365 giorni l’anno cosa che ignoravo essendo partita per puro svago.

terme in slovenia

terme accessibili slovenia

Vi sono piscine esterne con acqua calda termale con scivoli e attrazioni per bambini di ogni età dai neonati ai più grandiceli, a cui si ha accesso illimitato . Una piscina è provvista di sollevatore per disabili e inoltre vi sono miriadi di piscine interne con idromassaggio termale, saune, bagni turchi etc etc. Se si vuole accedere a tutte le piscine ce la si può fare con l’aiuto di un accompagnatore e di personale disponibilissimo. Come in ogni resort termale potete trovare molte offerte di benessere, come massaggi plantari, linfodrenanti, antistress il tutto effettuato su comodi lettini regolabili in altezza adeguati per chi ha delle difficoltà di movimento.

Vi sono infine campi da golf, tennis, basket, un percorso da poter effettuare in bici.

Oltre a varie offerte di hotel presenti nel villaggio termale Čatež ( hotel terme, hotel Čatež, hotel troplice, ) che vanno dalle 3 alle 5 stelle, vi è la possibilità di trovare appartamenti oppure il villaggio indiano e quello dei pirati. Il villaggio indiano, consiste in 25 tende indiane (tee-pee), ognuna con quattro letti, per vivere da veri indiani: andare in canoa sul lago, trascorrere il tempo libero nel parco.

Il Golfo dei Pirati è il posto ideale per le vacanze avventuriere. Il complesso di 20 casette galleggianti è sito sul lago artificiale ed è collegato con la terraferma tramite il ponte di legno. Le casette sono costruite coi materiali naturali creando così una sensazione del tutto familiare, mentre il terrazzo in legno con una incantevole vista sul lago offre il relax totale ed il piacere della vita all’aperto. Ogni casetta è adatta per 4-5 persone.

Il Golfo dei Pirati trovasi nelle vicinanze immediate del Villaggio Indiano, del Campeggio, degli appartamenti e della Riviera Termale Estiva ed è adatto alle famiglie con bambini, coppie romantiche, e per tutte le persone alla ricerca delle vacanze un po’ insolite.

L’arredamento delle casette galleggianti:

  • dimensioni: 5m x 5m
  • angolo cottura, mini-frigorifero
  • letto matrimoniale con un letto supplementare ed un letto a due piazze soppalcato
  • terrazzo in legno con un tavolino e delle sdraie

I sanitari nelle vicinanze del complesso. I nodi sanitari sono atrezzati di categoria 5* e dotate di lavastoviglie, lavatrice ed essicattore.

Non adatto a tutte le disabilità.

bagno

doccia

Tutto ciò tutto a modiche cifre una bellissima esperienza che rifarei assolutamente.

Valentina Boscolo.

Ci teneva a sottolineare che il bagno non ha maniglioni e sedia nella doccia e che ha faticato non poco per avere uno sgabello.


Cronaca a grana pesa: disabili diversi?

1
11
agosto

Riportiamo una lettera di protesta da parte di Luigi:

“CRONACA A GRANA SPESSA”

Il motivo di questo titolo è: la grana è di per se un fastidio, un creare problemi; di contro la grana spessa di solito assorbe molto inchiostro e molto liquido, in questo caso la grana spessa rappresenta l’ostilità, l’ipocrisia e la “durezza”.

In questo senso penso ad una canzone di tanti anni fa che nel testo parla dell’ostilità appunto e di come venissero  trattate le persone; lo stesso testo trovo che sia applicabile perfettamente anche ai giorni nostri. La canzone si intitola “ pietre” ed ha vinto (o almeno si piazzò bene) ad un Festival di Sanremo prima del 1988.

Nel brano vengono rappresentate delle situazioni, dei “gesti” che le persone fanno, dei concetti che affermano e delle idee che affermano; a tutto questo, secondo l’autore, farebbe seguito un lancio di pietre senza freni e in modo altamente indiscriminato.

Queste pietre trovo che siano appunto l’ ostilità e la rigidità mentale.

BUONA LETTURA!!

CRONACA A GRANA SPESSA

L’inizio di giornata è stato bello e utile. Bello perché siamo andati ad Erice, utile perché  sono stati fatti fare i panini.

Il proseguo di questa prima parte della stessa mattinata è stato ancora migliore, addirittura paradisiaco.

