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Agriturismo Quercesecca: accessibile a disabile nella Maremma Grossetana

1
17
gennaio

Oggi per il vi parliamo della e della sua Maremma Grossetana. Per chi vuole tuffarsi in questa realtà antica, piena di sapori, natura, ci sono possibilità d’accesso anche per . Un caso è l’Agriturismo Quercesecca di cui leggiamo una presentazione:

Casetta indipendente con: camera matrimoniale, bagno con doccia (adatto a ), soggiorno con angolo cottura, divano-letto e camino. A 100 metri dalle pinete costiere, la pista ciclabile e dalla strada per raggiungere il mare.

Quercesecca è una delle Fattorie storiche della Maremma Grossetana, a soli 2 Km. da un mare con spiagge sabbiose, dune e folte pinete costiere tra Marina di Grosseto e Principina a Mare e a 8 km da Castiglion della Pescaia. L’azienda offre un piacevole e rilassante soggiorno per chi ama la natura. Pur essendo a 2 km da un centro turistico, facilmente raggiungibile in bicicletta, si è infatti immersi nella quiete; particolarmente nei mesi di bassa stagione quando si può godere di quella solitudine ormai dimenticata nelle nostre affollate città.

Un lungo viale di pini porta a Fattoria e a Podere Umberto, due grandi casali di pietra e mattoni ristrutturati in diversi e confortevoli appartamenti. Entrambi dotati di vasti spazi esterni con tavoli, sedie e barbecue; nel centro aziendale di Podere Umberto si ha un angolo giochi (altalena e ), ping pong e lavatrice a gettoni.

Quercesecca è un luogo ideale per gli amanti della vita sportiva e della natura. Una pista ciclabile unisce Grosseto a Marina di Grosseto e Castiglion della Pescaia,e continua lungo le pinete costiere per Principina a Mare. Un maneggio a un 1 km organizza passeggiate sulle spiagge.

Per chi predilige una vacanza tra natura e cultura, sono infinite le possibilità di visite in giornata: i parchi naturali della Diaccia Botrona (10 km) e il Parco dell’Uccellina (24 km); i centri archeologici di Roselle, Vetulonia, Sovana; gli antichi borghi nell’entroterra (da Massa Marittima a Saturnia e Pitigliano); i musei archeologici (Grosseto e Cosa), ma anche Siena e Firenze a soli 75 e 145 km.

Si accolgono animali domestici in azienda, e a soli 7 km si ha una spiaggia attrezzata per cani.

Durante l’estate si possono acquistare da un coltivatore vicino frutta e verdura coltivata in loco. Biciclette in affitto a 1km, piccolo supermercato a 1 km, vari ristoranti nelle vicinanze.

Quercesecca ha un totale di 36 posti letto, i divani letto possono essere utilizzati solo da bambini sotto i 12 anni per i quali sono anche richiedibili culle, i divani letto o le culle hanno un costo extra. Una sala comune è utilizzabile per eventuali Gruppi.

Ecco alcune foto, la prima è del bagno :

Note: anche in Fattoria c’è un e la stanza è al pianterreno. La nuova struttura Umberto H con 5 camere non è attrezzata a disabili ma può essere usata da persone con minori (non in carrozzella) essendo anch’essa al pianterreno. Podere G. invece ha un bagno accessibile.

Per informazioni:

Web: www.quercesecca.it

e-mail: d.pallini@iol.it

Tel.+39 0564 418859

Fax +39 0564 418859

Note della Redazione:

Vista la particolarità della struttura è sempre bene chiedere ulteriori informazioni. Abbiamo voluto proporla perchè molte persone amano questo genere di situazioni in posti dove ancora si respira la natura. Ci possono essere difficoltà per un disabile ma non è detto si debba sempre cercare posti agibili e attrezzati al 100% ci sono anche disabili “avventurosi” come direbbe una nostra cara amica. ;-)


Se il Disabile fossi tu? Video di un mondo al contrario

1
14
gennaio

Bella cosa l’ironia, l’autoironia ancor di più, utile nelle situazioni difficili, utile a non prendersela troppo, utile anche a tenere su di morale chi ci sta intorno. L’ironia può anche mandare messaggi ben precisi, con un sorriso certo, ma rimanendo molto seria nel significato del messaggio che vuole far percepire. I in genere sono molto autoironici, non tutti chiaro, ci sono anche i permalosi, ma tendenzialmente si sanno prendere in giro.

