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Thailandia: continuiamo il viaggio con Claudio

13
agosto

Riportiamo la seconda parte del viaggio di Claudio in Thailandia, cominciamo con un video:

3° giorno

Partiamo di corsa dalla topaia, oops, dall’hotel la mattina e prendiamo la strada che attraversa la provincia di Prachinburi e da qui entra attraverso le estremi propaggini di Khao Yai, il parco nazionale dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nella provincia di Khorat. La strada attraversa piccoli villaggi contadini, si inerpica su per le colline per poi ridiscendere a picco verso Khorat. Ed è qui, ad una trentina di km da Khorat che Nampù prende la prima multa. Al posto di blocco, ci ferma un poliziotto che con fare molto gentile, direi suadente, comunica che siamo in contravvenzione per eccesso di velocità. Il fatto è che è vero, Nampù aveva spinto un po’ troppo, però alla fine non ci fa nemmeno scendere dice che visto che andiamo di fretta, non c’è bisogno che scende dall’auto, paghiamo la multa che probabilmente il poliziotto metterà in tasca, si raccomanda di fare attenzione e andar piano, e proseguiamo verso Khorat.

E finalmente verso l’ora di pranzo arriviamo a Khorat, Nakhon Ratchasima il nome completo. A pranzo andiamo a The Mall, il centro commerciale, e mangiamo giapponese al Fuji Restaurant. Dopo una abbondante libagione ci mettiamo in cerca dell’hotel. Non dobbiamo cercar molto, proprio di fronte a The Mall c’è un hotel, il KS Pavilion Hotel. All’ingresso c’è una rampa per poter salire, un po’ ripida ma con un piccolo aiuto la si può fare, la stanza è bellina, pulita, la moquette abbastanza nuova, il bagno sufficiente per poter entrare, aria condizionata, tv satellitare, la prendiamo senz’altro per 700 baht inclusa la colazione. Lo consiglio a chi deve recarsi a Khorat, unica accortezza, prendete una stanza numero dispari, nel lato interno, perché sul lato esterno c’è un karaoke che fino alle 2 di notte tiene svegli i clienti. Sono anche gentili alla reception ad avvertirci. Comunque la stanza è dispari, quindi nessun problema. Unico problema per chi non ha l’auto è che si trova sulla circonvallazione, ma i mezzi pubblici mi sembra non manchino.

Dopo un breve riposino, Nampù vuole andare a rendere omaggio alla Yah Moh, o Tao Suranaree come è stata insignita poi dal Re Rama III. Khunying Mo era la moglie del governatore di Khorat. Nel 1827 un principe laotiano raduna un esercito e attacca la città di Khorat. Dopo un breve assedio la conquista e fa prigionieri i suoi abitanti trasportandoli in prigionia verso Vientiane. Durante la marcia Khunying Mo pian piano acquista la fiducia dei laotiani, ritarda la marcia suggerendo a qualche cittadino di Khorat di fingersi ferito, pian piano riesce anche ad armarsi con dei bastoni da utilizzare come attrezzi, ma che vengono poi appuntiti. La notte decisiva ordina alle ragazze più giovani di sedurre i soldati laotiani e portarli nei boschi, quindi vengono disarmati e devono battere in ritirata. Khunying Mo, è oggetto da parte dei thai di venerazione, come per le due eroine di Phuket, un misto di orgoglio civile e religione. Al centro di Khorat c’è un monumento a lei dedicato, davanti al quale molti vanno a rendere omaggio alla eroina della città, ecco alcune foto.

E infine alcuni filmatini del monumento e lungo il viale dove si trova il monumento:

4° giorno

Il quarto giorno è dedicato principalmente a uno dei templi khmer piu’ famosi della Thailandia : il tempio di Phimai, a una cinquantina di chilometri da Khorat, recentemente rinnovato. Probabilmente è un misero surrogato di Angkor Wat, comunque partiamo la mattina e ci dirigiamo sull’autostrada verso Khon Kaen, a circa 40 km da Khorat svoltiamo e in breve arriviamo nella cittadina di Phimai. Ricordo che i templi khmer sono dei templi religiosi indù e non buddhisti, le raffigurazioni quindi ricordano i poemi epici indù con storie di Krishna , Vishnu etc…

All’arrivo una bella sorpresa, nel parco archeologico c’è un bagno accessibile, anche se la pavimentazione naturalmente è piuttosto sconnessa. Di li però per accedere alla terrazza superiore c’è una scalinata, e li sembra che io mi debba fermare, davanti al gopura (la porta di ingresso) coi leoni :

Tempio

Fortunatamente non è così, sulla destra c’è un breve pendio tramite il quale riesco a scendere sull’erba e da qui girando intorno alle mura arrivo in un punto in cui il muro è crollato e tramite un altro pendio posso risalire fino alla terrazza superiore. Comunque c’è anche un cancello su un’entrata laterale sulla strada che da accesso direttamente a questo pendio.