Paradisiaco in quanto non avevo mai visto una zona pubblica, una biglietteria, dotata di così tanta attenzione ai disabili; una distanza coperta dai pavimenti tattili così lunga non l’avevo mai vista.

L ’accesso alle cabine della funivia per le carrozzine e i relativi servizi igienici non li avevo mai visti così  “a posto”.

Addirittura, sul regolamento figura che, previo accordi presi a tempo dedito, ci sarebbe anche un servizio di assistenza completa da parte del personale proprio per le carrozzine.

Avevo persino intenzione di far sapere il mio apprezzamento in merito!!!

PECCATO CHE NON SAPESSI COSA MI AVREBBE ATTESO POCO DOPO!!!

Arrivati alla biglietteria sono iniziati i problemi:

Sono espressi in ordine cronologico.

  1. Erano affissi due cartelli recanti i regolamenti per la funivia; salvo poi aver appurato che recavano informazioni discordanti tra loro (sia in salita che in discesa);
  2. Alla mia richiesta di acquistare due biglietti con sconto disabili (ero convinto che si entrasse gratis),  ci è stata replicata una cosa  strana ed insolita (sia in salita che in discesa);
  3. All’ arrivo in valle, alla richiesta di parlare con un dirigente questa è stata accolta;
  4. Alla richiesta di fornirci un recapito telefonico, questo ci è stato fornito;
  5. Quando ci si è presentati all’ Arma dei Carabinieri ci è stato fornito un aiuto anche se ne  avrei preferito un tipo diverso;
  6. 6      Al recapito telefonico, al quarto tentativo, ci è stata fornita risposta e risposta positiva,
  7. 7      Il rimborso economico ci è stato dato.

Vediamo i punti.

Primo punto:

Alla voce agevolazioni per svariate categorie di viaggiatori figuravano anche i disabili; categoria questa che godeva della maggiore differenza tra i due regolamenti per il resto uguali. In uno figurava che l’accompagnatore del disabile dovesse pagare, nell’altro che non dovesse pagare.

Secondo punto:

Esauriti gli acquisti dei biglietti da parte delle persone avanti a noi ho chiesto che desideravo due biglietti con sconto disabili.

La risposta fornitaci è stata:

“Non pagano solo i disabili non vedenti e su carrozzina”

all’udire ciò ho replicato che non era giusto e anche io, in quanto disabile, avevo diritto a non pagare.

L’addetto ai biglietti si è dimostrato ipocrita perché prima ci ha detto che dovevamo pagare e poi ha aggiunto che anche lui concordava sul fatto che i disabili non siano solo ciechi o in carrozzina; ha giustificato il tutto dicendo che “lui era solo li per far fare i biglietti e riscuotere essendo  alle dipendenze”.

Poco tempo dopo, cioè il tempo che acquistassero i biglietti quelle due persone arrivate dietro a noi nella fila, abbiamo iniziato la vera e propria grana.

Il cassiere ci ha più volte confermato che le loro regole erano che a non dover pagare dovessero essere solo i non vedenti e quelli su carrozzina; questo è stato ribadito per circa 5 minuti.

La cosa peggiore è stata il fatto che nonostante si siano letti i regolamenti per ben 10 volte (tra partenza e arrivo, funzionari e noi), il tutto OVVIAMENTE alla presenza dei dipendenti della funivia, MAI è successo che siamo stati smentiti perché il regolamento ( regolamenti anche se diversi tra loro) non specificava  MAI il tipo di disabilità, ma solo se l’accompagnatore dovesse pagare o meno.

A posteriori mi sono accorto di aver fatto un grande errore in quella giornata, probabilmente dettato dalla rabbia e dal desiderio di far valere i miei diritti.

L’errore è stato quello di non aver chiesto di poter leggere il regolamento che il ragazzo alla biglietteria aveva detto di avere all’interno del suo ufficio,  in cui ci sarebbero stati scritti i tipi di disabilità per cui è previsto lo sconto.

Alla fine si è pagato € 13,50 e siamo partiti

Terzo punto:

Arrivati in cima  si è di nuovo letto il regolamento, di nuovo non siamo stati smentiti e abbiamo parlato con un dirigente il quale se ne è lavato le mani dicendoci che la funivia è gestita dal Comune e che lui fa solo parte della società di gestione della funivia ed ha nuovamente confermato che lo sconto è solo per ciechi e carrozzine.

