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Voglio andare in Crociera

4
25
Febbraio

Cari lettori. Mi chiamo Francesca, ho 32 anni. Lavoro come impiegata commercialista in uno studio di Genova. Fin da piccola per muovermi ho dovuto sostituire le mie gambe con 4 ruote. In poche parole sono disabile o diversamente abile, fate voi, il succo non cambia. Non ho avuto una vita semplice, come penso molte persone nelle mie stesse situazioni. Non voglio però tediarvi con le mie difficoltà, almeno non quelle generiche. Altrimenti si andrebbe dalle battaglie amorose (più ferite che vittorie) alla lotta per un lavoro decente. Vorrei invece raccontarvi la mia esperienza, o meglio, i miei desideri, in campo turistico. Ecco perché ho scritto proprio a un sito che si occupa di turismo accessibile.

crociere e disabili

Nella mia vita ho girovagato abbastanza. Sono riuscita a prendere l’aereo, non facilissimo ma alla fine ho fatto l’abitudine a dover salire su quel mezzo che ti solleva fino ala porta dell’aereo. Ho fatto meno l’abitudine a quella minuscola sedia con rotelle che serve per portarti al tuo posto all’interno dell’aereo. Ho girato alcune città europee, da Londra a Parigi, Barcellona. Tutte molto accessibili a disabili. Anche Vienna, di cui tra l’altro dicono sia la città più accessibile d’Europa. Non so se sia vero, però mi sono trovata bene.

Altro mezzo con cui mi sono ritrovata a lottare è il treno. Quasi più complicato dell’aereo. Poiché molte stazioni non hanno l’assistenza. E poi? Sono di Genova! Le navi! Ne ho prese alcune per andare nelle isole vicine ma il mio sogno è una crociera! Vorrei toccare Paesi lontani, culture nuove e nel frattempo godermi tutto ciò che si può fare dentro queste bellissime navi. C’è l’imbarazzo della scelta nelle mete. Ogni tanto provo a immaginarne qualcuna guardando crociere.it e la mia voglia di salpare aumenta!

Dove andare? Se me lo chiedete oggi, direi subito al caldo! Magari i Caraibi. Ho visto molte offerte magnifiche. Mi piacerebbe Cuba, o la Repubblica Domenicana. Insomma, oltre alla bellezza dei mari, della natura, aspiro anche alla scoperta di culture molto diverse dalla nostra. Gente che vive con molto meno di noi ma riesce sempre ad avere un bellissimo sorriso ed essere positiva.

crociera caraibi

Lo so cosa state pensando. Una persona con sedia a rotelle sempre sotto il sedere può fare una crociera? Può vivere i luoghi dove fanno tappa questi “palazzi” galleggianti? E la nave da crociera può essere vissuta al suo interno? Mi sto informando. Nel sito dove mi faccio delle idee su dove andare, in mole proposte c’è anche il simbolo della carrozzina. Presumo e mi auguro, voglia dire che non solo la nave è accessibile ma anche i luoghi visitati. Che poi, per nave accessibile non intendo solo la camera dove dormo pure tutto il resto! Non pretendo proprio tutto, ma almeno il 70%? Anche perché se fosse meno in percentuale, tanto vale prendere l’aereo! Faccio prima. Però ho fiducia. Ho letto che adesso queste navi sono sempre più accessibili, magari non ci sarà il sollevatore nella piscina, anche se potrebbero mettercelo! Ma molto zone saranno accessibili. Spero.

Nel frattempo cerco la meta giusta, anzi, magari mi potete aiutare voi. Raccontatemi, dove siete stati, dove vi piacerebbe andare e soprattutto se avete avuto esperienze di crociere.


Valli del Trentino Accessibili a Tutti

27
Gennaio

Diffondiamo con piacere questa opportunità di visitare le valli del Trentino. Il servizio è attivato da alcuni anni e si rivolge al turismo delle persone diversamente abili o persone anziane non autosufficienti che intendano trascorrere un periodo di vacanza assistita sul nostro territorio. Il servizio è curato dalla  cooperativa sociale Gsh di Cles (TN).

Gsh- Cooerativa sociale –Onlus
Sede legale: 38023 Cles (TN)- Via Mattioli, 9
Uffici: 38023 Cles (TN)- Via Lorenzoni, 25 (c.p. 105)
T 0463.424634
F 0463.424643

La locandina.

