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Elogio a Parigi

2
21
febbraio

Ho recentemente passato una settimana di vacanza a Parigi ed è stata una esperienza estremamente positiva.

Non voglio dilungarmi sulla infinita varietà di attrazioni turistiche, storiche e artistiche che la città offre in quanto esistono centinaia di guide che le illustrano molto meglio di quanto potrei farlo io. Voglio però riportare le informazioni relative alla mobilità di una persona in carrozzina perchè sono un esempio di come il problema sia stato affrontato e risolto in maniera egregia.

In primo luogo i dettagli sul viaggio per e da Parigi.

Per la prima volta ho deciso di utilizzare il treno, anche per sperimentare personalmente il famoso TGV francese.

Io abito a Sanremo e ho deciso, per limitare il numero di cambi, di partire direttamente da Nizza.

Esistono due siti dai quali è possibile prenotare i biglietti.

Il sito internazionale accessibile anche in italiano (www.tgv-europe.it ) dal quale è possibile prenotare anche le tratte internazionali ma non di specificare le necessità di un disabile, e quello francese (www.sncf.com ) dal quale è possibile invece prenotare il posto per disabili.

Esiste poi un contatto mail (accesplus@sncf.fr) che, anche in inglese, fornisce tutta l’assistenza necessaria per la prenotazione dei biglietti e dei servizi di supporto nelle varie stazioni.

Contattando in primo luogo questo indirizzo ed esprimendo i propri desideri è possibile organizzare in modo efficiente il proprio viaggio, fornendo tutte le informazioni necessarie per mezzo di un questionario che viene inviato via mail.

Io ho fatto così e ho trovato, sia alla stazione di Nizza che a quella di arrivo a Parigi (Gare de Lyon) funzionari capaci e puntuali ad aiutarmi.

Al ritorno ho voluto sperimentare anche il servizio italiano e ho prenotato sia i biglietti che il servizio di supporto fino a Ventimiglia, con un cambio a Nizza previsto con solo 30 minuti di tempo.

Ebbene: a Nizza sono stato prelevato dal treno in arrivo e accompagnato direttamente a quello in partenza e a Ventimiglia il supporto italiano (prenotato attraverso il servizio delle sale blu di Trenitalia) è stato puntualissimo. Quindi nessun problema.

Sui TGV i disabili viaggiano in prima classe pur pagando il biglietto di seconda e l’accompagnatore viaggia gratuitamente, ma gli spazi sono piuttosto limitati, come ho potuto verificare nel viaggio di ritorno nel quale era presenta un altro disabile: l’incrocio di due carrozzine è possibile solo con l’aiuto del personale che è comunque molto gentile.

La toilette accessibile, in verità un po’ stretta e con la tazza che rimane sulla destra della carrozzina il che è un problema per chi usa sedie elettriche, è a pochi metri dai posti riservati. Le varie porte sono ad apertura automatica ma i pulsanti di comando si sono rivelati troppo duri per le mie capacità.

A Parigi ho scelto un albergo con struttura moderna per poter contare sulla piena accessibilità. L’hotel IBIS Bastille di rue de Breguet si è rivelato molto comodo: stanza con spazi sufficienti, toilette larga, doccia a raso pavimento, posizione strategica sia perchè molto vicina ad una zona che di sera si anima in maniera incredibile, sia perchè molto ben servita dai servizi pubblici.

E qui viene la nota più interessante: la mobilità dei disabili a Parigi, essendo le stazioni della metropolitana spesso non accessibili, è assicurata dalla rete degli autobus che sono tutti accessibili per mezzo di un piccolo scivolo azionato elettricamente dall’autista. I passaggi degli autobus sono molto ravvicinati e la rete è estremamente capillare. Difficilmente capita di dover aspettare più di 10 minuti ad una fermata e con non più di due autobus si attraversa la città in meno di mezz’ora in quanto la rete è organizzata su un numero limitato di punti nei quali si incrociano molte linee (place de la Bastille è uno di questi).

Il servizio è molto migliore di quanto gli stessi operatori turistici non sappiano: l’ufficio turistico della Gare de Lyon mi aveva scoraggiato all’arrivo consegnandomi una cartina con una selezione molto ridotta di autobus accessibili, ma l’informazione si è rivelata del tutto sbagliata.