Sosteneva inoltre che un disabile può dirsi tale solo se ha due requisiti: è in carrozzina ( non importa se muova le braccia e le gambe no) e ha il 100% di disabilit

Quarto punto:

Allora abbiamo chiesto di fornici un recapito telefonico di un funzionario comunale il quale come era d’aspettarsi non ha risposto; il primo pensiero è stato quello che ci avessero dato il numero telefonico errato.

Quinto punto:

Arrabbiati per il fatto di aver avuto sempre ragione si è deciso di rivolgersi all’ Arma per aver un supporto più   “forte”.

Ci siamo rivolti alla Caserma con la precisa intenzione e il preciso fine di non sporgere denuncia, non querelare e non essere troppo severi, ma per avere solo una tutela.

Ci ha accolti un Carabiniere (non è dato sapersi di che Grado fosse) il quale ci ha promesso che  alle 14 quando  sarebbe uscita la gazzella avrebbe fatto un giro per verificare i regolamenti.

Prima che prendesse la decisione ha più volte controllato che il regolamento scritto sul loro sito web (quello della funivia) effettivamente recasse le stesse informazioni che abbiamo fornito noi; confermando questa tesi ha poi proceduto.

Come si vedrà nel punto successivo, anche in questo caso ho trovato ancor più strano il fatto che in Caserma ci avessero detto di non aver una copia del regolamento.

Sesto punto:

Al quarto tentativo ci ha risposto un uomo che dopo aver udito il problema e aver preso i nostri dati anagrafici ha disposto che ci rimborsassero la spesa fatta.

Mi è suonato strano che non sapesse nulla, benché si speri fosse del settore comunale preposto alla funivia, circa il regolamento della funivia stessa.

Ho personalmente trovato ancora più anomalo il fatto che lui ci abbia detto che noi  eravamo stati  i primi passeggeri a porre una lamentela del genere.

A posteriori mi è sorta questa domanda: perché dice che siamo stati i primi a porre la questione?

Non credo che, in tanto tempo dall’apertura, ci sia stato solo io come disabile.

Ecco alcune possibili risposte:

1      Ci sono stati ancora dei disabili che hanno usufruito di questo mezzo di trasporto;

2      I disabili e i famigliari o gli accompagnatori non hanno a cuore o peggio non sanno quali siano i propri diritti da accompagnatori e quali siano i diritti per la persona cara in situazione di handicap;

3      Questi disabili e gli eventuali accompagnatori hanno accettato di non esser considerati disabili senza lamentarsene;

4      Le persone non notano che quanto afferma il bigliettaio non è supportato dalla cartellonistica;

5      I passeggeri disabili per mantenere “ un quieto vivere” si attengono alle  norme dichiarate dagli impiegati, fregandosene dei cavilli e pagano normalmente.

Questo non è accettabile perché denota da parte delle Autorità comunali una poca attenzione e una poca cura per questi viaggiatori.

Settimo punto:

Quando siamo scesi per andare alla macchina abbiamo suonato un campanello e sono usciti due uomini che, alla nostra richiesta, hanno voluto conferma che noi fossimo le due persone del caso e hanno restituito i soldi.

Anche in questo caso a posteriori ho capito di aver fatto un errore: aver dimostrato poca serietà, lealtà.

Ho dimostrato questi atteggiamenti nel non aver stretto la mano a quanti ci abbiano restituito i soldi.

Stringere la mano secondo me è segno di ringraziamento e lealtà, oltre far capire all’altro quanto sia stato utile il gesto che abbiamo fatto insieme.


Un cuoco per insegnarvi a cucinare direttamente a casa vostra

8
20
luglio

Mi chiamo Matteo Bellini, ho 29 anni e sono nato in provincia di Padova.

Da anni lavoro nel settore della ristorazione e dopo aver conseguito la laurea in Tecnologie Forestali ed Ambientali nella facoltà di Agraria dell’Università di Padova ho deciso di dedicarmi completamente alla cucina che fino a quel momento era stata una enorme passione e soprattutto il lavoro che mi ha permesso di proseguire gli studi.

Ho svolto, quindi, un corso per cuochi alla Cast Alimenti di Brescia, e successivamente ho frequentato il “ Corso superiore di cucina italiana ” presso l’Alma di Colorno (Parma), l’Accademia internazionale di cucina italiana di Gualtiero Marchesi, ottenendo il diploma di “ cuoco professionista di cucina italiana “.