Entrata Tempio

Entrata Tempio dai giardini

Due brevi filmati:

Usciamo quindi da Phimai, e poco vicino c’è un giardino con laghetto, un fiume che scorre, un bel posto. Si tratta di una foresta di alberi di banyan (l’albero sacro a Buddha), alberi vecchi di oltre 300 anni. SI tratta del giardino chiamato “Sai ngaam“.

Quindi si fa ritorno a Khorat, e il resto della giornata la passiamo lì.

Continua

Per chi non ha letto la prima parte, può andare quì… (ndr)

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore del reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.

Grazie.


Thailandia: in viaggio con Claudio

1
12
agosto

Grazie al nostro amico Claudio che ci racconta il suo viaggio in Thailandia.

Inizia così…

Cominciamo subito a dire una cosa : in questa avventura, la protagonista è Nampù, io sono solo un cronista con un ruolo marginale. E’ lei che ha guidato per 3.500 e passa kilometri, avendo a che fare con pazzi scatenati che si buttano sulla corsia di sorpasso senza guardare dallo specchietto, deficienti che vanno a 70 all’ora sulla corsia di sorpasso e che non si spostano neanche a sparargli col bazooka, che s’è portata le valigie (quando non c’erano i facchini eh, non siamo così kiniao :-) , che ha fatto le riprese video, io ho miseramente contribuito come “navigatore”.

1 giorno

Si parte da Phuket alle 8,30 di mattina. Prima dobbiamo passare a restituire una gabbietta per gatti al veterinario, è lungo la strada, la lasciamo e si va. La strada , la Thapkasattri, attraversa l’isola dalla città fino al ponte Sarasin. Da qui si prosegue nella provincia di Phang Nga tramite una strada a doppia carreggiata con ampie curve.

Dopo 100 km si arriva a Phang Nga, bella cittadina circondata da picchi calcarei.

Da qui la strada restringe, ci si dirige prima verso sud verso Krabi, poi si devia su una strada non molto trafficata verso Suratthani. Dopo circa 150 Km, si giunge alla superstrada che collega Bangkok all’estremo sud thailandese. La strada è a due corsie per senso di marcia, e ci si dirige rapidamente verso nord con le dovute soste fisiologiche e per i pasti. Ecco una foto scattata in corsa a Pranburi, vicino Hua Hin.

Alla sera in prossimità di Petchburi, ci fermiamo ad uno degli innumerevoli negozi dal nome “Mae Kimlui“, “Mae Kimlang“, “Mae Lamiat” che vendono “Moh kaeng” il tipico crème caramel di Petchaburi. Ne compriamo un paio da sbafare la sera in hotel, più dei “bah mee” all’anatra (tagliolini all’uovo).

hotel thailandiaCi fermiamo quindi in hotel, già più volte utilizzato durante le nostre escursioni a Bangkok. Si tratta di un motel, l’Happy Inn, che però non è il classico motel thailandese per coppiette, il cosiddetto “Mahn Lut” in cui si entra con l’auto davanti alla stanza e viene chiusa una tenda per tener riparato il cliente da occhi indiscreti, ma di un motel molto simile a quelli europei. Una bella stanza con bagno, acqua calda, aria condizionata e televisione sono 500 baht.

Per chi volesse utilizzarlo, si trova sulla circonvallazione di Petchaburi, c’e’ una stradina che va verso l’interno 20 metri prima di un benzinaio Petronas, appena girati sulla stradina lo vedete li dopo 30 metri.

In Trentino Alto Adige verrebbe definito un “Garnì”, non dispone di ristorante, quindi per mangiare bisogna andare fuori, prima di arrivare sulla circonvallazione c’è un centro commerciale Big C con il solito food center, MK restaurant etc…

(la foto della stanza non è di Claudio ndr.)

2° giorno

La sera prima abbiamo preso accordi con una amica che vive a Samui, ma che in questi giorni si trova a Bangkok.

