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Il cammino di Santiago su 4 ruote

4
Novembre

Chiara a Santiago

IL CAMMINO DI SANTIAGO SU 4 RUOTE

 Premesse (tecniche e meno):

– il Cammino – per qualunque motivo lo si faccia: religioso, per trekking, con amici, per scommessa o altro – è un’avventura che coinvolge senza mezze vie: se si accetta di viverlo fino in fondo, con i ritmi e sostando nei luoghi degli antichi “pellegrini”, si accettano anche situazioni inedite e non sempre agili. Di conseguenza, e anche per chi non viaggia su una sedia a rotelle o comunque non convive con una disabilità, bisogna prima di tutto capire che cosa si è pronti a vivere e quanto ci si intende mettere in gioco.

– esistono molteplici vie per giungere a Santiago, diversi cammini che interessano zone geografiche differenti e dunque presentano peculiarità e difficoltà non uguali. Qui io parlo solamente del Cammino Francese (quello per intenderci che parte dalla cittadina francese di St. Jean Pied de Port).

– soprassiedo e non tratto della parte “normodotata” del Cammino (quella, per capirci, che comprende le notti molto rumorose in camerate numerose, il cameratismo e quindi le chiacchiere e le risate con gli altri pellegrini, la sorpresa di chi ti vede arrivare su una carrozzina e vuole una foto con te). Questo perché è la magia del Cammino stesso, che ognuno a parer mio deve poter sperimentare in prima persona. Mi limito pertanto alle note tecniche sulla fruibilità dei luoghi.

Modalità:

– la modalità del Cammino di cui racconto è un po’ inedita: sono molte le persone disabili che lo affrontano con l’handbike seguendo l’itinerario delle biciclette, non avendo però io la forza per usare uno di questi strumenti (ho una malattia neurodegenerativa), l’ho percorso con una carrozzina a spinta assieme ad altre persone che si davano il cambio e a momenti si aiutavano con una corda legata ai poggiapiedi e utilizzata da traino. Avevo provvisto la carrozzina (pieghevole) di ruote offroad posteriori e ruotini un po’ più grandi del normale per agevolare i tratti di sterrato. In effetti la scelta è stata azzeccata, anche se l’ideale sarebbe stato montare davanti un unico ruotino più grande. Ho escluso l’uso della carrozzina elettronica con la quale solitamente mi muovo per due motivi: non sapevo se avrei potuto sempre caricarla e questo sarebbe stato un bel problema in caso negativo; non sapevo poi dove avrei alloggiato e la conformazione di ogni luogo che avrei visto e attraversato. Ora, la decisione è stata azzeccata: avrei sempre trovato una presa libera per la carica, ma di certo avrei avuto non pochi problemi di accesso e transito. Non sempre abbiamo seguito il percorso per le bici (che è spesso lungo la statale) e il fondo del Cammino è a tratti davvero scosceso e accidentato con gradini, ponti, sassi etc., inoltre dove abbiamo dormito e i luoghi visitati durante il giorno, nonché i bagni utilizzati, spesso presentavano barriere architettoniche (dalle porte strette, ai gradini, etc).

– Siamo partiti in 5 persone, in una Fiat Multipla a metano (poche le stazioni attrezzate in Spagna, ma benzina molto economica) con i cinque zaini, la carrozzina e le ruote di riserva, la chitarra di mio fratello e Molekola (http://tecnothon.telethon.it/product/molekola). Dalla provincia di Vicenza in cui abitiamo abbiamo raggiunto in due giorni (con tappa notturna ad Arles, Francia) Roncisvalle (il passo St. Jean Pied de Port – Roncisvalle è un passo montano impraticabile con la carrozzina e molto arduo anche per chi cammina). Dopodiché dei 790 chilometri fino a Santiago ne abbiamo fatti 240 circa, scelti a tratti e alternati ad altri tratti in auto. Tutte le più aggiornate guide sul Cammino Francese (in particolare quella dell’editrice Terre di Mezzo) presentano la spiegazione delle varie tappe e ancor di più chiedendo di volta in volta ai locali si ottengono informazioni molto dettagliate: è quindi possibile “costruire” il proprio Cammino anche sul momento, di giorno in giorno. Abbiamo quindi raggiunto Santiago in 11 giorni in cui camminavamo in media una ventina di chilometri al giorno, passando per i luoghi più caratteristici e importanti della tratta. Se volete informazioni più precise sulle tratte percorse a piedi e su ruote contattatemi. Non mi dilungo perché dipende tantissimo da ognuno, dalle possibilità di chi è sulla carrozzina e di chi spinge.