Tra le varie esperienze significative che hanno apportato nella mia carriera di cuoco migliorie e salti di qualità notevoli mi piace ricordare i mesi trascorsi nel ristorante Arnolfo di Colle di val d’Elsa sotto la guida esperta dello chef Gaetano Trovato che da anni possiede le due prestigiose stelle della guida Michelin, i due mesi di lavoro al ristorante dell’hotel Castille a Parigi sotto la guida dello chef Vittorio Beltramelli, anch’esso allievo di Gualtiero Marchesi e non ultima l’esperienza di un mese di stage presso il ristorante l’Atelier di Joel Robuchon a Parigi (altro locale che vanta le ambite due stelle Michelin).

Dopo anni di gavetta e di esperienze formative di tutto rispetto ho deciso che fosse arrivato il momento di creare qualcosa di nuovo, di appassionante per me, ma anche per gli altri, e soprattutto qualcosa di estremamente utile.

Il mio sito ( www.cuocopersonale.com ) nasce, quindi,  da questa idea e si sviluppa avendo come meta lo scopo ben preciso di avvicinare ed appassionare qualsiasi individuo ( di ogni parte d’Italia grazie alla mia disponibilità di viaggiare ovunque ) alla cucina tramite un servizio di cucina a domicilio, di corsi culinari su misura e a domicilio, di accompagnatore in  gite enogastronomiche alla scoperta dei vari territori, di scrittore del gusto e molto molto altro.

Da un paio d’anni ho ideato e gestisco inoltre il blog di cucina “Sale e zucchero” e sono presente (per rispondere alle domande  dei molti amici che mi seguono) su facebook, twitter e da pochissimo tempo anche su google +.

Avendo lavorato molto anche a contatto con realtà difficili come le carceri, i centri di recupero e alcune associazioni di volontariato sono consapevole di come la cucina sia una delle più appassionanti, efficaci e salutari terapie per qualsiasi persona.

Partendo da questo presupposto ho proposto a Max ed agli amici del sito DiversamenteAgibile una collaborazione, nella speranza di riuscire, con i miei corsi e la mia cucina ad entrare direttamente nelle vostre case e nel vostro cuore, perchè è proprio questo che riesce a fare la cucina, avvicinare le persone, donare di nuovo la speranza in chi l’ha persa, far rinascere i sorrisi nel volto di chi da lunghi periodi li ha dimenticati.

Il mio sogno sarebbe poter diventare il “cuocopersonale” di ognuno di voi, insegnare ad ogni persona quanto meravigliosa sia l’esperienza del saper fare cucina, mettere le mie capacità a vostra disposizione, per cucinare assieme una delle ricette più difficili, e cioè quella della serenità.

La collaborazione con Max porterà a sconti ed innumerevoli proposte per tutti voi amici di DiversamenteAgibile, che spero molto presto diventerete anche amici miei.

Io aspetto di sentirvi, conoscervi e poter cucinare a casa vostra con ognuno di voi, questo sarà per me motivo di crescita e per voi, sicuramente, nuova carica emotiva.

Come diceva spesso Michel Bourdin, infatti, “Cucinare è un modo di dare…

Che siano giornate ricche di sapori e di profumi, ma soprattutto di passione e gioia.

Matteo

Contatti:

Sito internet: www.cuocopersonale.com

Blog di cucina: http://blog.giallozafferano.it/salezucchero/

E-mail: info@cuocopersonale.com

Cell: 3271524545

Facebook: Cuocopersonale

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Google+ : Matteo Bellini

matteo bellini


Mirko ci racconta la Stoccolma Accessibile

2
3
marzo

Dopo tante vacanze in camper, e dopo averci pensato su per tanto tempo, l’estate scorsa abbiamo finalmente trovato il “coraggio” di provare un viaggio diverso, aereo e albergo, sfidando il timore di incontrare difficoltà e problemi ai quali non sono abituato.

La meta prescelta è Stoccolma, favolosa città del nord, dove speriamo di poter contare su una qualità di servizi tale da non scoraggiarci al primo tentativo.

So benissimo che molti disabili viaggiano regolarmente pernottando in albergo e non ne fanno una questione “epocale” come sembra stia facendo io, ma, benché abbia una certa esperienza del viaggiare, preparare la valigia, con il dubbio se sia meglio portare la giacchetta impermeabile o il “poncho” per proteggersi integralmente dalla pioggia si è rivelata cosa ben diversa dal mettere in moto il camper, con al seguito tutto quello che si è abituati ad avere a portata di mano.