Spesso invece i locali pubblici quali bar e ristoranti non sono accessibili a causa di uno scalino all’ingresso. Per questo problema è utile portare con sè una piccola rampa (40 cm di lunghezza sono sufficienti nella maggior parte dei casi).

Allo stesso modo sono rari i locali dotati di servizi accessibili ma il problema è superato dai moltissimi servizi pubblici che si trovano lungo i grandi viali. L’accesso è regolato da un sistema automatico che tra un utente e l’altro igienizza l’ambiente per cui sono tutti abbastanza puliti.

Quasi tutti i miei obiettivi di visita si sono rivelati accessibili:

-la Sainte Chapelle (con l’esclusione dei giorni festivi perchè l’ascensore è posto nell’annesso palazzo di giustizia)

-il museo di storia e cultura ebraiche

-il Musee d’Orsay

-il centro di cultura islamico

-il cimitero di Pere Lachaise (con qualche problema per il fondo acciottolato)

Ho trovato problemi solo all’espace Dalì di Montmartre (non accessibile) e alla Promenade Plantee (vecchio tratto ferroviario sopraelevato) che, come ho scoperto solo successivamente, è servita da ascensore unicamente all’estremità dei Jardin de Reuilly.

I movimenti pedonali sono inoltre molto agevolati in quanto tutti i marciapiedi sono raccordati al piano stradale in corrispondenza degli attraversamenti e degli incroci e passeggiare per Parigi, girando tra piazze, antichi mercati alimentari, mercati etnici dei quartieri periferici, parchi lussureggianti e curatissimi è veramente un piacere imperdibile.

In conclusione: se cercate una vacanza affascinante e spensierata nonostante la carrozzina, Parigi fa per voi!

Mirko Ferranti.


Villaggio Welcome riviera d’Abruzzo

12
febbraio

Tanti sono i buoni motivi per i quali vale la pena prenotare la Vostra vacanza presso il Villaggio Welcome Riviera d’Abruzzo:

praticità e comodità essendo una struttura sita fronte mare e in piena zona turistica che dispone di alloggi interamente al piano terra anche per la formula hotel.

Divertimento, grazie all’attività giornaliera e serale dell’animazione “Samarcanda” (una delle migliori compagnie di animazione) che ogni anno propone uno staff competente ed affidabile al 100%. Allieterà le vostre giornate con tante piacevoli attività all’insegna anche dello sport,sempre in maniera discreta e non invadente.

Rilassamento essendo una struttura consigliata alle famiglie, grazie alla presenza di un ottimo staff di animazione dedicato al mini- teeny e junior club che si occuperà dei vostri figli quotidianamente con varie attività ricreative e sportive lasciando loro un ricordo bellissimo della vacanza.

Gusto grazie alla deliziosa ed attenta cucina del nostro Chef Nicola che con la Sua equipe offre tutti i giorni piatti prelibati e gustosi alla riscoperta anche della tradizione abruzzese proposti presso il nostro ristorante centrale con servizio a buffet e tavolo assegnato; ampio buffet di antipasti caldi e freddi dai mille colori e sapori ,a seguire ampia scelta di primi e secondi sia di carne che di pesce , fino a dolci e frutta; il tutto nello stile più informale possibile.

Mare, relax ,divertimento e praticità contraddistinguono il Villaggio Welcome Riviera d’Abruzzo rendendo la Vostra vacanza un ricordo da ripetere di anno in anno….

Il nostro giudizio: il villaggio si fregia di una conduzione esperta e costante, di una società di animazione professionale e di ambienti semplici ma altamente vacanzieri; se questi sono gli ingredienti che cerchi la riuscita della vacanza, è garantita.

Info:
Tel 0861/786341

Agriturismo l’Olmo vicino Bettona – Umbria

3
gennaio

L’amica Rossella ci segnala questa struttura: nei pressi di Assisi dove ho trascorso il Capodanno. Si chiama Agriturismo L’Olmo, è vicino a Bettona (Umbria). Ha due appartamenti accessibili. Ti mando foto del “nostro”. Alcune cose si potevano fare meglio ma nel complesso la struttura è ottima, almeno per noi lo è stato. Nel bagno la doccia ha l’apertura a soffietto, il lavandino è leggermente basso rispetto a come dovrebbe, e il water ha il rialzo rimovibile.
Spero che queste info possano essere utili. La struttura è anche su facebook “L’Olmo agriturismo di charme“.