Locandina Vacanze in Trentino

Clicca per ingrandire


Il cammino di Santiago su 4 ruote

2
4
Novembre

Chiara a Santiago

IL CAMMINO DI SANTIAGO SU 4 RUOTE

 Premesse (tecniche e meno):

– il Cammino – per qualunque motivo lo si faccia: religioso, per trekking, con amici, per scommessa o altro – è un’avventura che coinvolge senza mezze vie: se si accetta di viverlo fino in fondo, con i ritmi e sostando nei luoghi degli antichi “pellegrini”, si accettano anche situazioni inedite e non sempre agili. Di conseguenza, e anche per chi non viaggia su una sedia a rotelle o comunque non convive con una disabilità, bisogna prima di tutto capire che cosa si è pronti a vivere e quanto ci si intende mettere in gioco.

– esistono molteplici vie per giungere a Santiago, diversi cammini che interessano zone geografiche differenti e dunque presentano peculiarità e difficoltà non uguali. Qui io parlo solamente del Cammino Francese (quello per intenderci che parte dalla cittadina francese di St. Jean Pied de Port).

– soprassiedo e non tratto della parte “normodotata” del Cammino (quella, per capirci, che comprende le notti molto rumorose in camerate numerose, il cameratismo e quindi le chiacchiere e le risate con gli altri pellegrini, la sorpresa di chi ti vede arrivare su una carrozzina e vuole una foto con te). Questo perché è la magia del Cammino stesso, che ognuno a parer mio deve poter sperimentare in prima persona. Mi limito pertanto alle note tecniche sulla fruibilità dei luoghi.

Modalità:

– la modalità del Cammino di cui racconto è un po’ inedita: sono molte le persone disabili che lo affrontano con l’handbike seguendo l’itinerario delle biciclette, non avendo però io la forza per usare uno di questi strumenti (ho una malattia neurodegenerativa), l’ho percorso con una carrozzina a spinta assieme ad altre persone che si davano il cambio e a momenti si aiutavano con una corda legata ai poggiapiedi e utilizzata da traino. Avevo provvisto la carrozzina (pieghevole) di ruote offroad posteriori e ruotini un po’ più grandi del normale per agevolare i tratti di sterrato. In effetti la scelta è stata azzeccata, anche se l’ideale sarebbe stato montare davanti un unico ruotino più grande. Ho escluso l’uso della carrozzina elettronica con la quale solitamente mi muovo per due motivi: non sapevo se avrei potuto sempre caricarla e questo sarebbe stato un bel problema in caso negativo; non sapevo poi dove avrei alloggiato e la conformazione di ogni luogo che avrei visto e attraversato. Ora, la decisione è stata azzeccata: avrei sempre trovato una presa libera per la carica, ma di certo avrei avuto non pochi problemi di accesso e transito. Non sempre abbiamo seguito il percorso per le bici (che è spesso lungo la statale) e il fondo del Cammino è a tratti davvero scosceso e accidentato con gradini, ponti, sassi etc., inoltre dove abbiamo dormito e i luoghi visitati durante il giorno, nonché i bagni utilizzati, spesso presentavano barriere architettoniche (dalle porte strette, ai gradini, etc).

– Siamo partiti in 5 persone, in una Fiat Multipla a metano (poche le stazioni attrezzate in Spagna, ma benzina molto economica) con i cinque zaini, la carrozzina e le ruote di riserva, la chitarra di mio fratello e Molekola (http://tecnothon.telethon.it/product/molekola). Dalla provincia di Vicenza in cui abitiamo abbiamo raggiunto in due giorni (con tappa notturna ad Arles, Francia) Roncisvalle (il passo St. Jean Pied de Port – Roncisvalle è un passo montano impraticabile con la carrozzina e molto arduo anche per chi cammina). Dopodiché dei 790 chilometri fino a Santiago ne abbiamo fatti 240 circa, scelti a tratti e alternati ad altri tratti in auto. Tutte le più aggiornate guide sul Cammino Francese (in particolare quella dell’editrice Terre di Mezzo) presentano la spiegazione delle varie tappe e ancor di più chiedendo di volta in volta ai locali si ottengono informazioni molto dettagliate: è quindi possibile “costruire” il proprio Cammino anche sul momento, di giorno in giorno. Abbiamo quindi raggiunto Santiago in 11 giorni in cui camminavamo in media una ventina di chilometri al giorno, passando per i luoghi più caratteristici e importanti della tratta. Se volete informazioni più precise sulle tratte percorse a piedi e su ruote contattatemi. Non mi dilungo perché dipende tantissimo da ognuno, dalle possibilità di chi è sulla carrozzina e di chi spinge.