Appena usciti dall’hotel siamo in una cappa di fumo giallastro, non è inquinamento industriale, si vede che da qualche parte ci sono delle foreste che stanno bruciando, si percepisce anche odore di fumo, poi la nostra amica a Bangkok ci dirà che la televisione ha detto che si tratta di foreste nel sud della Cina, e in effetti con il monsone di nord-est il fumo deve arrivare dal Laos e dalla Cina meridionale.

Entriamo quindi nella provincia di Samut Songkhram, caratterizzata da una distesa di saline…

In un paio d’ore comunque siamo a Bangkok, zona Sukhumvit, anche grazie al fatto che è di domenica e non dobbiamo beccarci il solito traffico infernale di Bangkok. Foto dello skyline di Bangkok:

Passiamo a prendere la nostra amica a casa e in auto andiamo a parcheggiare al centro commerciale Carrefour di Omnut per poi prendere lo sky train. Pero’ nel frattempo ci perdiamo in un vicolo tentando una scorciatoia, finendo in un tempio della zona di Phra Kanong. Qui ci sono bufali e vacche che sono state “salvate” da un triste destino e viene chiesto un contributo per il loro riscatto e il mantenimento. Ecco le simpatiche bestiole intente a mangiare, più le foto del tempio stesso:

A questo punto ritroviamo la strada per il Carrefour, parcheggiamo e andiamo a prendere la metro per dirigerci a pranzo al centro commerciale Siam Paragon in Siam Center. Al Paragon ci dirigiamo al food center che è strapieno di gente, essendo domenica, non si trovano tavolini liberi per mangiare. Nampù con la sua solita faccia tosta poco thailandese, chiede il permesso ad un povero ragazzo che stava mangiando la sua zuppa in santa pace di sedere tutti al suo tavolino. Naturalmene il ragazzo educatamente accetta, ma finisce in fretta la sua zuppa, saluta e se ne va con un “wai”.

Terminato il pranzo, torniamo tutti al Carrefour a riprendere l’auto, e decidiamo di uscire da Bangkok. Pur essendo bangkokiana doc, Nampù non sopporta più il caos e la confusione che regna sovrana nella capitale, ci dirigiamo quindi fuori Bangkok verso Chachoengsao a una cinquantina di chilometri dove c’è un famoso tempio molto venerato dai thailandesi, ma poco noto ai turisti. Anzi di “farang” c’ero solo io. Il tempio è bello, moderno e tutto bianco con dei fregi dorati. Alcune foto tra le quali una con una comitiva proveniente da Songkhla, ci siamo scambiati il ruolo di fotografi e ne abbiamo fatta una o due a testa come ricordo tutti insieme.

fine prima parte….

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore del reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.

Grazie.


Lanzarote: alle Canarie con Chiara

3
8
agosto

Lanzarote è l’isola più nord-orientale dell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie.

Le vacanze:

relax, viaggi, divertimento. Magari in un bel posto tropicale con mare cristallino, spiaggia bianchissima e temperatura ideale.

Le vacanze per un disabile:

mesi e mesi di ricerca prima per trovare un posto decente e poco costoso, se come noi si è in quattro e non ci si accontenta di un mare mediocre o di un albergo. Perché in fin dei conti la nostra è una famiglia con figli adolescenti, 16 anni io (in carrozzina) e 14 mio fratello. E non si può mica portare due ragazzi in un posto qualunque! Fra l’altro, ci piace viaggiare e cambiare mete di anno in anno. Così anche quest’anno, come da quando sono un po’ cresciuta e non posso essere portata in spalla negli zainetti per bambini, ci siamo tuffati alla ricerca di qualcosa di bello e diverso.

Quando eravamo praticamente alla disperazione in agenzia c’avevano sparato cifre esorbitanti, su internet non si trovava niente e non sapevamo più a chi chiedere, abbiamo avuto la fortuna di ricordarci che in un’isoletta delle Canarie, Lanzarote per la precisione, abita e lavora un ragazzo del nostro paese. In più, un suo amico sempre in carrozzina era da poco andato a trovarlo tornando entusiasta dell’accessibilità. L’abbiamo contattato e questo è il resoconto dei nostri dieci giorni di vacanza.

lanza 019

(Continua…)


Barcellona: Hotel Atlantis accessibile

29
luglio

Oggi vi descrivo l’hotel dove io e mia moglie siamo stati in viaggio di nozze a Barcellona: Hotel Atlantis.

L’Hotel Atlantis si trova in via Pelai, proprio nel cuore di Barcellona, vicino a Plaza Catalunya, a pochi metri dalla famosa Ramblas e dalla nota via commerciale Passeig de Gràcia.