Foto interni:


Superare le barriere con convenienza: sovvenzioni statali per l’acquisto di un montascale

14
dicembre

I miei genitori hanno una casa molto grande. Bella, su tre piani, immersa nella campagna veneta. La casa fu costruita ormai più di un secolo fa e ha una sua imponenza severa, con la facciata di mattoni, i lunghi corridoi, le ampie scale in legno scuro. Proprio queste ultime si stanno rivelando un problema negli ultimi anni. Io ormai non vivo più in quella casa da tempo, così come mia sorella. I miei genitori se la cavano bene, ma il peso degli anni comincia inevitabilmente a farsi sentire anche per loro. Le camere da letto e i bagni sono al piano superiore e, per come è costruita la casa, sarebbe praticamente impossibile spostarle al piano inferiore, a meno di non voler trasformare il salotto in una specie di loft/accampamento, cosa che escludo categoricamente sia nei desideri dei miei genitori.

Eppure, ogni anno quelle due rampe di scale (per non parlare del secondo piano, che ormai è praticamente disabitato e le cui librerie sono visitate più dalla polvere e da qualche occasionale topolino curioso che, si sa, in campagna riesce sempre ad infiltrarsi in casa, soprattutto in edifici così vecchi) diventano via via più faticose, soprattutto per mia madre che ha dei problemi al ginocchio che si porta dietro da quando era giovane. Insomma, negli ultimi tempi si era trasformato in un problema che si poteva più rimandare indefinitamente.

Ho cominciato ad interessarmi per l’acquisto di un montascale (avete presente quelle “poltrone mobili” che salgono le scale lungo una ringhiera? Ebbene, questa è la definizione tecnica! Ammetto candidamente che fino a qualche mese fa ero completamente all’oscuro del termine) e ho scoperto, con non poca soddisfazione, che esistono detrazioni e contributi statali qualora si decida di installarne uno nella propria casa. Fino al 30 giugno del 2013, infatti, la detrazione Irpef è stata aumentata fino al 50% della spesa sostenuta, per un incremento del tetto di spesa fino a 96.000 euro – questo vale sia per gli immobili di proprietà che per quelli in affitto. Ma non solo, infatti facendo richiesta al proprio Comune si può anche avere accesso alla graduatoria per i contributi regionali, che copriranno l’intera spesa (fino a circa 2.500 euro) o il 25% di essa (fino a circa 13.000 euro, i costi eccendenti questa cifra godranno di un contributo del 5%).

Dopo una lunga ricerca e soppesando le varie offerte per quanto riguarda qualità e prezzo, ci siamo decisi ad utilizzare le sovvenzioni per l’acquisto di un montascale Encasa. Chiaramente i miei hanno dapprima accolto la novità con un po’ di scetticismo (“avrò mica bisogno di quell’attrezzo per andare a dormire?”) ma dopo un paio di mesi si sono arresi anche loro all’evidenza della comodità e del ritrovato benessere – e saperli sicuri e al riparo da sforzi pericolosi ha alleviato parecchio anche le mie preoccupazioni.


Pietro a Parigi

30
novembre

Pietro

Ciao Sono Pietro, sono normale e faccio cose normali…come viaggiare.

E in questi giorni ho avuto l’opportunità di passare quattro giorni a Parigi e volevo condividere con voi alcune informazioni.

Parigi è una città molto grande, ma non poi cosi grande come si può pensare. Ho costatato che, sebbene incredibile, è più piccola di Roma; e in soli 40/50 minuti si può davvero passare da una parte all’altra della città. E’ fatta di piccoli quartieri, uno accanto all’altro, dove è concentrato molto da vedere. Una rete di bus, treni di vario genere, in parte accessibili in autonomia, e la metrò, mappa l’intera città. E in poco tempo si riesce veramente a visitare l’intera città. Comunque sul sito www.ratp.fr potete programmare tutti i vostri spostamenti, e con le giuste scelte è possibile indicare anche le proprie difficoltà; e lui ricalcolerà il percorso in relazione.

