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Gli Emirati Arabi su carrozzina

30
giugno

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Solitamente quando viaggio cerco di informarmi bene se il luogo che andrò a visitare sia realmente accessibile o meno, stavolta in occasione della mia vacanza negli Emirati Arabi considerato il pochissimo tempo a disposizione (ho acquistato i biglietti aerei solo 10 giorni prima del volo) e le rarissime fonti sull’accessibilità di Abu Dhabi e Dubai ho dovuto sperare realmente che andasse tutto bene, o quasi!

Parto da Trapani direzione Roma, volo Ryanair, arrivato nella capitale mi incontro con il mio compagno di viaggio (e di follie) Tony e da lì prendiamo il volo Alitalia direzione Abu Dhabi. Sei ore di volo, una volta salito a bordo un hostess si mette a mia disposizione informandomi anche del bagno utilizzabile con una loro carrozzina presente a bordo, un’operazione che vista così mi sembrava un pò complicata ma a cui per fortuna non ho dovuto ricorrere. Il volo è una figata, a parte le solite foto, con il mio compagno di viaggio iniziamo a spararci film e musica a manetta, il cibo non manca e quindi le ore a bordo passano in fretta.

Arriviamo in serata nella capitale degli Emirati, l’assistenza funziona esattamente come in Europa, a parte le solite preghiere che ho dovuto fare per sperare che la carrozzina non avesse subito danni, così è stato per fortuna! La prima bella sorpresa l’abbiamo avuta proprio all’uscita dall’aeroporto di Abu Dhabi, una fila interminabile di meravigliosi taxi Mercedes Viano tutti con rampa elettrica sul cofano posteriore, tutto allestito al meglio per rendere il trasporto comodo ai viaggiatori in carrozzina e ai relativi accompagnatori. Arriviamo al Phoenix Plaza Hotel Apartments, paghiamo il tassista e subito l’usciere ci da una mano con i bagagli, capiamo immediatamente che negli Emirati la gentilezza e l’educazione sono di casa e sarà così per tutta la nostra permanenza. L’appartamento è spaziosissimo con cucina e bagno perfettamente attrezzato per disabili, doccia a pavimento con sgabello e lavandino ad una altezza ottima per potersi lavare. Considerata la stanchezza del viaggio e le tre ore di fuso, ci scaraventiamo nel lettone sprofondando ben presto in un sonno alquanto profondo.

La prima tappa ad Abu Dhabi non poteva non essere la Grand Mosque, una meraviglia architettonica che lascia a bocca aperta sia per l’aria mistica che si respira all’interno sia per gli immensi spazi esterni, tutto rigorosamente accessibile e sempre raggiungibile con i taxi adattati. La sera invece ci dirigiamo all’Emirates Palace, uno dei sei hotel a sette stelle al mondo, definirlo pazzesco è poco, è visitabile il piano terra, dove tutto ciò che luccica è oro (compreso il cappuccino con i carati commestibili) e anche la musica che si può ascoltare nel salone centrale risulta celestiale, sfarzo e ricchezza la fanno da padrone, all’interno banche, gioiellerie e boutique, aperte per i clienti e visitatori, caratteristica questa di tutti i “mega” alberghi e resort dei paesi arabi. Per tornare al nostro hotel abbiamo dovuto pregare i santi nel vero senso della parola, perchè all’esterno dell’Emirates non abbiamo trovato un solo taxi adattato o anche di grandi dimensioni per poter caricare la carrozzina, erano tutte berline con bagagliaio molto piccolo, perciò considerando che non potevamo spostarci a piedi, perchè le distanze sono chilometriche (altra caratteristica delle città), abbiamo pregato gli steward che presidiavano l’accesso dell’Emirates per farci chiamare un taxi monovolume che ci riportasse indietro, da premettere che siamo partiti sprovvisti di scheda telefonica e l’unico nostro contatto con l’Italia, era il wifi che avevamo in albergo o che beccavamo nei vari posti in cui andavamo.

Dopo due giorni era giunto il momento di lasciare la capitale per recarci a Dubai, la città che sognavo di visitare ormai da qualche anno. Perciò dal nostro albergo ci avviamo a piedi verso la stazione dei pullman, una volta arrivati scopriamo però che tutti i bus sono sprovvisti di pedana, panico! Dopo varie riflessioni troviamo un altro angelo custode che ci chiama un taxi monovolume ma senza pedana, con cui partiamo direzione Dubai. Fortunatamente la mia carrozzina elettronica pesa solo 66 kg ed è abbastanza piccola quindi adatta per farmi entrare nei luoghi più angusti, perciò Tony con il tassista la prendevano di peso e la caricavano ogni volta nel bagagliaio. A proposito munitevi di accompagnatore forzuto per fare queste peripezie perchè altrimenti diventa tutto più complicato!

Dopo più di 150 km si arriva a Dubai, paghiamo il taxi in dirham, la moneta locale, circa 60 euro per due ore di viaggio, non male rispetto alle tariffe italiane. Qui l’albergo è l’Espace Holiday Homes Dubai Marina, anche qui appartamento con cucina ma devo dire molto al di sotto delle nostre aspettative. Il bagno per prima cosa non era per niente accessibile, minuscolo e con vasca da bagno, la carrozzina ci entrava a pelo, c’era la piscina all’ultimo piano ma anch’essa inaccessibile per via degli scalini, insomma l’unica cosa positiva era la posizione, ottima perchè a piedi raggiungevamo il Jumeirah Beach Residence e da lì percorrevamo tutta l’area pedonale della spiaggia fino a Dubai Marina, la zona più “in” della città.