Santiago de Compostela

Siamo poi tornati passando per Finisterre e Muxia (i “chilometri 0” del Cammino), quindi per Oviedo, Bilbao e Nimes, con soste notturne e visite culturali.

Alloggio (parte che mi premeva di più divulgare data la totale assenza di informazioni trovata mentre organizzavamo il viaggio):

– ci sono diverse possibilità di alloggio lungo il cammino: quella tipica (e pertanto da noi scelta) è quella degli Albegue, rifugi/ostelli solo per i pellegrini con la credenziale (da ottenere prima di partire, basta cercare su internet, che “tiene traccia” del proprio Cammino tramite timbri e permette di accedere alla Compostela, il documento ufficiale che attesta il pellegrinaggio, storico “bottino” per chi va a Santiago e che presume almeno gli ultimi 100km fatti a piedi e senza interruzioni, ad eccezione dei disabili che basta ne abbiano 100 in totale). Sono luoghi spesso piuttosto spartani, con prezzi bassissimi che vanno dai 5 ai 10€ massimo e prevedono un letto con cuscino, bagni e acqua calda nelle docce, spesso uso cucina, possibilità di lavare e mettere a stendere la propria biancheria (in genere con lavatoi, le lavatrici sono invece a pagamento). Altrimenti c’è sempre la possibilità delle pensioni (Hostal) o degli hotel, che però non hanno nulla a che vedere con l’atmosfera che si crea negli Albergue ogni sera, l’ospitalità e l’umanità che si respirano lì.

– su internet si trovano poche informazioni in generale, pochissime per quanto riguarda l’accessibilità. Dove riuscivamo abbiamo prenotato (non tutti, anzi pochi, hanno la possibilità di riservare il posto, mentre in alcuni casi viene riservato quello per la persona disabile e basta), per qualcuno abbiamo telefonato chiedendo maggiori informazioni, in altri casi ci siamo affidati alla provvidenza che quasi tutti i casi si è rivelata sorprendente. È fondamentale armarsi di tanta pazienza e accontentarsi di quello che si trova, nel caso di necessità particolari (larghezza porte/letti singoli piuttosto che a castello/bagni con conformazioni “accessibili”/etc) è meglio chiamare e farsi spiegare bene o farsi mandare le foto per evitare, dopo chilometri e chilometri sulle ruote, di trovare brutte sorprese. Fortunatamente io, con l’aiuto degli altri, sono riuscita ad arrivare ovunque e senza troppa fatica, ma so che può non essere sempre così.

– spesso ho trovato nelle docce degli sgabelli in plastica non troppo resistenti, pertanto consiglio a chi abbia poco equilibrio o stazze imponenti di portarsi dietro (se si ha la macchina di appoggio è un attimo) una sedia da campeggio di quelle pieghevoli che si possono bagnare senza problemi. In casi in cui il bagno era posizionato in modo da consentirlo ho fatto la doccia seduta sul water, così da evitare brutti scivoloni.

– ho promosso la Spagna per due motivi: non esistono turche, perciò un water lo si trova sempre. Inoltre anche i water dei bagni “accessibili” sono nella maggioranza dei casi (ma non sempre) water ad altezza normale e senza buco (in cui immancabilmente cado dentro).

Hanno solo il brutto vizio di fare, quando non c’è il bagno adatto, i box water (sicuramente per questione di privacy e comodità in presenza di numerose persone) che non sono facilmente agibili per tutti.

– segue lista dettagliata e con piantina del bagno degli Albergue da noi utilizzati tappa per tappa.

  • 1° tappa: Roncisvalle, Albergue de peregrinos [10€, prenotabile tramite bonifico con l’intera quota]

Accesso: sterrato / ciottolato sconnesso / ghiaia. Punto di passaggio pericoloso perché l’intersezione fra ghiaia e asfalto è sconnesso. C’è un gradino all’ingresso.

Camere: accesso tramite ascensore, letti a castello molto nuovi organizzati in box da quattro posti.

Bagno: molto accessibile con doccia.

Cucina/refettorio: a piano terra, facilmente raggiungibili.

  • 2° tappa: Cizur Menor, Albergue de Maribel [10€, prenotabile: meglio specificare l’arrivo in carrozzina per accedere alla camerata senza scale]

Accesso: accessibile, senza particolari ostacoli.

Camere: una camerata con tre letti a castello e due singoli a piano terra (quelli a castello sono parecchio bassi).

Bagno: a piano terra, ma non di facile accesso.

Cucina/refettorio: a piano terra, facilmente raggiungibili. La cucina è parecchio stretta.

