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Francesca ci racconta la Londra Accessibile

6
settembre

Salve, mi chiamo Francesca e vorrei raccontarvi l’esperienza del mio viaggio a Londra con mio fratello Claudio e mia figlia Alessia, 13 anni, in carrozzina. Siamo partiti da Napoli Capodichino con destinazione Londra Stansted. Come in tutte le precedenti occasioni l’assistenza di Capodichino è stata impeccabile e puntuale e, ancora una volta, gli assistenti si sono distinti per la loro cortesia e affabilità.

londra

Tutto è andato liscio anche a Londra sia all’andata che al ritorno, anche se i metodi che usano per la discesa e la salita sull’aeromobile sono molto meno moderni. All’arrivo hanno fatto scendere Alessia assicurandola con un’imbracatura su una sedia molto piccola e stretta che discendeva dall’aeromobile lungo i gradini mediante un motore elettrico. Al ritorno ci hanno fatto percorrere a piedi, Alessia sulla sua carrozzina, tra gli aerei parcheggiati il tratto dal gate al nostro aereo, dove ci attendeva un sollevatore che ha fatto entrare Alessia attraverso la porta di fronte a quella dalla quale entrano gli altri passeggeri. Quest’ultimo sistema è utilizzato anche a Capodichino, con la differenza sostanziale che il sollevatore viene utilizzato anche come navetta da e per il gate.

Arrivati a Londra Stansted abbiamo preso lo Stansted express, il biglietto intero andata e ritorno costa 28 sterline, mentre il disabile e l’accompagnatore pagano un prezzo notevolmente ridotto che complessivamente ammonta a circa 18 sterline. Ci è stata offerta assistenza per raggiungere il treno e salirci, ma abbiamo declinato l’offerta, visto che ciò non comportava alcuna difficoltà per un disabile accompagnato. Il treno ci ha lasciati alla stazione di Liverpool Street, dalla quale sono cominciate le prime complicazioni. Abbiamo fatto un abbonamento settimanale per la London Underground, il servizio di metropolitane che collega l’intera città. Il disabile non paga nulla, mentre l’accompagnatore paga il prezzo intero.

Abbiamo preso il treno che ci avrebbe portato alla linea rossa la “central” dato che eravamo diretti a Notting Hill dove avevamo prenotato la sistemazione in un miniappartamento situato all’interno di un residence con servizio di portineria, il "Grand Plaza"; anche se eravamo rimasti indecisi fino all'ultimo se prenotare in uno dei tanti hotel di Londra. Arrivati alla giunzione con la linea rossa ci siamo resi conto che per accedere al nostro treno era necessario cambiare binario e per farlo era necessario salire una rampa di scale abbastanza lunga, per poi percorrere un corridoio e ridiscenderne un altro, non era presente in stazione alcun ascensore. Ci siamo armati di coraggio (e forse anche di un po’ di incoscienza) e mentre mio fratello portava mia figlia in braccio io portavo la carrozzina vuota, da notare l’enorme disponibilità di un passante che si è spontaneamente offerto di portare per noi le due grandi valigie che avevamo appresso. Arrivati finalmente a Queensway, è stato necessario prendere un ascensore che porta tutti i passeggeri , disabili e non ad un piano rialzato, dal quale abbiamo scoperto che per uscire dalla stazione era presente una rampa di scale abbastanza ripida…abbiamo adottato la stessa soluzione della precedente stazione e sempre siamo stati accompagnati dalla sollecitudine dei passanti che ci hanno aiutati con i bagagli.

Arrivati al Grand Plaza abbiamo per prima cosa collegato il portatile (nel residence è presente il collegamento internet via cavo gratuitamente) e consultando la mappa delle metropolitane (scaricabile al link) abbiamo scoperto che quelle della zona 1, ovvero tutta la parte centrale di Londra e gran parte di quelle della zona 2 non sono accessibili per i disabili, mentre quelle delle zone periferiche, probabilmente perchè di più recente costruzione, lo sono per la quasi totalità. Ma l’avvilimento è durato poco….abbiamo appreso che l’abbonamento che avevamo per la London Underground era valido anche per tutti i pullman e che gli stessi sono tutti accessibili ai disabili e le loro tratte coprono perfettamente, al pari delle metropolitane, l’intero territorio della città.

