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Lorenza alla Tenuta “Il Corno” a San Casciano Val di Pesa Accessibile

15
giugno

Agriturismo Accessibile in Toscana. La nostra nuova amica Lorenza si presenta e ci consiglia un luogo da lei visitato: la Tenuta “Il Corno” a San Casciano Val di Pesa (FI) con la stanza accessibile e attrezzata anche per disabili.

Ecco l’email:

Buon giorno a tutti sono Lorenza, e prima di tutto volevo complimentarmi per il Vs. sito (scoperto da pochi giorni) che ho trovato molto interessante ed esauriente.

Ora piccola sintesi del mio quadro familiare:

Moglie di un “vecchietto” (come lo chiamo io),Vincenzo, di 54 anni che ha avuto un incidente in moto all’età di 17 anni: diagnosi tetraplegia. Fortunatamente grazie alla riabilitazione, al carattere solare ed a una forza di volontà incredibile è riuscito a rimettersi in piedi (infatti quando ci siamo conosciuti 34 anni fa camminava solo con un bastone).

Purtroppo (vuoi per l’avanzare dell’età + il lento peggioramento del trauma subito + varie ernie) da 6/7 anni per il 90% delle azioni quotidiane deve ricorrere alla sedia a rotelle.

Finito il quadro familiare passo a segnalarVi l’agriturismo in Toscana dove andiamo in vacanza che si chiama:

TENUTA IL CORNO – SAN CASCIANO VAL DI PESA

Noi ci troviamo benissimo sia per la struttura agevole ai disabili che per la camera ed il bagno attrezzato molto ampi oltre alla gentilezza e disponibilità della proprietaria e di tutto il personale, ormai siamo quasi di famiglia visto che lo

frequentiamo più volte nell’arco dell’anno, infatti ci passeremo le festività di Pasqua.

Purtroppo però potrebbe insorgere un nuovo problema per noi per quanto riguarda la piscina di questo agriturismo in quanto essendo “normale” fino a quando mio marito riuscirà a risalire la scaletta in maniera autonoma????

Per questo ci vorranno altre strutture con la piscina accessibile e attrezzata.

foto stanza accessibile

p.s.

Mio piccolo pensiero per quanto riguarda il mondo dei disabili: fino a quando le ASL o gli enti preposti manderanno a fare i controlli per le certificazioni delle persone “NORMODOTATE” il problema non verrà mai risolto seriamente.

RingraziandoVi per quello che fate (ora che Vi abbiamo trovati penso che non Vi molleremo facilmente) salutiamo affettuosamente.

Lorenza e Vincenzo.

INFO: www.tenutailcorno.com


  • Diego

    Il problema dei controlli è legato alla PROFESSIONALITA’ di chi opera il controllo e di chi certifica, oltre ad una NORMATIVA seria che faccia tesoro di tutta l’esperienza acquisita (ma per questo basterebbe portare la normativa italiana ai livelli di quella europea e dei paesi più avanzati). Poi ovviamente ci deve essere anche la volontà degli enti locali nell’APPLICAZIONE delle leggi e nella VERIFICA ed eventuale rettifica nei casi in cui applicazione corretta non vi sia stata. E qui le cose cambiano a seconda di dove ci spostiamo sul territorio nazionale o anche solo all’interno di quello provinciale.
    Un esempio che posso fare è ciò che stiamo portando avanti con il Comune di Livorno attraverso il P.E.B.A. (progetto quinquennale finanziato dalla Regione Toscana con i fondi della Comunità Europea per l’abbattimento delle barriere architettoniche) che prevede la partecipazione in “staff” delle persone disabili e delle associazioni. Coinvoilta la facoltà di ingegneria civile di Pisa con specializzandi in architettura che dovrebbero intervenire supportati dalle precise indicazioni dei disabili e in generale dei cittadini coinvolti nelle specifiche problematiche. Vedremo questa collaborazione quali risultati positivi porterà all’interno della città. Ma è evidente che in tutti questi anni è mancata in generale la partecipazione attiva da parte dei cittadini, fondamentale in un governo democratico dei problemi. E questo stato di abbandono si sente soprattutto a livello culturale e politico tra le persone ormai abituate e appiattite sui problemi.

  • Lorenza

    Diego, pienamente daccordo su tutto quello che hai detto, (soprattutto sulla partecipazione dei cittadini) e per quanto riguarda il territorio ti posso portare l’esempio dell’ufficio della ASL della provincia in cui abito (Milano) dove vado a ritirare la fornitura di mio marito ogni tre mesi il quale si trova in un seminterrato con uno scoiattolo, vorrei vedere come farebbe se dovesse andare da solo a prendersela!
    Un grosso in bocca al lupo per il vostro progetto.

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