Santiago de Compostela

Siamo poi tornati passando per Finisterre e Muxia (i “chilometri 0” del Cammino), quindi per Oviedo, Bilbao e Nimes, con soste notturne e visite culturali.

Alloggio (parte che mi premeva di più divulgare data la totale assenza di informazioni trovata mentre organizzavamo il viaggio):

– ci sono diverse possibilità di alloggio lungo il cammino: quella tipica (e pertanto da noi scelta) è quella degli Albegue, rifugi/ostelli solo per i pellegrini con la credenziale (da ottenere prima di partire, basta cercare su internet, che “tiene traccia” del proprio Cammino tramite timbri e permette di accedere alla Compostela, il documento ufficiale che attesta il pellegrinaggio, storico “bottino” per chi va a Santiago e che presume almeno gli ultimi 100km fatti a piedi e senza interruzioni, ad eccezione dei disabili che basta ne abbiano 100 in totale). Sono luoghi spesso piuttosto spartani, con prezzi bassissimi che vanno dai 5 ai 10€ massimo e prevedono un letto con cuscino, bagni e acqua calda nelle docce, spesso uso cucina, possibilità di lavare e mettere a stendere la propria biancheria (in genere con lavatoi, le lavatrici sono invece a pagamento). Altrimenti c’è sempre la possibilità delle pensioni (Hostal) o degli hotel, che però non hanno nulla a che vedere con l’atmosfera che si crea negli Albergue ogni sera, l’ospitalità e l’umanità che si respirano lì.

– su internet si trovano poche informazioni in generale, pochissime per quanto riguarda l’accessibilità. Dove riuscivamo abbiamo prenotato (non tutti, anzi pochi, hanno la possibilità di riservare il posto, mentre in alcuni casi viene riservato quello per la persona disabile e basta), per qualcuno abbiamo telefonato chiedendo maggiori informazioni, in altri casi ci siamo affidati alla provvidenza che quasi tutti i casi si è rivelata sorprendente. È fondamentale armarsi di tanta pazienza e accontentarsi di quello che si trova, nel caso di necessità particolari (larghezza porte/letti singoli piuttosto che a castello/bagni con conformazioni “accessibili”/etc) è meglio chiamare e farsi spiegare bene o farsi mandare le foto per evitare, dopo chilometri e chilometri sulle ruote, di trovare brutte sorprese. Fortunatamente io, con l’aiuto degli altri, sono riuscita ad arrivare ovunque e senza troppa fatica, ma so che può non essere sempre così.

– spesso ho trovato nelle docce degli sgabelli in plastica non troppo resistenti, pertanto consiglio a chi abbia poco equilibrio o stazze imponenti di portarsi dietro (se si ha la macchina di appoggio è un attimo) una sedia da campeggio di quelle pieghevoli che si possono bagnare senza problemi. In casi in cui il bagno era posizionato in modo da consentirlo ho fatto la doccia seduta sul water, così da evitare brutti scivoloni.

– ho promosso la Spagna per due motivi: non esistono turche, perciò un water lo si trova sempre. Inoltre anche i water dei bagni “accessibili” sono nella maggioranza dei casi (ma non sempre) water ad altezza normale e senza buco (in cui immancabilmente cado dentro).

Hanno solo il brutto vizio di fare, quando non c’è il bagno adatto, i box water (sicuramente per questione di privacy e comodità in presenza di numerose persone) che non sono facilmente agibili per tutti.

– segue lista dettagliata e con piantina del bagno degli Albergue da noi utilizzati tappa per tappa.

  • 1° tappa: Roncisvalle, Albergue de peregrinos [10€, prenotabile tramite bonifico con l’intera quota]

Accesso: sterrato / ciottolato sconnesso / ghiaia. Punto di passaggio pericoloso perché l’intersezione fra ghiaia e asfalto è sconnesso. C’è un gradino all’ingresso.