L’accesso all’autobus avviene tramite una rampa che il conducente estrae su richiesta del disabile tramite la pressione di un apposito pulsante situato accanto alla porta d’uscita per la salita (il disabile sale e scende dall’autobus sempre attraverso la porta di uscita) e accanto al posto riservato per la discesa.

Di certo gli autobus impiegano più tempo per gli spostamenti, ma a mio parere per spostarsi da una zona all’altra, è stato comunque più suggestivo farlo avendo la possibilità di guardare le strade della città, mentre invece le metropolitane sono sotterranee.

Per quello che riguarda l’alloggio, il sito tramite il quale lo abbiamo prenotato lo dichiarava adatto ad anziani e disabili, ma per accedere al nostro appartamento era necessario percorrere un corridoio molto stretto separato da porte tagliafuoco con apertura a spinta e chiusura automatica e per di più erano presenti anche alcuni piccoli gradini. La risposta della direzione è stata che la struttura era accessibile, ma avremmo dovuto segnalare la nostra necessità e ci avrebbero fornito un appartamento a piano terra in prossimità della reception in modo tale da evitare porte e gradini, ma che al momento i suddetti appartamenti erano tutti occupati.

Controllando nuovamente il sito mi sono accorta che, durante la prenotazione online, compare un campo libero chiamato “Your comments”, che comunque non lascia intendere che in quella sezione vadano inserite le esigenze particolari del cliente. Sarebbe stato preferibile rinominare il campo o dichiarare l’appartamento adatto a disabili SE RICHIESTO.

L’appartamento era abbastanza angusto per una persona in carrozzina. La porta di ingresso dava su uno stretto corridoio e faceva angolo con la porta della cucina/soggiorno e per ruotare la carrozzina per permetterle di entrare in cucina la manovra non era per niente agevole, immagino che per un disabile adulto, con una carrozzina più grande, sarebbe stata impossibile! Stesso discorso per la camera da letto e per il bagno, il letto era irraggiungibile con la carrozzina, dovevamo lasciarla nel corridoio e portare mia figlia a letto e in bagno in braccio. Fortunatamente ci siamo potuti adattare comodamente alla sistemazione e superare questi inconvenienti, ma sinceramente sconsiglierei ad un disabile di soggiornare nella stessa struttura.

Per il resto tutto è andato alla perfezione, Londra è una città bellissima da vedere e tutti i musei e i luoghi di maggiore attrattiva turistica sono assolutamente accessibili, le persone sono molto sensibili e disponibili e le strade sono ampie e percorribilissime! Nota di merito al popolo londinese, davvero sensibile alle necessità di un disabile e sempre pronto a dare il proprio aiuto, anche quando non strettamente necessario.

Accorgimento importante da adottare è di procurarsi l’apposita mantellina per sedia a rotelle in caso di pioggia, a Londra è molto frequente ed io l’ho trovata comodissima.

Per il trasferimento del ritorno in aeroporto, per 30 sterline abbiamo preso un taxi per quattro persone (durante il viaggio ci ha raggiunti mia sorella) e tre bagagli che ci ha portato alla stazione di Liverpool station, dalla quale avevamo già fatto il biglietto per il ritorno.

l taxi avrebbe richiesto 60 sterline per portarci direttamente all’aeroporto e sarebbe stata la soluzione più comoda ed economica, lo consiglio a tutti, disabili e non.

a londra


  • Nadia

    Personalmente credo che nel 2010 una persona con disabilità debba potersi muovere autonomamente e non elogiare la disponibilità altrui.
    Forse le persone non disabili non sanno cosa significa farsi tirare su e giù da persone estranee che non sanno neanche dove prendere la sedia per sollevarla: quante volte ci sentiamo cadere? E quante volte poi si cade senza che nessuno abbia alcuna responsabilità?
    Personalmente credo che non bisognerebbe accettare l’aiuto altrui… se non si può passare o entrare non lo si fa.

  • giuliano

    grazie a chi si impegna tutti giorni per difendere una categoria di persone che la stragrande maggioranza della societa brucerebbe….mi dispiace dire questo ma ho costatato dalla mia esperienza che e propio vero.

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