chiudi


Google+

Monaco di Baviera: il racconto di Stefano

26
agosto

Ciao a tutti, oggi ho deciso di raccontarvi la mia esperienza avuta in una vacanza che mi sono organizzato autonomamente nella città di Monaco di Baviera in Germania.

Premetto che ho una disabilità molto grave, mi muovo su una Permobil C500 che guido tramite un micro joystick azionato con le labbra, detto ciò arvete capito che le mie esigenze sono piuttosto importanti… anche se ho un forte spirito di adattamento.

Era da tempo che non facevo più un viaggio, soprattutto non avevo mai fatto una vacanza muovendomi soltanto ed esclusivamente con i mezzi pubblici. Questa volta ho voluto strafare.
Come prima esperienza ho scelto la Germania, in primo luogo perché la conosco già ed in secondo luogo perché non ho mai trovato grosse difficoltà in quel paese dove ho sempre avuto un buon impatto con le barriere architettoniche in genere.

Primo passo importante è stato quello di organizzare il viaggio in treno. Che ho prenotato con circa un mese d’anticipo tramite la DB Italia (le ferrovie germaniche), poi ho consultato vari siti dove si parlava di handicap e accessibilità. Dopo essermi fatto un quadro abbastanza chiaro della situazione, tutti mezzi pubblici vengono dati come accessibili, mi sono dedicato alla scelta dell’albergo. La mia ricerca si è subito spostata su tre o quattro strutture che sembravano accessibili. L’unica struttura che probabilmente lo era in maniera completa non aveva la disponibilità di camere brunnenhof.de peccato, anche perché dalle foto che loro stessi hanno pubblicato sul sito, si vedono delle immagini molto interessanti relative alla stanza adatta ai disabili.

Quando prenoto un albergo, ho sempre molti dubbi sull’effettiva accessibilità nelle stanze e del bagno. Generalmente sui siti controllo minuziosamente ogni singola foto per avere un minimo indizio di come sarà… sui siti degli alberghi da me trovati, grazie anche alla consultazione di una guida per disabili muenchen-tourismus-barrierefrei. sulla città di Monaco, non vedevo immagini particolari. Vantavano la disponibilità di stanze “behindertengarecht” ma non facevano vedere le foto. Quindi quando li contattavo, oltre a chiedere un preventivo di spesa, chiedevo anche se era possibile vedere delle foto relative alla stanza e al bagno. Tutti gli alberghi da me consultati rispondevano più o meno la stessa cosa, gentilmente mi inviavano un preventivo ma non le foto per motivi mai ben specificati, tanto che mi è venuto da pensare che per questioni di privacy non potessero farlo e, per non consultare tutta la legislazione tedesca al fine di verificare la veridicità, ho preferito adattarmi!
Male!

L’albergo da me scelto muenchen-zentrum era si “behindertengarecht” ma non certamente adatto a me! Innanzitutto appena entrato mi sono accorto che nonostante io avessi prenotato una stanza doppia, c’era un solo letto singolo, poi sotto questo letto c’era talmente poco spazio (anche se dalle foto sembrava più alto) che non sarebbero passate le gambe del sollevatore. Poco male però, perché hanno rimediato portandomi un lettino pieghevole che quindi diventava anche adatto al sollevatore, ma la cosa meno adatta ai disabili era proprio il bagno! Innanzitutto c’era la vasca e farsi una doccia all’interno della vasca come tutti sappiamo è per noi disabili quasi impossibile. Loro però molto carinamente avevano messo una sedia in plastica che si poteva usare al limite per farsi la doccia… peccato che non avevano pensato di fare anche uno scarico al centro del pavimento, un pozzetto, giusto per far scendere quel minimo d’acqua che serve per lavarsi! Il lavandino poi, uno spettacolo! Un piccolo lavandino rotondo, di quelli molto chic, con tanto di bordo in marmo intorno, il tutto grande come un catino, posizionato nell’angolo del bagno. Non solo, ma affianco a questo meraviglioso lavandino c’era il water con due maniglioni, uno fisso ed uno ribaltabile; ma intelligenza voleva che quello fisso fosse posizionato tra il water e il lavandino così da rubare anche quel minimo di spazio in più che poteva diventare utile sia per salire sul water che per avvicinarsi al lavandino.