Questo contributo non vuole che darvi un’idea di massima di quello che la città può offrire, e di come potersi muovere in libertà in una realtà straniera che, a sentir di molti, mi avrebbe creato non pochi problemi. Ma andiamo per gradi.

Giunti all’aeroporto C.d.G con l’Easyjet, sappiate che i taxi fanno a gara per rubarvi 60 euro per portarvi alle porte del centro di Parigi. 28km, ma spesso trafficate e un’ora di viaggio in taxi costa cosi. E’ possibile muoversi con i mezzi, ma noi abbiam preferito far cosi. E vi chiederanno anche la mancia per aver fatto la fatica a scaricare la sedia a rotelle. Sta di fatto che in un’ora e senza perder tempo a capire come e quale mezzo prendere siam giunti in hotel.

Ho scelto come punto di partenza l’IBIS hotel di Bercy Village, che con una cinquantina di euro a notte, senza colazione, offriva un’ottima soluzione per quelli che sarebbero stati i miei successivi spostamenti. La nostra scelta è caduta su questo hotel perché si trova a 50 m dall’ingresso Cour S. Emilian della Linea 14 della metrò. L’ultima linea sviluppata. La linea 14 è composta di non più di 9 fermate, se non ricordo male, e tutte attrezzate con ascensore. Ma non posso nascondervi che alcune di esse, benché appena realizzate, avevano l’ascensore in manutenzione. Son convinto che è una cosa temporanea, e ad ogni modo vi erano le scale mobili. Se siete accompagnati, potete comunque sfruttare questa linea totalmente. A me, con una buona dose di forza per girare a piedi Parigi, mi ha portato dappertutto. Allego qui sotto poi la pianta della metropolitana, ma che credo possiate benissimo poi trovare su internet. E in più alta definizione.

Delle altre linee non possi dirvi molto perché non le ho prese, in quattro giorni e con tutto quello che c’era da vedere, dovevo concentrarmi su poco e bene. Ma posso assicurarvi che la linea 2, quella che porta a Montmartre e Pigalle, i famosi quartieri a luci rosse della città lungo la Senna, non è attrezzata, e tantomeno accessibile. Su molte fermate non ci sono neanche le scale mobili, quindi se decidete di usufruirne, siate ben coscienti che, se nessuno vi da una mano, quelli come me su una sedia a rotelle corrono il reale rischio di tornare indietro o rimanere giù. Ad ogni modo al link http://www.ratp.fr/fr/ratp/c_23590/plans-metro/ trovate la pianta dettagliata di ciascuna linea e nel dettaglio si può subito sapere se la fermata è accessibile o meno. Inoltre, in ogni biglietteria della metrò è possibile ritirare un’ulteriore mappa, chiamata INFOMOBI, indicante la pianta di tutte le linee, di ogni tipo di mezzo pubblico, accessibili con sedia a rotelle. E indicante anche il grado di accessibilità. Come ad esempio se vi è uno spazio, in parte grande, tra il marciapiede e l’ingresso al mezzo di trasporto.

Oltre alla metropolitana ho scelto di muovermi anche con la RER: un treno veloce urbano che viaggia sopra al livello stradale. E’ un po’ complicato capire il funzionamento delle linee per azzeccare le coincidenze senza attendere ma anche qui si può fare. Esiste sono un piccolo ostacolo non impossibile. Tra il marciapiede e il treno c’è uno spazio di circa 30 cm massimo. I più agili e temerari come me lo possono fare e con un balzo, essendo a livello, montare in treno. Altrimenti meglio farsi aiutare. Ripeto, può sembrare, dalla mia descrizione, una cosa insuperabile, ma vi garantisco che l’attesa nelle fredde stazioni tra un treno e l’altro, è molto peggiore.

Quando si scende nella metropolitana, dovreste comprare un abbonamento per usufruire del pubblico trasporto, ma io non l’ho comprato. E nessuno mi ha detto nulla. Vige la regola “pensavo per noi fosse gratis”. Per arrivare ai treni c’è una barriera di controllo ticket automatica, ma in tutte le stazioni, su un lato della barriera, c’è sempre un cancello, dove passare. Solitamente è chiuso, ma a lato c’è sempre un campanello. Suonate e alla fine qualcuno vi risponderà. Idem succede al contrario: se siete in giro per Parigi e un ascensore non funziona, suonate il campanello che in tante fermate c’è e qualcuno attiverà l’ascensore o vi verrà a prendere. A volte è capitato che fosse occupato e non rispondesse, allora ho dovuto fa scendere un amico per avvisarlo di attivare l’ascensore e il problema s’è risolto.