Frase famosa: ”Mettiti nei miei panni…”. Ce la sentiamo dire spesso, “che vuoi capire tu?” rivolgendosi agli “altri… “, “solo chi prova certe situazioni sulla propria pelle poi capisce che vuol dire…”. Vero, verissimo, diciamo di sì. Di sicuro il messaggio di questo breve filmato è comprensibile a tutti: “Se il diverso fossi tu?” pensate all’improvviso, un mondo rovesciato, dove le minoranze diventano le maggioranze e viceversa, penso basterebbe pochi mesi e allora sì che qualcuno incomincerebbe a capire “l’altro…” a immedesimarsi nei problemi, nelle necessità, nel come si sentono i “diversi” quando a un tratto il “diverso” sei tu…

Vediamo questo piccolo video e riflettete:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=RsuKxY_9f_8 425 344]


Roma: discoteca accessibile a disabili

7
12
gennaio

Grazie alla nostra amica Anna Laudati veniamo a conoscenza di questa singolare iniziativa, la definisco così perchè nel campo della disabilità ciò che dovrebbe essere una prassi in realtà diventa un’eccezione. Parliamo di una discoteca a in quel di , paradossi del nostro paese, in una città dove è difficile trovare anche un Hotel accessibile, poi troviamo una discoteca, che di norma e consuetudine non è portata a “pensare” al disabile. Non è invece di quest’opinione, per nostra fortuna, il titolare della discoteca “Life85″ il Sig.re Rocco De Feo, anche questo è .

Leggiamo 2 articoli da Redattore Sociale (cl)

Serata dance per 40 ragazzi disabili, arrivati a Roma per tre giorni con l’associazione “La strada per l’arcobaleno”. La discoteca “Life 85” si è rifatta il look, eliminando barriere e adeguando servizi. “I giovani ballano: perché noi non dovremmo farlo?

ROMA – Una serata in discoteca, senza il pensiero delle scale che ci sono e del bagno che, invece, di solito non c’è. E’ quella che si sono potuti concedere, nei giorni scorsi, quaranta ragazzi disabili provenienti da tutta Italia, riuniti a Roma per una vacanza auto-organizzata, con il supporto dell’associazione italiana Spina bifida e idrocefalo “La strada per l’arcobaleno”. Tre giorni di turismo nella capitale, all’insegna dell’autonomia, com’è da sempre nello spirito dell’associazione. Questa volta, però, con un incarico importante: testare tutti insieme l’ di una discoteca appena riadattata: la Life 85, a due passi da piazzale Clodio, proprio dietro al Tribunale, baluardo dei diritti. Come il diritto al tempo libero, che per una persone con disabilità non è poi tanto libero.

Fino a pochi mesi fa anche la Life 85, come la stragrande maggioranza delle discoteche e dei locali notturni, era un fortino inespugnabile per chiunque avesse problemi motori: una ripida rampa di scale scoraggiava l’accesso, come pure i gradini all’interno, la pedana sopraelevata e, naturalmente, la mancanza di servizi igienici adeguati. Poi Rocco De Feo, il gestore, ha provato a rifare il look al suo locale, rendendolo accessibile: “L’anno scorso, un giorno di novembre, sono stato interpellato dalla commissione della X ripartizione, che controlla i locali, e mi è stato detto che dovevo munirmi di strutture per disabili: l’ho fatto con piacere. Abbiamo adeguato l’ingresso, c’erano degli scalini e abbiamo fatto una rampa. Dentro, il locale è tutto a un piano, senza dislivelli. E abbiamo fatto un bagno adeguatissimo per i disabili”.

E così, via le scale esterne e interne. Quasi tutte, in verità, perché “i quattro gradini finali sono ancora lì, troppo difficili da eliminare – ci fa notare Carla Marinelli, vicepresidente dell’associazione, riferendoci le sue prime impressioni sul “test” accessibilità. – Però hanno completamente abbattuto le esterne e c’è il all’interno. I quattro gradini sono oggettivamente difficili da abbattere: con un aiuto del personale tutti comunque possono entrare”.

Ma cosa significa per una persona disabile andare in discoteca? Fin dove arriva il desiderio di ballare al ritmo della musica e dove inizia, invece, l’imbarazzo di lasciarsi andare? “Per una persona disabile – racconta Carla – ballare in un contesto come la discoteca può essere imbarazzante, certo. Io l’ho sempre fatto, fin da ragazza: andavo con i miei amici, mi mettevano al centro della discoteca e, per far sì che gli altri non mi travolgessero, facevano una sorta di cerchio intorno a me. Ballare è l’espressione del nostro corpo, ognuno lo può muovere come meglio crede”.

