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Giulia e Umberta a Malaga

31
maggio

Ciao a tutti e tutte, siamo Giulia e Umberta, e con alcuni amici siamo state tre giorni a Malaga. Vi riportiamo di seguito il nostro itinerario con varie precisazioni sui locali dove abbiamo mangiato. Per chiunque avesse bisogno di ulteriori informazioni lasciamo anche i nostri indirizzi: giuliaberton@alice.it e umbibuby@gmail.com

Alloggio: dopo aver contattato varie strutture, scegliamo l’Alcazaba Premium Hostel www.alcazabapremiumhostel.com/it/ situato in posizione centralissima, tanto che ci siamo mossi sempre e solo a piedi durante tutta la permanenza. Volendo rimanere tutti e quattro assieme, rinunciamo alla camera doppia che ci dicono sia attrezzata e optiamo per una quadrupla (la numero 35 al terzo piano) che si rivelerà poi essere per sei. I letti sono tanto alti da terra, il bagno non permette manovre una volta all’interno e sotto al lavandino non c’è lo spazio necessario per le gambe. Nonostante questo, grazie a qualche acrobazia riusciamo a cavarcela comunque. In compenso confermiamo che l’ascensore di cui dispongono è davvero molto spazioso e che per superare i tre scalini d’accesso il cortese personale della reception aziona sempre un montascale da noi usato più volte.

Collegamento da/per aeroporto: taxi entrambe le volte, la fermata è a due passi dall’ostello.

Lunedì: usciamo dall’ostello con la colazione come prima meta. La pavimentazione è prevalentemente liscia ed il 99% dei locali visitati dispone di rampa d’accesso come non avevamo ancora visto nelle precedenti città visitate. Passiamo di fronte al Teatro Romano dove però non entriamo e percorriamo tutto il centro fino a raggiungere Plaza de la Constitution e poco lontano La Recova www.larecova.es dove suggeriamo di andare se mai vi trovaste a Malaga. (FOTO 01) Nel pomeriggio, diretti alla spiaggia, ci lasciamo guidare da alcune indicazioni ed anziché puntare alla famosa La Malagueta finiamo alla Playa San Andres attrezzata per persone con disabilità, ma scomoda da raggiungere a piedi causa numerosi saliscendi dai marciapiedi. Proprio di fronte ad essa segnaliamo il Parque de Huelin, da fuori molto carino ed accessibile ma non visitato perché già sulla via del ritorno che ci porta a passare anche per la nota Calle Larios. Serata con deliziose tapas a La Lechuga www.restaurantelechuga.com, locale apprezzato molto vicino all’ostello dove facciamo poi ritorno per salire sulla terrazza con bar annesso, situati proprio all’ultimo piano. Da lì possiamo ammirare con vista notturna sia l’Alcazaba che il Castillo de Gibralfaro, attrazioni evitate perché non fattibili con la carrozzina. (FOTO 02 E FOTO 03)

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Martedì: colazione al bar “100 Montaditos” sotto l’ostello, attrezzato di bagno che stavolta utilizziamo. Molti bagni dei locali frequentati riportavano il simbolo dell’accessibilità, ma questa è da verificare sul posto a seconda delle esigenze personali, per cui evitiamo segnalazioni che potrebbero risultare non condivisibili da tutti. Prima meta culturale della giornata: Catedral de la Encarnacion, interamente accessibile. Seconda meta di cui ribadiamo la totale accessibilità è il Museo di Picasso, seppur la Calle San Agustin che porta ad esso risulti leggermente dissestata. Pranzo a due passi dal Museo presso La Teteria www.la-teteria.com che suggeriamo per la qualità di quanto consumato. Infine, su ottimo consiglio di un amico, cena con fenomenali montaditos e pinchos presso Casa Lola http://tabernacasalola.com a cui arriviamo evitando gli scalini di Calle Santiago e prendendo la rampa appena dietro il Bar El Pimpi. (FOTO 04)

Mercoledì: colazione sempre a due passi dall’ostello, nelle vicinanze di Plaza de la Merced, presso il Café Con Libros http://cafeconlibrosmalaga.com scovato su Tripadvisor e veramente apprezzato. Passeggiata poi fino al porto, zona Centre Pompidou, attraverso il Paseo del Parque, coperto da piante che creano una graditissima ombra e dalla pavimentazione scorrevole. Pranzo nuovamente in Calle San Agustin ma stavolta alla Teteria Palacio Nazari http://teteriapalacionazari.com e gelato alla “Heladeria Freskitto” in Calle Granada per poi tornare all’ostello da cui abbiamo preso il taxi.

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