Camere: accesso tramite ascensore, letti a castello molto nuovi organizzati in box da quattro posti.

Bagno: molto accessibile con doccia.

Cucina/refettorio: a piano terra, facilmente raggiungibili.

  • 2° tappa: Cizur Menor, Albergue de Maribel [10€, prenotabile: meglio specificare l’arrivo in carrozzina per accedere alla camerata senza scale]

Accesso: accessibile, senza particolari ostacoli.

Camere: una camerata con tre letti a castello e due singoli a piano terra (quelli a castello sono parecchio bassi).

Bagno: a piano terra, ma non di facile accesso.

Cucina/refettorio: a piano terra, facilmente raggiungibili. La cucina è parecchio stretta.

  • 3° tappa: Puente la Reina, Albergue de peregrinos de los Padres Reparadores [5€, non prenotabile. È consigliabile arrivare presto, prima di pranzo, perché in breve tempo è al completo]

Accesso: gradino piuttosto alto all’ingresso.

Camere: parecchie e di diverse dimensioni a piano terra. Tutti letti a castello.

Bagno: quasi perfetto. Box water adattato e quindi più largo, mentre box doccia no (ci stanno a fatica sedia in plastica + carrozzina).

Cucina/refettorio: a piano terra, cucina molto grande. Per il giardino prima un gradino e poi tre di fila, ma ne vale la pena per un bel “descanso” (riposino).

  • 4° tappa: Logroňo, Check in La Rioja [11€, prenotabile. Eccellente l’ospitalità]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: camerata unica, tutti letti a castello. Con possibilità di richiedere il letto singolo.

Bagno: accessibile e con doccia. Molto carino.

Cucina/refettorio: a piano terra, di facile accesso. Attenzione: manca il fornello.

  • 5° tappa: Santo Domingo de la Calzada, Confradìa del Santo [6€, non è stata verificata la prenotabilità, ma ha un sacco di posti]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: camera privata da tre letti singoli, accessibile. Anche i dormitori, tutti letti a castello, sono comunque raggiungibili tramite ascensore.

Bagno: attrezzato quello privato per la camera da tre.

Cucina/refettorio: tutto accessibile tramite ascensore. Cucina grande.

  • 6° tappa: Burgos, Albergue Municipal [5€, non è stata verificata la prenotabilità, ma ha un sacco di posti]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: dormitorio al 5° piano con due letti singoli riservati a portatori di handicap e letti a castello.

Bagno: accessibile e con doccia.

Cucina/refettorio: accessibile, a piano terra. Attenzione: mancano fornello e frigorifero.

  • 7° tappa: Fròmista, Albergue Estrella del Camino [8€, non è stata verificata la prenotabilità, quando siamo andati noi non c’era moltissima gente]

Accesso: un gradino basso per l’ingresso, un gradino molto alto per accedere alle camerate e un altro (sempre molto alto) per accedere ai bagni.

Camere: tre dormitori con letti a castello tutti allo stesso piano.

Bagno: a box sia per la doccia che per il water. Non accessibili. Sgabello molto instabile per la doccia.

Cucina/refettorio: no uso cucina, possibilità di prendere da mangiare per la presenza di una sorta di “locale” con menù del dia e pizze surgelate, anche colazione su prenotazione.

  • 8° tappa: La Virgen del Camino, Albergue Don Antonino y Doňa Cinia [6€, prenotabile]

Accesso: ottimo, senza alcun ostacolo.

Camere: due camerate con letti a castello.

Bagno: sia in quello delle donne che in quello degli uomini bagno attrezzato con doccia. Rischio allagamento per scarico doccia poco efficace. L’ho fatta stando seduta sul water.

Cucina/refettorio: a piano terra, facilmente raggiungibile.

  • 9° tappa: Astorga, Albergue Publico de peregrinos [5€, non è stata verificata la prenotabilità]

Accesso: porta principale con scalinata, ma c’è l’ingresso laterale per le biciclette con rampa che conduce al piano interrato da dove si raggiungono tutti i servizi necessari.

Camere: camerate con letti a castello, una delle quali nel piano interrato.

Bagno: accessibile, chiuso a chiave.