Ora però, grazie a questa esperienza ho anche capito la differenza che fanno i tedeschi tra “behindertengarecht” e “behindertengeeignet” o “rollstuhlgeeignet”, che se vogliamo tradurre letteralmente in italiano hanno lo stesso significato, ma per loro no, per loro c’è una differenza sostanziale, infatti il primo significa adatto anche ai disabili, il secondo invece significa per disabili!
Averlo saputo prima…

Ma la delusione germanica non finisce qui!
I mezzi pubblici: come vi dicevo prima, tutti i mezzi pubblici vengono dichiarati accessibili www.mvg-mobil.de, se non accessibili al 100% si parla di percentuali molto elevate, attorno al 70-80%. Io, dopo la mia esperienza, avrei molto da ridire.

Un esempio su tutti: la U-bahn, ovvero il metrò. Consultando il loro sito, soltanto su tre stazioni dichiarano degli scalini tra banchina e treno rispettivamente di 2,12 e 20 cm. Uno, leggendo queste cose si immagina che tutto il resto sia liscio come l’olio… errore! Tutte le stazioni sono sì accessibili, c’è addirittura un sito che ti dà l’aggiornamento immediato sul funzionamento o meno di scale mobili e ascensori www.mvg-zoom.de, bellissimo! Peccato però che una volta arrivati davanti al treno della metro ci si incontri con uno scalino abbastanza significativo, sicuramente superiore ai 10 cm. Io ci ho provato, ve lo giuro, ci ho provato, ma anche con l’aiuto di qualcuno che da dietro mi spingeva, non riuscivo a salire! Magari saliva una ruota ma l’altra non ce la faceva. Forse la mia carrozzina non è adatta, forse mi faccio prendere un po’ dall’agitazione, visto che il treno non rimane fermo in stazione più di 10-15 secondi, possono essere molti i motivi per i quali non sono mai riuscito a salire su un vagone della metro… però questa è stata la mia esperienza.

Con il tram invece si ragiona già un po’ meglio. Sono dotati quasi tutti di una piattaforma sulla parte anteriore del tram, una piattaforma che ha a sua volta un’altra piccola piattaforma che si estende verso l’esterno, al termine della quale c’è una rampetta che serve sia da protezione per non ribaltarsi quando è rivolta verso l’alto, che da invito per farti salire quando è rivolta verso il basso. Questa rampetta però è piuttosto ripida, quindi ogni volta per salirci dovevo prendere un minimo di rincorsa ed in più farmi dare una spintarella… però riuscivo a salirci e già questa è una soddisfazione. Gli autobus sembravano tutti accessibili con rampe manuali sulla porta centrale. Peccato però che gli autobus in centro città ne girano pochi visto che i monacesi hanno puntato tutto il servizio pubblico sui tram e sulla metro, eventualmente gli autobus si trovano sulla fascia periferica.
Viabilità urbana: anche qui, avrei qualcosa da ridire. Come vi avevo preannunciato all’inizio di questo articolo, io ho esigenze piuttosto particolari, una delle quali è che “odio i sampietrini”. Tutte queste vibrazioni, tutti questi scossoni non mi piacciono, preferisco l’asfalto. Ebbene a Monaco tutti i marciapiedi, ma proprio tutti (almeno quelli che ho visto io) sono lastricati. Non usano i sampietrini tipici italiani, bensì dei lastroni molto grandi che, se sono stati posizionati da poco, sono abbastanza lisci e scorrevoli, ma soprattutto nei marciapiedi periferici, questi lastroni hanno la loro bella età e quindi sono abbastanza sconnessi e difficoltosi, almeno per me.