La metrò oltre che essere veloce, pulita, affollata, è anche sicura. Non correte il rischio di finire sui binari, come succede a Milano. Tutta la metrò è protetta da una galleria di vetro. All’arrivo del treno, si apre automaticamente una porta in corrispondenza della porta del treno. Eccezionale. Se proprio dobbiamo trovare una critica, verso sera è spesso affollata. Ma con quel buono spirito di adattabilità cui accennerò più avanti, si fa tutto.

Sempre nella metrò non ho notato se ci fossero servizi igienici, ma suppongo e spero sia stata una mia svista. Non sempre era possibile chiedere. E’ una città sempre in movimento e non sempre c’è qualcuno, che ci lavora dentro, cui chiedere.

Fuori dall’hotel che abbiamo scelto c’è appunto un Village con ristoranti e locali che possono accompagnarvi dalla colazione al dopocena, carini quanto cari. Ma attrezzati e accessibili. Propongo qui di seguito alcuni di essi:

–       LE SAINT M’: Bercy Village, 34 cour Saint Emilion

–       CHEZ BRUNO: Bercy Village, 26-28 cour Saint Emilion

–       CAVE A VIN: Bercy Village, 33 cour Saint Emilion

–       ADAGIO: 1-7 cour du Minervois

Presto scoprirete che mangiare a Parigi può essere veramente dispendioso; ma con alcuni accorgimenti, che chiaramente abbiamo imparato l’ultimo giorno, si possono contenere le spese. Alcuni esempi:

  • Ho pagato un litro d’acqua naturale 11 €, quando tanti bevono l’acqua del rubinetto che è buona e potabilissima. Basta chiedere “un caraffe d’eau” e non dell’acqua naturale.
  • Per mangiare consigliamo la catena “Chez Clement”, e “Flunch” dove potete benissimo ordinare solo una portata e poi i contorni sono gratuiti, nel senso che potete servirvi in autonomia da un buffet.
  • La colazione presa assieme all’hotel sarebbe costata circa 10 euro a testa, ma fuori, in alcune boulangerie, supermercati o Starbucks, seminati davvero in ogni angolo di Parigi, si può fare una buona colazione con massimo 7 €. Ovvio… dipende da quanto ognuno di noi mangia la mattina. Gli Starbucks sono quasi tutti attrezzati e accessibili. Quindi se vi scappa un piede, li avete un’oasi.

Armatevi di forza e pazienza, di spirito di adattamento e Parigi sarà per voi un libro aperto. Tante strade son spesso fatte di sanpietrini, e quindi altrettanto spesso ho dovuto viaggiare in equilibrio sulle ruote posteriori. Difficile ma non impossibile.

Ho visitato tanti posti della città, ma in alcuni, seppur fondamentali, ho dovuto arrendermi alle code; altrimenti queste poche righe non sarebbero potute esistere. A grandi linee vi posso dire che I musei son tutti “quasi del tutto accessibili”. Mi spiego meglio, il Louvre su tutti è molto molto grande e noi non abbiamo preso una guida. Una persona fisica che ci accompagnasse, ma poiché in quattro abbiamo pagato un biglietto (i bambini, il disabile e l’accompagnatore non pagano), con senno di poi avremmo potuto investire i soldi nella guida. E girovagando per quelle stanze, talvolta, magari sbagliando percorso ci siamo trovati a sover superare dislivelli di 3 o 4 gradini. Per il resto, accessibilità totale.

A Notre Dame la cosa era interminabile. Idem per la Tour Eiffel, ma li ho notato ascensori per raggiungere i vari piani. E altri ascensori per raggiungere i servizi. Servizi dove ovviamente abbiamo priorità e posso garantirvi che sono ben tenuti nonostante l’afflusso di gente.

A differenza di altri bagni in giro per la città. A volte ho dovuto trattenermi.