Cucina/refettorio: al piano interrato, facilmente accessibile. Terrazza invece raggiungibile con cinque gradini piuttosto alti.

  • 10° tappa: Ponferrada, Albergue San Nicolas de Flue [donativo, prenotabile. Per piccoli gruppi può essere assegnata una camera unica]

Accesso: un gradino nel cancello piccolo, accanto c’è però un cancello più grande che può essere aperto e non ha ostacoli. Ghiaia.

Camere: diverse camere di differenti dimensioni tutte con letti a castello.

Bagno: si trova nella zona riservata agli hospitaleros, sicché viene utilizzato come lavanderia, ma c’è ed è accessibile.

Cucina/refettorio: accessibile, a piano terra.

  • 11° tappa: O Pedrouzo, Arca, Albergue Municipal di O Pino [5€, prenotabile: occhio perché prenotano il posto per disabili e per gli accompagnatori un po’ come gli viene. Noi eravamo cinque e ci hanno tenuto quattro letti: abbiamo dormito in tre su due letti uniti]

Accesso: c’è il simbolo dell’accessibilità, ma per accedere all’Albergue c’è prima una rampa decisamente pendente e lunga che lo collega alla strada, poi un bel gradino d’ingresso.

Camere: camera riservata su prenotazione con due letti singoli accessibile. Sempre a piano terra ci sono due camerate a letti a castello.

Bagno: accessibile e a piano terra, usato come sgabuzzino.

Cucina/refettorio: accessibili a piano terra, molto spaziosi.

  • 12° tappa: Santiago, Hospederia Campus Stellae [18€, non è stata verificata la prenotabilità. Da casa avevamo prenotato, pagando, nell’Albergue del Seminario Menor, chiedendo dell’accessibilità senza ottenere risposta. All’arrivo abbiamo scoperto che oltre alla scalinata all’ingresso, c’erano poi quattro piani di scale da percorrere. L’hospitalero però, gentilissimo, ci ha indicato e accompagnato in quest’altro posto gestito da suore a 15 min a piedi dalla cattedrale]

Accesso: rampa, nessuna barriera.

Camere: camera privata a due o tre letti con bagno in camera.

Bagno: molto comodo, accessibile. Per la doccia sgabello un po’ instabile.

Cucina/refettorio: su prenotazione e a pagamento cena e colazione, ma si è a Santiago sicché è più bello uscire!

altri posti in cui abbiamo dormito:

  • Arles, Auberge de la jeunesse: 19€, prenotabile. Meglio dire della carrozzina.

Accesso: rampa, nessun gradino.

Camere: due camere (una con 1 letto singolo e 1 a castello, l’altra con 1 letto a castello) a piano terra.

Bagno: a piano terra, ma non accessibile. Docce solo al primo piano senza ascensore.

Cucina/refettorio: a piano terra.

  • Oviedo, Albergue Municipal: 5€, impossibile mettercisi in contatto da casa.

Accesso: due gradini d’ingresso.

Camere: una camerata con tre letti a castello a piano terra. Molto stretta e molto sporca.

Bagno: a piano terra collegato con la camerata, non accessibile e soprattutto molto sporco.

Cucina/refettorio: a piano terra. Attenzione: manca il fornello.

  • Nimes, Appart City Nimes: prenotabile online. Comodo e molto nuovo. Forse chiedendo telefonicamente è presente un appartamento accessibile, in ogni caso c’è rampa e ascensore e bagno con vasca abbastanza agibile.

Conclusioni:

– se mi metto a pensare nel dettaglio alle barriere, alle difficoltà rispetto all’accessibilità in confronto alle città spagnole (alcune anche visitate lungo il Cammino) in effetti non è stato un viaggio facile. Ma vi assicuro che ora, tornata, quello che ricordo è la bellezza dei paesaggi, la quiete e il silenzio lungo la strada, la straordinaria ospitalità e accoglienza delle persone del luogo e dei volontari, la gente che mentre camminavamo ci chiedeva se poteva aiutarci, gli incontri. Come sempre, il bello di ciò che si è vissuto. E lungo il Cammino di Santiago, il bello è davvero sterminato.

Chiara Lucchini

Santiago con Chiara


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