  • 3° tappa: Puente la Reina, Albergue de peregrinos de los Padres Reparadores [5€, non prenotabile. È consigliabile arrivare presto, prima di pranzo, perché in breve tempo è al completo]

Accesso: gradino piuttosto alto all’ingresso.

Camere: parecchie e di diverse dimensioni a piano terra. Tutti letti a castello.

Bagno: quasi perfetto. Box water adattato e quindi più largo, mentre box doccia no (ci stanno a fatica sedia in plastica + carrozzina).

Cucina/refettorio: a piano terra, cucina molto grande. Per il giardino prima un gradino e poi tre di fila, ma ne vale la pena per un bel “descanso” (riposino).

  • 4° tappa: Logroňo, Check in La Rioja [11€, prenotabile. Eccellente l’ospitalità]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: camerata unica, tutti letti a castello. Con possibilità di richiedere il letto singolo.

Bagno: accessibile e con doccia. Molto carino.

Cucina/refettorio: a piano terra, di facile accesso. Attenzione: manca il fornello.

  • 5° tappa: Santo Domingo de la Calzada, Confradìa del Santo [6€, non è stata verificata la prenotabilità, ma ha un sacco di posti]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: camera privata da tre letti singoli, accessibile. Anche i dormitori, tutti letti a castello, sono comunque raggiungibili tramite ascensore.

Bagno: attrezzato quello privato per la camera da tre.

Cucina/refettorio: tutto accessibile tramite ascensore. Cucina grande.

  • 6° tappa: Burgos, Albergue Municipal [5€, non è stata verificata la prenotabilità, ma ha un sacco di posti]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: dormitorio al 5° piano con due letti singoli riservati a portatori di handicap e letti a castello.

Bagno: accessibile e con doccia.

Cucina/refettorio: accessibile, a piano terra. Attenzione: mancano fornello e frigorifero.

  • 7° tappa: Fròmista, Albergue Estrella del Camino [8€, non è stata verificata la prenotabilità, quando siamo andati noi non c’era moltissima gente]

Accesso: un gradino basso per l’ingresso, un gradino molto alto per accedere alle camerate e un altro (sempre molto alto) per accedere ai bagni.

Camere: tre dormitori con letti a castello tutti allo stesso piano.

Bagno: a box sia per la doccia che per il water. Non accessibili. Sgabello molto instabile per la doccia.

Cucina/refettorio: no uso cucina, possibilità di prendere da mangiare per la presenza di una sorta di “locale” con menù del dia e pizze surgelate, anche colazione su prenotazione.

  • 8° tappa: La Virgen del Camino, Albergue Don Antonino y Doňa Cinia [6€, prenotabile]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: due camerate con letti a castello.

Bagno: sia in quello delle donne che in quello degli uomini bagno attrezzato con doccia. Rischio allagamento per scarico doccia poco efficace. L’ho fatta stando seduta sul water.

Cucina/refettorio: a piano terra, facilmente raggiungibile.

  • 9° tappa: Astorga, Albergue Publico de peregrinos [5€, non è stata verificata la prenotabilità]

Accesso: porta principale con scalinata, ma c’è l’ingresso laterale per le biciclette con rampa che conduce al piano interrato da dove si raggiungono tutti i servizi necessari.

Camere: camerate con letti a castello, una delle quali nel piano interrato.

Bagno: accessibile, chiuso a chiave.

Cucina/refettorio: al piano interrato, facilmente accessibile. Terrazza invece raggiungibile con cinque gradini piuttosto alti.

  • 10° tappa: Ponferrada, Albergue San Nicolas de Flue [donativo, prenotabile. Per piccoli gruppi può essere assegnata una camera unica]

Accesso: un gradino nel cancello piccolo, accanto c’è però un cancello più grande che può essere aperto e non ha ostacoli. Ghiaia.

Camere: diverse camere di differenti dimensioni tutte con letti a castello.

Bagno: si trova nella zona riservata agli hospitaleros, sicché viene utilizzato come lavanderia, ma c’è ed è accessibile.

Cucina/refettorio: accessibile, a piano terra.

  • 11° tappa: O Pedrouzo, Arca, Albergue Municipal di O Pino [5€, prenotabile: occhio perché prenotano il posto per disabili e per gli accompagnatori un po’ come gli viene. Noi eravamo cinque e ci hanno tenuto quattro letti: abbiamo dormito in tre su due letti uniti]

Accesso: c’è il simbolo dell’accessibilità, ma per accedere all’Albergue c’è prima una rampa decisamente pendente e lunga che lo collega alla strada, poi un bel gradino d’ingresso.