“Di solito non vado in discoteca perché non sono locali attrezzati – ci racconta Erica, una delle ragazze del gruppo, arrivata dalla provincia di Torino – Lascio perdere, non ci provo neanche. Non sono solo i gradini, ma gli spazi ristretti, i tavolini uno attaccato all’altro. In questo caso il locale è abbastanza spazioso, riusciamo a girarci anche se siamo tanti. Ballare è una cosa che i giovani fanno: non vedo perché un disabile non debba avere la possibilità di farlo. Certo, è più facile farlo in un gruppo come questo, in una serata speciale come questa, con tutti disabili: perché molti di noi hanno il complesso del giudizio del normdotato: ‘oddio mi stanno guardando!’. Ma bisogna fare la propria vita e i normodotati si devono abituare: ci siamo anche noi!”.

“Ogni tanto vado in discoteca con amici, essendo appassionato di musica – ci racconta Cristiano, di Roma – In una realtà grande come Roma, sono tropo poche le realtà , soprattutto tra discoteche e locali. Ma altri generi di locali, come i disco pub, molto più spesso sono . La difficoltà maggiore credo però che sia il fattore psicologico di dipendere da qualcuno che è obbligato a darti una mano: quando, con semplici accorgimenti, una persone disabile potrebbe essere autonoma in tutto e per tutto, anche in discoteca”. (cl)

Disabilità e svago. Idee per “un tempo un po’ più libero”

Una barriera architettonica può mandare a monte una serata. A Roma e in Italia sono pochi i locali pensati per accogliere le persone con disabilità. Eppure, “basterebbero un po’ di rampe e un bagno per rendere le nostre sere un po’ meno faticose”

ROMA – Che peso hanno le barriere architettoniche nell’organizzazione del tempo libero di un ragazzo disabile? E quali interventi servirebbero per rendere questo tempo davvero un po’ più libero? In Italia c’è un gruppo di ragazzi e adulti con disabilità, riuniti nell’associazione italiana spina bifida e idrocefalo “La strada per l’arcobaleno”, che questo suo tempo libero lo difende con particolare tenacia. E’ la sfida dell’autonomia, uno dei motori di tutte le attività dell’associazione, che organizza iniziative culturali, vacanze e incontri a tema a cui prendono parte persone provenienti da tutta Italia. Tra di loro abbiamo raccolto alcune testimonianze, che possono aiutarci a conoscere un po’ più da vicino questo tempo libero che, a ben guardare, tanto libero non è.

“Purtroppo il tempo libero della persona disabile è ancora molto condizionato dall’accessibilità – riferisce Carla Marinelli, vicepresidente dell’associazione – Ci deve essere una ricerca continua. Io stessa a Roma conosco quei pochi pub, quelle due-tre discoteche. Ma niente di più. La preoccupazione per l’accessibilità e sempre al primo posto quando si deve organizzare una serata: ‘Ci sono gradini? Il bagno com’è?’: è una domanda che faccio sempre ai miei amici, ogni volta che dobbiamo uscire. Eppure basterebbe così poco per liberare un po’ di più il nostro tempo: un po’ di rampe e un bagno accessibile. Niente di più”.

“Nell’organizzazione del mio tempo libero le barriere contano parecchio – racconta Erica, di Torino – Io ho sempre degli amici normodotati, che mi aiutano a superare il gradino. Ma quando siamo una comitiva di disabili da soli non ci si fa: una carrozzina manuale ancora è maneggevole, ma una è un disastro. E l’obiettivo è poter uscire da soli”.

“L’accessibilità condiziona il mio tempo libero ammette Cristiano, di Roma – ma la maggior parte delle volte ci si organizza: organizzarsi ogni tanto vuol dire anche all’ultimo momento cambiare meta e genere di serata. Per esempio, può succedere che i miei amici rinuncino a una serata in un locale inaccessibile, per stare semplicemente in piazza con una birra in mano a chiacchierare. Insomma, con un po’ di buona volontà si riesce a fare una vita assolutamente normale. Bastano degli accorgimenti che possiamo prendere anche noi disabili: certo ogni tanto ci serve un aiuto. Il fatto di volersi divertire, qualsiasi sia la maniera, è all’interno di ciascuno di noi”. (cl)

Speriamo che sia solo l’inizio, ho parlato al telefono con il Sig.re Rocco che mi ha promesso di farci avere le foto del suo locale così da pubblicarle.