Comunque le soprese non finiscono qui. La città è piena di servizi pubblici in parte ben tenuti. Son costruzioni verdi ovali che ospitano servizi accessibili. E dopo ciascun ingresso rimane chiuso un minuto per un lavaggio automatico e disinfettazione del luogo. Poi si può riutilizzare.

In altre parti invece, non ci crederete, i servizi son a pagamento. Da meno di un euro a 2 euri su Avenue de Champ Elisée (spero si scriva cosi). Passatemi l’ironia, in questi tenuti a regola d’arte dal personale lì onnipresente, vi fanno scegliere pure il colore e il profumo della carta igienica da utilizzare. C’est incroyable!!

L’Arc de Triomphe è immensamente bello quanto grande e in cima ospita una terrazza. Non ho visto ascensori ma sfido qualunque normodotato a fare tutte quelle scale. Son quasi del tutto convinto che esista un elevatore per salire, dovreste provare a chiedere o cercare informazioni su internet.

Centre Pompidour e Sacre Coeur non ho fatto a tempo a visitarle ma, per quanto riguarda Montmartre, mi hanno detto che dalla fermata di Anvers si può prendere la funicolare che vi porterà su senza problemi alla cappella del Sacro Cuore. Se invece volete visitare Pigalle, il noto quartiere a luci rosse, è facilmente raggiungibile seguendo la metrò 14 fino a St. Lazare, capolinea. E con una bella mezz’oretta di camminata, tra piacevoli vie in salita non impossibile, giungerete dove la trasgressione regna sovrana. Un quartiere pieno di vita ma altrettanto povero, se volete anche lasciato al degrado. Sconsigliabile girarlo da solo la sera. Peccato non farlo per la vita notturna che si sviluppa. Un passaggio, seppur diurno e sotto la pioggia, dovevo farlo.

Parigi è piena anche di parchi, giardino, dove sostare e in quasi tutti è presente una toilette. L’unica inaccessibile che ho trovato è quella nei giardini dietro Notre Dame. Per il resto, ovunque avete la possibilità di sostare. Certo poi si trova sempre il ristoratore stronzo che se non consumate non vi fa usare la toilette. Ma questo credo non faccia testo in una città cosi grande.

In merito vi suggerisco un paio di posti, dove pranzare:

–       LE GEORGE V CAFE’: 1, avenue George V (non ha bagni accessibili, ma con un 20 € potete mangiare bene e in quantità. Si trova nei pressi del Pont de l’Almà)

–       FERIA CAFE’: 4, rue du bourg Tibourg (si mangia bene, abbondante e si spende il giusto, e ha servizi accessibili)

Lungo la Senna non mancherete di trovare strani personaggi, maschi e femmine indifferentemente che vicino a voi si chineranno per segnalarvi che avete perso un anello di finto oro. E ve lo daranno gratuitamente. Gratuitamente almeno fino a quando non vi chiedono un contributo per avervelo raccolto. La solita truffa. Ve lo segnalo perché noi in 1 km ne abbiamo visti circa una decina. Bizzarri quanto originali.

Non è molto, lo so, ma spero possa aiutarvi per un primo e felice soggiorno a Parigi.


San Vito Lo Capo

5
10
ottobre

Ciao a tutti, sono Claudio, sono di Milano e vi scrivo questa recensione sulla mia vacanza estiva a San Vito Lo Capo in provincia di Trapani con la mia fidanzata Anna.

Il viaggio

Essendo prevalentemente in carrozzina elettrica ho dovuto portare con me la macchina e imbarcarla a Genova. Da Genova a Palermo l’unica compagnia che ha in mano questa rotta è Grandi Navi Veloci, la nave che ci è stata assegnata è la Excelsior. Ho prenotato a marzo telefonicamente al numero del costumare care che è 010-20.94.591 per farmi riservare la cabina per disabili. Ho pagato attraverso il costumare care con la carta di credito e ho dovuto inviare la scansione del certificato d’invalidità per confermare che effettivamente avevo diritto a una cabina per disabile in quanto effettivamente disabile. Sulla nave sono riuscito a girare in carrozzina elettrica e anche ad entrare in cabina con qualche manovra di troppo, ma ce l’ho fatta 🙂

Il servizio spiaggia.