Camere: camera riservata su prenotazione con due letti singoli accessibile. Sempre a piano terra ci sono due camerate a letti a castello.

Bagno: accessibile e a piano terra, usato come sgabuzzino.

Cucina/refettorio: accessibili a piano terra, molto spaziosi.

  • 12° tappa: Santiago, Hospederia Campus Stellae [18€, non è stata verificata la prenotabilità. Da casa avevamo prenotato, pagando, nell’Albergue del Seminario Menor, chiedendo dell’accessibilità senza ottenere risposta. All’arrivo abbiamo scoperto che oltre alla scalinata all’ingresso, c’erano poi quattro piani di scale da percorrere. L’hospitalero però, gentilissimo, ci ha indicato e accompagnato in quest’altro posto gestito da suore a 15 min a piedi dalla cattedrale]

Accesso: rampa, nessuna barriera.

Camere: camera privata a due o tre letti con bagno in camera.

Bagno: molto comodo, accessibile. Per la doccia sgabello un po’ instabile.

Cucina/refettorio: su prenotazione e a pagamento cena e colazione, ma si è a Santiago sicché è più bello uscire!

altri posti in cui abbiamo dormito:

  • Arles, Auberge de la jeunesse: 19€, prenotabile. Meglio dire della carrozzina.

Accesso: rampa, nessun gradino.

Camere: due camere (una con 1 letto singolo e 1 a castello, l’altra con 1 letto a castello) a piano terra.

Bagno: a piano terra, ma non accessibile. Docce solo al primo piano senza ascensore.

Cucina/refettorio: a piano terra.

  • Oviedo, Albergue Municipal: 5€, impossibile mettercisi in contatto da casa.

Accesso: due gradini d’ingresso.

Camere: una camerata con tre letti a castello a piano terra. Molto stretta e molto sporca.

Bagno: a piano terra collegato con la camerata, non accessibile e soprattutto molto sporco.

Cucina/refettorio: a piano terra. Attenzione: manca il fornello.

  • Nimes, Appart City Nimes: prenotabile online. Comodo e molto nuovo. Forse chiedendo telefonicamente è presente un appartamento accessibile, in ogni caso c’è rampa e ascensore e bagno con vasca abbastanza agibile.

Conclusioni:

– se mi metto a pensare nel dettaglio alle barriere, alle difficoltà rispetto all’accessibilità in confronto alle città spagnole (alcune anche visitate lungo il Cammino) in effetti non è stato un viaggio facile. Ma vi assicuro che ora, tornata, quello che ricordo è la bellezza dei paesaggi, la quiete e il silenzio lungo la strada, la straordinaria ospitalità e accoglienza delle persone del luogo e dei volontari, la gente che mentre camminavamo ci chiedeva se poteva aiutarci, gli incontri. Come sempre, il bello di ciò che si è vissuto. E lungo il Cammino di Santiago, il bello è davvero sterminato.

Chiara Lucchini

Santiago con Chiara


Oktoberfest con Rossella e Francesco

15
Ottobre

Questa volta siamo andati ad avventurarci all’Oktoberfest a Monaco. Come al nostro solito siamo andati in auto, abbiamo prenotato in un grazioso paesino a 40km da Monaco, Weilheim, presso l’Hotel Vollmann

La camera è molto spaziosa, la doccia enorme e senza scalino, purtroppo come al solito il wc è senza doccetta e il lavandino leggermente troppo alto. Per noi molto disagevole è stata la moquette in terra!!!

Accessibile la sala per la colazione e la reception con un piccolo dislivello di un paio di cm.

Per arrivare all’Oktoberfest ho letto che c’è la possibilità di andare con i mezzi pubblici ma non abbiamo verificato, la macchina ormai viene con noi ovunque!

Tantissima gente, accessibili tutti gli stand delle birrerie, un’esperienza da fare assolutamente.

Da casa avevo prenotato per andare a visitare il Castello di Neuschwantein con relativa visita accessibile, ma la sorpresa è stata molto negativa quando una volta alla biglietteria ci hanno detto che l’unico modo per arrivare al castello è la carrozza con i cavalli…ovviamente non accessibile, a meno che siate in compagnia di Maciste che vi prende in braccio e vi mette sopra, o se pesate come una piuma!!! E’ un controsenso che il castello sia totalmente visitabile ma non ci sia modo per arrivare là, a meno di farsi una passeggiata di un’ora in salita.