Stefano ci racconta del suo viaggio a Roma

2
20
settembre

Ciao a tutti mi chiamo Stefano ho 30 anni e sono disabile dalla nascita; organizzo sempre io le mie vacanze insieme ai miei genitori, mi diverte, e spero di esservi utile raccontandole a voi.

Inizierò raccontandovi la mia vacanza del settembre 2007, destinazione: e dintorni

Due Premesse sono d’obbligo, sia per questa che per le altre vacanze che vi racconterò in futuro: la prima è che io sono solito organizzare vacanze in cui muovermi a piedi (o meglio con la mia sedia elettrica) o con la mia auto attrezzata (guidata dai miei non potendo io stesso guidare), pertanto, non potrò esservi molto utile per quel che concerne l’ dei mezzi pubblici; la seconda è che le mie vacanze non sono mai rilassanti e riposanti (riposini pomeridiani e relax non fanno per me), amo girare e vedere dalla mattina alla sera tutto ciò che mi è possibile.

La sistemazione, proprio per quanto detto sopra, l’ho scelta proprio nel centro storico a due passi dal Colosseo: Hotel Lancelot (3 stelle) (www.lancelothotel.com), tutto perfettamente , personale cortese e su prenotazione possibilità di parcheggio privato per l’auto nel piccolo piazzale dell’hotel; ovviamente, come tutti gli hotel in posizione centralissima non ha proprio prezzi economici.

Questo il bagno:

bagno acceessibile hotel a roma

Vi racconterò la vacanza così come l’ho organizzata io giorno per giorno.

1 GIORNO

Io abito a Sanremo, pertanto, partendo intorno alle 7 di mattina sono giunto a destinazione intorno alle 16.30; rapida sistemazione in albergo e poi subito per le vie della città: l’hotel si trova in Via Capo d’Africa al fondo della quale in circa 5 minuti a piedi, raggiungo il leggendario Colosseo (con il vicino Arco di Costantino).

NOTE: per chi lo desidera (e se la coda non è troppo lunga), si può entrare a visitare il mitico anfiteatro Flavio: accessibile anche per i che hanno pure una via d’accesso diversificata dai normodotati, ciò permettendo di aggirare le lunghe code; nei dintorni sarà anche possibile farsi fotografare con i mitici gladiatori romani.

Poi ho proseguito lungo l’affascinante Via dei Fori Imperiali con, ai suoi lati, i resti dell’antica Roma, fino a raggiungere Piazza Venezia dove si può ammirare il famoso Vittoriano con il suo Altare della Patria; sul lato sinistro di quest’ultimo, ho percorso Via del teatro Marcello e, dopo pochi passi, sono giunto alla sede del Comune di Roma ed il suo simbolo, ovvero, il Campidoglio.

Poi cena, piccola passeggiata e ritorno in albergo per il meritato riposo.

2 GIORNO

Partenza dall’albergo ore 9.00 circa dopo un’abbondante colazione a buffet.

Oggi giornata senz’auto, carrozzina bella carica e lungo tour per le vie della città.

Dopo un breve tragitto, raggiunta Piazza Venezia, si prende Via del Corso, se ne percorre un tratto fino ad imboccare sulla nostra destra Via delle Muratte alla fine della quale, si può ammirare la mitica Fontana di Trevi; dopo le ovvie fotografie, il consueto lancio di monetine e per i più coraggiosi un tuffo in acqua J, si torna indietro ripercorrendo, per un breve tratto, Via delle Muratte fino ad immetterci sulla destra in Via di S.Maria in Via, raggiungendo Piazza di S.Silvestro; da qui, si imbocca Via del Gambero alla termine della quale si sbuca nella famosissima Via Condotti; la si percorre tutta (si raccomanda alle donzelle di osservare le vetrine con moderazione per evitare di terminare il giro odierno in tarda nottata J) fino a giungere in Piazza di con alle sue spalle Piazza della Trinità dei Monti.

Da qui si prenderà Vicolo del Bottino e poi Viale Trinità dei Monti per immergerci nel verde di Villa Borghese dove si può sostare anche per il pranzo.