Arrivato a San Vito Lo Capo, sono stato positivamente sorpreso dalla spiaggia attrezzata, li ho visto 2 job e una carrozzina che va sulla sabbia. Per la cronaca le carrozzine job, galleggiando sopra l’acqua agevolano l’ingresso e l’uscita dal mare con l’aiuto dei bagnini che erano perfettamente formati su come aiutare la persona disabile.  Questa spiaggia è gestita da una associazione di disabili che si chiama “disabili no limits” e questo è il loro link http://www.disabilinolimits.it/

La toilette

Di fronte alla spiaggia per disabili c’è un bar-ristorante che ha il bagno accessibile, il servizio è offerto gratamente a tutti i clienti del bar ma se non si consuma nulla, il costo è di 1 euro per ogni volta che si usa la toilette per disabili. Certamente non la trovo giusta questa cosa, spero che per persone disabili la renderanno gratuita, si tratta di auspicio, ovvio, ma per ora si paga.

la spiaggia accessibile

I locali

I negozi generalmente non erano attrezzati per far fare shopping a noi persone disabili, tuttavia i ristoranti, pub, gelaterie e negozietti di dolci (buonissimi) erano quasi totalmente accessibili. Facendo una veloce statistica direi che il 60-70% di questo tipo di locali erano accessibili. Anche le farmacie e la polizia avevo le rampe per accedere. Mi piacerebbe che questa attenzione all’accessibilità fosse estesa a tutta Italia e al tutti i tipi di locali non solo “dove si mangia”.

Locali accessibili a san vito lo capo

Escursioni

Io e Anna abbiamo fatto anche un escursione alla riserva dello Zingaro con il catamarano Buona Vida (http://www.buenavida.it/) che è l’uno di San Vito con una gruetta solleva persone per fare entrare in acqua la persona con disabilità. Ahimè quel giorno la gruetta non funzionava per cui vi scrivo che c’è questo servizio  ma non posso certificarlo. Ho visto che c’era l’attrezzatura non l’ho vista in funzione.

Abbiamo fatto anche un escursione a Erice e Trapani visitando il bellissimo borgo medievale che non è esattamente accessibilissimo perché la strada è fatta di ciottolato. Per fortuna questo tipo di ciottolato è “quasi piano” ma per chi va in carrozzina manuale è veramente difficile spingersi ed essere spinti. Suggerisco o una carrozzina elettrica, oppure un forzuto :-). Mentre di Trapani abbiamo visto la cattedrale, il centro e zona portuale che sono molto accessibili, con scivoli e pavimentazione molto buona.

Un’altra escursione che abbiamo fatto stata alla valle dei Templi di Agrigento. Anche li non ci sono difficoltà perché è pavimentata bene e molto accessibile. All’interno della valle dei Templi c’è un bar con un bagno perfettamente accessibile.

L’ultima escursione che abbiamo fatto è stata Palermo con la magnifica cattedrale di stile Normanno molto accessibile e veramente da visitare perché merita.


Nasce Henable. Tecnologia e disabilità: la rivoluzione digitale è per tutti

1
30
agosto

HENABLE: UNA NUOVA STARTUP ENTRA NEL SEED VILLAGE DI H-FARM

Tecnologia e disabilità: la rivoluzione digitale è per tutti

Treviso, 30 Agosto 2012 – Forza, determinazione, passione e un grande sogno: riuscire ad abbattere, grazie al digitale, le tante barriere architettoniche e burocratiche che i diversamente abilii devono affrontare quotidianamente. Ferdinando Acerbi, 47 anni e un passato da olimpionico interrotto in seguito ad un incidente che gli ha procurato una lesione spinale, entra con Henable nel Seed Village di H-FARM, il Venture Incubator trevigiano che opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media.

Dopo aver frequentato la prima edizione del MasterLab in Digital Economics & Entrepreneurship di Digital Accademia, l’idea in ambito digitale di Ferdinando si è concretizzata in un progetto che ha ottenuto, dopo pochi mesi, il primo round di finanziamento da parte di H-FARM.

Henable (http://info.henable.me/) è una piattaforma attraverso la quale sono raccolti consigli e informazioni per la produzione di soluzioni digitali a problemi reali. La prima App messa a punto, permette di ottenere direttamente dal mobile le autorizzazioni necessarie ai disabili per accedere alle zone a traffico limitato in quasi tutti i comuni italiani. Basta registrarsi a Henable, caricare i documenti e il tesserino di invalidità e ad ogni spostamento, con una semplice mail, il comune che si intende raggiungere verrà avvisato e riceverà contestualmente la documentazione.