Per questo motivo spero che le brevi note che seguono possano essere utili a chi è interessato alla città di Stoccolma, ma anche a chi ha ancora qualche remora nel mettersi in viaggio.

Come sempre un viaggio, per quanto breve, richiede una attenta preparazione, in particolare per chi ha problemi di mobilità e vorrebbe partire per una vacanza senza finire in un incubo.

In primo luogo quindi mi sono dedicato alla scelta del volo.

Tutte le compagnie aeree sono tenute a trasportare disabili in conseguenza delle vigenti norme europee e la richiesta della necessaria assistenza deve essere precisata all’atto della prenotazione.

Non tutte adottano la stessa politica, in particolare, a riguardo del trasporto della sedia personale. Limitandomi alle compagnie low-cost più diffuse ho trovato che Ryanair pone limiti sulle dimensioni (“81 cm di altezza, 119 cm di larghezza e 119 cm di profondità”) mentre Easyjet impone limiti anche sul peso con la seguente frase “Le Sedie a rotelle e gli ausili per la deambulazione il cui peso superi i 60 kg (batteria esclusa) sono accettati a bordo a condizione che vengano imballati in parti separate che non superino i 60 kg ciascuno (batteria esclusa). Questo per la salute e la sicurezza del nostro personale addetto al carico“.

Poiché io utilizzo una sedia modello Q610, che pesa più di 60 kg, e rifiutando l’idea di doverla smontare in aeroporto, ho ripiegato sulla compagnia Norwegian Air Shuttle che pone limiti meno stringenti (“dimensione massima di 140x114x85 cm e un peso massimo di 150 kg”), ma ha prezzi più alti.

Per la verità, nel corso di una telefonata che ho ricevuto dopo la prenotazione, avrebbero richiesto che, al momento dell’imbarco, le batterie fossero scariche, ma si sono presto resi conto della assurdità della richiesta!

Il secondo problema di cui occuparsi, per chi si reca in aeroporto in auto, è la possibilità di parcheggio. Tutti gli scali sono dotati di parcheggi a lungo termine con costi accettabili e quello di Nice Cote D’Azur da cui siamo partiti noi, prevede anche la possibilità di prenotare il posto via internet, il che mette al sicuro da cattive sorprese. L’altezza massima accettata è di 2,2 m, pienamente compatibile anche con piccoli van come il mio. Per una sosta di 8 giorni abbiamo pagato circa 80 €.

Tutte le azioni successiva all’arrivo in aeroporto sono gestite con procedure standard dagli addetti del servizio di assistenza.

Passaggio dalla sedia personale alla sedia di servizio, controllo bagagli, transito al gate, trasporto con pulmino attrezzato alla base della scaletta di accesso all’aereo, trasbordo su una sedia più compatta e dotata di meccanismo per la salita della scaletta ed infine trasbordo definitivo sul sedile.

Le stesse operazioni, in senso inverso, sono avvenute all’arrivo a Stoccolma, con la semplificazione che l’aereo era direttamente collegato al terminal.

La riconsegna della mia sedia ha causato un piccolo brivido perchè, a prima vista, sembrava aver subito un danno abbastanza grave. Un esame più attento ha mostrato che si trattava solo di uno slittamento del supporto del joystick.

E’ stato prontamente richiesto l’intervento di un tecnico della manutenzione dei nastri trasportatori per i bagagli che si è occupato di ripristinare la situazione corretta.

Un aspetto molto importante riguarda il collegamento dell’aeroporto alla città.

Stoccolma è servita da quattro scali. Il principale è Arlanda, unito al centro città da un veloce collegamento ferroviario (Arlanda Express). La stazione è esattamente sotto lo scalo aereo e si raggiunge direttamente per mezzo di un ascensore. Il piano dei vagoni è allo stesso livello di quello del marciapiede e un addetto si occupa di piazzare un piccolo scivolo metallico che copre il vuoto tra i due.

Un problema diverso si sarebbe presentato se avessimo volato con Ryanair che si appoggia all’aeroporto di Skavsta (circa 100 km da Stoccolma), servito solo da una compagnia di autobus che accetta di trasportare la carrozzina, ma richiede che il passeggero sia in grado di salire autonomamente a bordo!

