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Lavoro per disabili: manager in Hotel

9
gennaio

Il lavoro per tutti è sempre impresa non facile, per i disabili diventa spesso impresa impossibile, non solo per varie crisi che attraversano l’Italia a periodi alterni, ma soprattutto per la scarsa domanda in settori dove un chi ci lavora non ha certo bisogno di particolari risorse fisiche ma piuttosto di altre capacità intellettuali.

Fino a che si pensa il disabile solo in uffici comunali o nelle a.s.l., con tutto il rispetto per queste due categorie, ci saranno ben poche altre alternative. La colpa però si divide un po’ fra tutti, anche disabili, oltre che culturale. Purtroppo spesso quest’abitudine mentale condiziona anche il disabile che non sente la spinta e il desiderio di spingersi oltre le solite categorie lavorative.

Oggi voglio farvi leggere un articolo che chissà, potrebbe stimolare un po’ tutti, disabili e operatori del settore:

TRIESTE – Per i portatori di handicap fisici si apre una nuova possibilità professionale, quella del manager d’albergo. Va in questa direzione l’accordo fra l’Enaip e l’Associazione albergatori della città che predisporranno, assieme al Comune e alla Provincia, un corso per formare persone che non hanno la piena possibilità di muoversi, ma intendono iniziare la carriera di manager d’albergo.

La figura professionale è a metà strada fra l’esperto di pubbliche relazioni e il responsabile marketing. Il tutto condito con una buona conoscenza dei sistemi informatici. «L’attività – spiega Luca Alborghetti, direttore dell’Enaip – consiste nella gestione e nel controllo dei flussi di comunicazione che intercorrono fra l’albergo e l’ambiente esterno. L’obiettivo è di razionalizzare le presenze nell’ambito della struttura alberghiera di un determinato territorio». Il manager d’albergo deve condurre analisi di mercato nel settore del turismo locale, studiarne le tendenze e leggerne gli andamenti, con lo scopo di formulare previsioni a breve e medio termine e quindi contribuire a delineare le politiche di produzione e commercializzazione dell’impresa. «Una delle funzioni – aggiunge Alborghetti – è anche quella di definire e attuare le politiche di pubblicizzazione dei pacchetti di ospitalità sul mercato».

Il corso di preparazione prevede una prima fase in aula, durante la quale si approfondiranno le tecniche di utilizzo dei sistemi informatici. In un secondo tempo, i partecipanti potranno fare esperienza negli alberghi, seguiti e istruiti da quanti hanno già una comprovata competenza nella materia. «L’evoluzione della tecnologia – dice Guerrino Lanci, presidente degli albergatori di Trieste – sta favorendo sviluppi impensabili fino a pochi anni fa. Con un personal computer e la capacità di utilizzarlo un addetto, opportunamente istruito, può svolgere un ottimo lavoro, al servizio della crescita turistica dell’area di riferimento. In questo specifico caso potremo far entrare nel circuito lavorativo persone che finora ne erano escluse». L’assessore comunale per la Protezione sociale, Carlo Grilli, ha espresso parole di vivo compiacimento per l’iniziativa: «Le potenzialità delle persone con disabilità sono notevoli – sostiene – e questa è un’ulteriore occasione per dimostrarlo». (u. s.)

il Piccolo — 04 gennaio 2010 (disablog.it)

Tenendo conto che l’argomento del nostro sito è il turismo accessibile, direi che come tipologia di lavoro è perfettamente inerente. Ovviamente spero che se trovate lavoro in un Hotel questo abbia anche camere attrezzate a disabili, non solo l’ufficio… e da bravi manager metterete una buona parola per avere un nostro reportage o meglio ancora, farlo Voi 😉

A parte l’ironia, penso che sia un buon inizio per cambiare la mentalità comune su questo argomento e spero l’iniziativa si possa diffondere anche in altre regioni d’Italia.


  • Sono convinto che una persona disabile opportunamente istruita possa avere una maggiore capacità di osservazione. I problemi quotidiani ci hanno abituati a pesare non una ma più volte le cose e le situazioni. Insomma, il disabile dovrebbe rappresentare ben più che una semplice “variabile” che dia un qualche valore in più alle cose. Dovrebbe piuttosto rappresentare un cambiamento radicale nel vedere e valutare le questioni, specie in un ambito come quello alberghiero e del turismo in generale. Una sorta di “minimo comune denominatore” su cui concepire e costruire un turismo più funzionale per tutti.

  • Dico sempre che colui che sta attento alle minoranze poi salvaguardia ancor di più le maggioranze… quindi concordo con Te 😉

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