Terminata la visita alla Villa ed al suo parco (o, almeno, ad una parte vista la sua immensità), se ne esce dal lato che si affaccia sulla celebre e bellissima Piazza del Popolo con la Chiesa di S.Maria del Popolo; sul lato sinistro della piazza ci si immette in Via della Ripetta giungendo fino a Piazza Augusto Imperatore dove si possono vedere l’Ara Pacis ed al Mausoleo di Augusto; da qui, si prosegue prendendo il Lungotevere fino a Piazza di Ponte Umberto I dove si gira a sinistra per Via Zanardelli sbucando in Piazza di Tor Sanguigna dietro la quale, si trova la celebre e stupenda Piazza Navona con le sue famose tre fontane; sul lato destro della piazza, circa a metà, ci immettiamo nella breve Corsia Agunale sfociando in Corso del Rinascimento accanto a Piazza Madama, dove si può vedere Palazzo Madama sede del Senato della Repubblica; sul lato sinistro della Piazza, imbocchiamo Via del Salvatore e poi, sempre dritto, attraverso Via Giustiniani si raggiunge la bellissima Piazza della Rotonda dove ammireremo e visiteremo il famoso Pantheon (ultima tappa della giornata); dopo la visita, sul lato sinistro del tempio, si prende Via della Minerva sfociando nell’omonima Piazza della Minerva e da qui girando a sinistra, attraverso Via di S.Caterina da Siena, Via del Piè di Marmo e Piazza del Collegio Romano, si arriva in Via del Corso dove, girando a destra, si ritorna in Piazza Venezia e, da qui, si prosegue fino all’albergo.

NOTE: Roma, ed in particolare il centro storico, si girano bene in carrozzina a parte le zone (tipo intorno al Colosseo) in cui vi sono i fastidiosi sanpietrini; per chi come me non sopporta il traballio sconsiglio assolutamente un giro al quartiere di Trastevere, poiché ha la pavimentazione è tutta fatta di ciottoli e sanpietrini, peraltro molto usurati e con molti buchi (ho girato e cenato una sera in questo quartiere e il traballio mi ha stremato).

GIORNO 3

Partenza ore 9.00 circa dall’albergo dopo l’immancabile abbuffata mattutina.

Quest’oggi si prende l’automobile.

Prima sosta a circa 10 minuti dall’albergo alla bellissima Chiesa di San Giovanni in Laterano (merita davvero ed è accessibile la visita all’interno).

Dopo aver ammirato le meraviglie della Cattedrale di Roma, ho proseguito in auto, direzione autostrada, per raggiungere in circa un’ora la cittadina di Tivoli.

Qui ho visitato la meravigliosa Villa d’Este con le sue famose fontane e i suoi giardini.

La villa è fantastica ma è tutto un sali e scendi e con alcuni scalini ma è possibile visitarla a bordo di un trenino in cui si può salire direttamente con la carrozzina; con il trenino si vede circa l’90% del parco e comunque tutte le parti più belle

Terminata la visita, ritorno a Roma e visita delle Terme di Caracalla, belle e completamente .

Poi cena tipica romana e nanna.

GIORNO 4

Colazione sostanziosa e partenza ore 9.00 circa dall’albergo.

Oggi giornata religioso-culturale, ho preso l’auto raggiungendo, in breve tempo, la Città del Vaticano; ho trascorso la giornata visitando la maestosa Basilica di San Pietro (compresa la salita sul mitico Cupolone), le tombe ed i musei vaticani nonché la meravigliosa Cappella Sistina (coda permettendo anche se per i disabili ed un le code sono pressoché inesistenti). Tutto è perfettamente accessibile alle .

Terminata la visita, mi sono diretto lì vicino, al bellissimo Castel Sant’Angelo con il suo stupendo ponte sul Tevere; il castello al suo interno non è accessibile per i portatori di .

GIORNO 5

Ultimo giorno di permanenza nella Capitale.

Consueta partenza a piedi intorno alle 9.00 dall’albergo.

Percorriamo per un tratto Via Dei Fori Imperiali e, circa a metà, sulla destra, all’altezza di Largo Corrado Ricci, ci immettiamo in Via Cavour percorrendola tutta (anche il secondo tratto dopo Largo Visconti Venosta) sino a giungere in Piazza Esquilino alle spalle della bellissima Chiesa di Santa Maria Maggiore con la sua omonima piazza (anche questa chiesa è bellissima ed accessibile).