L’arrabbiatura è passata andando a visitare il paese di Oberammergau, tipico per le case dipinte. Anche lì birra e brezel in piazza e visita alla Reptilhaus, un piccolo rettilario “casalingo”.

Abbiamo fatto anche una sosta a Fussen, centro turistico molto curato e fiorito, e a Dachau, al campo di concentramento.

Il tempo è tiranno e tre gg sono pochi, ma si cose da vedere ce ne sono!!!

Alla prossima gita!!

Rossella e Francesco

Oktoberfest e disabili


Dire no alle barriere architettoniche per assicurare una vita dignitosa e serena alle persone disabili e agli anziani

14
Ottobre

montascale

Tanto per le persone diversamente abili che per gli anziani, le scale possono costituire ostacolo talvolta insormontabile a un’esistenza serena e dignitosa. Un problema irrisolto e quanto mai attuale quello delle barriere architettoniche, reso ancor più grave nel nostro Paese dall’insufficienza del dettato normativo – l’Italia è da anni maglia nera nella UE circa gli interventi in materia – nonché da un’architettura urbanistica contrassegnata da gradoni, scalinate, marciapiedi, accessi agli edifici pubblici tortuosi e angusti, eredità di un tempo in cui le piante delle città si disegnavano senza tener conto delle esigenze di tutti.  Si pensi, ad esempio, ai nostri centri storici, con costruzioni a più piani alle quali di norma si accede attraverso lunghe e ripide scalinate (discorso analogo può farsi per i luoghi di culto di non recente realizzazione);  all’utilizzo dei mezzi di trasporto (treni, autobus, metropolitane…), proibitivo per un disabile in sedia a rotelle in assenza della apposita pedana inclinata; ancora, si pensi ai negozi o agli appartamenti  (in particolare a quelli interni a palazzi innalzati prima degli anni Duemila che non prevedono, nemmeno sulla carta, l’installazione di un servoscala) l’ingresso ai quali è reso gravoso per un disabile dalla presenza  di più rampe di scale.

montascaleNonostante gli evidenti passi in avanti compiuti sul fronte della sensibilizzazione al problema, accompagnati da una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni regionali e locali, sul fronte della rimozione delle barriere architettoniche c’è ancora tanto da fare. Un significativo contributo proviene anche dalle aziende operanti nel settore quali ,ad esempio, Contact Srl, attiva da più di dieci anni su tutto il territorio nazionale e in grado di fornire soluzioni innovative ed efficaci ad ogni problematica di sollevamento di persone disabili e anziani. In particolare, laddove si renda necessario il trasporto di carrozzine su scale, i montascale a piattaforma adattabili a qualunque ambiente esterno o interno – consentono  di ovviare al problema senza necessariamente ricorrere a costose opere edili e con impatto minimo: grazie ai passi avanti compiuti nelle tecniche di progettazione e nella scelta dei materiali, il montascale non è più un macchinario ingombrante e antiestetico, ma uno strumento di facile impiego che consente di  accedere ai vari ambienti in totale sicurezza e comfort.

servoscalaTanto nell’ipotesi di scale rettilinee quanto in quella, più complessa, di scale curve e particolarmente lunghe e tortuose, è possibile realizzare soluzioni che vengano il più possibile incontro alle esigenze della persona disabile e della sua famiglia. In un prossimo futuro in cui l’età media della popolazione continuerà ad innalzarsi, garantire una adeguata qualità della vita anche agli anziani sarà sempre più questione prioritaria e non eludibile: spetterà a tutti – istituzioni, aziende e cittadini – muoversi assieme verso il traguardo di case e città a misura d’uomo, nelle quali le barriere architettoniche saranno soltanto un lontano ricordo.


Viaggio in Trentino

10
Ottobre

In luglio siamo stati in Trentino, nella zona di Chienes. Abbiamo alloggiato all’agriturismo Eichnerhof. L’appartamento è spazioso, anche se come al solito riusciamo a trovare difetti ovunque e in ogni caso ogni persona ha le sue esigenze. Il wc non ha la doccetta e la doccia ha la seduta dalla parte del muro, quindi la carrozzina quando si avvicina per il trasferimento non riesce a andare molto indietro. Alla signora abbiamo suggerito di cambiare il lato della seduta, andremo a verificare l’anno prossimo!

Una cosa un po’ scomoda, almeno per noi, è il ghiaino del parcheggio, noioso per spingere la carrozzina.