La nostra destinazione era il Three Crowns Bed & Breakfast, poco distante dalla stazione centrale, prenotato dopo un lungo scambio di mail per accertarmi che fosse adatto alle mie esigenze.

Spesso non è sufficiente richiedere che la sistemazione sia accessibile in carrozzina. Io mi sono fatto mandare foto della stanza e del bagno per essere sicuro di potermici muovere con la Q610 e nonostante ciò ho trovato che tra la stanza ed il bagno era presente uno scalino di circa 10cm che mi avrebbe impedito l’accesso.

La giustificazione della gestione è che in passato altri disabili, con sedie a spinta manuale, non avevano avuto alcun problema e a poco è servito contestare che la frase “absolutely no steps” significa “assolutamente nessun gradino” e non “gradino superabile con ruote grosse”.

A parte questo primo problema, risolto con l’ausilio di due pezzi di legno procurati dal gestore, per altro molto gentile e amichevole, la sistemazione si è rivelata molto comoda, perchè, essendo vicino al centro, mi ha spesso permesso di interrompere la giornata con un paio d’ore dedicate al riposo e alla ricarica delle batterie.

foto di stoccolma accessibile

La prima tappa di una settimana da dedicare alla visita di Stoccolma è stato l’ufficio turistico. Mi avevano consigliato di recarmi lì per prelevare la guida alla accessibilità della città. Si tratta di un documento voluminoso ma con informazioni molto incomplete perchè descrive lo stato di biblioteche, teatri, musei e gallerie d’arte senza chiarirne in modo definitivo l’accessibilità e senza dire alcunchè a riguardo dei trasporti pubblici.

Dalle mie indagini preventive sapevo che le stazioni della metropolitana sono tutte accessibili e che  le carrozze sono allo stesso livello del marciapiede. In realtà la metropolitana si è rivelata per me inutilizzabile a causa della distanza dei vagoni dal  marciapiede , eccessiva per le piccole ruote pivottanti della Q610. Una sedia con ruote più grandi non avrebbe nessun problema.

Ho invece trovato che gli autobus sono molto più accessibili di quanto non sappiano allo stesso ufficio del turismo. Praticamente tutti sono dotati di un qualche tipo di scivolo o rampa che l’autista (non tutti  gentilissimi, per la verità) si occupa di posizionare per permettere  l’accesso. Sul fianco dei mezzi è presente un pulsante da premere per richiedere questo tipo di assistenza.

Più complessa e variegata è la situazione dei vari tipi di battelli che collegano le isole.

La maggior parte non è accessibile e anche su quelli dichiarati adatti a disabili si possono trovare difficoltà di vario tipo a causa del diverso livello della banchina nei punti di attracco.

Io mi sono cimentato solo con quello diretto alla residenza reale di Drottningholm, perfettamente accessibile alla partenza ma molto più difficoltoso all’arrivo.

Il castello di Drottningholm e il teatro non sono accessibili, ma il bel giardino e la crociera stessa valgono il viaggio.

Stoccolma è la città dei musei e gli interessi più svariati possono trovare occasioni di grande soddisfazione a cominciare dal palazzo reale, posto nel quartiere medievale di Gamla Stan, con i suoi appartamenti di rappresentanza.

La guida Lonely Planet acquistata in Italia definiva il palazzo non accessibile mentre la guida all’accessibilità reperita sul posto descriveva varie difficoltà senza chiarire cosa si potesse vedere e cosa no.

In realtà è stato sufficiente chiedere informazioni alla biglietteria per scoprire che praticamente tutto è visitabile, attraverso percorsi magari tortuosi che non creano però problemi grazie all’accompagnatore personale che viene sostanzialmente messo a disposizione del disabile. Abbiamo quindi potuto visitare i due piani di appartamenti reali (tramite un ascensore rivestito in legno che già da solo costituisce un’opera d’arte), le sale del tesoro, e il museo Tre Kronor.

Quest’ultimo è disposto su due livelli collegati da una piattaforma elevatrice che, per scarsa competenza dell’operatore, si è bloccata a metà del corsa e per oltre mezz’ora, destando la curiosità dei visitatori, non voleva saperne di muoversi.

Non è stato invece possibile visitare la Slottskyrkan (Cappella Reale) né la Hall of State e non sono neppure riuscito a capire la natura delle vaghe difficoltà dichiarate dall’accompagnatrice di turno.