Un’altra cosa che mi ha abbastanza sconvolto è la NON accessibilità di almeno il 90% dei negozi, locali pubblici, caffè, eccetera della periferia! Mentre al centro è tutto perfetto dove puoi entrare, uscire, trovare bagni e tutto quello che vuoi, alla periferia (ma neanche tanto periferia poi, basta 1 km) la musica cambia completamente! Ogni ingresso ha almeno uno scalino che, se ti va bene, rimane sotto i 15 cm! Troppo, troppo deludente!
Da ultimo, ma non per questo meno importante, ho voluto un attimo capire o almeno immaginare come fanno i disabili tedeschi. Ebbene, ne ho visti parecchi girare per la città e molti giravano sul tram, tanto da rubarmi il posto perché ci sta solo una carrozzina su ogni tram. Tutti quelli che ho visto però girare autonomamente o hanno carrozzine manuali e quindi anche un piccolo scalino diventa un problema minore, oppure hanno carrozzine elettriche con belle quattro ruote fisse, abbastanza grandi che quindi non hanno difficoltà a superare piccoli gradini come quelli dei negozi o della U-bahn. Quindi se volete visitare Monaco, o diventate tedeschi anche nella vostra attrezzatura ortopedica, oppure è meglio organizzarsi prima.

Che dire? Volete andare in Germania? Andateci, ve lo consiglio, ne vale comunque la pena ma fate attenzione alle vostre scelte e alle vostre esigenze. Se volete visitare degli edifici pubblici, musei, castelli, non c’è nessun problema. Segnaletica per disabili e attrezzature per disabili a iosa, ma se non avete un mezzo di trasporto vostro e non avete la certezza dell’accessibilità dell’albergo o di qualsiasi altro luogo dove soggiornate… beh, prima di intraprendere questo viaggio pensateci molto bene.

Stefano.

Foto di Monaco


  • PIERO MANCINI

    Non ho il coraggio di viaggiare proprio per questo, si trovano sempre situazioni diverse da quelle descritte. Bisognerebbe rendere obbligatorie le foto dei bagni.

  • Lisa

    Strano, pensavo meglio! Cmq, grande Stefano! Io ho una disabilità motoria decisamente meno grave della tua e uso una carrozzina manuale. Ebbene, non sono ancora riuscita ad andare in vacanza autonomamente, anche se per le ferie estive avevo tentato di organizzarmi in tal senso… Speriamo vada meglio il prossimo anno…

  • Carissimo Stefano , sono Leda Giordano la Direttrice di un bellisimo resort accesissibile con appartamenti adattati a Lanzarote Isole Canarie , e si anche io sono rimasta stupita dal tuo racconto , immaginavo che in Germania fossero organizati molto meglio, normalmente sono l’esempio a seguire per vari settori ma vedo che non é cosi , leggendo anche i commentari di Piero e Lisa , mi rendo conto che uno puó perdere anche la speranza di poter essere autonomo e di dover sempre passare per le varie agenzie , bene se puó essere di qualche utilitá sappiate che a Lanzarote sia l’amministrazione publica che il settore privato stanno facendo un grande sforzo per rendere Lanzarote non solo la riconosciuta riserva della biosfera ma anche una isola accesibile. Sempre tornando al tuo post direi che se un resort restorante etc.. se desiderano publicizare come accesibili dovrebbero avere un certificato che attesti che la loro publicitá sia reale e come dice lisa con foto e misure( scheda tecnica). Infine spero di vedervi presto a Nautilus Lanzarote .Un saluto Leda

  • gio nones

    caro Stefano,
    io abito a Monaco e il mio ragazzo vive in carrozzina ,come dite in Italia, manuale.
    Mi dispiace tu abbia avuto difficoltà , noi incontriamo raramente barriere e comunque abbiamo sempre un’alternativa perché le scelte sono tante….se qualcuno volesse venire a Monaco saremo lieti di poter essere d’aiuto….e-mail : gionones@googlemail.com un grande abbraccio

  • Piergio

    Anch’io sono andato a Monaco l’estate scorsa, ma con la macchina. Ho pianificato da casa il viaggio e fortunatamente nei 5 giorni di permanenza non ho trovato nessuna difficoltà nonostante mi muova con una carrozzina elettrica (Permobil C400).

Esplora il sito

Sponsor
Soluzioni bagni disabili