La prima sera dall’albergo ci facciamo chiamare un taxi con pedana ma dopo oltre un’ora di attesa capiamo che a Dubai non sono così diffusi come ad Abu Dhabi, perciò da li in avanti ci affidiamo a delle grandi auto in grado da poter caricare la mia carrozzina, con buona pace di Tony e del malcapitato tassista! 5 giorni di puro spasso dove la bocca resta sempre spalancata dinanzi alle opere stupefanti che questi arabi sono stati in grado di realizzare. Si parte dal Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo, per salire sul Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, si perchè gli arabi fanno le cose per stupire e per battere i record altrui, insomma sono parecchio megalomani…

Che dire, salire sul Burj Khalifa e raggiungere i 450 metri di altezza, contro gli 818 totali, è un’esperienza incredibile, che lascia senza fiato già nel momento in cui inizi a salire con l’ascensore, per la cronaca fa 18 metri al secondo! Tutto rigorosamente accessibile e con personale qualificato che ti accompagna fornendoti tutte le informazioni necessarie. Alla base della “torre del califfo” c’erano le fontane dove la sera iniziava lo spettacolo di luci e musica veramente bello da vedere. Grazie alla mia amica Samantha, persona eccezionale che mi ha dato delle dritte importanti su come muovermi a Dubai, ci imbuchiamo al Barasti, uno dei locali più esclusivi della Dubai Marina, lì fumare la shisha è praticamente obbligatorio anche per chi come me odia il fumo, e con una vista mozzafiato ci lasciamo travolgere dalla musica e dalla bella gente proveniente da ogni parte del mondo. Nei giorni successivi visitiamo la “palma”, l’isola artificiale con il suo hotel Atlantis, l’Emirates Mall altro centro commerciale enorme con all’interno la famosa pista da sci, qui ci fanno la cortesia di arrivare fino all’ingresso, munendoci di giubbotti e guanti invernali, perchè poi con la carrozzina è impossibile procedere vista la quantità di neve sempre maggiore (sensazione unica se si pensa che prima di entrare stavamo a manica corta per il caldo torrido), continuiamo il nostro giro turistico al Souk Madinat Jumeirah, uno dei mercati da non perdere di Dubai vicino il Burj Al Arab (l’hotel la Vela per intenderci), sempre tutto ovviamente accessibile con bagni per disabili all’interno, graziosissimi negozi con souvenir della città e come al solito ristoranti di ogni genere, banche e alberghi che non mancano mai!

L’ultimo giorno decidiamo di spostarci in metro per raggiungere il Gold Souk, il mercato dell’oro e della seta, situato a Deira, la Dubai “antica”, paghiamo i biglietti gold class, circa 5€ per entrambi, e ci fanno accomodare nell’ultimo vagone dove c’è un ampio vetro dove si può osservare il panorama mozzafiato considerato che la metro a Dubai è sopraelevata in gran parte della città, quindi si passa in mezzo ai grattacieli. Arrivati a destinazione però scopriamo che per passare dall’altra parte c’è un canale con delle barche che non sono accessibili, quindi siamo costretti a riprendere la metro e fare un giro infernale per superare l’ostacolo, che si ripresenta poco dopo, quando a causa di un cantiere, per attraversare la strada e raggiungere finalmente il Gold Souk dobbiamo prendere un bus cittadino solo per pochissimi metri. A quel punto abbiamo dovuto abbandonare l’idea di visitare il mercato perchè da li a poco partiva un battello che avevamo prenotato che ci riportava in pratica a Dubai Marina. Anche questo accessibile con pedana e percorribile all’interno tranquillamente con la carrozzina elettrica.

L’ultima mezza giornata a Dubai l’abbiamo trascorsa in spiaggia al JBR, dove le pedane arrivano a pochi metri dal mare e quindi si può tranquillamente prendere il sole spaparanzati anche in carrozzina. Almeno dov’ero io non c’erano lidi attrezzati con sedia job e quant’altro ma possibilmente facendo una ricerca più approfondita, considerando che la spiaggia è lunghissima, qualche servizio del genere si trova. La sera quindi rientriamo ad Abu Dhabi sempre in taxi perchè l’indomani ripartiva il nostro volo per lo scalo a Roma e infine il rientro nella mia amata Sicilia.

Considerazioni finali. La capitale Abu Dhabi è il fulcro dell’economia degli Emirati ed è meno turistica rispetto a Dubai, infatti non ci sono chissà quanti luoghi da visitare a mio parere. Discorso diverso è per Dubai. E’ una città enorme, un cantiere aperto e considerate le altissime temperature durante l’anno non si presta a girarla a piedi o in carrozzina, quelle poche volte che c’ho provato, mi ritrovavo il cantiere (come a Deira ma anche alla Marina) oppure proprio non c’erano marciapiedi che ti facevano proseguire il percorso. Ecco perchè noi ci spostavamo sempre in taxi per raggiungere i luoghi di interesse, tra l’altro al contrario di quello che si può pensare non è assolutamente una città cara se si fanno cose “normali”, vedi i trasporti, o i ristoranti, i prezzi sono quanto o al di sotto di quelli italiani. Consiglio di andare da novembre a marzo, perchè le temperature sono sopportabili, io sono partito a fine febbraio e già c’erano 30 gradi tant’è che la gente andava al mare, in primavera-estate le temperature vanno dai 40 ai 55 gradi… Quindi fate voi!

Che dire di più, è un luogo artificiale, diverso e affascinante allo stesso tempo, un posto che ti lascia continuamente a bocca aperta per le sue incredibili infrastrutture, e che merita almeno una volta nella vita di essere vissuto.

Giuseppe Sanfilippo

Un video con le foto:


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