Qualche difficoltà si trova per accedere ai bagni: incredibilmente la rampa parte da un marciapiede il cui scalino iniziale non è compensato.

Davanti al palazzo reale si svolge ogni giorno il cambio della guardia che si contraddistingue per essere talmente pomposo da diventare noioso. L’affollamento dei turisti è comunque tale che dalla carrozzina si vede poco e niente.

Sempre nel quartiere di Gamla Stan è poi possibile visitare la Storkyrkan (Cattedrale di Stoccolma). Bisogna di nuovo chiedere informazioni all’ingresso per essere guidati ad un accesso posteriore non proprio in piano ma praticabile.

Il quartiere di Gamla Stan offre la possibilità di una piacevole passeggiata, benchè le strade siano prevalentemente acciottolate e le pendenze talvolta importanti.

Nella vicina isola di Ryddarholmen è interessante la chiesa Ryddarholmskyrkan, con le splendide guglie in ferro, anch’essa accessibile attraverso una porta laterale. Qui si trovano le cappelle sepolcrali degli antenati della famiglia reale (non accessibili). La mancanza di campanello o citofono per attirare l’attenzione del personale rende praticamente obbligatorio muoversi sempre con un accompagnatore.

Una tappa imperdibile è lo splendido museo VASA, che essendo di recente costruzione è perfettamente accessibile.

La struttura è letteralmente costruita attorno al relitto della nave reale VASA, naufragata durante il viaggio inaugurale nel 1628, conservata per oltre trecento anni dalle acque della baia di Stoccolma e perfettamente recuperata per questa esposizione che propone anche suggestive ricostruzioni della vita in Svezia nel XVII secolo.

La sola visione del sistema di accesso per le carrozzine scoraggia invece dal tentativo di visitare il vicino Nordiska Museet: due binari semplicemente appoggiati su rampe di alcune decine di scalini! Mi è sembrata una soluzione con pendenza improponibile per una sedia a trazione elettrica e pericolossissima per una a propulsione manuale.

Nello stesso quartiere sono posti anche il museo delle imbarcazioni reali, una piccola ma interessante raccolta di barche che hanno operato nella baia della città, l’acquario (molto bello) e il luna park. Il passaggio da una attrazione all’altra diventa una gradevole passeggiata nel giardino che le raccoglie.

La visita dell’antico municipio, dove si svolgono anche le cerimonie di consegna dei premi Nobel, è molto interessante per molteplici aspetti storici e artistici oltre che senza alcuna difficoltà pratica.

Anche qui un accompagnatore personale vi guiderà lungo i percorsi alternativi riservati alle carrozzine fino a permettervi di unirvi al gruppo.

La sola torre campanaria non è accessibile ed è un peccato perchè offre una ottima vista sulla baia.

Ogni città del nord che si rispetti ha il proprio museo all’aperto e lo Skansen di Stoccolma, oltre ad essere il più antico, è uno dei più grandi. Gli si può dedicare una mezza giornata di bel tempo, anche se la maggior parte degli edifici, prevalentemente originali trasferiti qui a scopo didattico, non è accessibile. All’interno si trova un piccolo zoo con orsi, renne, alci ed altri animali del nord europeo.

foto stoccolma

Il racconto e le foto sono di Mirko Ferranti.

ndr.

Dire grazie a Mirko è poco, gli dobbiamo una standing ovation per il suo ricco reportage. Che possa essere di aiuto e stimolo per molti altri futuri reporter del forAll !


In quel di Milano tra metropolitana accessibile e autobus a Rho

24
ottobre

Come molti che ci seguono sanno, siamo stati a RHO nell’hinterland Milanese. Per quanto riguarda l’accessibilità abbiamo avuto risvolti positivi. Come prima cosa segnaliamo gli autobus della Stie S.p.A. che a RHO hanno praticamente tutti la pedana che viene estratta sempre gentilmente dagli autisti (sito Web Stie) e ti permette oltre che girare la città anche andare a RHO Fiera, importante location di fiere molto interessanti (sito). Da lì si può prendere la Metropolitana per Milano.

