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Thailandia: in viaggio con Claudio

12
agosto

Grazie al nostro amico Claudio che ci racconta il suo viaggio in Thailandia.

Inizia così…

Cominciamo subito a dire una cosa : in questa avventura, la protagonista è Nampù, io sono solo un cronista con un ruolo marginale. E’ lei che ha guidato per 3.500 e passa kilometri, avendo a che fare con pazzi scatenati che si buttano sulla corsia di sorpasso senza guardare dallo specchietto, deficienti che vanno a 70 all’ora sulla corsia di sorpasso e che non si spostano neanche a sparargli col bazooka, che s’è portata le valigie (quando non c’erano i facchini eh, non siamo così kiniao :-), che ha fatto le riprese video, io ho miseramente contribuito come “navigatore”.

1 giorno

Si parte da Phuket alle 8,30 di mattina. Prima dobbiamo passare a restituire una gabbietta per gatti al veterinario, è lungo la strada, la lasciamo e si va. La strada , la Thapkasattri, attraversa l’isola dalla città fino al ponte Sarasin. Da qui si prosegue nella provincia di Phang Nga tramite una strada a doppia carreggiata con ampie curve.

Dopo 100 km si arriva a Phang Nga, bella cittadina circondata da picchi calcarei.

Da qui la strada restringe, ci si dirige prima verso sud verso Krabi, poi si devia su una strada non molto trafficata verso Suratthani. Dopo circa 150 Km, si giunge alla superstrada che collega Bangkok all’estremo sud thailandese. La strada è a due corsie per senso di marcia, e ci si dirige rapidamente verso nord con le dovute soste fisiologiche e per i pasti. Ecco una foto scattata in corsa a Pranburi, vicino Hua Hin.

Alla sera in prossimità di Petchburi, ci fermiamo ad uno degli innumerevoli negozi dal nome “Mae Kimlui“, “Mae Kimlang“, “Mae Lamiat” che vendono “Moh kaeng” il tipico crème caramel di Petchaburi. Ne compriamo un paio da sbafare la sera in hotel, più dei “bah mee” all’anatra (tagliolini all’uovo).

hotel thailandiaCi fermiamo quindi in hotel, già più volte utilizzato durante le nostre escursioni a Bangkok. Si tratta di un motel, l’Happy Inn, che però non è il classico motel thailandese per coppiette, il cosiddetto “Mahn Lut” in cui si entra con l’auto davanti alla stanza e viene chiusa una tenda per tener riparato il cliente da occhi indiscreti, ma di un motel molto simile a quelli europei. Una bella stanza con bagno, acqua calda, aria condizionata e televisione sono 500 baht.

Per chi volesse utilizzarlo, si trova sulla circonvallazione di Petchaburi, c’e’ una stradina che va verso l’interno 20 metri prima di un benzinaio Petronas, appena girati sulla stradina lo vedete li dopo 30 metri.

In Trentino Alto Adige verrebbe definito un “Garnì”, non dispone di ristorante, quindi per mangiare bisogna andare fuori, prima di arrivare sulla circonvallazione c’è un centro commerciale Big C con il solito food center, MK restaurant etc…

(la foto della stanza non è di Claudio ndr.)

2° giorno

La sera prima abbiamo preso accordi con una amica che vive a Samui, ma che in questi giorni si trova a Bangkok.

Appena usciti dall’hotel siamo in una cappa di fumo giallastro, non è inquinamento industriale, si vede che da qualche parte ci sono delle foreste che stanno bruciando, si percepisce anche odore di fumo, poi la nostra amica a Bangkok ci dirà che la televisione ha detto che si tratta di foreste nel sud della Cina, e in effetti con il monsone di nord-est il fumo deve arrivare dal Laos e dalla Cina meridionale.

Entriamo quindi nella provincia di Samut Songkhram, caratterizzata da una distesa di saline…

In un paio d’ore comunque siamo a Bangkok, zona Sukhumvit, anche grazie al fatto che è di domenica e non dobbiamo beccarci il solito traffico infernale di Bangkok. Foto dello skyline di Bangkok:

Passiamo a prendere la nostra amica a casa e in auto andiamo a parcheggiare al centro commerciale Carrefour di Omnut per poi prendere lo sky train. Pero’ nel frattempo ci perdiamo in un vicolo tentando una scorciatoia, finendo in un tempio della zona di Phra Kanong. Qui ci sono bufali e vacche che sono state “salvate” da un triste destino e viene chiesto un contributo per il loro riscatto e il mantenimento. Ecco le simpatiche bestiole intente a mangiare, più le foto del tempio stesso:

A questo punto ritroviamo la strada per il Carrefour, parcheggiamo e andiamo a prendere la metro per dirigerci a pranzo al centro commerciale Siam Paragon in Siam Center. Al Paragon ci dirigiamo al food center che è strapieno di gente, essendo domenica, non si trovano tavolini liberi per mangiare. Nampù con la sua solita faccia tosta poco thailandese, chiede il permesso ad un povero ragazzo che stava mangiando la sua zuppa in santa pace di sedere tutti al suo tavolino. Naturalmene il ragazzo educatamente accetta, ma finisce in fretta la sua zuppa, saluta e se ne va con un “wai”.

Terminato il pranzo, torniamo tutti al Carrefour a riprendere l’auto, e decidiamo di uscire da Bangkok. Pur essendo bangkokiana doc, Nampù non sopporta più il caos e la confusione che regna sovrana nella capitale, ci dirigiamo quindi fuori Bangkok verso Chachoengsao a una cinquantina di chilometri dove c’è un famoso tempio molto venerato dai thailandesi, ma poco noto ai turisti. Anzi di “farang” c’ero solo io. Il tempio è bello, moderno e tutto bianco con dei fregi dorati. Alcune foto tra le quali una con una comitiva proveniente da Songkhla, ci siamo scambiati il ruolo di fotografi e ne abbiamo fatta una o due a testa come ricordo tutti insieme.

fine prima parte….

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore del reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.

Grazie.


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