Cliccate sulla cartina per ingrandirla.

cartinahotelatlantis

Se desiderate spostarvi in altri punti della città, a Plaça de Catalunya avrete accesso a un’importante rete di trasporti (metropolitana, autobus, parcheggi di taxi) che vi permetteranno di raggiungere in poco tempo la vostra destinazione.

(Continua…)


Continua il viaggio di Toppe: Praga

1
27
luglio

Continua il racconto del viaggio interreil della nostra amica, dopo il post su Monaco, andiamo a Praga

Se in Germania non ho avuto nessun problema con il servizio assistenza, per Praga (io ho usato la stazione principale, “Hlavni nadrazi“) e’ stato diverso.

Primo suggerimento importante: non fidatevi della prima risposta che ricevete! Lì il servizio disabili praticamente non esiste, che io sappia non c’è un numero dedicato ed è probabile che certi addetti vi rispondano che non si può fare, solo perché non gli è mai capitato di occuparsene.

In realtà in quella stazione hanno un carrello elevatore (nuovissimo, fra l’altro… forse perché mai usato? ;-) ) e vari montacarichi coi quali si può accedere a una serie di sottopassaggi che collegano i binari all’uscita.

praga

(Continua…)


Interrail con Toppe: Prima tappa Monaco

3
27
luglio

Cosa sarebbe l’Interrail con Toppe? un nuovo mezzo di trasporto? no!!! Toppe è una nostra cara amica che ha deciso di collaborare con noi ;-) e di questo ne sono felice, anche perchè è una tipa “tosta”.

Toppe ci racconta il suo viaggio in Interrail facendoci notare subito che:

“Interrail: la classica vacanza per giovani un po’ avventurosi e scapestrati che si accampano tra un’ostello e un altro… impossibile per un disabile, no? No!…”

e noi concordiamo!!! continuiamo a leggere il suo racconto:

interrail

(Continua…)


Barcellona: attrazioni accessibili

1
21
luglio

Nel proseguire il racconto del nostro viaggio di nozze, dopo aver parlato dei mezzi accessibili, oggi visitiamo altri luoghi di Barcellona.

Incominciamo da una Cattedrale che si trova nella zona denominata Barrio Gothic. Questa zona si trova prendendo una traversa delle Ramblas, è un quartiere tra i più antichi della città, molto suggestivo, pieno di vicoli stretti e negozi. In più c’è la cattedrale. Esternamente purtroppo è un po’ rovinata la vista da lavori in corso e un mega pannello rosso che non centra un kaiser, ma appena entrati l’atmosfera cambia e diventa molto suggestiva. Da visitare. Gratis.

Santa Maria del Mar È una chiesa gotica del quattordicesimo secolo che sta lungo il mare, ed è stata costruita dagli abitanti del quartiere La Ribera con i soldi che avevano guadagnato con il commercio all’estero. Era la loro chiesa privata. Le finestre colorate della basilica, che datano sia del quindicesimo secolo che dal diciottesimo, sono molto conosciute.

La Chiesa di Santa Maria del Mar

La Chiesa di Santa Maria del Mar

Per entrare bisogna fare una delle salite che sono ai lati della scalinata centrale, salita direi alquanto ripida e avvisare i responsabili all’interno di aprire il portone laterale, ne vale la pena, è davvero bellissima.

Sotto un breve filmatino esplicativo della nostra visita ;-)

Altro simbolo da vedere è sicuramente Casa Battlò, costruita da quel pazzo di Gaudì. Si trova non molto distante da Plaça de Catalunya ed è una delle sue stranissime case, quasi fumettistiche…insomma, ne vedete un accenno in foto e poi nel video sotto…è veramente strano passeggiare lungo case e palazzi moderni e poi trovare questo spettacolo di costruzione, sembra proprio di entrare all’improvviso in una favola.

Accessibilità. Non lo avrei mai detto, non solo si può entrare con la carrozzina ma c’è pure l’ascensore!! e tra l’altro è originale del periodo, ovviamente con il motore rinnovato ;-) che poi in effetti guardando lo stile con cui è fatto, è proprio dell’epoca….il che non è che lo renda assai accessibile. Ho dovuto cambiare carrozzina perchè la mia non entrava. Ne hanno una loro più adatta e comunque l’ometto addetto era molto simpatico.

Siparietto. Mentre eravamo in ascensore qualche furbo a aperto li sportelli in un piano, mandando in tilt l’ascensore (elevator lo capiscono bene) e come accenno nel video siamo andati in su e giù per un bel po’ con l’omino incazzatino ;-) !!!