Terminata la visita alla Chiesa, da Piazza Esquilino si imbocca Via Agostino De Petris, lungo la quale si vede Piazza del Viminale, fino ad immettersi, girando a sinistra, in Via Nazionale che si percorre quasi tutta imboccando poi, sulla sinistra, la breve Via Mazzarino sbucando nella più famosa Via XXIV Maggio al termine della quale, dopo pochi passi, ci troveremo nella bella ed importante Piazza del Quirinale (non poteva mancare un saluto al nostro Presidente J).

Poi si prosegue attraverso la Salita Di Montecavallo (che per noi sarà una discesa), ci si immette in Via della Dataria percorrendola fino a Largo di Brazzà da qui, si prende Vicolo di S.Vincenzo che ci porterà davanti alla, già vista, Fontana di Trevi (rivederla un’altra volta non mi ha certo annoiato…anche di notte è una chicca da non perdere, ve la consiglio); sul lato sinistro della fontana percorro Via dei Poli immettendosi poi, girando a sinistra, in Via del Tritone fino a Largo Chigi dove, girando nuovamente a sinistra, ci troveremo in Via del Corso proprio davanti alla celebre Piazza Colonna e, subito dietro a questa, si vedrà anche Piazza Montecitorio, sede della Camera dei deputati.

Si riprende poi Via del Corso sino ad arrivare in Piazza Venezia.

Da qui, si prosegue in Via del Teatro Marcello raggiungendo Piazza Bocca della Verità dove, per i più coraggiosi, è possibile infilare la mano nella famosa bocca J.

Terminato questo giretto ho preso uno dei pullman turistici a due piani che girano per Roma vedendo i posti più significativi della capitale da un’altra prospettiva; questi pullman sono accessibili ed effettuano anche fermate ai vari monumenti (basta procurarsi un depliant del pullman con orari e luoghi delle fermate così da poter evitare le lunghe camminate dei giorni precedenti; io ritengo però che la visita a piedi a tutto un altro fascino).

Ritorno in albergo intorno alle 16.00-16.30 per breve relax; poi ho preso l’auto per raggiungere in circa 40 minuti la vicina cittadina di Ariccia dove ho sostato per la cena in una delle sue famose e caratteristiche trattorie con specialità matricina e porchetta; la città non ha cose particolari da visitare ma la cena merita ed è davvero tipica.

Sulla strada per Ariccia avevo previsto anche una sosta a Castel Gandolfo ma la pioggia di quella giornata me l’ha impedita.

Terminata la cena, ritorno in albergo dove ho trascorso l’ultima notte delle mie vacanze.

GIORNO 6

Ultima colazione abbondante e, dopo aver liquidato l’albergo e caricato le auto, si parte lasciandoci alle spalle Roma e le sue meraviglie.

Comunque, ho sfruttato fino in fondo quest’ultima giornata di vacanza fermandomi lungo il tragitto alla cittadina di Bolsena con il suo bellissimo lago; cittadina bella con un po’ di salita per raggiungere il castello (non accessibile all’interno).

Ritorno a casa in tarda serata.

Spero di esservi stato utile.

Al prossimo viaggio

Stefano Guglielmi

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dalle fonti citate nell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore dei reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.


I giardini bellissimi di Tivoli a Roma

10
agosto

Per il Turismo Accessibile oggi parliamo della Villa d’Este a Tivoli a Roma, luogo spettacolare, con i suoi giardini, le fontane, un patrimonio dell’Italia e del mondo. Il nostro caro amico che si fa chiamare George Bayron ci riporta il suo reportage sull’accessibilità.

Villa d'Este a Tivoli (RM)

ciao, eccomi di ritorno da Tivoli. l’ingresso al disabile è gratuito mentre chi l’accompagna a secondo della patologia dell’invalido se o più o meno autonomo paga il biglietto che consiste in 10,00 euro.

C’è un ascensore che accompagna i visitatori fino al livello dei giardini, su prenotazione c’è un servizio di accompagnamento con un mezzo elettrico e guida in tutto il parco, uno dei più bei giardini d’italia.

Ti allego alcune foto del percorso che potrebbe esser fatto anche da disabili su sedia a rotelle o elettriche.

stradello accessibile Villa d'Este a Tivoli

 

viale accessibile Villa d'Este a Tivoli

 

Fontana a Villa d'Este a Tivoli (RM)

Prendere in affitto un appartamento a Roma è un’ottima opzione per raggiungere più facilmente la bella Tivoli e per trascorrere un soggiorno unico in uno degli scenari più belli del mondo.