Per quanto riguarda questo mezzo possiamo dire che se siete con la carrozzina manuale e con accompagnatore non ci sono grossi problemi, con elettrica non è praticabile, non essendoci scivoli per accedere al vagone. Abbiamo trovato molta disponibilità da parte degli operatori presenti nel chiamare le varie stazioni per verificare il funzionamento dell’ascensore. Vogliamo aggiungere l’importanza di chiamare almeno 2 ore prima il numero verde 800.80.81.81 per verificare in modo ancor più preventivo il funzionamento degli ascensori. E’ capitato alcuni non funzionavano ma chiamando prima si è potuto cambiare percorso e arrivare ugualmente a destinazione.

Vi lasciamo con alcune un breve racconto a fumetti del nostro soggiorno milanese.


Il Vino di Montalcino al Castello Banfi: una visita accessibile

4
12
ottobre

Oggi per il Turismo Accessibile parliamo di un luogo di gran fascino e fama mondiale. Il Castello di Banfi, un punto di riferimento per chiunque al mondo si occupi di produzione vitivinicola nella zona di Siena. Dai grandi vini di Montalcino (Brunello, Rosso e Moscadello di Montalcino), passando per le pregiate denominazioni del sud della Toscana. Grazie agli amici Silvia e Pietro e all’ospitalità di tutto lo staff abbiamo potuto visitare questa importante residenza ma soprattutto entrare sia dove ci sono i macchinari di produzione del pregiato vino, sia nelle cantine dove poter ammirare le prestigiose botti di varie dimensioni. Non è da tutti i giorni trovare una cantina accessibile e che cantina!!

Eccoci con i nostri amici e Michela che ci spiega tutto il processo di nascita del nettare degli Dei, che di sicuro apprezzerebbero:

Pensiamo proprio che la degustazione di un Vino dopo aver visto la sua nascita sia ancor più di valore e ogni sorso si possa chiudere gli occhi e tuffarsi nei dettagli della creazione. Gli impianti si possono visitare senza particolari problemi, sono tutti al pian terreno.

Appena arrivati vi trovate davanti ai selezionatori di uva per i vini più pregiati, selezione che come vedete si fa tassativamente a mano per poi procedere con macchinare computerizzati. Queste persone erano lì dalle 5 del mattino.

La nostra guida tecnica ci spiega con novizia di particolari questo processo. Vedere con quanta fatica e attenzione si attua ci fa ancor più rendere preziosi questi vini.

La produzione però si avvale anche di tecnologie e idee uniche che fanno di questa tra le più innovative al mondo:

Dopo la raccolta, rigorosamente a mano, si procede ad una accurata selezione su nastro trasportatore dei grappoli prima e dei singoli acini poi, allo scopo di garantire una materia prima assolutamente perfetta per il successivo processo di vinificazione. Un processo che si avvale di innovativi tini compositi legno-acciaio studiati, messi a punto e brevettati dal nostro staff tecnico, e nei quali, agli indubbi e ben noti vantaggi di un corpo centrale in legno si associa la versatilità della parte superiore in acciaio inox.

Uno dei luoghi più affascinanti è sicuramente la cantina vera e propria dove ci sono tutte le botti del prezioso vino. Ringraziamo anche lo Staff per averci guidato al suo interno con attenzione per ogni nostra esigenza.

Ecco una raccolta dei vari momenti del nostro tour.

Dopo il Tour siamo passati dalla teoria alla pratica, ovvero, berci un po’ di vino!!! Questo è stato possibile nell’enoteca accessibile. C’è pure il bagno attrezzato, il maniglione c’è, è dietro la porta.

L’assaggio dei vini è stato esaltante per i nostri palati, il tutto concluso con delle coccole dolciarie fatte da cantuccini nel Vin Santo. Acquistate alcune bottiglie, non potevamo non approfittarne! ci rechiamo a vedere il castello, che però non è accessibile ai piani alti ma comprensibile visto l’epoca di costruzione.

Ci facciamo ancora un giro nei dintorni per goderci dello splendido panorama dei vigneti e salutando i nostri amici ce ne torniamo con il sorriso e con delle bottiglie di vino, anzi, il nostro addetto stampa si è preso pure la grappa!, a casa.

Un grazie di cuore a Silvia, Pietro, Michela, lo Staff Banfi, la Direzione, per l’accoglienza e l’attenzione riservata.

p.s.

Si consiglia ai disabili che vogliono fare la nostra tipologia di visita di avere almeno un accompagnatore.


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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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La nostra visita alle cantine di Montalcino al Castello Banfi
Alle Cantine di Montalcino