Entrare qui non è gratis, si paga 13 euro a testa e niente sconti per me, ma credo più perchè era antipatichina la tipa dei tickets. Occhio che si vede solo 2 piani, il primo e il quinto e vale per tutti, normo o disabili…tra l’altro il quinto è in cima e non c’è molto….gli altri sono privati, perchè qualche fortunato ci abita!!!

….in compenso sono potuto andare anche nel bagno, che è grande e quindi accessibile ;-) nel secondo video si vede ;-)

…e per oggi abbiamo finito la nostra passeggiata a Barcellona.

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Grazie.


Barcellona accessibile

20
luglio

Il nostro primo racconto dedicato al turismo accessibile è verso Barcellona. Era il nostro viaggio di nozze, a Ottobre dell’anno scorso.

Prima di partire per Barcellona ovviamente ho fatto ricerche sul web per capire quali potessero essere gli intoppi da superare per chi è disabile. Devo dire che un po’ tutti mi dicevano che non avrei avuto grandi problemi, sia per le barriere, sia per spostarmi. Non ho però trovato guide dettagliate, apparte qualche dritta, quindi ho pensato di darvi più notizie possibili su questo argomento, cosi da essere utile ad altri come me….

Non che abbia girato il mondo, ma di sicuro tra le città che ho visitato, Barcellona è la più accessibile. I motivi principali sono:

…marciapiedi larghi, senza i soliti motorini parcheggiati sopra, e ognuno ha uno scivolo, non ricordo un marciapiede che non ne avesse.

La cordialità della gente. Si, anche questa serve quando hai difficoltà. Non c’è bisogno neanche di chiedere aiuto, se vedono ne hai bisogno, intervengono….oppure basta chiedere…in spagnolo: pdria ayudarme por favor? ;-)

Quello che mi ha stupito ancor di più per efficenza e utilità è il mezzo di trasporto che ho utilizzato di più: l’autobus!! Barcellona non ha alcuni autobus in cui si può salire con la carrozzina, li ha praticamente tutti!!! Una vera grande piacevole sorpresa. L’autobus è il miglior mezzo per girare la città. Ogni autobus ha nella parte centrale una pedana che esce come scivolo, attivata direttamente dal posto guida dell’autista.

Funziona cosi: accanto alla porta centrale c’è un pulsante con il disegnino dei disabili, basta premerlo e l’autista fa uscire lo scivolo. Questa operazione è accompagnata da un segnale acustico che avvisa di lasciare un po’ di spazi davanti. Di tutti quelli provati, solo ad uno non andava la rampa, ma non è un problema, ne passa subito un altro ogni poco tempo ;-)

Gli autobus ti portano praticamente ovunque, ci vuole solo un po’ di pazienza per capire quali prendere, ma anche questo non è un problema, basta chiedere agli autisti oppure alle persone che aspettano alla fermata (parada in spagnolo).

Il capolinea è in Plaça De Catalunya. Qualche esempio di Linea: con il 24 si va a Parc Guell, il 41 a Parc De Ciutadella e il 50 alla Sagrada Familia, ma ripeto, si può andare ovunque.

Placa de Catalunya

Placa de Catalunya

Mezzo invece sconsigliato è la metropolitana. Primo perchè non fa molte fermate, secondo perchè è difficile capire dove c’è l’ascensore, terzo il marciapiede anche se rialzato non arriva bene all’altezza del mezzo e questo rende difficile e pericoloso salirci. Per noi è stata un odissea!! ;-)

….ovvero

Si voleva prendere per andare a Parc Guell e l’abbiamo trovata in Plaça De Catalunya con ascensore, solo che si è sbagliato senso di marcia e si andava dalla parte opposta!! ;-) ma quello è colpa nostra!

…cambiato senso ci hanno detto che non c’era ascensore dove volevamo andare, si prova a scendere in un altro punto, non c’era manco li e per risalire un avventura!!! scalino alto, carrozzina bloccata con le ruote sotto il mezzo dove c’è la porta…..panico!! ;-)

….ma poi siamo riusciti….

però, basta metropolitana!!! ;-)

Per adesso termino qui, il prossimo post vi parlerò dei luoghi accessibili….intanto guardatevi questo video simpatico allo Zoo di Barcellona ….noi ed i Coccodrilli!!

Questo è un esempio di ciò che vogliamo nel nostro progetto, le vostre storie di viaggi.

Continua….

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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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