Per altre informazioni potete consultare il sito: www.villadestetivoli.info

Ringraziamo il nostro reporter di fiducia ;-)

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione, sicuri e speranzosi di avere la gentilezza dell’autore del reportage di darci altre informazioni se in suo possesso.

Grazie.


Barcellona: Plaza Real e Ramblas

2
22
luglio

Continuiamo con l’accesibilità di questa splendida città: .

Ci dirigiamo verso le , ossia una lunga strada composta cosi: al centro è pavimentato e pedonale, molto largo, con una serie di banchetti, dai fiori, alla vendità di uccellini, gadget, ecc….in più ci sono diversi alloggi con sedie dove mangiare.

Le Ramblas sono sempre affollate, che sia mattina presto, le 2 del pomeriggio, la sera o la notte.

In questa zona c’è più turisti che spagnoli e ovviamente molti italiani. Dopo un pò di strada troviamo Plaça Real, piazza piena zeppa di ristoranti con tavoli all’aperto, frequentata soprattutto da turisti.

Sotto un breve filmatino che abbiamo fatto:

(Continua…)


La spiaggia di San Vincenzo (LI)

3
22
luglio

a sulla costa . Oggi vi raccontiamo di San Vincenzo, in provincia di Livorno.

Non ho certo mai avuto problemi tali da non permettermi di viaggiare, come ben sapete, ma uno dei limiti che ho avuto è stato quello di non poter portarmi la mia “macchinina”, che sarebbe la con cui gironzolo nella mia città. Purtroppo visto le dimensioni e il peso, avrei bisogno di un’auto con particolare spazio e per adesso non abbiamo i soldini per acquistarla.

Allora ci dobbiamo arrangiare in altri modi, tipo sfruttare il servizio pubblico, se esiste. A in provincia di Livorno, nonostante adesso non sia molto sfruttato, il servizio c’è, sono autobus extraurbani con pedana elettrica. Vale la pena provare a usarlo no?

Mi sono accordato con una delle responsabili A.T.M dopo aver provato il funzionamento della pedana, grazie a un mio ex compagno di scuola (piccolo il mondo è?), che nel momento in cui ho bisogno di tali mezzi avrei avvisato almeno 2 giorni prima, così da permettere lo spostamento del mezzo su quella corsa.

Prima tappa San Vincenzo, che non è molto distante da qui ma essendo il primo esperimento, meglio non allontanarsi troppo da casa ;-)

Dopo aver chiarito che la partenza era Sabato 4 e non Lunedì 6, poiché nel passaparola tra loro si era spostata la data ;-) si parte alle 9 dalla piazza, dove c’è la biglietteria. Arrivo che gli autisti facevano la prova della pedana, tutto ok, anche se non è messa benissimo, si sale e si parte!

Arriviamo a San Vincenzo dopo un percorso lunghino, si passa pure da Venturina. Arrivati a destinazione ecco il primo intoppo dopo essere sceso, la pedana non rientra al suo posto. Passano i minuti e dietro l’autobus si forma una gran fila di macchine che rumoreggia, suonano il clacson, mentre l’autista sotto il sole fa mille tentativi, intanto io mi rivolgo alle auto di darsi una calmata…alla fine si risolve e il bus riparte. Che sudata!. In effetti, quella pedana non è messa benissimo, andrebbe riaggiustata un po’…comunque siamo arrivati ed è bellissimo poter andare da solo con mia moglie senza farmi spingere.

Ci avviamo verso Via del Faro, dove c’è una spiaggia a disabili, con anche i bagni adeguati. Non è vicino da dove ci ha lasciati l’autobus, saranno 2 km, ma è stato piacevole come percorso.

A=fermata autobus B=Via del Faro

A=fermata autobus B=Via del Faro

San Vincenzo si gira bene, buoni i marciapiedi, , anche se i negozi invece non sono molto attrezzati, in quasi tutti non ho visto uno .

Eccoci arrivati, il bagno è fantastico, ce ne fossero così, un gran bel lavoro. Per arrivare alla spiaggia c’è uno scivolo e poi un percorso con tavole di plastica sulla sabbia.

Bagni

Bagni

scivolo

scivolo

Il problema è che non avevamo un ombrellone e quindi mi sarei strinato al sole. Ho lasciato Enza che si abbronzava e faceva il bagnetto mentre io sono partito in un giro investigativo ;-)

Ci siamo infatti poi spostati alla “Perla Marina” dove c’è una terrazza in cui potevo stare all’ombra. Bellissimo il ristorante. Anche lì la spiaggia è accessibile ma privata. C’è pure i bagni se pur più piccoli, comunque a disabili.