L’obiettivo è semplificare la mobilità verso aree diverse dal proprio comune di residenza, senza il bisogno di dover incorrere in una lenta e lunga burocrazia; operatività e modalità di ricezione delle comunicazioni da parte delle amministrazioni coinvolte rimangono invariate, questo rende ancora più semplice ed immediato l’utilizzo della piattaforma Henable.

“Da tempo cercavo una via per poter snellire la logistica burocratica relativa alla mobilità di persone disabili e solo con l’avvento delle nuove tecnologie sono riuscito a trovare una soluzione che permettesse di operare senza dover “disturbare” troppo le PA ed a abbozzare un progetto con il quale sono approdato in H-FARM”- Dichiara Ferdinando Acerbi, Founder di Henable – “Qui, ciò che era solo una bozza si è concretizzato in un progetto concreto, volto a creare una serie di applicazioni atte a migliorare la qualità della vita delle persone. Sogno di creare un movimento che tolga dall’ombra una parte di società, fornendole la possibilità di gestire i propri bisogni attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e a basso prezzo.”

A pochi mesi dalla definizione del progetto, sono state strette importanti Partnership operative: l’Associazione Unità Spinale Ospedale Niguarda, l’Associazione Nazionale Ciechi e l’Associazione Nazionale per la Lotta alla Distrofia Muscolare sono le prime Onlus ad aver creduto nell’iniziativa e nelle potenzialità di Henable.

H-FARM

H-Farm è un progetto privato di Venture Incubation nato con l’obiettivo di aiutare giovani imprenditori nel lancio delle loro iniziative basate su modelli di business innovativi nel settore internet e media digitali. Il modello di incubazione dura in media 12 mesi, durante i quali H-Farm assiste e accelera il percorso di crescita della startup. Al terzo anno, H-Farm cede le sue quote a uno o più nuovi investitori, siano essi Venture Capital o partner industriali, in grado di valorizzare e far crescere ulteriormente la startup. H-Farm ha sede nella tenuta agricola di Ca’ Tron (di fronte alla laguna di Venezia), Seattle (USA), Mumbai (India) e Londra (UK). Nei primi 6anni, H-Farm ha investito circa € 11 milioni in 32 startup, creando oltre 200 posti di lavoro e ottenendo alcune exit importanti. Tra il 2012-2015 sono previsti ulteriori investimenti per 9 milioni di euro.

Ufficio Stampa

Giulia Franchin – gfranchin@h-farmventures.com – 349 2654049

Chiara Andretta – candretta@h-farmventures.com – 347 0682566


Quando il mare non ha barriere

2
30
agosto

Parliamo spesso di barriere nel nostro sito. Barriere architettoniche di ogni genere, che limitano la libertà dell’essere umano quando ha degli handicap. Parliamo anche spesso di tutte quelle realtà che le barriere le hanno abbattute: strutture alberghiere, luoghi d’attrazione, spiagge. Parliamo anche di coloro che, se pur con barriere, fanno di tutto per far vivere anche ai disabili dei bei momenti, dalle vacanze all’emozioni avventurose. Oggi vi mostriamo un video meraviglioso che ci ha segnalato l’amico Robi Veltroni. Una vera poesia della voglia di vivere senza barriere.


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“Diversamente Agibile” nasce dal presupposto che nessuno meglio di chi ne usufruisce può recensire un servizio.

In questo caso si parla di accessibilità a strutture e attrazioni turistiche in genere (hotel, bar e ristoranti, musei, ecc...).

Ecco l'idea creare questo sito/blog dove raccogliere tutte le esperienze di persone disabili, con reportage scritti, fotografici e filmati dei loro viaggi, in modo da fornire informazioni utili ad altri disabili che vogliono frequentare gli stessi posti. Ovviamente ci potranno essere anche note negative se vi sono incontrate barriere architettoniche o disservizi. La collaborazione è il cuore di questo progetto.

Inoltre le strutture stesse ci possono informare sulla propria accessibilità, offrendo però qualcosa in più della semplice segnalazione che vediamo in molti siti web...

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