Per quanto riguarda le escursioni abbiamo utilizzato la guida “Vivi la natura senza barriere” scaricata da http://www.altoadigepertutti.it/it/ che segnala accessibilità dei sentieri, fondo, parcheggi, pendenza, ecc…

Da non perdere i bellissimi Giardini di Castel Trauttmansdorff  www.trauttmandsdorff.it  dove è possibile prendere uno scooter per chi nn ha la carrozzina elettrica.

Altra passeggiata bellissima è la Tappeiner a Merano, e da non perdere quella all’Alpe di Siusi, ma bellissimo anche il Museo ladino Ciastèl de Tor, accesssible però solo per il pian terreno, il Museo di Bolzano con Otzi la mummia (questo totalmente accessibile, addirittura c’è la pedana che solleva la carrozzina per arrivare a vedere la teca di Otzi), il Museo di San Cassiano e il suo Ursus Ladinicus, la passeggiata intorno al lago di Dobbiaco, la Thun a Bolzano….

Il sito è molto bello e ci sono consigli per le visite sia nella natura che dei musei, c’è solo l’imbarazzo della scelta!!!

Buon viaggio!!!

Rossella e Francesco


Marianna e Stefano a Barcellona – Parte 1

10
Settembre

Quando ho deciso di organizzare questa breve vacanza a Barcellona, ero un po’ in ansia, nonostante ci fossimo già stati (ma solo per poche ore) in occasione di una recente crociera nel Mediterraneo. Ho cominciato a “studiare” la città più di 2 mesi prima della partenza, ho letto guide, internet, racconti di viaggio, ho chiesto consigli a chi è abituato a viaggiare (grazie Francesco!) e alla fine sono riuscita a far quadrare tutto. Il risultato? Tutto molto più semplice di quello che mi aspettavo!

L’ intento del mio racconto non è quello di descrivere le bellezze dalla città, ma di parlare del tipo di difficoltà incontrate e di dare più particolari possibili riguardo all’accessibilità, perché viaggiare è bellissimo, e ancora di più è farlo senza ansie e preoccupazioni. Spero di non risultare noiosa!

Dopo essermi abbondantemente informata, prenoto un volo low cost su internet, premurandomi di chiamare la compagnia aerea per comunicare che c’è un passeggero WHEELCHAIR che ha bisogno di accompagnamento fino al posto a sedere. Premetto che io sono una “normodotata” e che mio marito Stefano è paraplegico e ipovedente: lui si affida a me ed io faccio in modo che tutto sia perfetto (o almeno ci provo!).

Poi cerco un hotel. Un po’ più complicato, perché nonostante che i siti internet ti assicurino l’ accessibilità poi non è sempre così. Seleziono alcuni hotel, chiedo informazioni più dettagliate tramite e-mail (per fortuna perché alcuni avevano la vasca da bagno, altri parti comuni della struttura non accessibili) e alla fine la nostra scelta cade sull’ Hotel Catalonia Avinyò (Carrer d’Avinyò 16) nel Barri Gotic, subito dietro Plaça Reial (avrei preferito nei pressi di Plaça de Catalunya, ma non ho trovato niente che soddisfacesse le mie necessità, un po’ per i prezzi troppo alti, un po’ per il periodo, pochi posti rimasti).

VENERDì 07 GIUGNO 2013

Tutto pronto. Arriva il giorno della partenza, mi organizzo con una sola valigia (più borsa per me e zainetto per Stefano), così da avere una mano libera per aiutare Stefano, e si parte.Arriviamo all’ aeroporto di Pisa con netto anticipo, come richiesto dalla compagnia aerea, ma dobbiamo aspettare. Facciamo il check-in, viene “etichettata” anche la carrozzina di Ste (che andrà in stiva) ed un assistente viene a prenderci subito, ci fa fare un percorso diverso passando da un metal detector “a mano”, e ci troviamo davanti al gate. Manca ancora un po’ di tempo all’imbarco, quindi l’ assistente ci lascia. Appena viene annunciato l’ imbarco, un altro assistente viene a prenderci, ci fa passare subito e ci porta su un pulmino “speciale”, che ci solleva fino all’altezza del portellone dell’aereo. A questo punto aiutano Stefano ad andare sullo “scoiattolo”, una specie di mini carrozzina con sole 2 routine dietro, che serve a passare nel corridoio stretto dell’aereo. Lo portano fino alla suo posto, lo fanno sedere e ci augurano buon viaggio.

Arriviamo a Barcellona, stesso procedimento, gli assistenti vengono a prendere Ste con lo “scoiattolo”, passaggio sulla propria carrozzina e ci accompagnano fino all’uscita.