Siamo poi andati a pranzare a “Serenendippy”, uno dei tanti ristoranti sul mare, anch’esso accessibile ma privo di bagni adatti, o almeno io non li ho visti. Si mangia benissimo.

Ci siamo diretti poi al “Delfino” per incontrare mio fratello, nipote e cognata. Il locale è accessibile solo la parte di sotto, dove c’è il Bar. Vicino c’è la spiaggia con le cabine e anche un .

Alle 18.30 si riparte. Questa volta l’autobus ha una pedana più nuova e ben messa, ci facciamo il viaggio insieme a extracomunitari di ritorno dalle vendite ambulanti sulle spiagge.

…ecco il mio atterraggio:

note-della-redazione

I dati sulle varie sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione.

Grazie.


Barcellona: attrazioni accessibili

1
21
luglio

Nel proseguire il racconto del nostro viaggio di nozze, dopo aver parlato dei mezzi , oggi visitiamo altri luoghi di .

Incominciamo da una Cattedrale che si trova nella zona denominata Barrio Gothic. Questa zona si trova prendendo una traversa delle , è un quartiere tra i più antichi della città, molto suggestivo, pieno di vicoli stretti e negozi. In più c’è la cattedrale. Esternamente purtroppo è un po’ rovinata la vista da lavori in corso e un mega pannello rosso che non centra un kaiser, ma appena entrati l’atmosfera cambia e diventa molto suggestiva. Da visitare. Gratis.

È una chiesa gotica del quattordicesimo secolo che sta lungo il mare, ed è stata costruita dagli abitanti del quartiere La Ribera con i soldi che avevano guadagnato con il commercio all’estero. Era la loro chiesa privata. Le finestre colorate della basilica, che datano sia del quindicesimo secolo che dal diciottesimo, sono molto conosciute.

La Chiesa di Santa Maria del Mar

La Chiesa di Santa Maria del Mar

Per entrare bisogna fare una delle salite che sono ai lati della scalinata centrale, salita direi alquanto ripida e avvisare i responsabili all’interno di aprire il portone laterale, ne vale la pena, è davvero bellissima.

Sotto un breve filmatino esplicativo della nostra visita ;-)

Altro simbolo da vedere è sicuramente Casa Battlò, costruita da quel pazzo di Gaudì. Si trova non molto distante da Plaça de Catalunya ed è una delle sue stranissime case, quasi fumettistiche…insomma, ne vedete un accenno in foto e poi nel video sotto…è veramente strano passeggiare lungo case e palazzi moderni e poi trovare questo spettacolo di costruzione, sembra proprio di entrare all’improvviso in una favola.

. Non lo avrei mai detto, non solo si può entrare con la carrozzina ma c’è pure l’ascensore!! e tra l’altro è originale del periodo, ovviamente con il motore rinnovato ;-) che poi in effetti guardando lo stile con cui è fatto, è proprio dell’epoca….il che non è che lo renda assai . Ho dovuto cambiare carrozzina perchè la mia non entrava. Ne hanno una loro più adatta e comunque l’ometto addetto era molto simpatico.

Siparietto. Mentre eravamo in ascensore qualche furbo a aperto li sportelli in un piano, mandando in tilt l’ascensore (elevator lo capiscono bene) e come accenno nel video siamo andati in su e giù per un bel po’ con l’omino incazzatino ;-) !!!

Entrare qui non è gratis, si paga 13 euro a testa e niente sconti per me, ma credo più perchè era antipatichina la tipa dei tickets. Occhio che si vede solo 2 piani, il primo e il quinto e vale per tutti, normo o …tra l’altro il quinto è in cima e non c’è molto….gli altri sono privati, perchè qualche fortunato ci abita!!!

….in compenso sono potuto andare anche nel bagno, che è grande e quindi accessibile ;-) nel secondo video si vede ;-)

…e per oggi abbiamo finito la nostra passeggiata a Barcellona.

note-della-redazione

I dati sulle varie accessibilità sono stati forniti dall’autore dell’articolo, facciamo presente che i disabili non sono creati con lo stampino e quindi ci possono essere delle esigenze differenti anche con malattie simili. Consigliamo dunque di non esitare a chiedere ulteriori informazioni lasciando commenti oppure scrivendo alla redazione.

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In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

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