chiudi


Google+

Barcellona: la prima parte del racconto di Stefano

19
agosto

Stefano, insieme ad altri amici, è appena tornato da Barcellona e ci racconta la sua esperienza.

Come promesso a Max eccomi pronto a fare un resoconto della mia splendida vacanza a Barcellona.

Prima di iniziare a raccontare vi presento i protagonisti della vacanza:

il sottoscritto a bordo della sua B500, che non è una motocicletta ma bensì un quad per disabili, chiamiamolo così dai, Marinella con la sua aggressiva e sportivissima quicky 200, Riccarda con la sua dorata car manuale, Giorgiana con la sua andatura lenta e sciolta 😉 il muscoloso e pazientissimo Marione e la nostra cara Fabiola.

Decidiamo di vivere questa vacanza facendo affidamento sulle tantissime recensioni positive forniteci su Barcellona, sia da parte del nostro Max che da parte di altri amici con disabilità, la splendida città catalana non li smentirà, anzi…

Decidiamo di partire in nave, sia per comodità che per vivere un’esperienza nuova, la nave è la Grimaldi, che funge sia da crociera offrendo molti comfort, che da traghetto, infatti imbarca qualsiasi tipo di autoveicolo, tir compresi.

grimaldi

Prenotiamo due cabine disabili e due poltrone, l’accesso alla nave è semplice, arriviamo fin sotto di essa con le macchine, scarichiamo i bagagli e aspettiamo l’autorizzazione all’imbarco, gentilmente veniamo aiutati dal personale della Grimaldi, che si offre di portarci le valige e ci fa passare avanti per una via secondaria per prendere l’ascensore e salire a bordo. Non imbarchiamo auto, una la lasciamo parcheggiata davanti alla “gentilissima” Polizia* (vedrete nel prossimo capitolo) di Civitavecchia con tanto di tesserino e numero di cellulare di Marione e l’altra torna a casa con mio cognato. Una volta saliti a bordo sbrighiamo le pratiche nella hall come in un albergo e veniamo accompagnati presso le nostre cabine, che si presentano bene, ampio spazio, bagno ottimo con tanto di doccia con seggiolino, lavandino con lo spazio sotto e semplice water e campanello per chiamate di emergenza, mi spiace Max non ho fatto la foto, ma fidatevi è comodissimo, vi dico solo che ci parcheggiavamo due carrozzine elettriche la notte e ci potevo girare dentro con il sollevatore. Per quanto riguarda l’accesso ai vari piani della nave, tutto accessibilissimo tramite ampio ascensore.

Ma veniamo allo sbarco in terra Catalana altrimenti mi dilungo troppo. Ad attenderci ai piedi della nave troviamo una navetta bus di colore blu appositamente per noi, con tanto di rampa elettrica, con la quale iniziamo a familiarizzare entusiasti, veniamo aiutati a caricare le valige e accompagnati fino all’esterno del porto, dove chiamiamo due taxi per raggiungere l’hotel, io e Marinella invece con le nostre fuoriserie decidiamo di immergerci immediatamente nel cuore di Barcellona e decidiamo di raggiungere l’albergo coi nostri mezzi, entusiasti come bambini e con i zaini “in spalla”, sopra di noi Cristoforo Colombo ci indica l’America ma noi siamo impazienti di scoprire Barcellona, chiediamo per la Ramblas, la raggiungiamo senza incontrare un minimo scalino e da lì la percorriamo tutta immergendoci in un fiume di gente, in artisti di strada incredibili, ma tutto velocemente perchè gli altri ci aspettano in albergo, arriviamo a Plaza de Catalunia che diventerà il fulcro di tutti i nostri movimenti, imbocchiamo Rambla Catalunia, la percorriamo tutta fino ad incrociare Avinguda Diagonal e raggiungere infine l’hotel Mariano Cubì che si trova in via Marià Cubì, la porta a vetri con la fotocellula si apre e una ventata di aria fredda ci travolge(tacci loro), sbrighiamo le consuete pratiche che i nostri compagni di viaggio avevano già sbrigato e saliamo nelle camere.

APARTHOTEL MARIANO CUBI

L’ascensore per un attimino mi fa gelare il sangue, infatti con la mia car ci entravo paro paro, ma devo dire che il mio mezzo è un tantino più ingombrante di una car manuale, soprattutto in lunghezza, ma va beh ho le gambe lunghe che ci posso fare….

…il corridoio dove sono le stanze è molto originale, luci soffuse e muri a mattoncino arancione, le stanze molto larghe, con bagno largo anche se poteva essere disposto meglio, ma comunque doccia con seggiolino all’angolo a sinistra con tramezzo di fronte a formare una cabina e portellone a vetro eventualmente da chiudere durante la doccia, water semplice quindi basso e lavandino in marmo troppo profondo per chi magari riesce a lavarsi da solo, magari se si badava meno all’eleganza e di più all’utilità sarebbe stato meglio, ma tutto sommato una buona sufficienza gli si può dare.

Un’altra stanza invece fungeva anche da mini appartamento, infatti aveva l’angolo cottura, il salottino ben arredato ma il bagno con la vasca, ma non è stato un problema, su 3 stanze due erano attrezzate e Marinella la doccia se la faceva nella stanza affianco dalle altre ragazze. Ma bando alle ciance e veniamo alla visita della città, forse non andrò in ordine cronologico ma sono sicuro di non saltare niente, sintetizzerò tutto senza scendere nei dettagli…

….alla prossima puntata.

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore del reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.

Grazie.


Esplora il sito

Sponsor
Soluzioni bagni disabili