Usciamo e appena fuori c’è l’ aerobus, il pullman che per 5,90 € a testa ci porta direttamente in centro. Io faccio presente al ragazzo che fa il biglietto che con me c’è una persona in carrozzina (come per chiedere se ci son problemi a salire sul bus, abituati agli standard italiani!!!), e lui mi guarda come per dire: “Ho visto che siete in 2!”, come se la disabilità di Ste non esistesse proprio. Già amo Barcellona!!! In meno di mezz’ora siamo in Plaça Catalunya, e ci dirigiamo a piedi verso l’ hotel.

Arrivati constatiamo che è tutto perfettamente accessibile, ascensore per andare ai piani, alla sala colazione, e sulla terrazza dove si trova la piscina (di cui non abbiamo usufruito per mancanza di tempo). La camera che ci è stata assegnata (come richiesto alla prenotazione e confermato telefonicamente) è al piano terra ed è abbastanza spaziosa per muoversi, il letto è ad altezza carrozzina, il bagno ha i maniglioni al wc e alla doccia, il lavandino è rialzato, e la doccia a pavimento ha il sedile e il saliscendi dell’acqua è abbassato. Ottima scelta, unico neo, la finestra con vista sulla saletta relax dell’hotel! In compenso il personale è gentilissimo e disponibile, ci danno consigli su dove mangiare bene a buon prezzo e dritte sui pullman da prendere. Approfittiamo subito di quei consigli e visto che sono già le 22,00, usciamo a mangiare Tapas allo Xaloc (Carrer de la Palla). Dopo cena passeggiata nel Barri Gotic e La Rambla. Già da subito Stefano riesce a gestirsi da solo nonostante l’ipovedenza, non ci sono gradini né buche, è tutto liscio e provvisto di rampe e di scivoli. E’ tardissimo, andiamo a dormire.

Fine prima parte.

Foto Hotel


Nautilus Lanzarote

30
Agosto

Nautilus Lanzarote Bungalows, in Lanzarote Zona Matagorda ( Puerto del Carmen ) alle Isole Canarie. Un incantevole complesso di appartamenti che dista pochi passi dalla spiaggia di 70 appartamenti di cui 47 adattati per persone con problemi di mobilità .

piscina accessibile

Il Nautilus Lanzarote occupa una posizione tranquilla e vanta 2 piscine all’aperto con lettini e in una delle due piscine un ascensore idraulico . L’intera struttura è accessibile alle persone su sedia a rotelle.

Da qui potrete raggiungere facilmente a piedi le vicine spiagge tra cui una accessibile  o fare una passeggiata sul lungo mare con la sedia a ruote o uno scooter.

IMMEDIATE VICINANZE DELLO STABILIMENTO

La strada di accesso è ampia, piana e sgombra di ostacoli con una larghezza libera di passo superiore ai 1,20 m.

ACCESSO

  • L’entrata principale è accessibile, non ha scale ne difficoltà di accesso
  • La porta di accesso alla reception è aparta continuamente dalle ore 8.00 alle 23.00, ed ha una larghezza libera di 1,1
  • Il campanello di chiamata della reception in orario notturno (23.00 – 8.00) è situato ad una altezza di 1,20 m.

PARCHEGGIO

  • Esiste un parcheggio sulla strada, immediatamente prossimo alla entrata principale, con quattro posti riservati a persone con mobilità ridotta
  • L’itinerario dal parcheggio all’interno del complesso è accessibile, senza gradini o recessi di passo stretto

ASCENSORI PER ACCEDERE AL PIANO -1

  • Lo stabilimento dispone di un ascensore adattato, che comunica con il patio inferiore (supermercato, area per esposizioni, e bagno adattati)
  • La porta dell’ascensore ha una larghezza di entrata di 90 cm., e l’altezza del pulsante di chiamata è di 1,05 – 1,2′ m.
  • La cabina è livellata con un ripiano e misura internamente 1,10 m di larghezza per 1,40 m. di profondità
  • La cabina dispone di uno specchio interno

PISCINA

  • Piscina totalmente accessibile, in zona piana, senza gradini ne ostacoli
  • Vasca della piscina accessibile mediante elevatore idraulico que sostiene sino a 130 kg. di peso
  • Docce senza scale e di facile accesso a fianco della piscina
  • Bagni adattati vicino alla piscina

Foto Appartamenti Nautilus Lanzarote

Per info:

www.nautilus-lanzarote.com


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Chi siamo

“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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